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Qual è il periodo numismatico più studiato?


Aristarco
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Buonasera e "buon caldo" che ci opprime a tutti : io sto morendo !

Sorvolando questa mia personale considerazione e mio personale saluto :) volevo chiedervi qual è il periodo numismatico maggiormente studiato? Ovviamente tutti i periodi saranno studiati ma in sede accademica, nelle Università chi frequenta dei corsi numismatici avrà modo di studiare maggiormente quale monetazione? Per quale motivo poi? Si studieranno penso le Antiche anche in base al loro contesto archeologico ; quindi il ritrovamento, il sito ecc, così come penso quelle medievali. Per quelle moderne e contemporanee (Stato Pontificio post 1500 - Savoia - Lire Repubblica) ?

Ciao e grazie a tutti quanti e ancora "buon caldo"

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Supporter

Perdoni sig. @Aristarco ma non è stato proprio lei a porre praticamente gli stessi quesiti circa un mese fa in un'altra discussione? Mi sembra, tra l'altro, che abbia ricevuto risposte articolate e, tutto sommato, complete. Dunque, cos'altro, nello specifico, vorrebbe sapere?

 

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ho iniziato questa discussione qua appunto perché così collezionisti e studiosi di qualsivoglia periodo possono intervenire; avendo chiaro il titolo. L'altra volta avevo posto il quesito all'interno di un altro discorso

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credo che il periodo numismatico più studiato sia quello di Roma Repubblicana. Perchè? forse perchè è un periodo lungo e ricchissimo di storia rivissuta attraverso le monete.

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forse il periodo più studiato è appunto quello delle Antiche anche perché oltre allo studio monetale in sé vi è il fascino archeologico

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Limitandoci al nostro Paese in sede accademica la gran parte dei corsi di numismatica tratta le monetazioni classiche greche e romane, vi è poi una minoranza di corsi sulla numismatica medievale, quasi assenti le monetazioni moderne e contemporanee... Una curiosità da osservare è che le monetazioni più studiate in sede universitaria sono anche quelle meno collezionate, viceversa le meno studiate sono quelle più collezionate.. 

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4 minuti fa, talpa dice:

Una curiosità da osservare è che le monetazioni più studiate in sede universitaria sono anche quelle meno collezionate, viceversa le meno studiate sono quelle più collezionate.. 

come mai? Forse paura di falsi o cosa?

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1 ora fa, Aristarco dice:

come mai? Forse paura di falsi o cosa?

Problemi di natura giuridica per le note questioni inerenti la compravendita dei pezzi antichi. Oltre al fatto che richiedono una base di studio e conoscenza molto più impegnativa.

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1 ora fa, Aristarco dice:

come mai? Forse paura di falsi o cosa?

Anche, ma soprattutto paura di complicazioni per via della normativa che richiede certificazioni ad ogni acquisto, cosa non necessaria per la monetazione moderna e contemporanea il chè ovviamente facilita anche gli scambi e gli acquisti informali tra privati, c'è anche da dire che le monete antiche richiedono una preparazione e competenza non facili da acquisire, non che la monetazione moderna e quella decimale siano semplici e banali, tutt'altro, ma certamente il loro approccio è un pò più agevole, basti pensare alla facilità di reperimento e consultazione dei cataloghi di monete dell'ottocento e novecento, mentre con una zecca magnogreca ad esempio non funziona proprio allo stesso modo... 

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permettetemi di fare una piccola precisazione, forse più che di periodo storico sarebbe meglio parlare di monetazioni , poiché se ancora con l' epoca classica questa differenza è meno marcata con l' epoca medievale abbiamo un quadro molto più frammentato e confuso, in Italia soprattutto centinaia di monetazioni differenti nello stesso periodo. 

Già in Inghilterra il discorso è più omogeneo per esempio ed infatti gli studi dedicati alla monetazione inglese medievale e moderna sono migliaia , tanto che a mio avviso potrebbe giocarsi il podio ..

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Oltre a ciò -e grazie per le risposte- credo anche vi sia un discorso di fascino di un'epoca lontana che, grazie agli archeologi, conosciamo e continuiamo a studiare :) 

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Credo che a livello scientifico le più studiate (in Italia) siano le romane: repubblicane e imperiali. A livello collezionistico la fanno da padrone le reali di V.E. III e le pontificie.

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Quelle del Re soldato penso siano maggiormente collezionate anche per una derivazione diretta da parte di nonni e bisnonni. Da lì, si apprezzano le monete del Regno e pian piano, oltre quelle lasciate dai parenti, si continua la collezione con le medesime monete ma in conservazione migliore, come collezionismo vuole

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13 ore fa, matteo95 dice:

permettetemi di fare una piccola precisazione, forse più che di periodo storico sarebbe meglio parlare di monetazioni , poiché se ancora con l' epoca classica questa differenza è meno marcata con l' epoca medievale abbiamo un quadro molto più frammentato e confuso, in Italia soprattutto centinaia di monetazioni differenti nello stesso periodo. 

Già in Inghilterra il discorso è più omogeneo per esempio ed infatti gli studi dedicati alla monetazione inglese medievale e moderna sono migliaia , tanto che a mio avviso potrebbe giocarsi il podio ..

In effetti parlare di numismatica medievale in Italia significa cimentarsi con un pozzo senza fondo che comprende molteplici ambiti, alcuni molto di nicchia come le monetazioni germaniche Ostrogota e Longobarda, così come la monetazione italo-bizantina, ambiti di estrema complessità, pieni di enigmi e difficoltà attributive, che necessitano di ampie conoscenze storiche ed archeologiche che vanno ben oltre i limiti del territorio italiano. Con il medioevo centrale e tardo poi si apre il festival delle numerosissime zecche che hanno caratterizzato la storia monetaria del nostro Paese, alcune come quelle siciliane e campane (Palermo,Messina,Salerno e Amalfi) hanno la particolarità di avere prodotto monete con legende cufiche per cui chi vuole interessarsi a questa tipologia monetaria deve cimentarsi con lingua e scrittura araba nonchè con la storia e la civiltà islamica... Insomma qui in Italia non ci siamo fatti mancare proprio nulla 😋

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Sentire parlare di nicchia per la monetazione Longobarda mi fa venire i brividi. Stiamo parlando di due secoli di storia d'Italia. :unknw:

Arka

Diligite iustitiam

Edited by Arka
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pensate che il fatto che la monetazione classica sia maggiormente studiata nelle Università abbia a che fare anche con l'archeologia? Chi segue corsi di numismatica classica e magari sta studiando archeologia classica può comparare le due cose

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5 ore fa, Aristarco dice:

pensate che il fatto che la monetazione classica sia maggiormente studiata nelle Università abbia a che fare anche con l'archeologia? Chi segue corsi di numismatica classica e magari sta studiando archeologia classica può comparare le due cose

Non credo che la numismatica sia fra gli interessi principali di chi studia archeologia. Credo che la maggioranza degli archeologi nemmeno sappiano classificare le monete. In passato ho letto varie volte sul forum richieste di aiuto per le identificazioni. D'altronde nessun archeologo potrà mai imbattersi nella quantità di monete che maneggia ogni giorno un commerciante/perito.

In ogni caso gli utenti esperti qui sul forum sono sempre stati disponibili ad aiutare a colmare queste lacune quando manifestate. In fondo i corsi universitari di numismatica sono molto pochi, capiamo che non possano essere tuttologi e neanche lo pretendiamo. 

Magari ci fosse la stessa disponibilità nel rendere fruibile, a chi le ama per davvero, tutte le monete emerse eppoi condannate all'oblio in tanti musei italiani. 

Concludendo si può affermare che il titolo accademico sia davvero ininfluente per quanto riguarda la conoscenza delle monete e soprattutto nel riconoscere i falsi. 

Buona serata.

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9 minuti fa, Cinna74 dice:

Magari ci fosse la stessa disponibilità nel rendere fruibile, a chi le ama per davvero, tutte le monete emerse eppoi condannate all'oblio in tanti musei italiani. 

Questa purtroppo è davvero un'utopia, non solo per il comune collezionista ma anche per lo studioso. L'atteggiamento delle istituzioni va ahimè nella direzione diametralmente opposta.

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io mi riferivo al fatto che comunque il perito studia su monete autentiche, ma anche su quelle false. Le monete autentiche, che magari sono in collezione anche di mano in mano da 300 anni, prima dovevano pur trovarsi in un contesto archeologico no? Quindi l'archeologia a mio parere fa sempre parte della numismatica classica poiché le monete stesse sono reperti archeologici no?

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11 ore fa, Gallienus dice:

Questa purtroppo è davvero un'utopia, non solo per il comune collezionista ma anche per lo studioso. L'atteggiamento delle istituzioni va ahimè nella direzione diametralmente opposta.

io mi riferivo al fatto che comunque il perito studia su monete autentiche, ma anche su quelle false. Le monete autentiche, che magari sono in collezione anche di mano in mano da 300 anni, prima dovevano pur trovarsi in un contesto archeologico no? Quindi l'archeologia a mio parere fa sempre parte della numismatica classica poiché le monete stesse sono reperti archeologici no?

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  • 2 weeks later...
Il 7/8/2020 alle 07:58, Aristarco dice:

io mi riferivo al fatto che comunque il perito studia su monete autentiche, ma anche su quelle false. Le monete autentiche, che magari sono in collezione anche di mano in mano da 300 anni, prima dovevano pur trovarsi in un contesto archeologico no? Quindi l'archeologia a mio parere fa sempre parte della numismatica classica poiché le monete stesse sono reperti archeologici no?

Aridangheta aristarco

e’ proprio difficile per te comprendere tale passaggio vero?

ti e’ stato detto piu’ volte che una parte molto consistente delle monete antiche era gia’ disponibile oltre mille anni fa. Molte monete sono state tesaurizzate gia’ in epoca molto antica . Altre sono state raccolte senza scavare nulla.

alla fine Del 1400 abbiamo un elenco di collezioni private ( i musei sarebbeto

nati secoli dopo) che superavano il numero di 800. Esse venivano alimentate da monete antiche che erano gia’ disponibili, in circolazione presso antiquari dell’epoca . Di scavi archeologici in quei secoli se ne facevano pochissimi , i grandi scavi sarebbero arrivati due secoli dopo...

studiamo la storia del collezionismo e delle raccolte numismatiche . Il bollettino del MIBACT riporta parecchi articoli e interventi in proposito e nel 2014 ci fece addirittura un convegno...

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Il 6/8/2020 alle 19:47, Cinna74 dice:

Non credo che la numismatica sia fra gli interessi principali di chi studia archeologia. Credo che la maggioranza degli archeologi nemmeno sappiano classificare le monete. In passato ho letto varie volte sul forum richieste di aiuto per le identificazioni. D'altronde nessun archeologo potrà mai imbattersi nella quantità di monete che maneggia ogni giorno un commerciante/perito.

In ogni caso gli utenti esperti qui sul forum sono sempre stati disponibili ad aiutare a colmare queste lacune quando manifestate. In fondo i corsi universitari di numismatica sono molto pochi, capiamo che non possano essere tuttologi e neanche lo pretendiamo. 

Magari ci fosse la stessa disponibilità nel rendere fruibile, a chi le ama per davvero, tutte le monete emerse eppoi condannate all'oblio in tanti musei italiani. 

Concludendo si può affermare che il titolo accademico sia davvero ininfluente per quanto riguarda la conoscenza delle monete e soprattutto nel riconoscere i falsi. 

Buona serata.

mi sento di aggiungere che "la" numismatica, a livello di studio e catalogazione museale, viene spesso vissuta come una "materia", ma purtroppo è una "somma" di materie.... pretendere che vi siano classificazioni di migliaia di monete dal III sec aC al VII dC, fatte magari da un solo dottorando, è abbastanza stupido... la numismatica è fatta di periodi, e di persone esperte di piccoli settori... questo dà valore, altrimenti se io mi mettessi a catalogare ad esempio roba del XIII secolo, lo farei certamente in modo approssimativo, e a volte superato....

 

anche se una persona è un ottimo numismatico, nessuno, dico nessuno è tuttologo.

vi fareste operare al cervello dal miglior esperto di oculistica del mondo?

vi fareste aggiustare il legamento di un ginocchio dal miglior cardiologo del mondo?

vi fareste curare una frattura scomposta da un endocrinologo?

no....ma tutti si aspettano che un "numismatico" cataloghi 2500 anni di monete emesse in ogni dove nel mediterraneo e non solo.... Mah....

 

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Il 6/8/2020 alle 11:59, Arka dice:

Sentire parlare di nicchia per la monetazione Longobarda mi fa venire i brividi. Stiamo parlando di due secoli di storia d'Italia. :unknw:

Arka

Diligite iustitiam

Beh sono due secoli piuttosto complessi ed enigmatici di cui pochissimi sono gli esperti, a parte gli studi pionieristici di Bernareggi, l'argomento è stato affrontato in maniera approfondita e ripetuta quasi esclusivamente da Arslan, a tutt'oggi è ancora impresa poco praticabile la stesura di un Corpus Nummorum Langobardorum, repertorio che al contrario esiste per quasi tutte le altre monetazioni dei regni germanici, dai Visigoti, ai Franchi e agli Anglosassoni. 

La durata di un periodo non è necessariamente connessa al fervore degli studi, un esempio particolare è offerto dalla storia del Ducato di Napoli che comprende più di sei secoli di storia, eppure rimane uno dei periodi più oscuri e meno studiati della storia napoletana. 

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No, non c'è solo Arslan. Di monete longobarde si sono occupati vari studiosi. Asolati, Passera, Pardi tanto per citarne qualcuno... Se mai è il pubblico che è assente.

Arka

Diligite iustitiam

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