Aristarco Inviato 17 Settembre, 2020 #1 Inviato 17 Settembre, 2020 Buongiorno a tutti, non so se sia la sezione giusta ma spero di si. Stavo notando alcune stampe antiche, in modo particolare mi stavo soffermando sulla stampa : "Arco di Tito" , di Antonio Lafreri, 1548. Noto che nella datazione su stampa è riportato il simbolo lemniscata, questo: ∞ seguito poi da D XL VIII . Allora, io presumo che sia il numero 1000 , però come numero dell'Infinito compare sono con Wallis nel 1655. Però l'ho notato in diverse stampe pre 1655, specialmente cinquecentesche. Nel Rinascimento il ∞ veniva anche usato per indicare il numero 1000 . Ora, nel seicento come nel cinquecento spesso le tipografie disponevano di un simbolo "pronto" per le esigenze da inserire nelle stampe. Più avanti questo simbolo assurgerà ad indicare l'Infinito in matematica. Ma come mai Wallis lo scelse? George Ifrah, storico della matematica, scomparso nel 2019, sia M che CIƆ derivano dalla deformazione successiva del phi greco ( φ ) Cita
Ospite Inviato 17 Settembre, 2020 #2 Inviato 17 Settembre, 2020 1 ora fa, Aristarco dice: Buongiorno a tutti, non so se sia la sezione giusta ma spero di si. Stavo notando alcune stampe antiche, in modo particolare mi stavo soffermando sulla stampa : "Arco di Tito" , di Antonio Lafreri, 1548. Noto che nella datazione su stampa è riportato il simbolo lemniscata, questo: ∞ seguito poi da D XL VIII . Allora, io presumo che sia il numero 1000 , però come numero dell'Infinito compare sono con Wallis nel 1655. Però l'ho notato in diverse stampe pre 1655, specialmente cinquecentesche. Nel Rinascimento il ∞ veniva anche usato per indicare il numero 1000 . Ora, nel seicento come nel cinquecento spesso le tipografie disponevano di un simbolo "pronto" per le esigenze da inserire nelle stampe. Più avanti questo simbolo assurgerà ad indicare l'Infinito in matematica. Ma come mai Wallis lo scelse? George Ifrah, storico della matematica, scomparso nel 2019, sia M che CIƆ derivano dalla deformazione successiva del phi greco ( φ ) Il simbolo che hai citato , quello che oggi indica l' infinito , era gia' in uso presso i Romani per indicare il numero Mille , questo simbolo era in simbiosi con altri simboli anch' essi indicanti il Mille , come i due simboli che hai riportato : "sia M che CIƆ" . Quindi nessuna meraviglia trovarlo su un quadro antico come datazione del primo millennio . Cita
ARES III Inviato 17 Settembre, 2020 #3 Inviato 17 Settembre, 2020 2 ore fa, Aristarco dice: Stavo notando alcune stampe antiche, in modo particolare mi stavo soffermando sulla stampa : "Arco di Tito" , di Antonio Lafreri, 1548. Noto che nella datazione su stampa è riportato il simbolo lemniscata, questo: ∞ seguito poi da D XL VIII . Allora, io presumo che sia il numero 1000 , però come numero dell'Infinito compare sono con Wallis nel 1655. Però l'ho notato in diverse stampe pre 1655, specialmente cinquecentesche. Nel Rinascimento il ∞ veniva anche usato per indicare il numero 1000 . Ora, nel seicento come nel cinquecento spesso le tipografie disponevano di un simbolo "pronto" per le esigenze da inserire nelle stampe. Magari se ci facessi partecipi, allegando qualche immagine , te ne saremmo grati, oltre che in tal modo completare la discussione. Cita
Risposte migliori
Unisciti alla discussione
Puoi iniziare a scrivere subito, e completare la registrazione in un secondo momento. Se hai già un account, accedi al Forum con il tuo profilo utente..