Saro Inviato 11 Marzo, 2007 #1 Inviato 11 Marzo, 2007 Premetto che non capisco quasi niente di monete antiche. In un cassetto ho trovato quella che sembra una moneta romana di rame. Al diritto c'è un'aquila (con la testa rivolta a sinistra di chi guarda) con sotto la scritta ROMA. Al rovescio ci sono soltanto delle lettere disposte su tre righe. Mi sembra di leggere: VT SOM? DIV Che ne pensate? Cita
lupin Inviato 11 Marzo, 2007 #3 Inviato 11 Marzo, 2007 director: basterebbe una foto :blink: :blink: Cita
Saro Inviato 11 Marzo, 2007 Autore #4 Inviato 11 Marzo, 2007 Ecco una foto. Scusate per la qualità non sono riuscito a fare di meglio. Cita
simone Inviato 11 Marzo, 2007 #6 Inviato 11 Marzo, 2007 E' una moneta da un grano del Regno di Sicilia (XVI-XVII secolo). Cita
Saro Inviato 11 Marzo, 2007 Autore #7 Inviato 11 Marzo, 2007 Ok grazie. Quindi non c'è scritto ROMA sotto l'aquila? Cita
simone Inviato 11 Marzo, 2007 #8 Inviato 11 Marzo, 2007 Quindi non c'è scritto ROMA sotto l'aquila? 207727[/snapback] Non dovrebbe esserci. Comunque, puoi specificare il diametro ? Perchè potrebbe anche essere un multiplo di un grano.... Cita
simone Inviato 11 Marzo, 2007 #9 Inviato 11 Marzo, 2007 La dicitura UT COMMODIUS compare al rovescio a partire da Filippo II (1556-1598) e viene utilizzata in tutte le emissioni dei successori fino a Ferdinando III. Alcuni lnk: http://www.lamoneta.it/index.php?showtopic=5492&hl=commodius http://www.lamoneta.it/index.php?showtopic=2242&hl=commodius Cita
simone Inviato 11 Marzo, 2007 #10 Inviato 11 Marzo, 2007 Comunque, puoi specificare il diametro ? Perchè potrebbe anche essere un multiplo di un grano.... 207728[/snapback] Riporto una descrizione (trovata in rete) del grano e dei suoi multipli: I 10 grani erano un grossa moneta di rame del peso superiore a 30 grammi e del diametro superiore a 40 mm, con una scritta, in mezzo a dei fregi, in latino: VT COMMODIVS, o PVBLICA COMMODITAS (più rara questa). Significava "per comodità", nel senso che la zecca quasi si scusava con i cittadini che per le monete più piccole non usava l'oro o l'argento, ma metallo vile. Ma - questo è il senso - lo faceva solo per la comodità di non dover coniare microscopiche monete d'argento. Peraltro queste monetine divisionali erano pienamente convertibili in monete d'argento qualora ne avessero raggiunto il valore. I 5 grani erano una moneta di rame del peso di circa 21,6 grammi e del diametro di 40 mm con la stessa iscrizione. I 3 grani erano una moneta di rame di circa 12,8 grammi e di 35 mm di diametro con la stessa iscrizione. I 2 grani erano una moneta di rame di circa 8 grammi e di 30 mm di diametro con la stessa iscrizione. Il grano era una moneta di rame di circa 4,2 grammi e di 23 mm di diametro con la stessa iscrizione. Da notare che nel recto dei grani non era più incisa l'effigie del re ma nuovamente, in tutti, l'aquila di Sicilia. Il contorno dei grani, come quello dei Tarì, aveva le foglie in rilievo. Cita
Saro Inviato 11 Marzo, 2007 Autore #11 Inviato 11 Marzo, 2007 Come si può vedere la moneta non è propriamente rotonda. Il diametro varia da 15 a 20 mm circa. Quindi dovrebbe essere proprio un grano. Grazie ancora. Cita
simone Inviato 11 Marzo, 2007 #12 Inviato 11 Marzo, 2007 Come si può vedere la moneta non è propriamente rotonda. Il diametro varia da 15 a 20 mm circa.Quindi dovrebbe essere proprio un grano. 207737[/snapback] Sì, è un grano. Cita
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