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Monete e Storia - Il Potere di acquisto


mtesta55

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Amici un saluto a tutti.

Sono da poco iscritto al Forum e quindi Vi prego di scusarmi se sarò irrituale.

Apro questa discussione nella speranza che la Vostra esperienza mi aiuti a portare avanti una ricerca storico/numismatica che mi appassiona particolarmente.

Sono un non più giovanissimo ingegnere toscano con la passione della storia e, ovviamente dico io, della numismatica. Colleziono monete argentee italiane di grossa taglia dal 1600 alla Repubblica e nel corso degli anni sono giunto ad una collezione discreta per qualità e copertura composta di circa 150 pezzi.

Il problema che sto affrontando deriva immediatamente dalla passione numismatica.

Quello che collezioniamo è si un oggetto artistico, più o meno bello da vedere o prezioso di valore, ma è anche un pezzo di vita dei nostri avi.

Noi le collezioniamo per il piacere di vederle, toccarle, etc. etc., per loro era uno strumento di vita quotidiana.

Per farla breve, con il mio 120 grana del 1815 che cosa CI POTEVO FARE nel 1815?

Il campo di interesse della mia ricerca è quindi il potere di acquisto delle monete.

L'origine della mia ricerca è la lettura di una pagina del diario di Napoleone scritto all'Elba: (cito a memoria) ".... che la sedia non sia di qualità eccessiva, al massimo abbia il costo di 5 lire .....". Per cui in quel tempo 5 lire avevano il potere di acquisto di circa 50-60 euro odierni. Non è poco per una moneta.

Ho cercato nella letteratura e nelle biblioteche italiane trovando solo cenni dispersi a tale argomento. Un buon lavoro, ma molto limitato è presente nel Tranfaglia Firpo (Volume I) relativo al prezzo di acquisto per grammo di argento nel primo medioevo.

Da quanto mi risulta, per quanto possa sembrare strano, è molto più chiaro il valore di acquisto di un asse romano rispetto a quello delle monete argentee del nostro '600-'700. Ovviamente le cose cambiano dopo l'Unità essendo disponbili statistiche regionali e nazionali (utile leggere la Storia di Montanelli).

Dopo quanto detto mi rivolgo a Voi per conoscere la Vostra opinione e sapere se siete in grado di indicarmi libri, documenti o qualsiasi informazione che possa aiutarmi nella ricerca.

Tramite questi contributi mi propongo, tempo permettendo, di costruire una sorta di puzzle storico numismatico con il quale dare ai nostri amati oggetti del desiderio una valenza concreta.

Ringrazio tutti per l'attenzione.

Marco Testa

[email protected]

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mtesta55 mi aveva precedentemente contattato tramite il mio sito, ponendomi lo stesso quesito.

Giro a tutti gli utenti del forum quel poco che gli ho saputo dire (notizie tratte dal forum e da altre fonti):

IMPERO ROMANO

Prezzi e stipendi nell'Impero Romano: http://manuali.lamoneta.it/Stipendi.html

Libro: Laura Breglia, Circolazione monetale ed aspetti di vita economica a Pompei, in Pompeiana, 1950, Napoli.

ETA' MEDIEVALE

Purtroppo non sono riuscito a trovare notizie.

ETA' MODERNA

Allego un documento in PDF: riguarda i prezzi in Spagna durante il regno di Filippo IV (1621-65) Qui sul forum non posso allegarlo è troppo grande :rolleyes:

ETA' CONTEMPORANEA

FRANCIA

Prezzi negli anni pre-rivoluzionari (anni '80 del '700)

PREZZI

Pane: 3 soldi la libbra

Carne bovina: 5 soldi la libbra

Carne di maiale: 6 soldi la libbra

Burro: 8 soldi la libbra

Lardo: 10 soldi la libbra

Sale: 8 soldi la libbra

Vino: 5 soldi la pinta (1,136 litri)

La libbra poteva variare da 453 a 489 grammi, secondo la località.

STIPENDI

Valori medi giornalieri per 10-14 ore di lavoro e per 300 giorni lavorativi annuali:

Grandi città

Operaio specializzato: 30-35 Soldi

Manovale: 15-25 Soldi

Campagna

Salariato agricolo: 12-18 Soldi

RENDITE FONDIARIE (1789)

Il prodotto lordo per ogni ettaro di terreno era di circa 50 lire tornesi, cosi' ripartite:

Rendita del proprietario L. 12

Utile del coltivatore L. 5

Spese accessorie L. 1

Imposte fondiarie e decime L. 7

Salari a stagionali L. 25

TRASPORTI E COMUNICAZIONI

Nel 1789 la Francia disponeva di 40-45000 km. di strade carrozzabili destinate a degradarsi rapidamente, negli anni della Rivoluzione, sia per scarsa manutenzione, sia per il notevole movimento di truppe e di carriaggi militari dovuti ai conflitti che hanno caratterizzato il periodo.

Era di notevole importanza l'esistente rete di canali e di fiumi navigabili che permettevano il trasporto economico di merci di scarso valore e la flottazione del legname.

I trasporti via terra di passeggeri e merci erano gestiti da 6 grandi aziende e da un consistente numero di piccoli imprenditori. Il trasporto passeggeri era eseguito con diligenze, carrozze e carri.

Riservare un posto su di un mezzo di trasporto costava:

16 soldi in diligenza

10 soldi in cabriolet o carrozza

6 soldi su carro o furgone.

A questo occorreva naturalmente aggiungere il costo della tratta da percorrere. Ogni passeggero aveva diritto a 10 libbre di bagaglio gratuito.

Viaggiando in diligenza, nella buona stagione, si poteva far conto su di una percorrenza media di 100 km. al giorno. Ci volevano, mediamente 8 giorni da Parigi a Marsiglia, 5 per Lione, 3 per Bruxelles, ecc.

In tutti i centri di qualche importanza il servizio di trasporto urbano era espletato mediante vetture a nolo. A Parigi, in particolare, si contavano circa 620-640 vetture a nolo per le quali venivano applicate le seguenti tariffe:

- corsa diurna: 30 soldi la prima ora e 25 soldi le ore successive

- corsa notturna: 40 soldi la prima ora e 36 soldi le ore successive.

Era una regola ferrea per tutti i vetturali accettare qualsiasi cliente che dimostrasse di poter pagare; qualsiasi discriminazione era punita con il carcere.

Quanto ai trasporti privati, eseguiti con mezzi propri, essi erano riservati ai cittadini piu' facoltosi, in grado di pagare, oltre a tutto il resto, anche le pesanti tasse imposte dallo stato su cavalli e carrozze, considerati beni di lusso.

Tassa annuale sui cavalli: 20 lire il primo cavallo, 40 il secondo, 80 il terzo, 160 il quarto (un tiro a quattro costava, quindi, 300 lire l'anno solo di tasse).

Tassa annuale sulle carrozze: 20 lire la prima carrozza, 40 lire la seconda e 120 lire(!) la terza.

Tassa annuale sulle carrozze da nolo: 5 lire per il cavallo e 10 lire per ogni ruota del veicolo.

Il servizio postale, gestito dagli Appaltatori di Imposte (Fermiers Généraux), utilizzava gli stessi mezzi di trasporto per le lettere, le messaggerie ed il collettame. Su determinate tratte le lettere venivano anche trasportate con vettori a cavallo.

GIORNALI

Il costo di un giornale era di 2 soldi la copia, 30 lire per un abbonamento annuale in Parigi e 35 lire per un abbonamento annuale in Provincia.

La Francia nell'800

Notizie tratte dalle opere di Balzac: in un primo testo un personaggio afferma di vivere in povertà con 421 franchi all'anno,"mettendo toppe al posto dei buchi più che comprando vestiti nuovi".L'epoca è il 1850.

In "la pelle di Zigrino" di Balzac, il giovane Raphael afferma di spendere 365 franchi l'anno (per vivere in indigenza e con vestiti già posseduti).In più sostiene che l'alloggio gli costava 3 soldi (15 centesimi) al giorno di affitto e 2 soldi (10 centesimi) al giorno per il riscaldamento.Afferma di mangiare 3 soldi di pane,2 di latte e 3 di salumi per un totale di 20 soldi (1 franco) al giorno.

Da ciò ne possiamo dedurre (se di deduzione può parlarsi) che si poteva vivere in povertà con una cifra oscillante tra il franco e il franco e 1/4 al giorno (tra il 1830 e il 1850).

Bisogna considerare però che l'ambientazione è quella parigina e che probabilmente la differenza con la campagna era notevole.Oltre a ciò anche il fatto che nn sappiamo quante "licenze poetiche" si prendessero questi autori (già i 365 franchi annuali sono sospetti per la loro coincidenza con i numeri dei giorni in un anno solare).

Nel 1890 il costo di un fiasco di vino era 20 centesimi, pari allo stipendio giornaliero di una filatrice.

ITALIA

Un operaio-bracciante agricolo del mantovano, nei primissimi anni del 1900, prendeva un salario medio oscillante tra 1,05 e 1,47 Lire al giorno. Nello stesso periodo i prezzi medi pagati ai proprietari terreni per vari prodotti della campagna erano i seguenti:

Frumento: L. 24 al quintale

Granturco: L. 18/q.le

Uva L. 11,75/q.le

Vino L. 21 all'Ettolitro

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Nel 462 d.C. in Campania:

una libbra di carne di maiale = 6 follis

in periodo di carestia il pane costava 5 follis

fonte M. Rasile "Le monete delle pergamene gaetane"

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Per quanto riguarda il medioevo, al momento, ho solo qualche nota da prendere con le molle.

Intorno al 1250 a Genova un artigiano-padrone come un fabbro, falegname, muratore etc. portava a casa più o meno cinque denari al giorno (lavorativo, si intende). Cioè, venti quartari.

A quei tempi, con parecchia approssimazione, un chilo di grano costava un po' meno di due denari. Perciò con un quartaro si poteva acquistare, sempre molto approssimativamente, poco più di un etto - un etto e mezzo di farina. O forse un bicchiere di vino. (Fonte: http://xoomer.alice.it/majanin/monete/acom05.html )

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Awards

Da un'articolo di Gianni Tognolo (docente di storia economica) "Parte da Carlomagno il romanzo della lira"

"...[]...la lira italiana, nella seconda metà dell’Ottocento, aveva un valore intrinseco tutt’altro che trascurabile. Un chilo di pane costava 25 centesimi. Una famiglia contadina di sette persone campava con 700 lire l’anno. Lo stipendio mensile di un maestro elementare si aggirava sulle 150 lire.

Mi è venuto in mente il film "Scrooge-canto di Natale" dal racconto di Dickens ambientato nell'inghilterra Vittoriana (metà '800), non ricordo la data esatta. L'impiegato di Scrooge prendeva 15 scellini la settimana (non dovevano esser molti visto la caratteristica "parsimonia" del protagonista), durante una scena fra i negozi di Londra per gli acquisti natalizi ci sono parecchie citazioni di prezzi sui beni di consumo. (ad esempio del pudding per 4 penny)

Nonso quanto siano attendibile la fonte comunque l'ho riportata.

Bella l'idea di riunire le fonti sul reale potere d'acquisto delle monete!

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ciao a tutti, il potere d'acquisto della moneta medievale è leggermente diverso da città a città. Il fatto è che il peso della libbra non è uguale dappertutto.

Un aiuto può venire dalle pubblicazioni della professoressa Lucia Travaini.

;)

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Awards

Paleologo grazie,

ho trovato nei vecchi post un riferimento che spero prezioso:

Aldo De Maddalena, Prezzi e mercedi a milano 1701 - 1860, 1974

Adesso mi metto a cercare una biblioteca italiana che disponga del libro e Vi faccio sapere.

Marco

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Oggi pomeriggio ho comprato il romanzo "Bel-Ami" di Guy de Maupassant (1885).

Già dal primo capitolo ci sono tantissime indicazioni di prezzi e stipendi nella Parigi dell'epoca :lol: Quando finirò di leggerlo publicherò tutto.

Allora perchè io lo vedo ?  :blink:

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Io vedo la pagina vuota in allegato, strano... :huh:

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Boh, io visualizzo la pagina regolarmente :o :unsure:

Modificato da simone
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Supporter

io la pagina non riesco a visualizzarla....

almeno rcamil non è l' unico.....

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Oggi pomeriggio ho comprato il romanzo "Bel-Ami" di Guy de Maupassant (1885).

Già dal primo capitolo ci sono tantissime indicazioni di prezzi e stipendi nella Parigi dell'epoca :lol: Quando finirò di leggerlo publicherò tutto.

Ciao Simone, bello Guy de Maupassant! Ti dicevo di lui ho letto tempo fa solo "una vita" e ancora ne ho un bel ricordo. Ottime le sue ricostruzioni dell'epoca molto apprezzate anche da giornalisti e critica nelle varie recensioni che si leggono in giro.

Cito da "La nausea" di Jean-Paul Sartre ambientato in Francia 1930 :"Milleduecento franchi al mese, non c'è da scialare. Ad ogni modo se mi restringo un pò dovrebbero bastare. Una camera a trecento franchi, quindici franchi il giorno per il mangiare: resteranno quattrocentocinquanta franchi per il bucato, le piccole spese e il cinema."

Modificato da Rob_erto
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Oggi pomeriggio ho comprato il romanzo "Bel-Ami" di Guy de Maupassant (1885).

Già dal primo capitolo ci sono tantissime indicazioni di prezzi e stipendi nella Parigi dell'epoca :lol: Quando finirò di leggerlo publicherò tutto.

Ciao Simone, bello Guy de Maupassant! Ti dicevo di lui ho letto tempo fa solo "una vita" e ancora ne ho un bel ricordo. Ottime le sue ricostruzioni dell'epoca molto apprezzate anche da giornalisti e critica nelle varie recensioni che si leggono in giro.

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Infatti è proprio dalla tua segnalazione nell'altra discussione che ho conosciuto questo libro: ho fatto qualche ricerca su Maupassant ed ho notato questo Bel-Ami :)

Ho letto anche recensioni di Una vita, ma volevo un romanzo che rivolgesse lo sguardo più alla società che ai fatti dell'anima. Quindi ho preso Bel-Ami (che parla di monete già dal primo rigo :lol: :lol: :lol: ).

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Cito da "La nausea" di Jean-Paul Sartre ambientato in Francia 1930 :"Milleduecento franchi al mese, non c'è da scialare. Ad ogni modo se mi restringo un pò dovrebbero bastare. Una camera a trecento franchi, quindici franchi il giorno per il mangiare: resteranno quattrocentocinquanta franchi il giorno per il bucato, le piccole spese e il cinema."

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Ottimo :)

Mi sai dire che lavoro faceva colui che pronuncia queste parole ?

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Detta in breve è uno scrittore, ma vive di rendita (beato lui). Cita un capitale di trecentomila franchi e una rendita di circa 14.000 franchi l'anno. Sta messo bene? :rolleyes:

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Detta in breve è uno scrittore, ma vive di rendita (beato lui). Cita un capitale di trecentomila franchi e  una rendita di circa 14.000 franchi l'anno. Sta messo bene?  :rolleyes:

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Grazie :)

Sì, direi che è messo bene (anche solo per il fatto che vive di rendita... :P ).

Modificato da simone
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Premetto che è materia a me piuttosto oscura ma ieri sera rileggevo un breve articolo sui mercanti nel medioevo di un tal Pierre Monnet; in particolare sugli archivi della mercatura: i "conti clienti" usati a Norimberga, la partita doppia Veneziana, lettere di credito, di cambio, le ricordanze Fiorentine, poi cita l' opera Fiorentina del 1340 Pratica della Mercatura di Francesco di Balduccio Pegolotti.

Cito dal testo dell'articolo:"Questi documenti hanno permesso da tempo agli storici di conoscere meglio le pratiche commerciali, le monete e i prodotti scambiati, i profitti e le innovazioni, in una parola di cogliere le caratteristiche degli affari del mercante medievale".

Certo che mettersi a studiare le fonti della mercatura medievale non dev'essere impresa da poco... :o

saluti! :)

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Certo che mettersi a studiare le fonti della mercatura medievale non dev'essere impresa da poco... :o

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Concordo, sia nel fatto che sono strumenti di conoscenza molto potenti sia che sono difficili da usare.

Nel limitato ambito del tema posto sono, ammesso trovarli, molto più pratici e comodi i resoconti che alcuni conventi usavano fare circa le spese sostenute per la gestione.

In epoca più remota i resoconti dei "masi" medioevali hanno lo stesso potere.

Sono delle vere e proprie note della spesa di qualche secolo fa.

Il problema è che in genere si trovano citazioni ma mai referenze precise su dove trovarli e che si riferiscono a sistemi di misura locali (spanne, canne, etc.) per cui il problema si espande a dover cercare una omogeneizzazione delle quantità.

Saluti

Marco

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Amici,

la segnalazione fatta da Paleologo su precedenti discussioni ha portato ad individuare un vecchio post di Giulia in cui si cita un libro di De Maddalena che, dal titolo, sembra essere molto interessante.

Una ricerca sul sito ICCU conferma la disponibilità del libro e la buona distribuzione nelle biblioteche italiane.

http://opac.sbn.it/cgi-bin/IccuForm.pl?form=WebFrame

Per comodità allego un file testo con il dettaglio delle localizzazioni e la scheda ICCU.

da usare per la richiesta nelle biblioteca

Personalmente appena posso andrò a cercarlo.

Saluti e buona lettura

MarcoRicerca_ICCU_.txt

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