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Tetradracma Alessandro Magno Opinione


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Emilio Siculo

Non mi piace dare le definizioni, ma credo possa essere utile in questo caso dal punto di vista metodologico. Lo “statere” non corrisponde ad una specifica denominazione, ma semplicemente è un termine che deriva etimologicamente dal corrispondente termine greco che significa “peso” e assume in ciascuna città battente moneta alla denominazione più comune. Così, per esempio, lo statere Corinto corrisponde ad un tridramma di 8,6 g, quello di Aegina ad un didramma di 12,2 g (piuttosto pesante), quello acheo usato in Magna Grecia è un tridramma da 8,0 g, quello attico corrisponde al tetradramma da 17,2 g...

ES

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okt
Il 8/4/2021 alle 15:51, apollonia dice:

Io ho piena fiducia negli studiosi della lingua italiana che, se propongono l’alternativa ortografica-fonetica con le due desinenze, avranno le loro buone ragioni.

tetradramma
[te-tra-dràm-ma] o tetradrammo

s.m. (pl. -mi)

NUMIS Nell'antica Grecia, moneta comune a molti Stati, del peso e del valore di quattro dramme

Da https://dizionari.repubblica.it/Italiano/T/tetradramma.html

apollonia

 

Il 8/4/2021 alle 15:51, apollonia dice:

Io ho piena fiducia negli studiosi della lingua italiana che, se propongono l’alternativa ortografica-fonetica con le due desinenze, avranno le loro buone ragioni.

tetradramma
[te-tra-dràm-ma] o tetradrammo

s.m. (pl. -mi)

NUMIS Nell'antica Grecia, moneta comune a molti Stati, del peso e del valore di quattro dramme

Da https://dizionari.repubblica.it/Italiano/T/tetradramma.html

apollonia

Va bene, allora mi correggo dicendo che io preferisco dire tetradrammo, con l'accento sull'a perché i neutri greci di solito diventano maschili e perché il relatore della mia tesi, grande traduttore in italiano di testi greci antichi e moderni, diceva tetradrammo. L'accento, in un vocabolo tradotto, segue le regole della lingua in cui è reso. (Es.: Mosca, con l'accento sulla o e non sull'a come in Russo).

Edited by okt
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Sirlad
5 ore fa, Emilio Siculo dice:

Non mi piace dare le definizioni, ma credo possa essere utile in questo caso dal punto di vista metodologico. Lo “statere” non corrisponde ad una specifica denominazione, ma semplicemente è un termine che deriva etimologicamente dal corrispondente termine greco che significa “peso” e assume in ciascuna città battente moneta alla denominazione più comune. 

Questa è la definizione di "statere" data non da me, ma tratta dall'enciclopedia Treccani:

 STATERE (gr. στατήρ; lat. stater). - È in origine il peso completo che deve essere posato sui due piatti della bilancia per stabilirne l'equilibrio, cioè il peso doppio della unità = dramma; quindi in origine è sinonimo di didramma, dove non si deve sottintendere né un determinato quantitativo, né un determinato metallo.

Quindi in origine, mi pare sia corretto affermare che "statere" e "didramma" fossero sinonimi...

Edited by Sirlad
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Emilio Siculo
13 minuti fa, Sirlad dice:

Questa è la definizione di "statere" data non da me, ma tratta dall'enciclopedia Treccani:

 STATERE (gr. στατήρ; lat. stater). - È in origine il peso completo che deve essere posato sui due piatti della bilancia per stabilirne l'equilibrio, cioè il peso doppio della unità = dramma; quindi in origine è sinonimo di didramma, dove non si deve sottintendere né un determinato quantitativo, né un determinato metallo.

Quindi in origine, mi pare sia corretto affermare che "statere" e "didramma" fossero sinonimi...

Come scrivevo sopra, non mi interessa fare lezioni a nessuno. Se quanto ho scritto ti sembra utile, ben venga. Altrimenti rimani della tua opinione, senza alcun problema. Ma se verifichi i testi numismatici in senso stretto troverai quanto ho riportato. 
Quello che è importante, su un forum, è dare a chi ci legge gli strumenti per verificare e apprendere su basi solide.

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Sirlad
5 minuti fa, Emilio Siculo dice:

Quello che è importante, su un forum, è dare a chi ci legge gli strumenti per verificare e apprendere su basi solide.

Su questo sono totalmente d'accordo con te e credo che un confronto costruttivo (come mi pare il nostro) sia molto utile.

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apollonia
3 ore fa, okt dice:

 

Va bene, allora mi correggo dicendo che io preferisco dire tetradrammo, con l'accento sull'a perché i neutri greci di solito diventano maschili e perché il relatore della mia tesi, grande traduttore in italiano di testi greci antichi e moderni, diceva tetradrammo. L'accento, in un vocabolo tradotto, segue le regole della lingua in cui è reso. (Es.: Mosca, con l'accento sulla o e non sull'a come in Russo).

Naturalmente non ho nulla da eccepire sulla tua preferenza (ci mancherebbe!) e sono d’accordo che un grecista come il tuo relatore della tesi di laurea e un’insigne numismatica come la prof. Caltabiano usino il termine dotto invece della voce, diciamo così, corrotta. D’altra parte, anche il vocabolario Treccani le riporta entrambe.

tetradramma (o tetradrammo) s. m. [dal lat. tardo tetradrachmum, gr. τετρδραχμον, comp. di τετρα- «tetra-» e δραχμ «dramma2»] (pl. -i). – Antica moneta greca del peso e del valore di 4 dramme: largamente coniata dagli stati greci ed ellenistici (AteneSiracusa, Macedonia, Siria, Egitto, ecc.), ebbe ampia circolazione.

apollonia

 

 

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apollonia
8 ore fa, Emilio Siculo dice:

Non mi piace dare le definizioni, ma credo possa essere utile in questo caso dal punto di vista metodologico. Lo “statere” non corrisponde ad una specifica denominazione, ma semplicemente è un termine che deriva etimologicamente dal corrispondente termine greco che significa “peso” e assume in ciascuna città battente moneta alla denominazione più comune. Così, per esempio, lo statere Corinto corrisponde ad un tridramma di 8,6 g, quello di Aegina ad un didramma di 12,2 g (piuttosto pesante), quello acheo usato in Magna Grecia è un tridramma da 8,0 g, quello attico corrisponde al tetradramma da 17,2 g...

ES

Uno statere nello standard eginetico in eccezionali condizioni commemorativo della CX Olimpiade è questo della NAC AG, Auction 79-

jdl-collection-part-ii-geek-1359379-XL.jpg.1e440e8d5383dcf7ac45d29b0af876bf.jpg

Starting price: 28.000 CHF - Estimate: 35.000 CHF - Result: 50.000 CHF

Lot 10. JDL Collection Part II: Geek Coins
PELOPONNESUS. ELIS.
OLYMPIA, Stater c. 340, 110th Olympiad, Aeginetic standard, AR 12.29 g. Obv. Laureate and bearded head of Zeus right. Rev. F-A/A-P Eagle standing right on ram’s head. Literature Traité II/3, 1155, pl. CCXXXIV, 10 BMC Peloponnesus 72, 122, pl. XV, 2 SNG Lockett 2409 (these dies) C. T. Seltman, The Temple Coins of Olympia, Cambridge, 1921, 18, 194 (these dies) Jameson 1244 (these dies) BCD Olympia 153 (these dies) Weber 4050 (these dies) Kraay-Hirmer pl. 158, 505 (this coin) M.-M. Bendenoun, Coins of the Ancient World, A portrait of the JDL Collection, Tradart, Genève, 2009, 21 (this coin) Condition Very rare and in exceptional condition for the issue. A superb portrait, in the finest style of the period, struck in high relief. Old cabinet tone, an insignificant metal flaw on reverse, otherwise extremely fine. Provenance Frank Sternberg AG XVI, Zürich 1985, lot 131. Bank Leu AG 13, Zürich 1975, lot 167.

One of the few ancient traditions to have been resurrected in modern times is the quadrennial Olympic Games. Though the religious spirit of the original games has vanished, the element of athletic rivalry among nations has survived intact. Every four years the world’s attention turns to these great games, just as it did in Olympia so many centuries ago. The coinage issued for these games in ancient times had seve- ral purposes – as vehicles for commerce, as a source of income through a mandatory exchange, as a showcase for the works of gifted engravers, as keepsakes for visitors, and as celebrations of Zeus and Hera, who presided over the Sanctuary at Olym- pia and the games themselves. A narrow range of images occurs on Olympic silver coinage, all of which are dedicated to Zeus, his consort Hera, Nike, or to the nymph Olympia. Often these divinities are represented with artful portraits, though Zeus is also represented with his eagle and thunderbolt. Nike occurs as a symbol of victory, and when a laurel wreath occurs it would seem to be as an allusion to the games. Olympic staters appear to have been produced only for the games, and Charles Seltman’s comprehensive die study (1921) proves that two separate mints existed, one perhaps at the Temple of Zeus and the other at the Temple of Hera. The mint of Hera probably was combined with that of Zeus some time toward the end of the 4th Century B.C., and perhaps a century later the Olympic mint may have been moved to the regional capital of Elis. This stater, issued by the temple mint of Zeus, is a pristine example of the fine workmanship of Olympic coinage from the early Hellenistic period. Its forceful head of Zeus is paired with a vigilant eagle. Even within the repeating themes at Olympia, the engravers maintained freshness in their designs by employing different artistic approaches and by taking delight in minor varieties. On the Zeus-eagle staters, for example, the eagle is perched variously on the capital of an Ionic column, a simple base, a hare, a fawn, the back of a recumbent ram, a stag’s head, a snake or, in this case, the head of a ram.

apollonia

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