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IGNORED

200 anni fa... Napoleone


lorluke

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Supporter

Ci sono uomini che vivono e muoiono all'ombra dei propri ulivi. Altri cambiano il mondo, anche quando battuti.

Due secoli fa, su una piccola isoletta sperduta in mezzo all’oceano Atlantico, si spegneva uno degli uomini che più di tutti ha segnato la Storia dell’umanità.
Un uomo semplice, spuntato fuori dal nulla, ma capace con le sue sole forze ed il suo strabiliante genio di stravolgere e rivoluzionare un intero continente.
Una figura rimasta impressa nell’immaginario collettivo e che ancora oggi appassiona e fa discutere. Basti entrare in una qualunque libreria o biblioteca e vedere quanti libri sono stati scritti e continuano ad essere scritti su di lui. 
Difficile riassumere in un misero messaggio tutto quello che, nel bene e nel male, fece ma, in effetti, non è questo il mio intento.
Ciò che vorrei è indurre in ciascuno di voi un momento di riflessione individuale su un personaggio le cui gesta riecheggiano ancora a 200 anni di distanza.
Vi chiedo, se possibile, di partecipare alla discussione con il massimo garbo, onde evitare di trascinarci nelle classiche e poco proficue diatribe. 

Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza

 

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Stanco
Scudo1901

5 maggio 1821 - 5 maggio 2021

EI FU SICCOME IMMOBILE DATO IL MORTAL SOSPIRO

STETTE LA SPOGLIA IMMEMORE ORBA DI TANTO SPIRO

Ah ah, conoscendoti non avevo dubbi Luca che, scoccata la mezzanotte, avremmo letto un tuo epitaffio del grande Corso 👏👏👏👏👏

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si spense un tiranno; uno che appena ebbe provato l'ermellino si dimenticò dei morti di fame e mandò per la sua gloria personale, persone a morire per lui. 

Non esistono "miti" , secondo me, fra gli esseri umani; ma solo persone che hanno meno e persone che hanno più cupidigia .

"Cupiditati nihil satis est, naturae satis est etiam parum" 

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I Bonaparte rappresentano l'ultimo esempio di famiglia italiana (grazie esclusivamente a Napoleone) che ha conquistato il potere trasformando una repubblica in principato e poi in monarchia/impero. 

Certamente forse qualcuno storcerà il naso,  ma il parallelismo con le famiglie  rinascimentali , quali i Medici o i Farnese ad esempio, è innegabile. Naturalmente la fortuna dei Bonaparte nasce e muore con Napoleone, ma bisognerebbe analizzare la storia anche sotto questo punto di vista: Napoleone , grande condottiero (a volte anche fortunato), una volta ottenuto il potere inizia a condividerlo per certi aspetti con i propri famigliari (anche per questioni di praticità di intende) e creando una sorta di senato famigliare dove fratelli, sorelle, e nipoti decidevano assieme a lui il da farsi. 

Se dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna, Napoleone aveva dietro se un'intera famiglia e pure numerosa, ma purtroppo per lui poco capace.

Infatti il "buon" Napoleone quanti fratelli intronizzó in Europa , anche se privi di stoffa per una tale missione? Quante cariche pubbliche francesi elargì ai cognati, seppur non meritevoli?

Quindi la fine della fortuna di Napoleone è stata causata anche dalla sua poca lungimiranza nell'affidarsi alla famiglia, che in questo caso certo non brillava per meritocrazia o capacità.

Utilizzando una celebre frase di Marcantonio si potrebbe dire ancor'oggi "vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo". 

Infatti il generale di Ajaccio in Italia ed in Europa, pur esportando le idee liberali della rivoluzione, ha in cambio posto sotto il suo giogo i popoli del Continente e li ha depredati delle loro opere artistiche più belle , basta farsi un giretto al Louvre (tranne la Gioconda, acquistata regolarmente nel Rinascimento dal re di Francia da Leonardo stesso!).

http://lnx.whipart.it/artivisive/1602/Napoleone-louvre-arte-italiana.html

Inoltre Napoleone oltre ad innacquare gli stessi principi della rivoluzione per poter prendere il potere e regnare, ha anche mitigato il diritto civile nel suo Code civil mettendo in evidenza i principi privatistici della proprietà a scapito degli altri, negando determinanti diritti a certe categorie di lavoratori come i collaboratori domestici, ...... Quindi non certo un paladino dei diritti umani, ma quelli erano altri tempi e debbono essere studiati a prescindere dalle nostre considerazioni, schiave della nostra epoca.

Infine vorrei aggiungere un episodio molto divertente e noto:

QUANDO FU ZITTITO NAPOLEONE CON "ITALIANI LADRI? BUONA PARTE SI'"

Cosa avvenne tra lo scultore Canova e Napoleone? Siamo nella splendida Villa Manin, a Passariano di Codroipo, provincia di Udine:esattamente durante la campagna d' Italia che culminò con il Trattato di Campoformio ,sede del quartier generale di Napoleone che da poco si firma «Bonaparte», per togliere al suo cognome quel tanto di suono italiano («Buonaparte»). Presenti Berthier, il geniere e geografo capo di stato maggiore del futuro imperatore dei francesi; Gioacchino Murat, non ancora suo cognato; l' aiutante di campo Marmont, e i valorosi generali Masséna, Augereau e Laharpe. Presenti anche numerosi gentiluomini dei territori appena conquistati, Napoleone si lascia scappare un apprezzamento tutt' altro che gentile nei loro confronti. Pressappoco questo: «Gli italiani sono tutti ladri». La risposta di Canova?: «Generale, tutti no, ma buona parte sì...».

http://lasteccanelcoro.blogspot.com/2010/08/quando-fu-zittito-napoleone-con.html?m=1

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2 ore fa, Arka dice:

lo ritengo un modernizzatore

Ripensando alle tue parole mi viene in mente che delle novità che i Francesi avevano introdotto, alcune all'epoca non furono capite. 

Questo piccolo cammeo dal Marchese del Grillo ci fa capire meglio

 

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Supporter
4 ore fa, ARES III dice:

Ripensando alle tue parole mi viene in mente che delle novità che i Francesi avevano introdotto, alcune all'epoca non furono capite. 

Se per questo, ci furono nazioni che non accettarono mai l'occupazione delle truppe francesi ed opposero sempre una strenua resistenza. Emblematico l'esempio della Spagna, Paese arretrato e conservatore, in cui la Chiesa aveva ancora una forte influenza sulla popolazione e che non si piegò mai al dominio napoleonico. La Grande Armée impiegò migliaia di truppe, fior fior di marescialli e risorse a profusione ma non riuscì mai ad ottenere un controllo completo della penisola iberica. Penso che, dopo l'invasione della Russia, fu il più grande errore strategico commesso da Napoleone: una specie di guerra del Vietnam ambientata nel XIX secolo. 

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Supporter
23 ore fa, Arka dice:

Personalmente lo ritengo un modernizzatore dell'Europa e di questo gli sono grato.

A proposito di ciò, consiglio a tutti la visione di questo bel documentario di Rai Storia risalente a qualche annetto fa. 

 

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