Illyricum65 Inviato 17 Ottobre, 2021 #1 Inviato 17 Ottobre, 2021 (modificato) Buongiorno, il Museo Scientifico Speleologico di Borgo Grotta Gigante/Brisciki presso Sgonico/Zgonik (TS) https://www.grottagigante.it/museo/ da ieri ospita la mostra “Oltre Aquileia”. Nonostante il titolo si riferisca a ad Aquileia la mostra indica l’avanzata dell’Impero Romano verso est e quindi la prima romanizzazione di una macroarea che comprende la Venezia Giulia e il Carso inteso come territorio nella sua integrità, quindi anche extrafrontaliero. Sappiamo dalle fonti storiche latine che una tribù locale non meglio specificata (Taurisci? Scordisci? Norici?) nel 186 a.C. creò un oppidum nell’area friulana (dodicimila Galli Transalpini transgressi in Venetiam) scatenando la reazione del Senato romano che considerava l’area friulana fino alle Alpi Giulie formalmente sotto il proprio controllo, seppure non facente parte del territorio romano vero e proprio fino a quel momento. Nel 181 in conseguenza di tale azione e dopo l’abbandono dell’oppidum vi fu la fondazione della colonia di Aquileia a controllo dell’area e tre anni dopo vi fu la prima campagna militare per la conquista della Venezia Giulia e dell’Histria, non senza il contributo da parte di tribù indigene che appoggiarono, in qualità di truppe ausiliarie guidate da Catmelus (Ab eadem regione mille ferme passuum castra erant Gallorum; Catmelus pro regulo praeerat tribus haud amplius milibus armatorum. Livio, 41.1.8), le due Legioni inviate. Successivamente l’area fu conquistata e la conquista territoriale di rivolse verso i territori interni, fino a raggiungere, per passi successivi, il limite naturale costituito dal Danubio ma ebbe funzione di frontiera e fu oggetto di eventi bellici fino alle guerre illiriche di Ottaviano (35 a.C. circa). La mostra presenta materiali rinvenuti in questi ultimi anni durante le ricerche cui ho contribuito (sia sul campo che nell’esecuzione dei disegni dei materiali) che hanno permesso di fare un po’ di luce su queste lontane vicende (pur permanendo molti punti poco chiari). Altri manufatti provengono da siti sloveni come quello di Grad presso Smihel, ai piedi del passo alla base del Monte Nanos/Okra, insediamento indigeno fortificato d’altura che fu oggetto di un attacco romano con conseguente sua distruzione ed abbandono in loco di numerosi pila (alcuni dei quali esposti) utilizzati durante l’assalto (tra i quali alcuni di tipo incendiario). ( http://av.zrc-sazu.si/pdf/53/av_53_horvat.pdf ) Sono presenti alcune monete trovate nei siti triestini oggetto di recenti indagini (Monte San Rocco/Koromacno, Grociana Piccola/Mala Grocijanica e strada romana tra Basovizza e Pese) e una bacheca presenta una raccolta dei tipi più comuni nel periodo 200-0 a.C. sia in bronzo che in argento; tra questi ultimi il “famoso” denario EID MAR che celebra Brutus e i cesaricidi e presenta a rovescio il tipico pugio, il pugnale che campeggia a sua volta in un’altra teca, proveniente da Sevegliano (UD) e nel manifesto della mostra stessa. La ricerca ha avuto un respiro transfrontaliero con contributi da parte di studiosi, strutture istituzionali di ricerca/studio, sponsor e appassionati italiani e sloveni. Il catalogo della mostra è già consultabile sul sito https://oltreaquileia.it/ e successivamente, per agevolare la diffusione dei contenuti, sarà anche scaricabile on line free tra una quindicina di giorni (in quanto non ancora completo come contributi). La mostra sarà visitabile fino al 28 febbraio 2022. Buona giornata Illyricum Modificato 17 Ottobre, 2021 da Illyricum65 5 1 Cita
Stilicho Inviato 17 Ottobre, 2021 #2 Inviato 17 Ottobre, 2021 (modificato) Una mostra molto interessante vedo, collegata ad importanti ricerche in ambito archeologico cui ha partecipato attivamente anche il nostro @Illyricum65. Ho notato, oltre alle monete, altri interessanti reperti, soprattutto militari, che ci riportano a guerre di conquista della regione istriana che conosciamo piuttosto poco. O almeno io conosco poco, anche se devo dire che anche sui testi non mi sembra di aver mai letto molto in proposito. Questi scavi (in cui come vedo, noi italiani siamo parte attiva) certo ci consentono di fare un po' di luce su quei fatti ancora, per certo versi, oscuri. Ciao da Stilicho Modificato 17 Ottobre, 2021 da Stilicho Correzione Cita
Illyricum65 Inviato 17 Ottobre, 2021 Autore #3 Inviato 17 Ottobre, 2021 @Stilicho Delle fonti scritte latine la meglio nota è la narrazione di Livio che però riporta fatti accaduti quasi 150 anni prima. Inoltre i racconti sono intrisi di un po' di propaganda. Ad esempio nel primo episodio bellico delle Guerre Istriane fondano il campo probabilmente nel sito di Monte San Rocco, lo perdono a causa di "una fitta nebbia" che cela l'attacco indigeno. Messi in fuga, lo riconquistano perchè gli indigeni vengono sopraffatti a loro volta perchè ubriachi fradici a causa dell'ingestione dell'abbondante vino trovato dopo la conquista del campo militare romano. Non solo ma lo stesso Epulo, Re degli Istri, ubriaco fradicio viene salvato perchè caricato di peso su un cavallo. Insomma, cose da "Le comiche". Per inciso sembrerebbe ragionevole supporre che l'area dove avvenne lo sbarco fosse il confine tribale tra i Carni abitanti l'area corrispondente all'attuale provincia triestina e gli Histri, infatti è descritta come "il primo porto istriano". In realtà la vicenda non fu proprio una passeggiata. La sconfitta fu dura e molto sentita non solo ad Aquileia ma anche a Roma, da che risulta. Dopo la vittoria vi furono alcuni giorni di trionfo per cui la conquista dell'Istria fu molto importante, seppure il territorio non avesse ricchezze paragonabili ad altri territori. Ci sono poi altri due brani di cui uno, lacunoso, non è sostanzialmente constributivo mentre l'altro è pressochè ignoto. Sembra poi che Cassio Longino in transito durante la campagna della Macedonia abbia messo a ferro e fuoco i territori istriani (171) probabilmente per compiere un azione preventiva sulle tribù locali (e per darsi visibilità personale). Ciò è noto perchè il fatto fu denunciato l'anno seguente al Senato da Cincibilo re del Norico (alleato romano) e dagli ambasciatori di Carni, Istri e Giapidi. Successivamente Tuditano dopo una prima sconfitta vinse una sortita nei territori delle popolazioni locali (129 a.C.) e si tratta di notizie riportate da un frammento lapideo di cui una copia è esposta in mostra mentre la riproduzione 3 D è presente nel sito della mostra. Ci sono vaghi accenni ad una campagna nel 115 a.C. da parte di Marco Emilio Scauro. Attorno agli anni tra il 60 e il 50 a.C. si hanno accenni a Giapidi che compiono scorrerie che coinvolgono Tergeste con Giulio Cesare costretto ad intervenire. Nel 35-33 Ottaviano compie le campagne illiriche. Questi scavi pertanto sono utili a confermare o meno le varie supposizioni fatte da anni basandosi su questi incerti testi (soprattutto in merito alle guerre istriane del 178-177 a.C.). Dove stava l'utilità a conquistare questo territorio? "pacificare" la zona dalle scorrerie delle turbolente tribù locali controllare l'area friulana tramite commerciale con l'alleato norico (produttore del ferro di ottima qualità) che porterà alla creazione di varie roccaforti nel periodo cesariano (Cividale/Forum Iulii, Zuglio ad esempio) permettere il passaggio dell'esercito per via terrestre dalla Venezia Giulia e da lì al Quarnero e quindi alla Dalmazia (altra zona turbolenta) sviluppo e controllo delle aree interne fino alla Pannonia e quindi al Danubio Ciao Illyricum 2 Cita
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