pennylane Inviato 9 Febbraio, 2022 #1 Inviato 9 Febbraio, 2022 Una medaglia rara che racconta una storia curiosa… Bronzo, ø42 mm - peso 34.4 g La madre di Camillo Benso di Cavour, Adèle de Sellon, era ginevrina e aveva per fratello Jean-Jacques (1782-1839): conte palatino, politico, filantropo, pacifista, autore di pubblicazioni contro la pena di morte e per propugnare la pace universale, nel 1830 aveva fondato a Ginevra la "Société de la Paix”. Le sue idee umanitarie e la sua ammirazione per Rousseau influenzarono la formazione del nipote. Sellon era anche calvinista convinto. Nel 1835 si fece promotore dell’erezione di un monumento a Calvino in occasione del tricentenario della Riforma. Ma Vuarin, parroco cattolico di Ginevra, aveva iniziato una campagna per opporsi ad ogni celebrazione ufficiale, e le autorità politiche volevano soprattutto evitare dei conflitti. Non ottenendone il sostegno, Sellon aprì personalmente una sottoscrizione e fece richiesta per ottenere l’uso di un luogo pubblico ove erigere il monumento. Ma nuovamente incontrò resistenza, quindi decise di fare montare provvisoriamente il monumento nel giardino del proprio palazzo. Per promuovere l’iniziativa fece eseguire un’incisione raffigurante il monumento e lo spazio sulla base in cui sarebbero stati iscritti i nomi dei finanziatori. E fece anche realizzare la medaglia che presento. Senza successo: il permesso non arrivò e il progetto si concretizzò solamente nel 1909 con l’erezione, in occasione del 400. dalla nascita di Calvino, del “Monumento internazionale della Riforma”. A proposito di Vuarin, Cavour ha lasciato traccia scritta nei diari e nell’epistolario della poca stima in cui lo teneva… Un gustoso aneddoto dai Diari di Cavour, 20 gennaio 1835, a Ginevra. Cavour era di ritorno dopo avere assistito a un corso di Diodati (pastore riformato) sulla storia del cristianesimo durante il medioevo, e venne ripreso dalla zia Victoire, che si era convertita al cattolicesimo: Hier en revenant du cours, j'ai eu une prise violente avec ma tante Victoire; elle m'a vivement attaqué, je me suis défendu avec plus de vivacité encore, enfin nous en sommes venus presque aux gros mots. Elle a vomi des injures contre les protestants de Genève ses anciens corréligionaires; les accuse de persécuter les catholiques, de violenter les consciences; de perfidie, d'hypocrisie, de mensonge, etc. etc. Pour me venger, j'ai dit un mal affreux de Vuarin, je l'ai appelé ambitieux, imposteur, fanatique, que sais-je encore. Fort heureusement qu'Amélie est venue nous interrompre et apporter sa douceur angélique au milieu de nos âpres discussions. Dieu sait jusqu'où nous aurions été. 3 Cita
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