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IGNORED

Quadrigati, quali zecche


D'Aragona II

Risposte migliori

Buonasera, 

ho cercato nel forum ma non ho trovato la risposta al mio quesito.

Come riconoscere i quadrigati tra quelli delle zecche del sud est, quelli di zecche militari e quelli di coniazione spagnola ? 
Cioè, esiste un criterio, come ad esempio il metallo, il diametro, segni distintivi o altro ? 
 

Grazie dell’attenzione 

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In premessa, fammi specificare che le località di emissione dei quadrigati sono, ovviamente, solo presunte e non c'è accordo fra gli studiosi.

 

Detto questo, l'ipotesi più accreditata è che l'emissione anonima, in tutte le sue tipologie, sia stata coniata a Roma:

https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/24

Una tipologia (per la verità, articolata in tre sottogruppi) sarebbe spagnola:

https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/30

Per distinguere tra le varie tipologie, si usano essenzialmente criteri stilistici. Lunedì provo a farne un riassunto

 

Infine esiste una tipologia ben contraddistinta dal simbolo della spiga di grano, che si ritiene coniata in Sicilia:

https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/27

Modificato da L. Licinio Lucullo
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Crawford ha suddiviso le varie emissioni dei quadrigati in sottogruppi o sequenze in base alle caratteristiche stilistiche.

Nell’emissione RRC 28/3 (ritenuta la prima) al D/ le teste sono in alto rilievo con riccioli circolari di capelli sull'alto del capo, e con lunghe basette curvate; al R/ la legenda ROMA è in incuso. Successivamente il rilievo diviene meno marcato e il fianco del carro allungato; in seguito il di dietro del carro smette di essere evidenziato e la parte inferiore del vestito dei Vittoria diviene visibile. La leggenda appare con un misto di lettere in incuso e in rilievo.

L'elemento distintivo di RRC 29/3 è la legenda, in incuso o in rilievo, su tavoletta a forma di un trapezio rovesciato; Vittoria è sul carro.

In RRC 30/1 Vittoria non appare più nel carro ma arretrata, sulla sponda laterale, così che l'intera figura è visibile. ROMA è in incuso o in tavoletta rettangolare o in trapezio rovesciato.

Il segno distintivo di RRC31/1 è l'intaglio alla base del collo di Giano.

In RRC 32/1 lo scettro di Giove è nodoso e ROMA è in incuso.

Il R/ di RRC 33/1 è unico nello stile: Giove si presenta in posizione maestosa, aitante.

Il D/ di RRC 34/1 è unico nello stile e ROMA è in incuso.

 

 

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Per quanto riguarda le emissioni spagnole, la loro identificazione e pubblicazione si deve a Pierluigi Debernardi e Olivier Legrand (Roman Republican silver coins of the quadrigatus period struck in "Spain, Revue Belge de Numismatique", 2015) che li suddividono in 3 gruppi.

 

Al GRUPPO A Pierluigi Debernardi e Olivier Legrand attribuiscono 19 monete di cui 5 provenienti da scavi spagnoli (La Carència, Tivissa e La Palma), altre 12 censite in aste o collezioni spagnole, nessuna rinvenuta fuori dalla penisola e per questo attribuite a zecca in terra iberica.

Sono caratterizzate da un peculiare angolo di visuale della quadriga, a causa del quale i cavalli sembrano inclinati, tanto che gli zoccoli anteriori quasi toccano la legenda. Questa è incusa o semi incusa, spesso con lettere segnate in modo impreciso, su tavoletta trapezoidale. I due sottogruppi sembrano attribuibili a due incisori diversi; mancano incrocî di conio, per cui si può presumere che ci sia stato uno iato fra le due emissioni.

Sono probabilmente le prime monete romane coniate in Spagna, databili tra la fine del 215 e gli inizi del 214: si collocano infatti, probabilmente, immediatamente dopo la battaglia di Hibera (215), quando il Senato non poteva soddisfare inviare denaro in Spagna perché il tesoro cittadino era vuoto a causa dello sforzo bellico, ma il proconsole Publio Scipione e il legato suo fratello Gneo avevano bisogno di pagare lo stipendium alle truppe, appena uscite vittoriose dalla battaglia. La zecca potrebbe essere Tarraco, che all’epoca era la principale base delle operazioni romane.

 

Al GRUPPO B attribuiscono 18 monete, di cui 2 provenienti dallo scavo di La Palma e 14 censiti in aste o collezioni spagnole. Anche questo gruppo, pertanto, è attribuito a zecca romana in terra iberica.

Si differenziano dal gruppo A per la legenda in rilievo. Presentano una sostanziale omogeneità stilistica, che fa pensare all’opera di un unico incisore. Lo stile è sostanzialmente differente da quello dei quadrigati romani; la legenda è iscritta in mezzo a due linee parallele e le lettere non presentano i caratteristici punti a inizio e fine segmento, presenti invece in molte legende repubblicane.

Esiste un unico esemplare classificato Hr1, rinvenuto tronco (pesa solamente 3,55 g), il cui D/ è chiaramente collegato allo stile delle monete Hi2; probabilmente rappresenta un’emissione transitoria tra la serie con legenda in incuso e quella con legenda in rilievo.

Questo gruppo sarebbe consecutivo al precedente ma dovrebbe comunque essere precedente alla morte dei fratelli Scipione, avvenuta nel 211. La zecca potrebbe essere sempre Tarraco.

 

Del GRUPPO C esiste un unico quadrigato noto, bandito in asta Aureo Calicò 227, lotto n. 22 (e precedentemente in asta 222, lotto 15). Alla stessa serie, tuttavia, apparterrebbe il mezzo quadrigato con scena del giuramento (2 esemplari noti) e il piccolo argento classificato da Crawford come RRC 28/5, ritenuto un diobolo corrispondente - per valore - a un sesterzio).

Tutte queste monete sono caratterizzate da tre particolari: lo stile della raffigurazione di Giano, il collo (verticale e troncato di netto da una linea orizzontale) e il modo peculiare di scrivere la legenda, in rilievo su tavoletta concava. Inoltre, il tondello su cui sono battute appare sfaccettato, a dimostrazione di una stessa tecnica di produzione.

Anche questo gruppo doveva essere successivo all’A (che termina nel 214) e precedente alla morte degli Scipioni (211), ma potrebbe provenire da una zecca diversa di quella del gruppo B, forse installata sempre a Tarraco, forse a Sagunto (riconquistata nel 212; a questa città potrebbe riferirsi la scena del giuramento sulla dracma), forse itinerante con le truppe. La produzione di frazionali sembra potersi interpretare nel senso che queste monete fossero destinate a donativi per le tribù locali, nel tentativo di ingraziarle; sappiamo infatti che la cultura locale era maggiormente orientata all’uso di dracme e frazionali (come si evince anche da Villaronga, Les dracmes ibèriques i llur divisors, Barcellona 1998, e da vari ripostigli spagnoli)

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Inviato (modificato)
12 ore fa, L. Licinio Lucullo dice:

Per quanto riguarda le emissioni spagnole, la loro identificazione e pubblicazione si deve a Pierluigi Debernardi e Olivier Legrand (Roman Republican silver coins of the quadrigatus period struck in "Spain, Revue Belge de Numismatique", 2015) che li suddividono in 3 gruppi.

 

Al GRUPPO A Pierluigi Debernardi e Olivier Legrand attribuiscono 19 monete di cui 5 provenienti da scavi spagnoli (La Carència, Tivissa e La Palma), altre 12 censite in aste o collezioni spagnole, nessuna rinvenuta fuori dalla penisola e per questo attribuite a zecca in terra iberica.

Sono caratterizzate da un peculiare angolo di visuale della quadriga, a causa del quale i cavalli sembrano inclinati, tanto che gli zoccoli anteriori quasi toccano la legenda. Questa è incusa o semi incusa, spesso con lettere segnate in modo impreciso, su tavoletta trapezoidale. I due sottogruppi sembrano attribuibili a due incisori diversi; mancano incrocî di conio, per cui si può presumere che ci sia stato uno iato fra le due emissioni.

Sono probabilmente le prime monete romane coniate in Spagna, databili tra la fine del 215 e gli inizi del 214: si collocano infatti, probabilmente, immediatamente dopo la battaglia di Hibera (215), quando il Senato non poteva soddisfare inviare denaro in Spagna perché il tesoro cittadino era vuoto a causa dello sforzo bellico, ma il proconsole Publio Scipione e il legato suo fratello Gneo avevano bisogno di pagare lo stipendium alle truppe, appena uscite vittoriose dalla battaglia. La zecca potrebbe essere Tarraco, che all’epoca era la principale base delle operazioni romane.

 

Al GRUPPO B attribuiscono 18 monete, di cui 2 provenienti dallo scavo di La Palma e 14 censiti in aste o collezioni spagnole. Anche questo gruppo, pertanto, è attribuito a zecca romana in terra iberica.

Si differenziano dal gruppo A per la legenda in rilievo. Presentano una sostanziale omogeneità stilistica, che fa pensare all’opera di un unico incisore. Lo stile è sostanzialmente differente da quello dei quadrigati romani; la legenda è iscritta in mezzo a due linee parallele e le lettere non presentano i caratteristici punti a inizio e fine segmento, presenti invece in molte legende repubblicane.

Esiste un unico esemplare classificato Hr1, rinvenuto tronco (pesa solamente 3,55 g), il cui D/ è chiaramente collegato allo stile delle monete Hi2; probabilmente rappresenta un’emissione transitoria tra la serie con legenda in incuso e quella con legenda in rilievo.

Questo gruppo sarebbe consecutivo al precedente ma dovrebbe comunque essere precedente alla morte dei fratelli Scipione, avvenuta nel 211. La zecca potrebbe essere sempre Tarraco.

 

Del GRUPPO C esiste un unico quadrigato noto, bandito in asta Aureo Calicò 227, lotto n. 22 (e precedentemente in asta 222, lotto 15). Alla stessa serie, tuttavia, apparterrebbe il mezzo quadrigato con scena del giuramento (2 esemplari noti) e il piccolo argento classificato da Crawford come RRC 28/5, ritenuto un diobolo corrispondente - per valore - a un sesterzio).

Tutte queste monete sono caratterizzate da tre particolari: lo stile della raffigurazione di Giano, il collo (verticale e troncato di netto da una linea orizzontale) e il modo peculiare di scrivere la legenda, in rilievo su tavoletta concava. Inoltre, il tondello su cui sono battute appare sfaccettato, a dimostrazione di una stessa tecnica di produzione.

Anche questo gruppo doveva essere successivo all’A (che termina nel 214) e precedente alla morte degli Scipioni (211), ma potrebbe provenire da una zecca diversa di quella del gruppo B, forse installata sempre a Tarraco, forse a Sagunto (riconquistata nel 212; a questa città potrebbe riferirsi la scena del giuramento sulla dracma), forse itinerante con le truppe. La produzione di frazionali sembra potersi interpretare nel senso che queste monete fossero destinate a donativi per le tribù locali, nel tentativo di ingraziarle; sappiamo infatti che la cultura locale era maggiormente orientata all’uso di dracme e frazionali (come si evince anche da Villaronga, Les dracmes ibèriques i llur divisors, Barcellona 1998, e da vari ripostigli spagnoli)

 

Grazie ?  per la scientifica capillarità di informazioni. 

Erano mesi che cercavo di capirne di più. Ne sono davvero grato ed esprimo la mia totale ammirazione 

 

 

Modificato da D'Aragona II
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Un’ultima cosa:

ho visto sia qui sul forum che su acsearc l’esistenza  di alcuni esemplari in bronzo( uno venduto dalla Nac nell’asta 92 del 2016 ) ed alcuni anche suberati di modulo più piccolo ma di peso congruo. 
Di tali esemplari ne esiste qualcuno spagnolo oppure si conoscono altre ipotesi di coniazione? 
 

Grazie ancora 

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Quelli in bronzo li conosco anche io, ma mi lasciano un po' stupefatto. Potrebbero essere i cuori di coniazioni suberate, oppure (sempre che non siano falsi) una monetazione non ufficiale ... non saprei.

Sulle emissioni spagnole, che io sappia, esiste finora solo lo studio di Debernardi e Legrand. Se lo trovo lo posto

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Meraviglioso! 
 

La cosa che noto subito è che sono tutti un po’ bruttarelli?

L’altra cosa è come se Giano avesse le occhiaie o l’esoftalmo ipertiroideo ?

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