Jump to content
IGNORED

Contemporary imitation da Gela


VALTERI
 Share

Recommended Posts

Così il compilatore del catalogo definisce un obolo attribuito a Gela, con piuttosto particolari raffigurazioni : protome di toro al diritto e ruota ( ? ) a 4 raggi al rovescio .

Sarà il 17 Dicembre in vendita Bertolami 245 al n. 134 .

001 Bertolami 245 n. 134.jpg

002 Bertolami 245 n. 134.jpg

Link to comment
Share on other sites


Link to comment
Share on other sites


https://www.acsearch.info/search.html?id=607941

607941.m.jpg

 

Commentaire à propos de cet exemplaire : Dans la collection de l’American Numismatic Society (ANS. 42-44) et dans la collection Delepierre (n° 557), ces oboles sont présentées comme des imitations barbares. Le fait que nous n’ayons pas de légende ni au droit ni au revers pourrait conforter cette hypothèse.

 

 

  • Like 1
Link to comment
Share on other sites


Ho esaurito i like e comunque come sempre @dracma grazie per la puntuale documentazione .

Nell' attuale esemplare Bertolami il disegno della protome taurina è curiosamente particolare .

Per ANS e Delepierre, dunque, imitazioni barbare dell' epoca ?

Link to comment
Share on other sites


Esattamente. 

Per quanto non sia sempre facile distinguere tra imitazioni moderne e monete "barbarizzate" (vedi Taranto) non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Ci saranno certamente delle riproduzioni contemporanee ma la maggior parte sembrerebbero piuttosto delle barbarizzazioni d'epoca.

Peraltro oltre ai nominali di piccolo taglio noto sul mercato antiquario anche contemporary imitation di didrammi:

https://www.acsearch.info/search.html?id=3341061

3341061.m.jpg

 

https://www.acsearch.info/search.html?id=462982

462982.m.jpg

 

This is quite an amazing coin! Jenkins classifies it as a contemporary, ‘barbarous´ imitation because not only do its dies not link with any of those in his main series, but they are also stylistically at variance with them. It is, however, of good weight and is very well made, so we have to assume that it was intended to supplement to the official issues and not as a counterfeit (and it is certainly not barbarous in any way). In fact, the engraver who produced the dies for this coin was very skillful, producing an expressive and beautifully designed figure of Acheloos, which is more actually more attractive than many of later official issues. It is also important to note that Jenkins knew of 12 examples of this type, which were all struck from the same pair of dies (including specimens in museums in London, Madrid, Naples, Paris and Syracuse): this implies that these coins were issued in relatively large numbers on a single occasion. Given the almost constant warfare and tumult during the reign of Gelon in the 480s, we might envision these coins as having been struck for an emergency payment by a mint attached to a Geloan military force during his incessant campaigns.

 

 

 

 

 

 

Link to comment
Share on other sites


Condivido qualche considerazione personale.

Bisogna osservare che un numero elevato di questi esemplari imitativi ha un peso assai calante rispetto allo standard teorico ed a quello realmente riscontrabile nelle emissioni ufficiali.

Molti esemplari gravitano intorno a 0.3 grammi, peso che indicativamente ci si aspetterebbe per un emiobolo e che corrisponde in effetti a quello dei rari esemplari di pentonkion attribuiti alla zecca geloa (protome equina/cinque globetti).

Jenkins in The Coinage of Gela censiva tra gli esemplari ufficiali di obolo pesi che variavano tra 0.79 e 0.47 grammi. Certo moltissimi nuovi esemplari si sono aggiunti oggi.

Tuttavia mi chiedo che riscontro potessero avere nella circolazione esemplari con peso anche inferiore e 0.3 grammi.

Esemplari peraltro ben attestati in un hoard rinvenuto ad Agrigento nel 1862, parzialmente disperso e di cui alcuni superstiti sono presenti a Parigi e Berlino, come riporta Jenkins.

Il tesoretto comprendeva solo piccoli nominali per lo più imitativi. Uno, Jenkins B38 (testina femminile/ruota a quattro raggi e legenda SYRA), addirittura presentava identità di conio con il rovescio dell’esemplare imitativo geloo B37, che al dritto riporta il toro androprosopo.

Interessante anche notare come Jenkins mettesse in relazione l’esiguità delle emissioni di oboli geloi ufficiali con la produzione di significative quantità di esemplari imitativi.

Ma chi li coniava, e perché mescolare tipi e legende?

I piccoli nominali sicelioti sono un bel rompicapo, non c’è che dire!


 

Sulla moneta di apertura.
Da un lato l’incisione dei conii presenta discrepanze all’interno delle stesse serie imitative (il figurato ed i rilievi sono quasi tutti ottenuti con semplici linee e paiono privi di volume), dall’altro fanno riflettere quei sei globetti sfalsati visibili sopra la rappresentazione del dio fluviale. Un obolo vale 10 onkiai, mezzo 5. Perché quindi mi chiedo 6 globetti?

Nel caso questi ultimi rappresentino effettivamente un indicazione del valore si potrebbe pensare ad un “emilitra”? Un emilitra coi tipi di un obolo?

Una moneta su cui riflettere.

Link to comment
Share on other sites


1 ora fa, dracma dice:

Esattamente. 

Per quanto non sia sempre facile distinguere tra imitazioni moderne e monete "barbarizzate" (vedi Taranto) non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Ci saranno certamente delle riproduzioni contemporanee ma la maggior parte sembrerebbero piuttosto delle barbarizzazioni d'epoca.

Peraltro oltre ai nominali di piccolo taglio noto sul mercato antiquario anche contemporary imitation di didrammi:

https://www.acsearch.info/search.html?id=3341061

3341061.m.jpg

 

https://www.acsearch.info/search.html?id=462982

462982.m.jpg

 

This is quite an amazing coin! Jenkins classifies it as a contemporary, ‘barbarous´ imitation because not only do its dies not link with any of those in his main series, but they are also stylistically at variance with them. It is, however, of good weight and is very well made, so we have to assume that it was intended to supplement to the official issues and not as a counterfeit (and it is certainly not barbarous in any way). In fact, the engraver who produced the dies for this coin was very skillful, producing an expressive and beautifully designed figure of Acheloos, which is more actually more attractive than many of later official issues. It is also important to note that Jenkins knew of 12 examples of this type, which were all struck from the same pair of dies (including specimens in museums in London, Madrid, Naples, Paris and Syracuse): this implies that these coins were issued in relatively large numbers on a single occasion. Given the almost constant warfare and tumult during the reign of Gelon in the 480s, we might envision these coins as having been struck for an emergency payment by a mint attached to a Geloan military force during his incessant campaigns.

 

 

 

 

 

 

 

Concordo. Eppure mi sembra eccessivamente forzata l’attribuzione, peraltro ipotetica nel catalogo LHS, di questa particolare emissione di didrammi al periodo di Gelone come tiranno di Gela. Lo stile del toro e del cavaliere mi sembrano sovrapponibili con la parte finale di tali serie tardo arcaiche, quindi certamente riferibili al periodo in cui a Gela era tiranno Ierone, fratello di Gelone. Ricordo che Gelone intorno alla metà degli anni ‘80 del V secolo a.C. prese il potere a Siracusa lasciando Gela al controllo di Ierone e che la fine delle serie di didrammi tardo arcaici viene datata circa un decennio dopo, qualche anno dopo la battaglia di Himera del 480 a.C.

  • Like 1
Link to comment
Share on other sites


21 minuti fa, Archestrato dice:

Interessante anche notare come Jenkins mettesse in qualche modo in relazione l’esiguità delle emissioni di oboli geloi ufficiali con la produzione di significative quantità di esemplari imitativi.

Ma chi li coniava, e perché mescolare tipi e legende?

I piccoli nominali sicelioti sono un bel rompicapo, non c’è che dire!

Aggiungo a completamento, dato che me lo sono scordato, che Jenkins data l’hoard dì Agrigento sopra menzionato a dopo il 440 a.C. e la gran parte delle imitazioni lì contenute al periodo di indipedenza dei siculi sotto Ducezio (citando e condividendo l’opinione di Philipp Lederer).

  • Like 1
Link to comment
Share on other sites


Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...
 Share

×
  • Create New...

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue., dei Terms of Use e della Privacy Policy.