Franco123 Inviato 18 Gennaio, 2023 #1 Inviato 18 Gennaio, 2023 Salve oltre alle ben note lettere e segni di controllo per saggiare la moneta da eventuali suberature, mi affascina il fatto che alcune monete abbiano scritte con vari significati che danno ancora più valore storico alla moneta. Allego un esempio di una moneta con scritta philo che ho tradotto se non sbaglio figlio. 1 Cita
L. Licinio Lucullo Inviato 19 Gennaio, 2023 #2 Inviato 19 Gennaio, 2023 Interessante. Io penso piuttosto alla traslitterazione dal greco philo- che, come noto, indica apprezzamento o addirittura amore. Forse era l'iniziale di un soprannome Cita
Vel Saties Inviato 19 Gennaio, 2023 #3 Inviato 19 Gennaio, 2023 Philo era un nomen ma anche un cognomen romano Cita
dracma Inviato 19 Gennaio, 2023 #4 Inviato 19 Gennaio, 2023 Tempo fa avevo aperto una discussione sui graffiti monetali nella sezione "Sicilia e Magna Grecia" proprio in virtù dell'importanza rivestita da questi elementi epigrafici. A questo proposito mi sembra interessante che l'iscrizione PHILO si trovi anche in ambito greco: 1 Cita
Franco123 Inviato 19 Gennaio, 2023 Autore #5 Inviato 19 Gennaio, 2023 9 ore fa, L. Licinio Lucullo dice: Interessante. Io penso piuttosto alla traslitterazione dal greco philo- che, come noto, indica apprezzamento o addirittura amore. Forse era l'iniziale di un soprannome Non avendo studiato il latino sfortunatamente ho usato il traduttore di google, ed ho visto che in latino significa figlio e in greco ha 2 significati tra cui anche filo oltre a quello che hai detto. Mi sorge una domanda perché avrebbe scritto in caratteri latini e non in greco. Cita
L. Licinio Lucullo Inviato 19 Gennaio, 2023 #6 Inviato 19 Gennaio, 2023 6 ore fa, Vel Saties dice: Philo era un nomen ma anche un cognomen romano Sì certo, quando ho scritto "soprannome" intendevo cognomen Cita
L. Licinio Lucullo Inviato 19 Gennaio, 2023 #7 Inviato 19 Gennaio, 2023 39 minuti fa, Franco123 dice: Non avendo studiato il latino sfortunatamente ho usato il traduttore di google, ed ho visto che in latino significa figlio e in greco ha 2 significati tra cui anche filo oltre a quello che hai detto. Mi sorge una domanda perché avrebbe scritto in caratteri latini e non in greco. La scrittura "PH" non è di per se stessa latina; veniva utilizzata in Latino proprio per traslitterare la labiale aspirata greca Φ (che noi, oggi, ancora chiamiamo giustappunto "phi"). Ammesso e non concesso che il graffito risalga all'età classica (nulla esclude che sia medievale, moderno o contemporaneo), il solo fatto che utilizzi "PH" attesta che è una traslitterazione greca. La traslitterazione dal Greco, per i nomi propri, è ampiamente attestata in letteratura latina: ad esempio, Perses ("Persiano"; la finale -es non è latina), Syracusae (la lettera "Y" non è latina, rende un suono a metà fra "I" e "U" che i Romani non utilizzavano), Thebae ("TH" viene utilizzato per rendere la dentale aspirata greca, , che noi oggi chiamiamo "theta"), etc. etc. Philo o Philon era appunto usato come nome, per traslitterazione da Φίλων; ad esempio, è noto un filosofo che si chiamava così, https://en.wikipedia.org/wiki/Philo 3 Cita
Franco123 Inviato 19 Gennaio, 2023 Autore #8 Inviato 19 Gennaio, 2023 Quindi potrebbe essere un cittadino romano di origini greche che ha scritto il nome. Altri esempi su denari romani non ne trovo su internet a quanto pare sembra più usato nelle monete greche questa usanza. Cita
L. Licinio Lucullo Inviato 20 Gennaio, 2023 #9 Inviato 20 Gennaio, 2023 Immagino di sì, ma non ne riesco a intuire il motivo. Cita
fastrobert Inviato 20 Gennaio, 2023 #10 Inviato 20 Gennaio, 2023 6 ore fa, L. Licinio Lucullo dice: Immagino di sì, ma non ne riesco a intuire il motivo. Anche in tempi moderni sui usa scrivere nomi o messaggi sulle banconote, forse oggi di meno, ma io ricordo molte banconote in lire piene di messaggi. Cita
nahar Inviato 23 Gennaio, 2023 #11 Inviato 23 Gennaio, 2023 Anche io ho trovato lettere su denari romani, in una inciso al dritto e al rovescio RISTIANI con una lettera A particolare senza trattino in mezzo con doppia linea iniziale.. Cita
Franco123 Inviato 24 Gennaio, 2023 Autore #12 Inviato 24 Gennaio, 2023 Il mio pensiero è comunque che la maggior parte delle persone in quel epoca avevano più problemi di oggi a scrivere, alto tasso di analfabetismo e in oltre non era semplicemente illegale ma rischiavi anche con la vita un atto del genere era immorale, quindi teoricamente dovrebbe avere un significato diverso dalle semplici scritte sulle banconote degli anni 90. Magari dissenso politico o in ambito di culti degli antenati magari. Cita
chievolan Inviato 24 Gennaio, 2023 #13 Inviato 24 Gennaio, 2023 1 ora fa, Franco123 dice: Il mio pensiero è comunque che la maggior parte delle persone in quel epoca avevano più problemi di oggi a scrivere, alto tasso di analfabetismo Non è vero. 1 ora fa, Franco123 dice: e in oltre non era semplicemente illegale ma rischiavi anche con la vita un atto del genere era immorale, ?????? 1 Cita
Franco123 Inviato 24 Gennaio, 2023 Autore #14 Inviato 24 Gennaio, 2023 Mi riferisco al fatto che non molti sapevano scrivere come adesso. Poi sia per la tosatura e per la deturpazione delle monete era illegale anche in quel periodo. E comunque incisioni così piccole richiedevano abilità che magari la persona che sapeva a stento scrivere il suo nome non sarebbe riuscito a fare. Solo la mia opinione. Cita
vickydog Inviato 27 Gennaio, 2023 #15 Inviato 27 Gennaio, 2023 (modificato) PH in Latino è una questione piuttosto intricata, almeno per me, non avendo mai trovato chiarezza definitiva: si leggeva molto probabilmente come P, almeno fino all'età imperiale, più tardi scomparso...Anzi quasi, dato che in francese il dittongo ph esiste tuttora. Sta di fatto che il nome PHILO era diffuso, che si leggesse Pilo o Filo, basti pensare al console Publio Emilio Philo. E poi il diffuso nome Filodemo per esempio. La lingua Greca si sa era ampiamente diffusa e persino di moda potremmo dire, quindi non era necessariamente un nome di un soggetto di origine Greche (*). Sta di fatto che questo graffito monetale è affascinante, se coevo. Un'ultima nota a sostegno della relativa alfabetizzazione del popolo Romano, non soltanto di casta elevata, anche all'epoca della moneta in questione (circa 75 aC / gens Cornelia): https://www.ultimaedizione.eu/2013/04/30/listruzione-nella-roma-antica-niente-politica-senza-la-cultura/1418/#:~:text=Pensare che nell'antica Roma,nazione alla metà del 1900. "Pensare che nell’antica Roma la cultura della popolazione fosse scarsa è assolutamente errato. Nel periodo dei Cesari, infatti, l’alfabetizzazione degli abitanti dell’Urbe era di molto superiore a quella della nostra nazione alla metà del 1900". (*) E’ fondamentale ricordare come l’Impero Romano sia stato sempre bilingue, tanto che fin dall’epoca di Plauto (250 a.C.) la popolazione meno colta era già in grado di comprendere perfettamente i termini greci di cui le sue commedie erano infarcite. Quindi i ragazzi che uscivano da questo secondo ciclo scolastico parlavano e scrivevano perfettamente sia in latino che in greco. Modificato 27 Gennaio, 2023 da vickydog 2 Cita
danielo93 Inviato 28 Gennaio, 2023 #16 Inviato 28 Gennaio, 2023 Il 24/1/2023 alle 16:04, Franco123 dice: Mi riferisco al fatto che non molti sapevano scrivere come adesso. Poi sia per la tosatura e per la deturpazione delle monete era illegale anche in quel periodo. E comunque incisioni così piccole richiedevano abilità che magari la persona che sapeva a stento scrivere il suo nome non sarebbe riuscito a fare. Solo la mia opinione. Per quanto riguarda l'illegalità di deturpare monete ai tempi dei romani, abbiamo qualche fonte? Investigando un po' tra qualche fonte online e qualche pubblicazione, non ho trovato nulla a riguardo. Immagino sia abbastanza plausibile comunque Cita
Franco123 Inviato 30 Gennaio, 2023 Autore #17 Inviato 30 Gennaio, 2023 Nel articolo mi pare che si parli del urbe di Roma soprattutto. Io intendevo più in generale è ovvio che nelle grosse metropoli il tasso era alto e comunque si parla di alto tasso in un preciso periodo repubblicano. Cita
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