A.Font97 Inviato 23 Giugno, 2024 #1 Inviato 23 Giugno, 2024 (modificato) Buonasera a tutti, vengo da chiedervi una mano. Sto scrivendo la tesi di laurea in giurisprudenza ed ho concordato di farla sulla magistratura dei Tresviri Monetales, anche in virtù di questa mia passione. Immagino conosciate bene l'argomento, avreste dunque fonti particolari da consigliarmi, per fare ricerca? O magari aneddoti o peculiarità che potrei riportare, una volta documentatomi adeguatamente? Vi ringrazio in anticipo. Modificato 24 Giugno, 2024 da A.Font97 Cita
Ronak Inviato 23 Giugno, 2024 Supporter #2 Inviato 23 Giugno, 2024 (modificato) https://1drv.ms/b/c/25b601fec4f3361b/EXjZsC8ofQFJt_FX6fsR7IEBRUsy7WgScDSf696Oq-PfMA https://www.meer.com/it/45388-la-magistratura-monetaria-nellantica-roma ho trovato questi file, non è il mio campo, quindi aspetta l'approvazione di qualcun'altro... sicuramente non sarà sufficiente ma sei vuoi (se ti danno l'approvazione) puoi iniziare a leggere e farti un'idea... Saluti...Ronak Modificato 23 Giugno, 2024 da Ronak 1 Cita
Cremuzio Inviato 24 Giugno, 2024 #3 Inviato 24 Giugno, 2024 (modificato) Salve @A.Font97 in questo file di Academia potresti forse trovare informazioni utili alla tua tesi : https://www.bing.com/ck/a?!&&p=d7852d66ffba3d34JmltdHM9MTcxOTEwMDgwMCZpZ3VpZD0xZTk5MDAzMi1hNTdiLTYyZjUtMjZmYS0xMjU0YTQ0YzYzNTkmaW5zaWQ9NTM5NA&ptn=3&ver=2&hsh=3&fclid=1e990032-a57b-62f5-26fa-1254a44c6359&psq=Tresviri+Monetales+nell'+antica+roma+repubblcana&u=a1aHR0cHM6Ly93d3cuYWNhZGVtaWEuZWR1LzQ3OTEwOTgwL0Nlbm5pX3N1bGxhX25hc2NpdGFfZGVsbGFfbW9uZXRhX2VfZGVpX3ByaW1pX2ludGVybWVkaWFyaV9maW5hbnppYXJpX25lbGxBbnRpY2FfUm9tYQ&ntb=1 Un grosso "in bocca al lupo" Modificato 24 Giugno, 2024 da Cremuzio 1 1 Cita
L. Licinio Lucullo Inviato 25 Giugno, 2024 #4 Inviato 25 Giugno, 2024 Un riferimento all' "argentum publicum" compare solo sui denarî 322/1b (EX. A. PV), 324/1 (PV), 325/1 (ARG. PVB), 328/1 (P), 344/1c e 344/2c (A. PV), 351/1 (P.A., che però il Mattingly scioglie in pecunia assignata o attibuta), 352/1b (EX. A. P) e 353/2 (EX. A. P.); infine, un monogramma di dubbia interpretazione (sciolto anche in Apollo o Roma) è presente sui denarî 298/1 e 353/1. Sui bronzi della serie 338 compare invece LPDAP, sigla usualmente sciolta in Lege Papiria de assis pondere (ma anche in Lege Papiria de aere publico, da Babelon, o de argento publico, da Pink) Ora, perché alcune monete avevano la menzione della loro provenienza dal metallo pubblico, e altre no? Qui si inserisce un'interessante teoria, di tuo interesse, Infatti, secondo Pedroni (Interrogativi sulla magistratura monetaria in età post-annibalica, 2000), il riferimento all'argento pubblico sarebbe una delle prove del fatto che (ordinariamente) l'argento non veniva prelevato dal tesoro dell'erario, bensì era fornito da privati che avevano preso il relativo servizio in appalto e, per questo, potevano apporre il proprio nome sui conî. Questa pratica sarebbe nata dopo la Seconda Guerra Punica dall'abitudine, maturata già in epoca molto risalente, di apporre sulla monetazione itinerante simboli (e tipi) che testimoniassero la provenienza del metallo da un determinato bottino bellico, poi anche (a partire dalla guerra annibalica) sigle (CROT, L/T, KOP, etc.) che indicassero la piazza militare dove era avvenuta la coniazione (forse per indicare che si era attinto alle risorse locali) e, infine, il nome del condottiero che aveva distribuito il bottino Questa teoria implica che i nomi impressi sulle monete, quindi, NON siano quelle dei tresviri monetales. A sostegno della tesi Pedroni osserva anche che l'unico politico di cui si sappia che è stato monetario, M. Fonteio (pretore, forse nel 75, e questore nell’84), la cui magistratura è stata tramandata da Cicerone (che lo ha difeso nel 69), non compare su alcuna moneta giunta fino a noi (Crawford, per questo motivo, lascia vuota la serie n. 347, datata a prima dell’87, nel caso che venga mai rinvenuta una sua moneta). Ti preciso comunque che la tesi del Pedroni è isolata. Secondo Crawford, la sigla sulle prime quattro emissioni argentee attesta che la moneta fu prodotta con metallo pubblico in un momento di grave scontro socio-politico (gli ultimi anni del II sec.), mentre sulle ultime tre indica la monetazione dell'eredità tolemaica. Tolomeo Alessandro, sovrano d'Egitto che - come riferito da Cicerone - lasciò il suo regno al popolo romano. Secondo Badian tale eredità fu lasciata dal primo Tolomeo Alessandro, morto nel settembre od ottobre dell'anno 88. A seguito del suo lascito un cospicuo quantitativo di metallo prezioso giunse nelle mani dei Romani e fu in parte utilizzato per coniare monete, dando modo al console dell'86, Valerius Flaccus, di ridurre i debiti di tre quarti. Secondo Crawford, che accoglie la proposta cronologica del Badian, la pecunia deposita sarebbe stata monetata tra gli anni 86 ed 85 ed i relativi denarî emessi, con legenda AP (Argentum Publicum), sarebbero appunto i denarî 352/1 e 353/1. La presenza della sigla sulle serie 344, databile alla Guerra Sociale, non trova però motivazioni. Secondo Barlow, la sigla sugli argenti indica la provenienza del metallo dall'Aerarium Sanctius, in momenti di grave difficoltà finanziaria. Secondo altri studiosi, la sigla sugli argenti va sciolta in aeris pondere e fa coppia appunto con LPDAP; entrambe andrebbero riferite alle Leges Papiriae de aere publico e de argento publico (promulgate nel 91 o nell’89 dal tribuno C. Papirius Corbo, proveniente da una nobile gens consolare divisa in ramo patrizio e ramo plebeo) e rinvierebbero a un prelievo dal tesoro pubblico, connesso con la difficile situazione finanziaria conseguente alla Guerra Sociale (attestata anche dai bronzi anonimi rrc 339, ritenuti una serie d'emergenza). 6 1 Cita
L. Licinio Lucullo Inviato 25 Giugno, 2024 #5 Inviato 25 Giugno, 2024 Ecco l'interessante studio di Pedroni: Luigi Pedroni - Interrogativi sulla magistratura monetaria.pdf 2 Cita
A.Font97 Inviato 30 Giugno, 2024 Autore #6 Inviato 30 Giugno, 2024 Il 25/06/2024 alle 10:40, L. Licinio Lucullo dice: Un riferimento all' "argentum publicum" compare solo sui denarî 322/1b (EX. A. PV), 324/1 (PV), 325/1 (ARG. PVB), 328/1 (P), 344/1c e 344/2c (A. PV), 351/1 (P.A., che però il Mattingly scioglie in pecunia assignata o attibuta), 352/1b (EX. A. P) e 353/2 (EX. A. P.); infine, un monogramma di dubbia interpretazione (sciolto anche in Apollo o Roma) è presente sui denarî 298/1 e 353/1. Sui bronzi della serie 338 compare invece LPDAP, sigla usualmente sciolta in Lege Papiria de assis pondere (ma anche in Lege Papiria de aere publico, da Babelon, o de argento publico, da Pink) Ora, perché alcune monete avevano la menzione della loro provenienza dal metallo pubblico, e altre no? Qui si inserisce un'interessante teoria, di tuo interesse, Infatti, secondo Pedroni (Interrogativi sulla magistratura monetaria in età post-annibalica, 2000), il riferimento all'argento pubblico sarebbe una delle prove del fatto che (ordinariamente) l'argento non veniva prelevato dal tesoro dell'erario, bensì era fornito da privati che avevano preso il relativo servizio in appalto e, per questo, potevano apporre il proprio nome sui conî. Questa pratica sarebbe nata dopo la Seconda Guerra Punica dall'abitudine, maturata già in epoca molto risalente, di apporre sulla monetazione itinerante simboli (e tipi) che testimoniassero la provenienza del metallo da un determinato bottino bellico, poi anche (a partire dalla guerra annibalica) sigle (CROT, L/T, KOP, etc.) che indicassero la piazza militare dove era avvenuta la coniazione (forse per indicare che si era attinto alle risorse locali) e, infine, il nome del condottiero che aveva distribuito il bottino Questa teoria implica che i nomi impressi sulle monete, quindi, NON siano quelle dei tresviri monetales. A sostegno della tesi Pedroni osserva anche che l'unico politico di cui si sappia che è stato monetario, M. Fonteio (pretore, forse nel 75, e questore nell’84), la cui magistratura è stata tramandata da Cicerone (che lo ha difeso nel 69), non compare su alcuna moneta giunta fino a noi (Crawford, per questo motivo, lascia vuota la serie n. 347, datata a prima dell’87, nel caso che venga mai rinvenuta una sua moneta). Ti preciso comunque che la tesi del Pedroni è isolata. Secondo Crawford, la sigla sulle prime quattro emissioni argentee attesta che la moneta fu prodotta con metallo pubblico in un momento di grave scontro socio-politico (gli ultimi anni del II sec.), mentre sulle ultime tre indica la monetazione dell'eredità tolemaica. Tolomeo Alessandro, sovrano d'Egitto che - come riferito da Cicerone - lasciò il suo regno al popolo romano. Secondo Badian tale eredità fu lasciata dal primo Tolomeo Alessandro, morto nel settembre od ottobre dell'anno 88. A seguito del suo lascito un cospicuo quantitativo di metallo prezioso giunse nelle mani dei Romani e fu in parte utilizzato per coniare monete, dando modo al console dell'86, Valerius Flaccus, di ridurre i debiti di tre quarti. Secondo Crawford, che accoglie la proposta cronologica del Badian, la pecunia deposita sarebbe stata monetata tra gli anni 86 ed 85 ed i relativi denarî emessi, con legenda AP (Argentum Publicum), sarebbero appunto i denarî 352/1 e 353/1. La presenza della sigla sulle serie 344, databile alla Guerra Sociale, non trova però motivazioni. Secondo Barlow, la sigla sugli argenti indica la provenienza del metallo dall'Aerarium Sanctius, in momenti di grave difficoltà finanziaria. Secondo altri studiosi, la sigla sugli argenti va sciolta in aeris pondere e fa coppia appunto con LPDAP; entrambe andrebbero riferite alle Leges Papiriae de aere publico e de argento publico (promulgate nel 91 o nell’89 dal tribuno C. Papirius Corbo, proveniente da una nobile gens consolare divisa in ramo patrizio e ramo plebeo) e rinvierebbero a un prelievo dal tesoro pubblico, connesso con la difficile situazione finanziaria conseguente alla Guerra Sociale (attestata anche dai bronzi anonimi rrc 339, ritenuti una serie d'emergenza). Questo studio è uno spunto incredibile, ti ringrazio moltissimo 1 Cita
Scipio Inviato 2 Luglio, 2024 Supporter #7 Inviato 2 Luglio, 2024 Oltre a quanto già segnalato da @L. Licinio Lucullo, ti suggerisco Filippo Coarelli, "Argentum Signatum: le origini della moneta d'argento a Roma ", Istituto italiano di Numismatica, 2013. Allego inoltre un breve saggio che inquadra, fra l'altro, la funzione della magistratura monetaria in età repubblicana. In bocca al lupo! 7._Le_guerre_civili_moneta_e_propaganda.pdf 3 1 Cita
Viteliu Inviato 10 Ottobre, 2024 #8 Inviato 10 Ottobre, 2024 Il 23/06/2024 alle 19:55, A.Font97 dice: Buonasera a tutti, vengo da chiedervi una mano. Sto scrivendo la tesi di laurea in giurisprudenza ed ho concordato di farla sulla magistratura dei Tresviri Monetales, anche in virtù di questa mia passione. Immagino conosciate bene l'argomento, avreste dunque fonti particolari da consigliarmi, per fare ricerca? O magari aneddoti o peculiarità che potrei riportare, una volta documentatomi adeguatamente? Vi ringrazio in anticipo. Ciao! Ti consiglio due libri; il primo è Manuale di epigrafia latina di Alfredo Buonopane, (so che è epigrafia, ma ci sono interessanti spunti riguardo le cariche propedeutiche al cursus honorum e dunque alla carica dei IIIviri) e poi L'amministrazione dell'Italia romana di Davide Ambrogio Faoro (l'unica pecca è che parta dal I sec. a.C. e quindi si concentra maggiormente sul periodo alto imperiale). 1 1 Cita
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