Vai al contenuto
  • Sky
  • Blueberry
  • Slate
  • Blackcurrant
  • Watermelon
  • Strawberry
  • Orange
  • Banana
  • Apple
  • Emerald
  • Chocolate
  • Charcoal
Accedi per seguire questo  
val75

Come riconoscere i falsi

Risposte migliori

val75

Ciao a tutti!

volevo porre a tutti coloro che mi possono rispondere un quesito.

Nel caso mi trovassi a dover catalogare una qualsiasi moneta sia essa medievale o romana ed il peso non coincidesse con quello dei vari libri in mio possesso come posso calcolare una sua perdita " fisiologica" del peso calcolando l'usura ed il decadimento?

Io ritengo che nel caso non dovesse coincidere il peso "alla lettera" non è detto che ci si possa trovare tra le mani un falso.

Forse questa perdita di peso va calcolata in percentuale all'età del pezzo?

Ciao a tutti e grazie!!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

danielealberti

Il peso delle monete antiche può variare, ciò può dipendere sia dall'usura che ha privato la moneta di parte del suo materiale e quindi di una parte del peso, sia da sucessivi interventi che, sopratutto nei metalli preziosi, alleggerivano volutamente la moneta per recuperare metallo, tale processo era la tosatura, sia nel modo in cui è stata prodotta la moneta.

Esisteva un procedimento in cui con una tale quantità di metalo dovevano essere prodotto un certo quantitativo predefinito di monete, poco importava se il peso non era perfettamente uguale, l'importante era avere il numero di monete giuste, tale procedimento era denominato " al marco".

lele

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

bavastro

ciao val75,

da quanto esposto direi che non c'è una regola fissa.

Mi riferisco a argento e mistura. Per l'oro la situazione è un po' più rigorosa.

Per le monete medievali ad esempio lo stesso pezzo puoi trovarlo a 0,65 o 1,15 grammi. Dipende dalle delibere Comunali, a loro volta dettate dall'andamento del Mercato. Quindi concordo con te che la differenza di peso va interpretata.

La cosa migliore è presentare i casi dubbi al forum. ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

savoiardo
Supporter

come dice l'amico lele nel medioevo il peso delle monete non era una cosa molto precisa....

il sistema "al marco" come dice lui si basava appunto al numero di monete coniate con una certa quantità di materiale.... il marco era pari a circa 245 grammi...

calcola che le monete di piccole dimensioni a volte venivano anche coniate con i ritagli o gli avanzi delle monete di maggiori dimensioni.... non seguendo propriamente il peso.....

con ciò posso dirti solo che il peso non è un sistema valido per riconoscere un falso... almeno nel medioevo......

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Paleologo

Oltre che "al marco" si usava la stessa espressione anche per altre unità di misura. Ad esempio per le monete di mistura pontificie si trova l'espressione "coniate al taglio di X scudi per libbra" dove X valeva un certo numero: 4, 3 1/2 e così via a scendere, per via dell'inflazione, e la libbra era l'unità di peso del metallo con cui venivano coniate le monete. Veniva quindi così stabilito il contenuto di fino delle monete di lega.

Ciao, P. :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

val75

Grazie a tutti per gli interventi sono tutti molto interessanti! :lol:

Ma il dubbio per me esiste ancora: allora come ci si accorge di un falso ( oltre a confrontare peso e diametro?) :huh:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

meja

Ciao

si riconosce con tanta esperienza valutando attentamente diversi fattori , tra i quali certamente il peso, ma sopratutto è lo stile della moneta , la qualità del metallo,(es. spesso i falsi sono monete prodotte per fusione quando invece l'originale è una moneta coniata) la patina "naturale "è un buon indicatore dell'autenticità della moneta ecc..ecc..

ritorno però alla prima che ho detto "l'esperienza"

Un Saluto

Meja

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

savoiardo
Supporter
Oltre che "al marco" si usava la stessa espressione anche per altre unità di misura. Ad esempio per le monete di mistura pontificie si trova l'espressione "coniate al taglio di X scudi per libbra" dove X valeva un certo numero: 4, 3 1/2 e così via a scendere, per via dell'inflazione, e la libbra era l'unità di peso del metallo con cui venivano coniate le monete. Veniva quindi così stabilito il contenuto di fino delle monete di lega.

Ciao, P.  :)

246249[/snapback]

.... il marco, la libbra erano comunque misure di peso utilizzate per i conti....

la quantità di fino all'interno della moneta era data dal titolo......

Quoto comunque quello che dice meja....

l'esperienza e la fiducia negli esperti sono i migliori mezzi per riconoscere i falsi....

..... anche se a volte l'esperienza non basta.... tutti possono cadere in qualche fregatura.......

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere registrato per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

Accedi per seguire questo  

Lamoneta.it

La più grande comunità online di numismatica e monete. Studiosi, collezionisti e semplici appassionati si scambiano informazioni e consigli sul fantastico mondo della numismatica.

Hai bisogno di aiuto?

×