demonetis Inviato 4 Novembre, 2024 Supporter #1 Inviato 4 Novembre, 2024 (modificato) Il 6 ottobre del 1786, dalla Regia Zecca delle monete, il maestro di zecca Cesare Coppola scrive a re Ferdinando informandolo della dipartita del mastro de’ conj Bernardo Perger, avvenuta il giorno precedente. Inoltre, rileva la necessità di nominare urgentemente un altro incisore “per l’incessante bisogno delle correnti monetazioni” proponendo il figlio maggiore del defunto, Domenico, per l’esperienza acquisita durante l’affiancamento al padre. Per inciso, da altri documenti risulta che Bernardo aveva due figli, Domenico e Giuseppe, entrambi lavoranti alla zecca e competenti nell’utilizzo e nella costruzione delle macchine. Le parole “hà bene spesso supplito le veci del di lui Padre, quando per la sua infermità è stato impedito, nel formare i Conj per le monetazioni” mi suggeriscono di ipotizzare che il conio della piastra del 1786 con sigla P. (Magliocca 244a) possa essere stato realizzato non da Bernardo Perger, bensì da Domenico, quando il padre era nell’impossibilità di lavorare per questioni di salute. Nominato Domenico Perger maestro dei coni, nel 1786 inizia a siglare le monete con D.P. (per distinguerle da quelle con la P.?) per poi passare alla sola P. Due stralci del documento conservato presso l'Archivio di Stato di Napoli, Ministero delle finanze, busta 2136. Modificato 4 Novembre, 2024 da demonetis Modifica dimensione carattere 5 2 Cita
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