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Paleologo

Giovanni Comneno e la pena di morte

Risposte migliori

Paleologo

Ciao a tutti, vorrei avere conferma di una notizia che ho letto recentemente, secondo la quale l'imperatore bizantino Giovanni Comneno (1118-1143) decretò l'abolizione della pena di morte nei territori sotto la sua giurisdizione.

Se così fosse, sarebbe probabilmente il primo caso di stato "abolizionista" e dal mio punto di vista renderebbe ancora più interessante una civiltà che da noi, per varie ragioni, non ha mai goduto di "buona stampa", per così dire, e che invece io trovo sempre più affascinante via via che ne approfondisco la conoscenza.

Vi risulta qualcosa?

Ciao, P. :)

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chersoblepte

Ho da poco finito di leggere il libro di Paolo Cesaretti intitolato L'Impero perduto. Vita di Anna di Bisanzio, una sovrana tra Oriente e Occidente, in cui la vita dell'imperatrice venuta dalla Francia ha per sfondo le vicende che coinvolsero Costantinopoli fra fine XII ed inizio XIII secolo, culminate poi nel sacco del 1204.

Ovviamente grande spazio è dedicato a Manuele Comneno ed alla sua opera di governo. Non mi pare vi trovi menzione il fatto che il Βασιλεύς abbia provveduto ad abolire la pena di morte (sarebbe interessante se potessi indicarci dove hai trovato questa notizia ;)): di certo, però, l'autore sottolinea più volte come il suo regno fu caratterizzato da un minor impiego della violenza nel risolvere i conflitti di potere all'interno della grande famiglia imperiale (che, a Bisanzio, si concludevano più spesso con l'accecamento che con la morte), e, più in generale, entro i confini della Romània. Il caso più eclatante fu sicuramente la "grazia" concessa al cugino "ribelle" Andronico, che poi sarà assassino del suo figlio e successore Alessio II.

P.S. Ho notato con piacere come, da un po' di tempo, s'assista ad una postiva rivalutazione della storia e della cultura bizantina, che nell'Impero dei 'Ῥωμαίοι non vede più, come in passato, solo uno Stato in continua ed inevitabile decadenza.

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numa numa

Paleologo parlava di Giovanni II Comneno, non del suo successore Manuele I (1143-1186) :rolleyes:

numa numa

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chersoblepte
Paleologo parlava di Giovanni II Comneno, non del suo successore Manuele I  (1143-1186)  :rolleyes:

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In effetti ho travisato :rolleyes: :P: ad ogni modo anch'egli dimostrò clemenza pari a Manuele limitandosi a bandire da corte la sorelle Anna (autrice della celebre Alexiade), che aveva attentato alla sua vita, e graziando completamente suo marito Niceforo Briennio. Non a caso era soprannominato Kalojannis: "bello" non per il suo aspetto fisico, ma per le sue qualità personali. Si può pensare che in tal senso il figlio prese dal padre ;).

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LUCIO

Contro la pena di morte c'è una tradizione giuridica ben più profonda, secondo me. Già nel diritto romano tradizionale, quello dei bei tempi andati della Repubblica, la pena di morte non era di casa: certo esistevano ancestrali forme di non punibilità penale dell'omicida -in particolari casi- che di fatto mantenevano il ricordo di un antichissimo "ius capitis", certo esistevano le circostanze eccezionali militari (in fondo anche da noi la pena di morte come eventualità estrema del Codice Militare di Guerra è rimasta teoricamente molto più a lungo che nel diritto corrente), inoltre la Legge credo considerasse diversamente il Cittadino dal non-cittadino; ma di fondo il principio che lo Stato non potesse sopprimere fisicamente un proprio membro era ben chiaro.

L'involuzione verso la pena di morte è di età imperiale, direi ad occhio e croce a partire da Tiberio, e credo principalmente legata al concetto di crimine "maiestatis".

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brischetto

Queste notizie, e altre che appaiono con una certa frequenza sulla stampa e in TV, hanno suscitato la mia curiosità. Mi ha anche incuriosito "L'enigma di Piero", della Ronchey, che ho quasi finito di leggere. Qualcuno mi potrebbe indicare un buon libro che dia una visione generale della storia e della cultura dell'Impero Bizantino?

Cordialmente

Rosario

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chersoblepte
Qualcuno mi potrebbe indicare  un buon libro che dia una visione generale della storia e della cultura dell'Impero Bizantino?

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Per un primo contatto con la storia bizantina ti consiglio l'opera del Norwich, Bisanzio. Splendore e decadenza di un impero (330-1453), di cui puoi leggere le mie impressioni in fondo alla pagina di questo link:

http://www.lamoneta.it/index.php?showtopic=15063&st=40#

Fra i manuali di base il più famoso è, con ogni probabilità, quello dell'Ostrogorsky, la celebre Storia dell'Impero bizantino. Ho trovato ben fatto anche History of the Byzantine Empire del Vasiliev, che però, purtroppo, non ho mai visto tradotta in italiano.

Altro ottimo testo, questo più indirizzato a descrivere il "mondo" bizantino, è la La civiltà bizantina di Cyril Mango.

Modificato da chersoblepte

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brischetto

Grazie, Chersoblepte. :D :D :D

Mi attivo per procurarmi i libri in questione.

Rosario

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Paleologo

Grazie per i vostri interventi. Se non ricordo male la notizia su Giovanni Comneno si trova nei cenni storici della "Introduzione alla Numismatica Bizantica" di Mario Ladich (Speciale Cronaca Numismatica N.26, consigliabile).

Per Lucio vorrei osservare che se come correttamente ha fatto notare comminare la pena capitale a un civis romanus in epoca repubblicana non era certo pratica comune, bisogna anche dire che la forza (ovvero la violenza) come metodo di risoluzione dei conflitti era la scelta pressochè univocamente seguita, sia in ambito privato (a partire dai diritti del paterfamilias sui familiari) sia in ambito pubblico e diciamo così, internazionale, in epoca repubblicana come e più che in epoca imperiale.

Uno degli aspetti che trovo più interessanti nella civiltà bizantina è proprio il tentativo che è stato operato (sia pure in certi periodi e da certi regnanti) di ridurre il ricorso alla violenza come metodo di risoluzione dei conflitti, cosa che certo non si può dire delle altre civilizzazioni coeve e di quelle dell'Europa occidentale in particolare (delle civilizzazioni islamiche del tempo non so abbastanza e non mi sento di esprimere giudizi).

Ciao, P. :)

P.S. Tra i libri da leggere cito anche La civiltà bizantina di Norman H. Baynes, tradotto da La Nuova Italia nel 1971. Non credo sia stato ristampato ma si trova abbastanza facilmente se avete un buon fornitore di libri di seconda mano ;)

Modificato da Paleologo

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chersoblepte
Uno degli aspetti che trovo più interessanti nella civiltà bizantina è proprio il tentativo che è stato operato (sia pure in certi periodi e da certi regnanti) di ridurre il ricorso alla violenza come metodo di risoluzione dei conflitti, cosa che certo non si può dire delle altre civilizzazioni coeve e di quelle dell'Europa occidentale in particolare (delle civilizzazioni islamiche del tempo non so abbastanza e non mi sento di esprimere giudizi).

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Considerazione interessante e che, personalmente, sento di appoggiare: anch'io, nella mia conoscenza (per ora non certo approfondita) della Storia bizantina, ho notato una tendenza alla risoluzione dei conflitti esterni per via diplomatica e di "giusti" compromessi (la così detta oikonomia) oppure con il conseguimento di posizioni di forza tramite alleanze (senza che questo, però, vada ad alimentare lo stereotipo dei Bizantini quale popolo "imbelle"). Del resto il tanto celebre fasto della corte di Bisanzio (quante volte criticato da storici e non come mera ostentazione di lusso e ricchezza?) spesso ebbe ruolo importantissimo affinché venissero raggiunte condizioni vantaggiose quando nella Capitale erano ricevute le ambasciate straniere: l'opera di Costantino Porfirogenito a riguardo (intitolata, per l'appunto, Sulle Ambasciate) annovera, fra gli altri, episodi davvero "bizzarri" e straordinari.

Bisogna però sottolineare come a quanto detto faccia da contraltare il (quasi) costante ricorso alla violenza nel risolvere questioni interne, in special modo riguardo la successione al trono imperiale, tramite pratiche quali l'evirazione o l'accecamento.

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Paleologo
Bisogna però sottolineare come a quanto detto faccia da contraltare il (quasi) costante ricorso alla violenza nel risolvere questioni interne, in special modo riguardo la successione al trono imperiale, tramite pratiche quali l'evirazione o l'accecamento.

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Questo è un fatto senza dubbio sorprendente e va segnalato come una delle tante clamorose contaddizioni della civiltà bizantina, che era di una spiritualità profonda e trascendentale e insieme avida di lusso e di ricchezza, amante della pace e allo stesso tempo quasi costantemente in guerra con tutti i vicini (sebbene quasi mai in guerre di aggressione), capace di imprese monumentali e di disastri sconfortanti... Imperatori che spontaneamente abdicavano e si facevano monaci... Tutte cose che per quanto mi riguarda contribuiscono ad aumentare il fascino di questa civiltà :)

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