torpedo Inviato 2 Ottobre, 2025 #1 Inviato 2 Ottobre, 2025 Un tesoro di monete romane è stato recuperato nel Rodano https://www.stilearte.it/meraviglioso-847-monete-romane-di-2000-anni-ripescate-ora-dal-relitto-di-una-barca-antica-affondata-nel-fiume-rodano-tutti-i-particolari-il-video/ . Meraviglioso. 847 monete romane di 2000 anni ripescate ora dal relitto di una barca antica affondata nel fiume Rodano. Tutti i particolari. Il video Redazione 2 Ottobre 2025 Archeologia - Ultime notizie ed approfondimenti, Impero romano, News La missione archeologica condotta sul lato Trinquetaille svela oltre 800 monete risalenti a quasi 2.000 anni fa “Si parla del miracolo di Pompei, ma c’è anche il miracolo del Rodano arlesiano”. Gli occhi di David Djaoui, archeologo-sub della missione, brillano di entusiasmo mentre racconta la scoperta annunciata nelle ore scorse: un tesoro di 847 monete rinvenute su un relitto sommerso nel Rodano, nei pressi di Trinquetaille, ad Arles. I sub hanno scoperto su un relitto 847 monete di circa 2000 anni fa. Photo ©Lionel ROUX_CCJ-(CNRS-AMU) La scoperta, condotta dal Musée départemental d’Arles Antique in collaborazione con CNRS, INRAP, Drassm, Musée national de la Marine e la società Ipso Facto, si inserisce in un quadro di ritrovamenti storici eccezionali nella città, tra cui un’antica chiatta nel 2004, un busto di Cesare nel 2007 e un primo lotto di monete nel 2018. Una squadra interdisciplinare sul campo Archeologi, ceramologi, restauratori e fotografi impegnati in un’operazione di carotaggio subacqueo L’inizio delle ricerche con un’operazione di carotaggio: il tesoro è stato trovato nelle acque del fiume sulla riva destra del Rodano, di fronte al Musée départemental d’Arles antique. ©Lionel ROUX_CCJ-(CNRS-AMU) La missione ha coinvolto una quindicina di esperti – archeologi, ceramologi, restauratori, topografi e fotografi – tra il 25 agosto e il 3 ottobre 2025. Nonostante le difficili condizioni subacquee — correnti impetuose e visibilità ridotta — la ricerca ha dato risultati sorprendenti. “Abbiamo rinvenuto la membrana di una barca lunga circa venti metri e, insieme, questi 847 pezzi, per lo più datati al III secolo, alcuni in condizioni straordinariamente conservate”, spiega Djaoui. Il ritrovamento ha seguito un crescendo di scoperte: inizialmente 60 pezzi, poi 80, fino a imbattersi in un cumulo di oltre 600 monete, tra cui spicca un sesterzio di Traiano del 116 d.C., testimonianza diretta del commercio e delle rotte fluviali dell’epoca romana. Monete che raccontano storie Dal cumulo sommerso al Museo Dipartimentale dell’Antica Arles, tra restauri e studi numismatici Le monete, probabilmente cadute accidentalmente da una barca, saranno sottoposte a una rigorosa valutazione numismatica e successivamente restaurate prima di essere esposte al pubblico entro uno o due anni. “Sogniamo di trovare il contenitore originario, uno scrigno del tesoro, come quelli che vediamo nei film”, confida Djaoui, consapevole delle difficoltà ma ottimista sulle potenzialità ancora nascoste nelle acque del Rodano. Questa scoperta conferma che il Rodano, oggi fiume silenzioso e placido, è stato per millenni teatro di scambi e traffici intensi, un archivio liquido di storie, monete e imbarcazioni che, con pazienza e metodo scientifico, continua a restituire tesori straordinari. Arles romana: fulcro del commercio e della cultura mediterranea Dall’insediamento pre-romano alla colonia augustea: tra monumenti, teatri e strade lastricate Arles, fondata intorno al VI secolo a.C. come insediamento celto-ligure, assunse un ruolo centrale con la conquista romana. Nel 46 a.C. divenne colonia sotto Giulio Cesare, con il nome di Colonia Iulia Paterna Arelate Sextanorum, e rapidamente si trasformò in un nodo commerciale e culturale strategico lungo il Rodano. Il fiume era allora arteria vitale per il trasporto di grano, vino e manufatti, collegando il Mediterraneo con l’interno della Gallia e con le province renane. La città si caratterizzava per monumenti grandiosi: un anfiteatro capace di ospitare oltre 20.000 spettatori, un teatro romano, terme e un foro ornato da colonne e statue, testimonianze tangibili della romanizzazione della Gallia. Le strade lastricate, alcune delle quali ancora visibili, collegavano il porto fluviale con le vie principali, permettendo un rapido scambio di merci, idee e culture. Le monete rinvenute nel Rodano si inseriscono in questo contesto: esse erano strumenti quotidiani del commercio, testimoni silenziosi delle transazioni, delle spedizioni e delle reti economiche che hanno reso Arles uno dei principali poli dell’impero romano occidentale. Ogni sesterzio o antoniniano racconta storie di mercanti, viaggiatori e sub che, inconsapevoli, hanno contribuito a costruire un archivio archeologico sommerso che oggi rivela, pezzo dopo pezzo, il cuore pulsante della città antica. Un fiume di storia da esplorare Il Rodano arlesiano come scrigno senza tempo della civiltà romana Il Rodano si conferma così non solo via di commercio, ma vera e propria macchina del tempo. La recente scoperta si aggiunge agli altri ritrovamenti locali e alla ricchezza archeologica di Arles, città che ancora oggi conserva i segni di un passato romano pulsante. Come nota finale, Djaoui sottolinea che le acque arlesiane continueranno a offrire eccezionali rivelazioni per centinaia, persino migliaia di anni a venire, rendendo ogni immersione un gesto di memoria e di meraviglia. Fonte: Comune di Arles 1 Cita
Vel Saties Inviato 2 Ottobre, 2025 #2 Inviato 2 Ottobre, 2025 Nell'articolo francese fa abbastanza sorridere la frase: “On parle du miracle de Pompei, mais il y aussi le miracle du Rhône arlésien.” cioé si parla del miracolo di Pompei ma c'è anche il miracolo del Rodano di Arles. Il nazionalismo d'oltralpe gli crea un cortocircuito tale per cui se non devono essere sempre migliori o almeno uguali all'Italia stanno proprio male. 1 1 Cita
ilLurkatore Inviato 2 Ottobre, 2025 #4 Inviato 2 Ottobre, 2025 53 minuti fa, Vel Saties dice: Nell'articolo francese fa abbastanza sorridere la frase: “On parle du miracle de Pompei, mais il y aussi le miracle du Rhône arlésien.” cioé si parla del miracolo di Pompei ma c'è anche il miracolo del Rodano di Arles. Il nazionalismo d'oltralpe gi crea un cortocircuito tale per cui se non devono essere sempre migliori o almeno uguali all'Italia stanno proprio male. Stanno male di default... E non potrebbe essere altrimenti, visto che hanno "inventato" il bidet, ma non lo usano... quindi ovvio che gli rode 😄 Cita
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