gpittini Inviato 13 Dicembre, 2025 #1 Inviato 13 Dicembre, 2025 (modificato) DE GREGE EPICURI Fondata come città da Traiano, sarebbe meglio chiamarla "Nicopoli presso l'Istro", dato che si trova a molti chilometri a sud dell'Istro (Danubio); il termine greco ΠΡΟΣ ΙΣΤΡΟΝ significa infatti "presso l'Istro". Il magistrato della città viene chiamato a volte ηγεμονεοντοσ, cioè governatore, a volte υπατεγοντοσ, ossia legato (imperiale). Sulle monete, troviamo per indicare la città due genitivi diversi: ΝΙΚΟΠΟΛΙΤΩΝ oppure ΝΙΚΟΠΟΛΕΙΤΩΝ per significare "dei Nicopolesi". Si trova nel nord della Bulgaria, a 20 km da Veliko Tarnovo; la sua origine fu un campo militare, stabilito da Traiano contro i Roxolani. Elevata al rango di città fra il 102 e il 106 d.C., col nome di Ulpia Nicopolis; dopo il 136 troviamo la dizione "Ulpia Nicopolis ad Istrum". Ampliata da Antonino Pio, del quale sono note molte emissioni monetali. Si trovava in una zona sempre a rischio di invasioni e scorrerie, e nel 170 d.C. venne saccheggiata dai Costoboci, contro i quali fu inviato il generale romano Velio Giuliano; questi la circondò di mura nel 171. Prosperò sotto i Severi, ma fu osteggiata da Caracalla. Nei pressi della città Traiano Decio vinse i Goti nel 250 d. C. Molti dei suoi edifici furono restaurati e abbelliti da Costantino. Si dice che nel IV secolo il vescovo Wulfila mise a punto proprio qui l'alfabeto gotico; gradualmente, la lingua gotica prese il sopravvento in questa zona sul latino e sul greco, fino a quando fu spazzata via dall'arrivo delle popolazioni slave. Oggi nel territorio della città antica sono attivi molti scavi archeologici. Dal punto di vista numismatico, la città ha coniato solo metallo vile, dai numerari più piccoli (corrispondenti al quadrante o forse al semisse) fino ai multipli dell'assarion , indicati allora con lettere greche (B=2, Δ=4, E=5, ecc.) E dopo questa carrellata introduttiva, vi presento la prima moneta. E' di Gordiano III, presentato con le consuete titolature. Al rovescio, un grosso serpente intrecciato si leva verso destra. La moneta misura 25 mm e pesa 13,3g. Modificato 13 Dicembre, 2025 da gpittini 3 Cita
gpittini Inviato 13 Dicembre, 2025 Autore #2 Inviato 13 Dicembre, 2025 (modificato) DE GREGE EPICURI Poichè non sono particolarmente ferrato sulla simbologia del serpente, chiedo a qualche altro forumista di spiegare le possibili motivazioni di questo rovescio in una zecca come Nicopoli (non faccio nomi, ma...penso ad @apollonia) Raccogliendo quel poco che ricordo, dovrebbe trattarsi di Pitone, serpente apollineo (serpenti erano presenti al santuario di Apollo a Delfi). Nemica di Apollo era invece la dragonessa Delphine. Modificato 14 Dicembre, 2025 da gpittini Cita
apollonia Inviato 14 Dicembre, 2025 #3 Inviato 14 Dicembre, 2025 Rispondo all’appello per quanto è a mia conoscenza. Sulle monete di Nicopolis ad Istrum, la “Città della Vittoria presso l’Istro” (o Danubio) fondata da Traiano per celebrare la vittoria sui Daci, è presente spesso un serpente arrotolato su un bastone o un tripode, come simbolo legato al dio greco della medicina Asclepio (Esculapio per i romani) che rappresenta guarigione, salute e, viste le capacità rigenerative del serpente attraverso la muta della pelle, il potere di rinascita. Quindi Il serpente è un emblema potente che indicava la connessione tra Nicopolis ad Istrum e il culto di Esculapio, comune nelle città romane provinciali, e in particolare rifletteva la devozione locale per questo dio medico. Riguardo al bronzo coniato nel periodo di governo del legato consolare Sabinus Modestus, non so se possa avere qualche significato simbolico particolare il serpente a quattro spire con testa eretta raffigurato al rovescio. Saluti, apollonia Cita
apollonia Inviato 14 Dicembre, 2025 #4 Inviato 14 Dicembre, 2025 Mi sono ricordato che intorno al 200 a.C., il regno di Pergamo aveva introdotto una moneta d'argento leggera per la circolazione locale, il tetradramma "cistoforo", che raffigura sul rovescio una coppia di serpenti, ciascuno con due spire, che si attorciglia attorno a un astuccio per arco riccamente decorato in onore di Eracle. Queste monete si diffusero sotto il dominio romano e sappiamo da Livio che i trionfi degli anni 190 e 189 a.C. portarono a Roma un bottino di 960.000 di questi cistophoroi, la cui emissione fu proseguita dai governatori proconsolari di Roma quando fu costituita la provincia romana d'Asia. È possibile che l’emissione con il serpente a quattro spire del rovescio sia stata ispirata a Sabinus Modestus da quella sui cistofori nel periodo in cui ha governato Nicopolis ad Istrum. apollonia Cita
gpittini Inviato 15 Dicembre, 2025 Autore #5 Inviato 15 Dicembre, 2025 DE GREGE EPICURI Grazie @apollonia! Vi mostro ora una seconda moneta, di cui purtroppo non ho conservato nè peso nè diametro; se ben ricordo, era un bronzo medio. L'imperatore è Settimio Severo, che ha coniato molto a Nicopoli. Al rovescio c'è Mercurio in piedi volto a sinistra, con caduceo e forse una borsa nella destra (non si distingue bene, la moneta è un po' lisa). Sempre a sinistra di Mercurio (pardon, Hermes) mi pare che ai suoi piedi ci sia un galletto. Questi galletti compaiono sul rovescio di varie monete. Cita
apollonia Inviato 15 Dicembre, 2025 #6 Inviato 15 Dicembre, 2025 Il gallo è un attributo di Ermes-Mercurio perché, annunciando l'alba, simboleggia la fine delle tenebre e l'inizio del giorno, collegandosi al ruolo di Ermes come messaggero e alla sua capacità di transitare tra i mondi (come guida delle anime, psicopompo), unendo vita e morte, buio e luce, proprio come fa il canto del gallo con la notte e il giorno, ed essendo anche simbolo di vigilanza e trasformazione. Devo aver visto da qualche parte un bronzo di Settimio Severo con il rovescio di cui sopra e, come lo ritrovo, lo posterò qui. apollonia Cita
apollonia Inviato 15 Dicembre, 2025 #7 Inviato 15 Dicembre, 2025 Trovato. Numismatik Naumann (formerly Gitbud & Naumann), Auction 36, lot 290, 04.10.2015. Lot 290 Estimate: 50 EUR. Price realized: 70 EUR. MOESIA INFERIOR. Nicopolis ad Istrum. Septimius Severus (193-211). Ae. Obv: AV KAI Λ CE CEVHPOC. Laureate head right. Rev: NEIKOΠOΛΙTΩN ΠPOC ICTPON. Hermes standing left, holding purse and caduceus; to left, cock standing left. Varbanov 2221. Condition: Good very fine. Weight: 10.45 g. Diameter: 29 mm. apollonia Cita
gpittini Inviato 16 Dicembre, 2025 Autore #8 Inviato 16 Dicembre, 2025 DE GREGE EPICURI Non ho mai classificato con precisione questo piccolo bronzo di Nicopoli (3,4 g. e 17 mm). Al D leggo, fra l'altro, MAUP, che può stare per Caracalla, Elagabalo o Alessandro Severo, e il ritratto non aiuta molto. Al R. un leone andante a destra, con fauci spalancate; si legge abbastanza bene: ..ΤΩΝ ΠΡΟC ΙC e in esergo: ΤΡΟΝ. Qualcuno mi dà una mano per la classificazione? Cita
apollonia Inviato 16 Dicembre, 2025 #9 Inviato 16 Dicembre, 2025 Penso che si tratti dell’imperatore Cesare Marco Aurelio Antonino (Elagabalo), con la scritta al rovescio ΝΙΚΟΠΟΛΙΤΩΝ ΠΡΟϹ ΙϹΤΡΟΝ (dei Nicopolitani sul (o presso il ) Danubio). apollonia 2 Cita
Ale75 Inviato 17 Dicembre, 2025 Supporter #10 Inviato 17 Dicembre, 2025 Buongiorno, confermo Elagabalo 🙂 https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/6/1348 Cita
Vietmimin Inviato 17 Dicembre, 2025 #11 Inviato 17 Dicembre, 2025 Concordo con voi per Elagabalo. Ciao @gpittini Tornando alla tua moneta con il serpente, e non so se @apollonia sarà d’accordo, ma talvolta è identificato con il serpente Glicone, nuova incarnazione di Asclepio, il cui culto fu iniziato tardivamente in Paflagonia dal profeta (un truffatore secondo Luciano di Samosata) Alessandro di Abonutico alla meta del II secolo DC, e poi diffusosi lungo il Danubio. https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_di_Abonutico È spesso raffigurato sulle emissioni provinciali di Tracia e di Mesia, con la testa talvolta nimbata. Mi ricordo di aver visto in un altro post che nella tua collezione hai un bell’esemplare (di Marcianopoli?) con Glicone e i busti affrontati di Caracalla e Giulia Domna al dritto, ma non lo ritrovo? Cita
gpittini Inviato 17 Dicembre, 2025 Autore #12 Inviato 17 Dicembre, 2025 DE GREGE EPICURI Sì, è un pentassaria al cui rovescio c'è il serpente Glicone nimbato, ed è di Marcianopoli. Cita
apollonia Inviato 17 Dicembre, 2025 #13 Inviato 17 Dicembre, 2025 (modificato) @Vietmimin che scrive Ciao @gpittini Tornando alla tua moneta con il serpente, e non so se @apollonia sarà d’accordo, ma talvolta è identificato con il serpente Glicone, nuova incarnazione di Asclepio, il cui culto fu iniziato tardivamente in Paflagonia dal profeta (un truffatore secondo Luciano di Samosata) Alessandro di Abonutico alla meta del II secolo DC, e poi diffusosi lungo il Danubio. L’identificazione del serpente sulla moneta di @gpittini con il serpente Glicone è da escludere in quanto non presenta la caratteristica testa umana dai lunghi capelli di quest’ultimo, evidente ad es. in questo bronzo di Caracalla. BITHYNIA, Nicomedia. Caracalla. AD 198-217. Æ (27mm, 12.12 g, 1h). Laureate, draped, and cuirassed bust right / The serpent Glycon coiled to left, with human head with long hair. RG 227; BMC 48 var. (Glycon coiled to right). Good VF. Classical Numismatic Group > Auction 103 14 September 2016 Lot: 569 realized: $3,000. Per questo motivo non ho parlato del Glicone, uno dei serpenti più bizzarri mai raffigurati su una moneta antica avendo testa umana e parrucca bionda. Secondo Luciano di Samosata (c. 125-180 d.C.), Glicone era in realtà una marionetta – o un serpente ammaestrato con una testa da burattino – creata dal falso "profeta" Alessandro di Abonoteichos, una piccola città dell'Asia Minore (oggi Inebolu, Turchia). Un culto diffuso di Glicone si sviluppò nelle città di lingua greca dell'Oriente romano, e il serpente apparve su molte monete locali, a partire dal regno di Antonino Pio (138-161 d.C.) e proseguendo per decenni. Saluti, apollonia P.S. Mi riferisco ovviamente al serpente sulla moneta d'apertura della discussione. Modificato 17 Dicembre, 2025 da apollonia Chiarimento Cita
Vietmimin Inviato 18 Dicembre, 2025 #14 Inviato 18 Dicembre, 2025 (modificato) È anche ciò che pensavo: si dovrebbe parlare di Glicone solo quando sono presenti i suoi attributi (testa semi-umana, chioma, talvolta nimbata, e/o con una coda di pesce), ma è cosi semplice? Limitandosi ai soli bronzi emessi sotto il governatorato di Sabinus Modestus (341-343 d.C.) a Nicopoli, esistono tre tipologie di rappresentazione: – serpente semplice eretto, avvolto su sé stesso, senza attributi; RPC 1306, il bronzo di gpittini in discussione. – serpente nimbato, ma senza “parrucca”; RPC 1307 – serpente nimbato, con chioma e coda di pesce; RPC 1308 Si tratta dunque di raffigurazioni molto simili di serpente su bronzi coniati in un arco di tempo breve, se non addirittura nell’ambito della stessa emissione (per due di essi - 1306 e 1307 - condividono lo stesso conio di diritto di Gordiano III), e differendo solo per questi attributi più o meno combinati). La stessa ambiguita a Dionysopoli in Mesia, dove, sotto lo stesso riferimento 1637 del RPC, si osserva un serpente con o senza «chioma». È quindi legittimo chiedersi se rappresentino lo stesso animale mitologico, soprattutto in un periodo e in una delle province in cui il culto di Glicone gode di particolare favore. Modificato 18 Dicembre, 2025 da Vietmimin Cita
apollonia Inviato 18 Dicembre, 2025 #15 Inviato 18 Dicembre, 2025 Si deve anche considerare la particolarità dell'arte greca antica che i serpenti sono spesso raffigurati con la barba anche se i veri serpenti non ce l’hanno. Un autore romano del III secolo, Claudio Eliano, nel suo libro De Natura Animalium, ha spiegato che la barba indicava che la creatura era maschio. Privi di organi sessuali esterni, così come di zampe, i serpenti non presentano alcuna indicazione visibile del sesso. Serpenti barbuti raffigurati sulle provinciali romane apollonia Cita
Vietmimin Inviato 18 Dicembre, 2025 #16 Inviato 18 Dicembre, 2025 (modificato) Hai ragione, è un’altra difficoltà. Ci sono infatti pochi esemplari nei quali si possa ragionevolmente distinguere una barba da una capigliatura. L’esemplare di Marcianopoli postato da gpittini ne fa parte, mi sembra, così come un altro bronzo della stessa città per Macrino e Diadumeniano. È proprio questa la difficoltà: uno solo di questi attributi non può bastare, e nessuno è né specifico né del tutto necessario. Il celebre marmo della fine del II secolo proveniente da Tomi in Mesia (l’attuale Costanza) non presenta, a rigore, una testa umana. Talvolta viene descritta come una testa di cane o di agnello… Le convenzioni di rappresentazione possono variare a seconda dei contesti geografici. Osservo la grande prudenza degli autori del RPC, che riconoscono veramente Glicone solo nella provincia di nascita del dio reincarnato, la Bitinia-Ponto, con Nicomedia, Tium e naturalmente la piccola Abonoteichos, ribattezzata Ionopolis da Marco Aurelio su richiesta del «profeta» Alessandro, la culla del nostro rettile, dove l’errore non è possibile, poiché egli è chiaramente raffigurato con una lunga capigliatura e talvolta persino nominato. Per Lucio Vero, ΓΛΥΚΩΝ all’esergo: Bisognera attendere l’ultimo volume del RPC non ancora in linea per vedere come vengano descritti, sotto i Severi, questi bronzi di Tracia e di Mesia, ma in tutta logica persino il bel pentassarion di gpittini con i busti affrontati di Caracalla e Giulia Domna rischia di non essere riconosciuto come un rovescio raffigurante Glicone. Il che non significa neppure che non lo sia. Modificato 18 Dicembre, 2025 da Vietmimin 1 Cita
gpittini Inviato 20 Dicembre, 2025 Autore #17 Inviato 20 Dicembre, 2025 DE GREGE EPICURI Torno a Nicopoli con questo piccolo bronzo (3,3 g e 16,5 mm), direi di Eliogabalo, stando al ritratto; la scritta al D mi pare: ...K ΜΑΥΡ ΑΝΤΩΝ... Al R abbiamo, come non accade raramente, una lunga scritta (5 righe) con l'etnico: ΝΙ/ ΚΟΠ/ ΟΛΙΤΩΝ/ ΠΡΟCΙC/ ΤΡΩΝ, il tutto in una corona (di alloro?). Anni fa lo avevo classificato come Varbanov 3850, aiutato da chi possedeva tale catalogo. Ignoro la classificazione di RPC on-line. Cita
apollonia Inviato 20 Dicembre, 2025 #18 Inviato 20 Dicembre, 2025 Glicone, il serpente dalla testa umana Questo serpente era venerato nella città di Abonutico (Abonotichos) in Paflagonia come reincarnazione di Asclepio. Il culto fu istituito nell’età di Antonino Pio (138-161 d.C.) da un mistificatore originario di Pella, in Macedonia, di nome Alessandro (da non confondere con “Il Grande”, pure nativo di Pella), che si servì di un serpente addomesticato dotato di una testa umana posticcia, precisamente di burattino con una parrucca bionda, per trarre responsi. Il serpente venne diffuso come una reincarnazione di Asclepio di nome Glicone da Alessandro, che istituì ad Abonutico un oracolo molto popolare dove traeva dei responsi dal movimento della lingua del serpente. Ogni consultazione costava due dracme e due oboli, un prezzo molto elevato che fece guadagnare una fortuna al falso profeta. Si narra che nel 166 d.C. Alessandro inviò a Marco Aurelio un oracolo rivelatore che l'annegamento di due leoni vivi nel Danubio avrebbe portato a una vittoria decisiva nella guerra contro i Marcomanni. Quando l'imperatore subì una sconfitta, il falso profeta ricorse alla stessa scusa data dall'oracolo di Delfi quando aveva predetto a Croiso che il suo attacco ai Persiani avrebbe portato alla distruzione di un potente regno, senza precisare però quale delle due parti avrebbe vinto. Ciononostante, Glicone ebbe sacerdoti e devoti e il suo culto godette di grande popolarità fino al III secolo. La sua immagine è nota da monete di Abonutico e da alcune statue di culto (Boston, Costanza in Romania). Come si vede dalla cartina, Abonutico è l’antica città dell’Asia Minore sulla costa settentrionale della Paflagonia, a E di Sinope (la città natale di Diogene, il filosofo greco dello storico incontro con Alessandro Magno a Corinto), famosa per il santuario di Asclepio e come patria del falso profeta Alessandro (2° sec. d.C.). Il nome della città odierna è Jnebolu, da Ionopoli come fu chiamata sotto l’Impero Romano, da Vero a Geta. (segue) Cita
apollonia Inviato 20 Dicembre, 2025 #19 Inviato 20 Dicembre, 2025 Monete di Ionopoli Abonutico con il serpente Glicone Lucio Vero Faustina II Geta Gallo Treboniano Antonino Pio apollonia Cita
apollonia Inviato 20 Dicembre, 2025 #20 Inviato 20 Dicembre, 2025 @gpittini La classificazione della tua moneta credo sia questa Le scritte si traducono in D/ Imperatore Cesare Marco Aurelio Antonino R/ Durante il proconsolato di Novio Rufo, dei Nicopolitani vicino al Danubio apollonia 1 Cita
apollonia Inviato 21 Dicembre, 2025 #21 Inviato 21 Dicembre, 2025 Il serpente barbuto Il serpente con la barba è la rappresentazione zoomorfa di Zeus Meilichios, cioè “dolce come il miele”, una specifica e più intima manifestazione di Zeus venerata soprattutto in Attica (Atene) e Sicilia (come a Selinunte) e associata a riti propiziatori, in particolare riguardanti la fertilità della terra (https://il-matriarcato.blogspot.com/2020/02/benedetto-sia-il-serpente.html). Questa rappresentazione di un serpente barbuto e arrotolato, testa e collo ben dritti, si può osservare in un gruppo di rilievi provenienti da un’area all’ingresso al porto di Munichia presso Il Pireo, in Grecia, databili a partire dal IV secolo (v. l’articolo di Nicola Cusumano “Polivalenze funzionali e figurative. Osservazioni su Zeus Meilichios” sul sito https://books.openedition.org/editionsehess/3421). Ho trovato questa rappresentazione del serpente come simbolo di un tetradramma di Alessandro Magno presentato alla Gemini, Auction III, lot 98, 09.01.2007). MACEDONIAN KINGDOM. Alexander III The Great. (336-323 BC). Silver tetradrachm (17.08 gm). Western Asia Minor, probably Mytilene, Ca. 300-280 BC. Head of young Heracles right in lion skin headdress / AΛEΞANΔΡOΥ, Zeus enthroned left, holding eagle on extended right hand and resting left on lotus scepter, bearded serpent left in left field. Unpublished. For style, see Price 1697a, pl. lvii. Cf. also Bodenstedt 96, an electrum hecte of Mytilene showing the same bearded serpent. With an incredible portrait of Alexander. Mint state. The bearded serpent was a symbol of Zeus Meilichios (the Gentle). It does not otherwise appear on tetradrachms of Mytilene. The proposed attribution to Mytilene is based on stylistic comparison with Price 1697a. Una moneta di Argos dell’imperatore Adriano raffigura al rovescio Zeus Meilichios in una postura simile a quella degli argenti di Alessandro Magno, con la mano testa su un serpente eretto (https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/3/355). (segue) Cita
apollonia Inviato 22 Dicembre, 2025 #22 Inviato 22 Dicembre, 2025 Il serpente “bearded” su monete provinciali romane (https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/) Commodo, Philippopolis (Tracia) (segue) Cita
apollonia Inviato 22 Dicembre, 2025 #23 Inviato 22 Dicembre, 2025 Eracle, Acrasus (Lidia) L'antica città di Acrasus (o Crassus) si trovava in Lidia (Asia Minore) ed era per le sue industrie e la sua posizione nelle vie di comunicazione, specialmente nell'era romana. Alessandro Severo, Aegeae (Cilicia) Ege (gr. Aἰγαί) di Cilicia era un’antica città greca sulle rive settentrionali del Golfo di Alessandretta (od. Ayas). In età romana cambiò più volte nome in onore di vari imperatori. Il culto e il celebre tempio di Asclepio erano ancora fiorenti nel 4° sec. d.C., quando Ege era già sede vescovile. apollonia Cita
apollonia Inviato 22 Dicembre, 2025 #24 Inviato 22 Dicembre, 2025 Monete con il serpente barbuto dal disegno che però non è citato nella didascalia. Marco Aurelio, Pergamo (Misia) Pergamo era un'antica e potente città ellenistica in Asia Minore, nella regione della Misia, famosa per la sua acropoli spettacolare, la sua ricca biblioteca e il maestoso Altare di Zeus, un capolavoro dell'arte ellenistica. Eracle, Nacrasa (Lidia) Nacrasa era un'antica città dell'Asia Minore, nella regione della Lidia, che corrisponde probabilmente ad Acrassus, una città romana e bizantina che coniò le proprie monete, situata nella valle del fiume Caicus, vicino all'odierna İlyaslar. apollonia 1 Cita
Vietmimin Inviato 25 Dicembre, 2025 #25 Inviato 25 Dicembre, 2025 Grazie @apollonia per questa visione d’insieme e molto utile sui “serpenti barbuti”. On 12/20/2025 at 11:16 PM, apollonia said: Monete di Ionopoli Abonutico con il serpente Glicone Lucio Vero Faustina II Geta Gallo Treboniano Antonino Pio apollonia Sul cambiamento del nome di Abonoteichos in Ionopolis, Luciano precisa « Abonoteichos essendo considerato un nome indegno ». Ma perché « indegno »? Dal punto di vista etimologico, Abonoteichos (Ἀβωνότειχος) significa probabilmente « il forte di Abônos »: teichos: muro, fortificazione Abônos: nome locale il cui significato rimane oscuro (toponimo, eroe mitico?) ma di origine probabilmente anatolica cioè un nome che richiama le origini della città, inizialmente un modesto forte, e di cultura non greca. Al contrario, il nome Ionopolis, « città ionica », o « città di Ion », antenato mitico dei Greci ionici, collegava la città alla più antica tradizione filosofica e medica greca (Talete, Anassimandro, Ippocrate), ideale per un culto che si reclamava di Asclepio. Questo cambio di nome non fu quindi un semplice atto amministrativo concesso (ma non iniziato) dall’imperatore, ma una riscrittura dell’identità storica e culturale della città, in cui un culto recente ottenneva legittimità attraverso un passato greco prestigioso e artificiosamente costruito. Di seguito, Luciano menziona anche il diritto di coniare moneta, e fornisce anche la descrizione di una esse: Glicone da un lato, e lo stesso Alessandro, « coperto dalle bende sacre » dall’altro. Non bisogna probabilmente cercare questa moneta assai improbabile con l’effigie di Alessandro, e Luciano, nel suo profondo disprezzo per il personaggio, avrà volutamente esagerato il carattere megalomaniaco di colui che sosteneva tra l’altro di essere un discendente di Perseo. Resta tuttavia vero che il culto di Glicone ottenne un riconoscimento civico e monetario ufficiale e che, come ha ricordato Apollonia, nonostante il discredito gettato da Luciano di Samosata sul suo fondatore, esso perdurò a lungo, lasciando tracce nella monetazione provinciale fino a Treboniano Gallo. 1 1 Cita
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