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La scultura “Attila” di Giovanni Bonazza lascia Rovigo per la grande mostra al Museo Nazionale Ungherese


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Il busto marmoreo attribuito al maestro del barocco veneto, di proprietà della Fondazione Cariparo, sarà esposto a Budapest nella rassegna internazionale “Attila the Hun. Myth and Reality” dal 22 gennaio al 12 luglio 2026
 
Giovanni-Bonazza-Attila-Fondazione-Carip
 

ROVIGO – È partita da Palazzo Roncale la scultura “Attila”, attribuita a Giovanni Bonazza (1654–1736) e di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, diretta a Budapest per essere esposta nella grande mostra “Attila the Hun. Myth and Reality”, in programma all’Hungarian National Museum dal 22 gennaio al 12 luglio 2026.

Bonazza, tra i principali scultori del barocco veneto, operò per importanti cantieri religiosi e civili e per i giardini di numerose ville della nobiltà veneziana, tra cui Villa Pisani a Stra e il Giardino Botanico di Padova.

La rassegna internazionale dedicata alla figura storica e leggendaria di Attila riunirà circa 350 opere provenienti da istituzioni museali di numerosi Paesi, tra cui Ungheria, Turkmenistan, Azerbaigian, Uzbekistan, Armenia, Macedonia, Romania, Francia, Germania, Slovenia, Svezia e Abu Dhabi.

L’opera in prestito – un busto in marmo del peso di circa 300 chilogrammi – reca alla base l’iscrizione “Attila / Flagellum / Dei” ed è stata attribuita a Giovanni Bonazza dallo storico dell’arte Camillo Semenzato nel 1974.

Si tratta del primo prestito assoluto della scultura, nonché di uno dei pochissimi contributi italiani presenti all’interno dell’esposizione.

La mostra

La rassegna del Museo Nazionale Ungherese esplora la figura di Attila tra mito e realtà, ricostruendone la complessità storica, culturale e simbolica attraverso un ampio corpus di reperti unni, manufatti medievali e opere di epoca moderna.

In dialogo con le fonti antiche, il percorso espositivo presenta gioielli e armi con intarsi di gemme rosse, preziosi oggetti in oro e numerose testimonianze che raccontano, da un lato, l’immagine occidentale del “flagello di Dio”, dall’altro la tradizione germanica e ungherese, che tramanda la figura di Attila come sovrano e condottiero ideale.

Tra i nuclei più rilevanti figurano i materiali connessi al Tesoro di Nagyszentmiklós (Kunsthistorisches Museum di Vienna) e le opere che rievocano il celebre incontro con papa Leone I, episodio centrale nell’iconografia rinascimentale.

https://www.rovigo.news/la-scultura-attila-di-giovanni-bonazza-lascia-rovigo-per-la-grande-mostra-al-museo-nazionale-ungherese/

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