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IGNORED

Regno delle due Sicilie 1816


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Inviato (modificato)

Buonasera a tutti, non so se è la Sezione corretta per chiedere informazioni su questo riconoscimento del "Real Istituto d'incoraggiamento alle Scienze Naturali"

Nel caso non lo fosse chiedo cortesemente al @CdC di spostarlo.

Chiedo cortesemente di poter avere più informazioni sul sigillo in ceralacca e sul "giovine de Principi di Canosa" ....D. Fabrizio Capece Minutolo.

La data del documento è 27 Aprile 1816

Un Grazie a chi mi aiuterà nella ricerca.

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Modificato da Rocco68
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Inviato

Qui c'è la storia di tutta la famiglia Capece Minutolo

https://www.nobili-napoletani.it/capece-minutolo.htm

La famiglia annovera due Fabrizio, ed è curioso che siano stati, rispettivamente, il primo e l'ultimo principe di Canosa. Il primo Fabrizio (1684-1730), acquista il feudo di Canosa sub asta dai creditori della famiglia Affaitati nel 1704, per la somma di 48.000 ducati; diventa Principe di Canosa con Privilegio del 3 luglio 1712.

Il secondo Fabrizio, il nostro, nato nel 1791 e morto nel 1871 (all'epoca del documento aveva dunque 25 anni), risulta essere stato l'ultimo della famiglia a mantenere il titolo. Morto senza eredi diretti, questo fu conteso tra i suoi nipoti, i figli della sorella Rosalia e del fratello Enrico. Rosalia sposò Gaetano Pagano, marchese di Melito, e nel 1899 il titolo venne riconosciuto alla famiglia Pagano.

Queste sono invece le notizie sul Real Istituto d'Incoraggiamento alle Scienze Naturali

https://it.wikipedia.org/wiki/Reale_Istituto_d'Incoraggiamento_di_Napoli

Il sigillo rappresenta probabilmente lo stemma dell'Istituto, ma non ho  trovato immagini, proviamo a chiamare @Corbiniano ;)

Infine, per quanto riguarda la giusta sezione, può senz'altro restare qui, a meno che tu non voglia trasferirlo in quella delle monete delle Due Sicilie, dove, pur non avendo a che fare con  la numismatica, potrebbe, forse, trovare maggiore attenzione da parte degli ineressati alla storia di questa parte d'Italia.

petronius :)

  • Grazie 1

Inviato

Grazie di Cuore @petronius arbiter!

Preferisco lasciare la discussione qui.

Grazie ancora...


Inviato

Grazie alla data del certificato (27 aprile 1816), possiamo fare insieme un bel ragionamento sullo stemma del sigillo in ceralacca, magnifica testimonianza di un uso araldico "intermedio" (come sarà più chiaro dalla rapida cronologia degli avvenimenti).

Fino a maggio 1815 il Regno di Napoli fu sotto il dominio napoleonico per nove anni scarsi, durante i quali i nuovi regnanti ebbero modo di dotarlo di almeno due stemmi diversi (vado a memoria, mi pare siano stati "soltanto" due, numero comunque elevato per un così breve lasso di tempo).

Nel maggio 1815 l'appena restaurato Regno di Napoli tornava ai Borbone dopo gli anni di dominio napoleonico.

Nel dicembre 1816 sorgeva il Regno delle Due Sicilie, sempre dei Borbone, che il 21 del mese firmavano il decreto di istituzione del nuovo stemma, diverso da questo del timbro (ne trovate il disegno in rete con estrema facilità, essendo inoltre utilizzato tuttora dai movimenti simpatizzanti filoborbonici).

Ignoro se il Regno napoletano durante quei 19 mesi emise normative specifiche in materia araldica, ma reputo che rimase formalmente senza stemma ufficiale e quindi, conseguentemente, è verosimile che continuasse a vigere lo stemma borbonico tradizionalmente noto.

Leggo lungo la cornice circolare dell'impronta la scritta REAL ISTITUTO D'INCORAGGIAMENTO, che dimostra di chi sia il timbro: un Ente regio (quindi "pubblico") che il link reperito dal buon Petronius indica nato sotto i Bonaparte sulle ceneri di un altro Ente borbonico di diverso appellativo e limitata vita (1780-1788).

La stemma dà quindi per sicuro che questa matrice sigillare non è stata creata fra 1806 e 1815, dal che restano due possibilità:

     - che risalga al periodo 1780-1788, e che post 1815 le sia stata cambiata la scritta;

     - che sia stata approntata fra maggio 1815 e aprile 1816, magari utilizzando materiali preservati o ereditati dalla zecca borbonica anterivoluzionaria.

L'ottima qualità dell'impronta testimonia il non elevato uso del timbro, circostanza che purtroppo depone a favore di entrambe le possibilità.

Rimane la forte curiosità di sapere se e cosa l'Ente avesse usato durante il novennio napoleonico.

Non ho sott'occhio le monete napoletane borboniche di fine Settecento, e non voglio togliere agli amici esperti in materia il piacere di confrontarne gli stemmi con questo: sono convinto che (al netto degli errori araldici, che so abbondanti e frequenti sulla monetazione) li troveranno identici, o quasi.


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