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IGNORED

Serie divisionali anni 2000 e 2001


Risposte migliori

Inviato

Buongiorno. Volevo cortesemente sapere secondo voi quale sia il prezzo di mercato attuale di queste due serie della Zecca, naturalmente complete di tutte le monete.

Io intorno al 2003 le ho acquisite per più o meno 105 euro,negli anni si sono apprezzate o si trovano oggi a meno?

Grazie a tutti coloro che daranno un parere.


Supporter
Inviato

Buongiorno @Sesterzi avvertimi

divisionali proof o fdc?

puoi guardare sugli articoli venduti di ebay recenti:

  • per il 2000 la proof recentemente è stata venduta tra 95 e 105, la fdc tra 60 e 70
  • per il 2001 la proof recentemente è stata venduta tra 70 e 150, la fdc tra 40 e 70

(ma le fdc sono aumentate per il prezzo degli argenti, prima erano intorno ai 40)


Supporter
Inviato
Adesso, Sesterzi avvertimi dice:

La fior di conio,non proof

 

Allora no, si sono deprezzate nonostante l'aumento dell'argento


Inviato
1 ora fa, Carlo. dice:

Allora no, si sono deprezzate nonostante l'aumento dell'argento

 

Ma contengono comunque quattro monete in argento 


Supporter
Inviato
7 minuti fa, Sesterzi avvertimi dice:

Ma contengono comunque quattro monete in argento 

Senza dubbio.

due ciascuna, se non erro.


Supporter
Inviato
1 minuto fa, Sesterzi avvertimi dice:

E si sono deprezzate ugualmente?

eh si. io ho comprato a dicembre un divisionale 2001 FDC a 45 euro (e si era già alzato a causa degli argenti), quindi te lo dico per esperienza diretta.


Inviato

Domande come quelle riportate sopra, sono sempre più frequenti, così come lo sono le risposte che sottolineano il mancato interesse per le cosidette emissioni per collezionisti a far data da fine anni '60 , per non parlare delle emissioni di Vaticano e S. Marino. Chiediamoci il perchè?  Queste emissioni venivano fatte con tirature di 100 mila esemplari, via via scese fino a sotto 50 mila, per le monete repubblicane e con tirature ancora inferiori per Vaticano e S. Marino. Un tempo considerate rare e da investimento, oggi con la forte diminuzione dei collezionisti, rappresentano una delusione per chi le ha tesaurizzate e spesso vengono proposte a prezzo del metallo prezioso che contengono o poco meno. Da qui per un ovvia legge di mercato, vengono degradati a prodotti destinati alla fusione. C'è una logica in tutto questo, che non da tutti è gradita, ma che rappresenta la sola via per rilanciare il mercato e la storia di queste coniazioni: finchè queste monete saranno valutate per il solo contenuto del metallo prezioso, è giusto e salutare che vadano in fusione. Dal momento in cui, si riconoscerà anche un valore aggiunto, per la storia, per l'arte, per la salvaguardia di questi beni, allora verrà in automatico tornare a parlare di collezionismo numismatico.


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