latino Inviato 7 Marzo #1 Inviato 7 Marzo Buonasera chiedo agli esperti notizie in merito alla seguente moneta Materiale bronzo gr.3,25 dia.mm 19,35 Cita
Ale75 Inviato 7 Marzo Supporter #2 Inviato 7 Marzo Ciao @latino dovrebbe essere Claudio II e la Providentia ma non trovo questa tipologia. Ci vuole un esperto 😊 Cita
latino Inviato 7 Marzo Autore #3 Inviato 7 Marzo dovre 12 minuti fa, Ale75 dice: Ciao @latino dovrebbe essere Claudio II e la Providentia ma non trovo questa tipologia. Ci vuole un esperto 😊 Attendiamo con pazienza l'esperto in materia Cita
sulinus Inviato 7 Marzo #4 Inviato 7 Marzo 2 ore fa, Ale75 dice: Ciao @latino dovrebbe essere Claudio II e la Providentia ma non trovo questa tipologia. Ci vuole un esperto 😊 Potrebbe essere LIBERTAS? Cita Awards
latino Inviato 8 Marzo Autore #5 Inviato 8 Marzo 9 ore fa, sulinus dice: Potrebbe essere LIBERTAS? Buongiorno in foto un "Libertas" ma non somiglia molto in particolare la posizione del braccio Cita
ARES III Inviato 8 Marzo #6 Inviato 8 Marzo 12 ore fa, Ale75 dice: Ciao @latino dovrebbe essere Claudio II e la Providentia ma non trovo questa tipologia. Ci vuole un esperto 😊 Grazie per l'intervento (lo dico io...) Cita
Ale75 Inviato 8 Marzo Supporter #7 Inviato 8 Marzo (modificato) Buongiorno...e come dice Verdone... in che senso? @ARES III☺️ Comunque se ti riferisci alla mia risposta intendevo che non trovo questa tipologia di raffigurazione (con globo in mano) per Claudio II con quello che sembra essere in leggenda PROVIDEN AVG (se di Providentia si tratta) . Ho scritto che servirebbe un esperto,ma intanto @latino può fare le sue ricerche... 😊 Modificato 8 Marzo da Ale75 Cita
Pxacaesar Inviato 8 Marzo #8 Inviato 8 Marzo (modificato) Ciao a tutti 🙂. Il periodo a cui appartiene la moneta lo conosco molto superficialmente ma da una prima impressione mi sembra un'imitativa, almeno questo mi comunica l'etnico delle legende e la personificazione sul rovescio molto stilizzata che non riesco ad individuare. Il ritratto invece mi sembra abbastanza consono. Attendo volentieri come voi ulteriori interventi NUMISMATICI da parte degli esperti del periodo 🙂. Modificato 8 Marzo da Pxacaesar 2 Cita
ARES III Inviato 8 Marzo #9 Inviato 8 Marzo 33 minuti fa, Ale75 dice: Buongiorno...e come dice Verdone... in che senso? @ARES III☺️ Comunque se ti riferisci alla mia risposta intendevo che non trovo questa tipologia di raffigurazione (con globo in mano) per Claudio II con quello che sembra essere in leggenda PROVIDEN AVG (se di Providentia si tratta) . Ho scritto che servirebbe un esperto,ma intanto @latino può fare le sue ricerche... 😊 Te lo spiegherò in MP onde evitare polemiche! Cita
Flavio_bo Inviato 8 Marzo #10 Inviato 8 Marzo Forse vorrebbe essere come questa: la Providentia come detto da @Ale75, PROVID AVG (Rif. Markl NZ 16 p.392) , però non mi sembra ufficiale, le lettere della legenda sono molto anomale, per esempio la M di IMP per la zecca di Roma è fatta da 4 segmenti verticali, qui sono 3, poi anche altre lettere sono molto "strane", vedi la A e la V. Cita
Vietmimin Inviato 8 Marzo #11 Inviato 8 Marzo (modificato) Ciao @Flavio_bo , sono d’accordo con te nel considerarla un’imitativa, ma in questo caso il falsario ha creato un ibrido. Mi piacerebbe avere qualche informazione in più riguardo alla foto che hai allegato, citando l’articolo di Andreas Markl nella Numismatische Zeitschrift 16 del 1884). Se non sbaglio, questa moneta non è illustrata nelle tavole alla fine del volume della NZ. Inoltre non ritrovo questo rovescio per Claudio II nel RIC mom di Sylviane Estiot. Providentia con globo e scettro trasversale è un tipo che è attestato piuttosto per Gallieno o Tacito. (E con questa legenda probabile « PROVIDEN AVG », per quanto ne so, esiste solo per Tacito e per il raro MIR 461 per Gallieno.) Sei sicuro che il rovescio e il dritto siano la stessa moneta? La forma del tondello mi sembra diversa. In ogni caso non è una moneta facile da classificare, quindi capisco bene la difficoltà che stai incontrando, @Ale75 Modificato 8 Marzo da Vietmimin 2 Cita
Flavio_bo Inviato 8 Marzo #12 Inviato 8 Marzo Ciao @Vietmimin, sono andato a vedere le note nel mio db, se non ho scritto una sciocchezza negli appunti (è passato del tempo da quando ho approfondito la monetazione di Claudio) , la moneta nella NZ non dovrebbe essere raffigurata, ma dovrebbe essere solo citata a pag. 392. In ogni caso la moneta allegata era in vendita su Ebay Francia a gennaio /2012. La foto è stata "ricostruita" dall'inserzione per metterla nel dbase per cui le due metà potrebbero essere state più schiacciate o meno (poi se il venditore ha usato monete differenti non lo so). In ogni caso c'è un altro esempio che allego sempre di Ebay Germania settembre 2012, etichettato dal venditore come falso coevo. In questo caso però Claudio e la legenda del dritto hanno caratteristiche "meno ufficiali " della zecca di Roma, come gli esemplari sopra riportati. Sono d'accordo con te e l'ipotesi dell'ibrido di produzione non ufficiale è pertanto plausibile. PS. Anche Floriano ha un rovescio simile per Siscia (PROVIDE AVG). Cita
latino Inviato 10 Marzo Autore #13 Inviato 10 Marzo Ciao @Ale75 quindi questa moneta sarebbe un falso? Cita
Ale75 Inviato 10 Marzo Supporter #14 Inviato 10 Marzo Ciao @latino si, dovrebbe essere un falso, ma coevo, cioe coniato in quel periodo. Ed è un ibrido, cioè (da quanto ho visto nei cataloghi e dicono gli esperti) la legenda non corrisponde alla raffigurazione. Cita
latino Inviato 10 Marzo Autore #15 Inviato 10 Marzo Sapresti indicarmi come poter approfondire l'argomento sui falsi coevi ? Cita
ARES III Inviato 10 Marzo #16 Inviato 10 Marzo Potremmo forse anche parlare di moneta barbarica, cioè coniata da qualche tribù (probabilmente germanica ?) Cita
latino Inviato 10 Marzo Autore #17 Inviato 10 Marzo (modificato) Ciao @ARES III grazie della risposta, penso che sia" a mio opinabile parere" molto interessante questa monetazione di falsi coevi,la stessa moneta da me postata mi trasmette molta curiosità immaginandomi con fantasia e suggestione la sua storia.... Saluti Latino Modificato 10 Marzo da latino Cita
Vietmimin Inviato 10 Marzo #18 Inviato 10 Marzo Ciao, « Barbarica » è in questo caso un termine fuorviante: la maggior parte delle imitazioni del III secolo sono produzioni di officine artigianali in territorio romano. Si parla di “imitazioni barbariche” a causa dello stile rozzo di alcune, ma la loro qualità è in realtà molto variabile. La lega degli antoniniani ufficiali sotto Claudio II era già così povera di argento (inferiore al 5%) che lo scopo non era, come in altri periodi, realizzare un profitto sostanziale, ma di rispondere a un bisogno di piccolo numerario. On 3/8/2026 at 9:29 PM, Flavio_bo said: Ciao @Vietmimin, sono andato a vedere le note nel mio db, se non ho scritto una sciocchezza negli appunti (è passato del tempo da quando ho approfondito la monetazione di Claudio) , la moneta nella NZ non dovrebbe essere raffigurata, ma dovrebbe essere solo citata a pag. 392. In ogni caso la moneta allegata era in vendita su Ebay Francia a gennaio /2012. La foto è stata "ricostruita" dall'inserzione per metterla nel dbase per cui le due metà potrebbero essere state più schiacciate o meno (poi se il venditore ha usato monete differenti non lo so). In ogni caso c'è un altro esempio che allego sempre di Ebay Germania settembre 2012, etichettato dal venditore come falso coevo. In questo caso però Claudio e la legenda del dritto hanno caratteristiche "meno ufficiali " della zecca di Roma, come gli esemplari sopra riportati. Sono d'accordo con te e l'ipotesi dell'ibrido di produzione non ufficiale è pertanto plausibile. Grazie @Flavio_bo Il problema è che Markl non descrive i rovesci e rimanda a numeri del Cohen… che non corrispondono a questo rovescio Providentia (cita i Cohen 152, 158, 160, 162, 165, 168, mentre i rovesci Providentia di Claudio II sono repertoriati nel Cohen dal 218 al 238). Da ciò non si può ricavare molto. Esempio con la pagina 392: https://archive.org/details/numismatischezei16stuoft/page/392/mode/2up Resta comunque il fatto che Cohen cita un antoniniano (Cohen 225, Museo di Le Mans), con la titolatura IMP C CLAVDIVS AVG e il rovescio Providentia che tiene uno scettro e un globo, che potrebbe essere un ibrido ufficiale. Lo stile di questo antoniniano di ebay Germania con titolatura corta non rimanda né a Roma né a Siscia, ma è di ottima fattura. Non si può escludere completamente che provenga da conii ufficiali. Questo antoniniano di Lucernae mi sembra invece, come quello di @latino , una produzione di una zecca irregolare, in particolare per la legenda di rovescio: Ecco invece un ibrido di conii ufficiali con un rovescio di Gallieno, DIANAE CONS AVG: https://www.acsearch.info/search.html?id=5576881 4 Cita
ARES III Inviato 10 Marzo #20 Inviato 10 Marzo 23 minuti fa, Vietmimin dice: Barbarica » è in questo caso un termine fuorviante: la maggior parte delle imitazioni del III secolo sono produzioni di officine artigianali in territorio romano. Sì, ma queste officine erano pressoché legate ad ambienti ed Autorità locali e tribali, non riconducibili alle magistrature romane (anche se in alcuni casi conniventi). Quindi si può ritenere che effettivamente erano barbariche (nel senso di popoli che non volevano essere assimilati): prodotte da popolazioni certamente assoggettate o alleate dei Romani, ma pur sempre intente a ritagliarsi (dentro e/o fuori lo stato romano, che all'epoca era piuttosto malconcio e sfilacciato) un proprio ruolo autonomo (ma vale anche per la parte orientale dell'impero, vedasi la monetazione siriaca). Cita
Flavio_bo Inviato 10 Marzo #21 Inviato 10 Marzo Grazie @Vietmimin per le pagine di Markl: me l'ero perse, le monete Ibride di Claudio II sono un argomento estremamente interessante e sono monete non così infrequenti, quello che sembra però un fattor comune è che lo stile delle raffigurazioni, la tipologia delle legende sono direi esclusivamente attribuibili alla zecca urbica, anche se sono monete che denotano un conio direi frettoloso, come se fossero state “battute” in condizioni non proprio ideali. Un’ipotesi non troppo azzardata e avanzata da diversi , ritenuta plausibile, potrebbe essere quella di attribuirle agli operai della zecca di Roma fuggiti dopo la durissima repressione che determinò la chiusura dell’atellier urbico ( si portarono appresso alcuni vecchi conii ufficiali o ne fecero dei nuovi appositamente con la raffigurazione dell’Imperatore Claudio??) oppure coniate immediatamente a ridosso della chiusura prima della repressione . Oltre alla presunta attività fraudolenta all’interno della zecca , uno dei motivi che sembra fu causa dei tumulti, fu la coniazione senza autorizzazione imperiale, ma con l’avvallo del Senato, della moneta postuma di Claudio (anch'essa ricca di diversi ibridi con dritti/rovesci di Claudio quando era ancora in vita). E’ possibile pertanto che le maestranze in fuga, in dispregio all’Imperatore Aureliano, che represse duramente la loro rivolta, produssero clandestinamente [in pianura padana e territorio iberico (?)] tali monete utilizzando conii prodotti in loco o addirittura sottratti dalla zecca di Roma? Queste monete assai varie nello stile e disomogenee nel peso raramente superano i 2,5 grammi (vedi anche la moneta iniziale che ha diverse anomalie nella legenda del dritto, ma anche nello stile). Ciò rende assai difficoltosa la loro classificazione in ufficiali o non ufficiali, tant’è che in alcuni testi sono considerate “imitative”, in altri come produzioni ufficiali, in altri studi come ad esempio quelli di S. Estiot considerate "imitazioni italiane". Si escluderebbe però che tali monete possano far parte di fenomeni di coniazioni locali irregolari, per esempio esistono diversi ibridi di origine esclusivamente gallica, ma queste monete locali a “circolazione limitata” sono peraltro facilmente riconoscibili in quanto generalmente di diametro e peso estremamente più contenuto, e la raffigurazione del dritto e rovescio è così approssimativa quasi da voler essere riconosciute. Un altro fenomeno possibile è che per le prime emissioni di un imperatore, quando c’era necessità di produrre numerose monete con l’effige del nuovo imperatore, si utilizzassero gli ultimi i conii che erano già disponibili con i rovesci dell’ imperatore precedente: solo per arricchire il tema ibridi di Gallieno, un altro esempio delle sue ultime emissioni (267-268), così come la moneta dei bestiari che hai allegato, della Fortuna Redux (invocata per un sicuro ritorno a casa, specialmente da parte dei militari), tema che sarà ripreso in maniera più forte da Claudio in particolare dalla zecca di Cizico e non a caso visto che era in prima linea sul versante gotico. Nella prima immagine la moneta di Gallieno, nella seconda immagine l’emissione di Claudio che è considerata un ibrido: l’officina che ha curato questo tipo di emissione per Roma per Claudio è la settima con marchio di officina Z e non la quinta (che produsse per Gallieno) come indicato nel campo a destra. Si noti che gli ibridi con rovescio di Gallieno hanno quasi tutte al dritto legenda lunga “IMP C C….” che fu la legenda utilizzata per Roma tra le prime coniazioni di Claudio. Sicuramente più curioso è l’ibrido che segue dritto di Claudio e rovescio di Tacito, nostalgia? Cita
latino Inviato 13 Marzo Autore #22 Inviato 13 Marzo (modificato) Il 10/03/2026 alle 17:46, Vietmimin dice: Ciao, « Barbarica » è in questo caso un termine fuorviante: la maggior parte delle imitazioni del III secolo sono produzioni di officine artigianali in territorio romano. Si parla di “imitazioni barbariche” a causa dello stile rozzo di alcune, ma la loro qualità è in realtà molto variabile. La lega degli antoniniani ufficiali sotto Claudio II era già così povera di argento (inferiore al 5%) che lo scopo non era, come in altri periodi, realizzare un profitto sostanziale, ma di rispondere a un bisogno di piccolo numerario. Grazie @Flavio_bo Il problema è che Markl non descrive i rovesci e rimanda a numeri del Cohen… che non corrispondono a questo rovescio Providentia (cita i Cohen 152, 158, 160, 162, 165, 168, mentre i rovesci Providentia di Claudio II sono repertoriati nel Cohen dal 218 al 238). Da ciò non si può ricavare molto. Esempio con la pagina 392: https://archive.org/details/numismatischezei16stuoft/page/392/mode/2up Resta comunque il fatto che Cohen cita un antoniniano (Cohen 225, Museo di Le Mans), con la titolatura IMP C CLAVDIVS AVG e il rovescio Providentia che tiene uno scettro e un globo, che potrebbe essere un ibrido ufficiale. Lo stile di questo antoniniano di ebay Germania con titolatura corta non rimanda né a Roma né a Siscia, ma è di ottima fattura. Non si può escludere completamente che provenga da conii ufficiali. Questo antoniniano di Lucernae mi sembra invece, come quello di @latino , una produzione di una zecca irregolare, in particolare per la legenda di rovescio: Ecco invece un ibrido di conii ufficiali con un rovescio di Gallieno, DIANAE CONS AVG: https://www.acsearch.info/search.html?id=5576881 Ciao @Vietmimin potresti allegare il link della moneta simile alla mia di Lucernae Grazie Modificato 13 Marzo da latino Cita
Vietmimin Inviato ieri alle 20:50 #23 Inviato ieri alle 20:50 On 3/10/2026 at 7:26 PM, Flavio_bo said: Un’ipotesi non troppo azzardata e avanzata da diversi , ritenuta plausibile, potrebbe essere quella di attribuirle agli operai della zecca di Roma fuggiti dopo la durissima repressione che determinò la chiusura dell’atellier urbico ( si portarono appresso alcuni vecchi conii ufficiali o ne fecero dei nuovi appositamente con la raffigurazione dell’Imperatore Claudio??) oppure coniate immediatamente a ridosso della chiusura prima della repressione . Oltre alla presunta attività fraudolenta all’interno della zecca , uno dei motivi che sembra fu causa dei tumulti, fu la coniazione senza autorizzazione imperiale, ma con l’avvallo del Senato, della moneta postuma di Claudio (anch'essa ricca di diversi ibridi con dritti/rovesci di Claudio quando era ancora in vita). E’ possibile pertanto che le maestranze in fuga, in dispregio all’Imperatore Aureliano, che represse duramente la loro rivolta, produssero clandestinamente [in pianura padana e territorio iberico (?)] tali monete utilizzando conii prodotti in loco o addirittura sottratti dalla zecca di Roma? Queste monete assai varie nello stile e disomogenee nel peso raramente superano i 2,5 grammi (vedi anche la moneta iniziale che ha diverse anomalie nella legenda del dritto, ma anche nello stile). Ciò rende assai difficoltosa la loro classificazione in ufficiali o non ufficiali, tant’è che in alcuni testi sono considerate “imitative”, in altri come produzioni ufficiali, in altri studi come ad esempio quelli di S. Estiot considerate "imitazioni italiane". Si escluderebbe però che tali monete possano far parte di fenomeni di coniazioni locali irregolari, per esempio esistono diversi ibridi di origine esclusivamente gallica, ma queste monete locali a “circolazione limitata” sono peraltro facilmente riconoscibili in quanto generalmente di diametro e peso estremamente più contenuto, e la raffigurazione del dritto e rovescio è così approssimativa quasi da voler essere riconosciute. Un altro fenomeno possibile è che per le prime emissioni di un imperatore, quando c’era necessità di produrre numerose monete con l’effige del nuovo imperatore, si utilizzassero gli ultimi i conii che erano già disponibili con i rovesci dell’ imperatore precedente: solo per arricchire il tema ibridi di Gallieno, un altro esempio delle sue ultime emissioni (267-268), così come la moneta dei bestiari che hai allegato, della Fortuna Redux (invocata per un sicuro ritorno a casa, specialmente da parte dei militari), tema che sarà ripreso in maniera più forte da Claudio in particolare dalla zecca di Cizico e non a caso visto che era in prima linea sul versante gotico. Nella prima immagine la moneta di Gallieno, nella seconda immagine l’emissione di Claudio che è considerata un ibrido: l’officina che ha curato questo tipo di emissione per Roma per Claudio è la settima con marchio di officina Z e non la quinta (che produsse per Gallieno) come indicato nel campo a destra. Si noti che gli ibridi con rovescio di Gallieno hanno quasi tutte al dritto legenda lunga “IMP C C….” che fu la legenda utilizzata per Roma tra le prime coniazioni di Claudio. Sicuramente più curioso è l’ibrido che segue dritto di Claudio e rovescio di Tacito, nostalgia? Ciao @Flavio_bo Ti chiedo scusa per il ritardo. Non è facile ricostruire con precisione la cronologia delle emissioni fraudolente alla periferia e all’interno della Moneta di Roma, ma la sua disorganizzazione, se raggiunge l’apice all’inizio del regno di Aureliano con le serie dei DIVO CLAVDIO avviate da Quintillo, era già ampiamente iniziata sotto Claudio II e la zecca chiude probabilmente brevemente alla fine del suo regno, per poi riaprire durante i pochi mesi del regno di Quintillo. È difficile pensare che una produzione significativa sia stata emessa a Roma dopo la rivolta dei monetieri repressa nel 271 da Aureliano, che secondo le fonti antiche causò diverse migliaia di morti, e portò alla chiusura della Moneta per circa tre anni, mentre il personale superstite fu temporaneamente trasferito alla zecca di Serdica. Diversamente, esiste una produzione di DIVO CLAVDIO da parte di officine clandestine che si protrae fino all’inizio del IV secolo, prova che il problema del piccolo nominale non era stato risolto dalla riforma di Aureliano. Queste officine si collocano sopratutto in Gallia, in Hispania e fino al Nord Africa. La qualità di queste monete è evidentemente inferiore rispetto a quella delle produzioni romane o « italiane ». Come sottolinei, in questo periodo è difficile distinguere le produzioni ufficiali dalle imitazioni, poiché esiste un continuum stilistico tra l’imitazione e lo stile classico della Moneta. A ben vedere, penso che l’ibrido di Lucernae che ho postato sopra potrebbe essere ufficiale. Quanto a quello di Tacito con il rovescio CLEMENTIA TEMP, è effettivamente un vero rompicapo. Aureliano o antoniniano? Peccato che non si veda l’esergo. @latino Ecco il link: https://www.acsearch.info/search.html?id=15567446 1 Cita
latino Inviato 13 ore fa Autore #24 Inviato 13 ore fa 11 ore fa, Vietmimin dice: Ciao @Flavio_bo Ti chiedo scusa per il ritardo. Non è facile ricostruire con precisione la cronologia delle emissioni fraudolente alla periferia e all’interno della Moneta di Roma, ma la sua disorganizzazione, se raggiunge l’apice all’inizio del regno di Aureliano con le serie dei DIVO CLAVDIO avviate da Quintillo, era già ampiamente iniziata sotto Claudio II e la zecca chiude probabilmente brevemente alla fine del suo regno, per poi riaprire durante i pochi mesi del regno di Quintillo. È difficile pensare che una produzione significativa sia stata emessa a Roma dopo la rivolta dei monetieri repressa nel 271 da Aureliano, che secondo le fonti antiche causò diverse migliaia di morti, e portò alla chiusura della Moneta per circa tre anni, mentre il personale superstite fu temporaneamente trasferito alla zecca di Serdica. Diversamente, esiste una produzione di DIVO CLAVDIO da parte di officine clandestine che si protrae fino all’inizio del IV secolo, prova che il problema del piccolo nominale non era stato risolto dalla riforma di Aureliano. Queste officine si collocano sopratutto in Gallia, in Hispania e fino al Nord Africa. La qualità di queste monete è evidentemente inferiore rispetto a quella delle produzioni romane o « italiane ». Come sottolinei, in questo periodo è difficile distinguere le produzioni ufficiali dalle imitazioni, poiché esiste un continuum stilistico tra l’imitazione e lo stile classico della Moneta. A ben vedere, penso che l’ibrido di Lucernae che ho postato sopra potrebbe essere ufficiale. Quanto a quello di Tacito con il rovescio CLEMENTIA TEMP, è effettivamente un vero rompicapo. Aureliano o antoniniano? Peccato che non si veda l’esergo. @latino Ecco il link: https://www.acsearch.info/search.html?id=15567446 Grazie Cita
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