ggpp The Top Inviato 2 ore fa #1 Inviato 2 ore fa Il nuovo MIR Sicilia (III edizione) attribuisce i grani e piccioli del 1720 alla zecca di Messina anziché alla zecca di Palermo, al contrario della bibliografia precedente. L'attribuzione si basa su documenti di zecca inerenti la coniazione di circa 5000 scudi di monete in bronzo col "materiale dei cannoni inservibili", prodotti a Messina in seguito all'ingresso del nuovo viceré Duca di Monteleone per conto dell'imperatore Carlo V. Ulteriori dati che contribuiscono all'attribuzione a Messina sono: le sigle, non appartenenti a nessuno degli ufficiali di zecca presenti in Palermo in quegli anni documenti del periodo 1730-1736 che, parlando della moneta bassa circolante in quel periodo, riportano: le coniazioni del 1698-1701 di Carlo II e Filippo V, le coniazioni piemontesi in "rame di mal colore di Francia", le monete piemontesi fatte nell'assedio di Siracusa, le monete fatte in Messina nel 1720. I documenti successivi al 1735 citano anche le monete del secondo assedio di Siracusa (1734-35) La documentazione coeva indica, infine, che queste monete andavano ritirate perché in bronzo e non in rame puro (stesso motivo per cui si sarebbe dovuta fondere la moneta in "rame di mal colore" di Vittorio Amedeo). La priorità al ritiro dalla circolazione però andava alle monete degli assedi di Siracusa in quanto prodotte per fusione "alla maniera dei falsari" mentre queste del 1720 a Messina erano prodotte "per via di conio". 3 2 Cita Awards
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