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Patina di Mestre


okt
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Mi chiedo perchè sugli altri oggetti d'argento, di ottone e di rame appena lucidati (statuine, tabacchiere, candelieri, vasi, pentole, carabattole) dopo qualche giorno si forma una bella patina, come quella dorata nella foto che allego, e sulle monete no?

Dovrei tenerle all'aperto invece che nelle bustine?

Non abbiamo quasi più l'inquinamento delle fabbriche di Marghera ma c'è sempre la tangenziale...

Comunque sto provando a metterle all'aperto o vicine ad altri oggetti d'argento contaminati.

Vi saprò dire i risultati ed eventualmente si potrebbero organizzare dei soggiorni a Mestre per patinare le monete.. :lol:

Potremmo allora parlare, come della "Patina di Boscoreale" anche della "Patina di Mestre"!

post-7121-1200072733_thumb.jpg

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Un quasi "vitz" ( o Witz, per alcuni) interessante !

roth37

P.S. Chi non capisce questa parola se la faccia spiegare da Okt

Edited by roth37
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...volentieri!

A Trieste si usa il termine tedesco Witz per indicare una battuta, un motto di spirito.

Ma il Witz è anche argomento di un famoso saggio di Sigmund Freud: "Der Witz und seine Beziehung zum Unbewussten" (Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio), del 1905.

A Trieste operava il dottor Edoardo Weiss, discepolo di Freud, al quale si rivolsero anche Saba e Svevo.

Ricordo da bambino la frase spesso sussurrata: "el/la andava de Weiss..." per indicare qualcuno che aveva problemi.

Ma molti effettivamente avevano bisogno di Weiss, chissà, forse per colpa della Bora... :D

Magari anch'io potrei... ma è morto nel '48! :huh:

Edited by okt
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Forse il problema non è nella tangenziale di Mestre (per una volta :rolleyes: ) quanto nel titolo dell'argento?

La differente natura degli oggetti a confronto mi fa sospettare che la moneta abbia un titolo elevato, mentre l'argenteria (e a maggior ragioe gli ottoni) no. E questo una differenza dovrebbe farla anche sulla patina, anche se non ho idea di quale presenza di altro metallo possa conferire quei riflessi dorati. Potrei sparare lo zinco associato a qualcosa d'altro, però onestamente non so.

Poi magari qualche ruolo (soprattutto nei primi giorni) lo giocano i prodotti usati periodicamente per la pulizia (non delle monete) ;) .

Edited by LUCIO
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Tempo fa risposi ad un post vagamente simile a questo. Riferendomi solo all'argento, mi sono fatto l'idea che dipende moltissimo dall'esposizione all'aria aperta e soprattutto alla luce. Le monete spesso stanno al chiuso gli oggetti di cui parli stanno fuori. A casa mia una caffettiera e una teiera dello stesso servizio in argento 800, lucidate lo stesso giorno con lo stesso materiale, mostrano due patine diverse in tutto e per tutto, il motivo? La mattina tra le 8 e le 9 entra la luce del sole da una finestra e colpisce la sola teiera la quale ha assunto un aspetto tra il dorato e il bruciato (diciamo come la benzina miscelata all'acqua) . La caffettiera che gli sta a 30cm di distanza mostra una patina simile (anche se meno marcata) ma dal lato che guarda la teiera; dall'altro lato è lucida.

Anche delle monete (835/..) non sono esenti da questo fenomeno. Su di un quadretto con delle monete in argento, dalla parte del vetro si sono cotte e dorate, dietro al buio, le classiche patine grigio scuro da classificatore numismatico.

Io le terrei al chiuso ;)

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... ma dal lato che guarda la teiera; dall'altro lato è lucida.

...Io le terrei al chiuso ;)

301986[/snapback]

Quello che dici è interessante perchè potrebbe far sospettare un contagio...

Ora sto provando a tenere una moneta d'argento del Regno d'Italia (che mi interessa poco) vicino alla statuetta che ho inviato in foto ( e che in effetti deve avere un titolo basso, il che confermerebbe quanto dice Lucio) per vedere se viene contagiata.

Le buone le tengo comunque al chiuso (chiuse non soltanto alla luce ;) ), come suggerisci tu.

Peraltro una bella moneta che ho acquistato da un grande numismatico di Trieste che la teneva in plateau, aveva una bella patina con riflessi dorati e, stando al chiuso, l'ha persa, peccato!

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Giusto me lo fai ricordare, capitò un acquisto da un plateau sempre tenuto in vetrina... il lato esposto della moneta era "cotto", l'altro lato nettamente meno cotto e conferma che è più la luce che non l'aria a "dorare" l'argento.

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Sul ruolo della luce (solare in particolare) nella formazione di patine si erano già fatte osservazioni empiriche interessanti in altre discussioni di questo forum. Se ben ricoldo se ne era parlato in particolare in riferimento alla opportunità di sfruttare questa caratteristica per accelerare la riformazione di una patina omogenea sopra monete sventuratamente spatinate.

Al momento ho provato a dare una guardata senza successo, ma credo proprio che cercando bene fra le vecchie discussioni de LaMoneta si troverebbe.

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