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lollone

IDENTIFICAZIONE

Risposte migliori

lollone

E' possibile sapere "tutto" su questa monetina? ( zecca, anno di emissione, imperatore, ecc.)

grazie

lollone

diametro 1,9 cm circa

peso 2 grammi circa

post-5274-1201110826_thumb.jpg

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chersoblepte

Si tratta di un follis di Costantino (la legenda del diritto è IMP CONSTANTINVS P F AVG).

Al rovescio, con legenda SOLI INV-I-CTO COMITI, troviamo raffigurato Sol radiato, in piedi e rivolto a sinistra, con la mano destra alzata ed il globo in quella sinistra.

Nel campo compaiono le lettere R (a sinistra) ed F (a destra), forse da intendere come sigla per Roma Felix: in esergo, Rstar.gifQ.

La classificazione varia a seconda del ritratto presente al diritto. A me pare quello classico, con testa laureata e busto drappeggiato e corazzato rivolto a destra: opterei, pertanto, per RIC VII Rome 19. Moneta battuta dalla IV officina della zecca di Roma nel 314 e considerata dal RIC parecchio comune (C³).

Modificato da chersoblepte

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lollone

sei stato veramente esaustivo. grazie

ho alcuni dubbi ancora:

Costantino I era il padre di costanzo II?

Che tipo di moneta era il follis? Quanti follis facevano un sesterzio?

ringrazio anticipatamente

lollone

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spitz

se vai sui manuali (terza icona in alto della home page) sotto LA MONETAZIONE IMPERIALE ROMANA trovi 'i tipi di nominali' con una esauriente spiegazione sul follis

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chersoblepte
Costantino I era il padre di costanzo II?

306474[/snapback]

Sì. Dal matrimonio fra Costantino e Fausta (figlia del tetrarca Massimiano) nacquero, oltre a Costanzo, anche altri due figli, i futuri imperatori Costantino II e Costante, e due figlie, Costantina (che sarà sposa del rex Annibaliano prima, e del Cesare Gallo poi) ed Elena (moglie di Giuliano l'Apostata).

In precedenza Costantino era stato legato a Minervina, da cui aveva avuto il figlio Crispo.

Che tipo di moneta era il follis? Quanti follis facevano un sesterzio?

306474[/snapback]

Il follis era il nominale bronzeo introdotto dalla riforma monetaria operata da Diocleziano nel 294. Nel periodo in questione, il primo quarto del IV secolo, questa moneta aveva già subito una certa svalutazione, sia nelle dimensioni che nel peso, visto che rispetto agli originari 26/28 mm. di diametro e 10 g. di peso s'era passati ad una media di 19/20 mm. e 3,5 g.: il sesterzio, invece, non era battuto da più d'un cinquantennio.

Sul follis ti consiglio questa interessante pagina dei Manuali:

http://manuali.lamoneta.it/MANUALI.html

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stefscia

Mi rendo conto solo ora di aver sempre avuto nozioni sbagliate

sull'argomento....

Ho sempre ritenuto il follis un sostituto del sesterzio (1/4 di denario) e

quindi di valore inferiore all'antoniniano contemporaneo

(ma c'è contemporaneità?)

Scopro invece dal manuale sui nominali dell' impero romano che il follis

valeva addirittura 5 denari ?? :blink:

Sono perplesso.... :huh: chiedo lumi a voi esperti !

Grazie

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chersoblepte

Con la già citata riforma dioclezianea, la produzione dell'antoniniano viene terminata. Viene però introdotto, fra i nominali bronzei, una moneta abbastanza simile, ma dal valore intrinseco tre volte inferiore rispetto all'antoniniano: questa moneta (che verrà battuta per una decina d'anni), caratterizzata dalla presenza della corona radiata sul capo dell'imperatore al diritto e dalla legenda CONCORDIA MILITVM al rovescio, è solitamente definita radiato post riforma. Il suo valore era d'un quarto rispetto al follis, ma due volte e mezzo superiore al nominale di bronzo più piccolo (che presentava, al diritto, l'imperatore con il capo laureato ed, al rovescio, la legenda VTILITAS PVBLICA).

Lo stesso denario, in seguito alla riforma monetaria di Diocleziano, non viene più coniato, anche se, in realtà, già dopo il regno di Gordiano III esso era stata battuto in quantità sempre più esigui, e con caratteristiche ben lontane da quelle originarie (si trattava, in pratica, di una moneta in mistura): per ridare lustro alla moneta argentea, Diocleziano, nel 295, è così costretto ad introdurre un nuovo nominale denominato, per l'appunto, argenteus. Di fatto, però, il denario non scomparì del tutto, perché si continuò ad utilizzarlo quale unità di conto: devo dire che, dal canto mio, sapevo che un follis valeva 20 denari (di conto), e non 5 come riportato nell'articolo del Manuale di LaMoneta :huh:... errore mio, o s'intende altro :unsure:?

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stefscia

Un follis 20 denari ?!? :blink: :blink:

Aiutooooo

Chiedo delucidazioni agli esperti......

Grazie

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Paleologo
Un follis 20 denari ?!?  :blink:  :blink:

309122[/snapback]

20 denari di conto :D

Si intende dire con questo che al tempo in cui si cominciò ad emettere il follis il denario si era talmente svalutato da diventare una moneta "virtuale", per così dire: utilizzata per i calcoli ma non coniata come moneta reale. Per fare un paragone che c'entra fino a un certo punto ma forse rende l'idea, pensa alle lire e ai centesimi nel dopoguerra: la lira continuava a essere divisa nominalmente in 100 centesimi, ma a causa della svalutazione i centesimi non venivano più coniati (tanto che a un certo punto vennero eliminati anche formalmente).

P. :)

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stefscia

Grazie per la precisazione puntuale come sempre.

Ciao. :)

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