heldrungen Inviato 11 Giugno, 2008 #1 Inviato 11 Giugno, 2008 Non sono esperto di vendite all'asta; una sola volta ho partecipato, in sala, per un'intera giornata, ad un'asta numismatica (tra l'altro organizzata da un utente di questo forum), stancandomi molto e ricevendo impressioni non del tutto positive in merito alle dinamiche psicologiche che si scatenano tra i partecipanti attivi all'asta stessa. Qualche volta, appoggiandomi ad un amico più introdotto di me, ho fatto offerte scritte, con rialzi piuttosto limitati rispetto alla base d'asta, aggiudicandomi anche qualche pezzo, seppur di non grandissimo pregio, ricavandone, lo confesso, una certa soddisfazione. In quasi tutti i casi, ho pagato, oltre al prezzo di aggiudicazione, il 15% di commissione più le spese di spedizione. Ora, non avendo voglia di leggere le lunghe avvertenze dei cataloghi d'asta, la domanda che pongo a chi è più esperto è la seguente: il venditore, di solito, quale provvigione deve pagare? anche lui il 15%? (Però...15+15=30%, non mi sembra male per la casa d'aste, anche se si tratta di un ricavo lordo), oppure la percentuale varia, come appare più logico, in base al valore complessivo dei lotti messi in vendita? Altra domanda che mi viene spontanea: come viene stabilito il prezzo base? immagino con un accordo tra il venditore e gli esperti della casa d'aste, ma questi ultimi di quali parametri tengono conto? Non tutti, credo, seguono gli stessi criteri, perché si sente dire in giro che, in alcuni casi, i prezzi base sono bassi, mentre in altri casi avviene il contrario. Mi chiedo, inoltre, c'è un minimo, come numero di monete e come valore delle stesse che è accettato in vendita? Ringrazio chi vorrà fornirmi qualche chiarimento. Cita
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