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IGNORED

Vesta


petronius arbiter
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Vesta, sorella di Giove, la Hestia del Greci, rappresentava il focolare domestico, proteggeva la famiglia, ed in tale veste era la principale divinità privata, ma ben presto fu onorata anche di culto pubblico, essendo considerato lo Stato come la più grande famiglia.

Il tempio di Vesta, uno dei più antichi di Roma, edificato dal re Numa Pompilio, sorgeva ai piedi del colle Palatino, presso il Foro; era a pianta circolare e molto angusto, appena capace di contenere un’ara sulla quale ardeva il fuoco sacro, simbolo di perennità dello Stato Romano.

La raffigurazione di Vesta su moneta inizia già in età repubblicana; significativo a tal proposito il denario del monetiere Q. Cassius Longinus (58 a.C.) che porta al dritto la testa velata della dea e al rovescio il tempio circolare a lei dedicato, tra un'urna e una tavoletta per il voto popolare di appello nelle cause criminali (provocatio), con A (absolvo) e C (condemno).

petronius :)

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Proprio a causa del fuoco che vi veniva conservato il tempio di Vesta fu più volte distrutto da incendi e dovette essere ricostruito.

I resti visibili attualmente appartengono alla ricostruzione avviata da Giulia Domna, la moglie di Settimio Severo, a causa dell'incendio del 191 d.C.

La forma riprende quella del tempio dopo la ricostruzione successiva all'incendio del 64 d.C. (il famoso incendio di cui era accusato Nerone), nel quale venne modificato anche l'orientamento dell'area dell'Atrium Vestae allineandolo con l'asse principale del Foro.

Sorge su un alto podio rivestito di marmo con colonnato corinzio e con tetto conico fornito di un foro adatto a far fuoriuscire il fumo del fuoco sacro custodito all'interno dell'edificio.

Accanto al tempio si trovano i resti dell'abitazione che ospitava le sacerdotesse, costituita da un grande cortile interno porticato attorno al quale si sviluppavano le residenze e gli ambienti di lavoro delle Vestali disposti su più piani.

Il tempio di Vesta è splendidamente riprodotto su questo aureo di Tito, come Cesare; al centro delle colonne la statua di Vesta danzante.

petronius :)

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Al servizio di Vesta erano preposte sei Vestali, scelte tra le più antiche e nobili famiglie romane all’età di 6-10 anni, con entrambi i genitori in vita e fisicamente impeccabili: prescelte con sorteggio, all'atto della consacrazione, facevano dono della loro chioma alla dea.

Erano quindi sottratte alla “Patria Potestas” dal Pontifex Maximus, con il rito giuridico-sacrale consistente nell’afferrare per il braccio la bambina pronunciando la formula rituale: “Amata te capio” ; da quel momento la Vestale era dedicata alla dea era “sui iuris” sottoposta soltanto alla potestà del Pontifex.

Le sacerdotesse abitavano nella casa delle Vestali, di cui si è detto sopra, ed avevano il compito di mantenere sempre acceso il fuoco sacro, ed anche di preparare la “mola salsa” (mistura di farro e sale) indispensabile per immolare le vittime sacrificali.

Le sei Vestali avevano l’obbligo della castità e purezza, ed il loro servizio durava trenta anni, dopodichè potevano, volendo, uscire dal sacerdozio e condurre vita comune.

Le Vestali godevano dei massimi pubblici onori e della generale stima; la loro sola presenza era sufficiente a placare dispute violente o a graziare un condannato a morte.

Rare sono le rappresentazioni statuarie di Vesta, mentre molte monete sono a lei dedicate: su di esse la dea veniva rappresentata in piedi o seduta, sempre con espressione severa e completamente vestita, con in mano la tazza sacrificale e lo scettro, come nel famoso asse di Caligola, qui raffigurato.

petronius :)

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Le Vestali conducevano una vita agiata, possibile grazie alle elargizioni private ed ai lasciti testamentari: anche molti imperatori lasciarono consistenti ricchezze all'ordine delle Vestali.

Esse provvedevano inoltre ad aiutare i poveri ed i bisognosi, cosicché per Roma non girassero mendicanti.

La Vestale colpevole dell’estinzione del fuoco sacro veniva frustata dal Pontifex Maximus, ma la colpa più grave era la violazione del voto di castità; in quel caso veniva sepolta viva nel "campus sceleratus" perchè il suo sangue non poteva essere versato: famosa per questo, fra tutte, secondo la leggenda, Rea Silvia, madre di Romolo e Remo.

Dopo l'abolizione dei culti pagani, voluta da Teodosio nel 381, la casa ed il tempio vennero chiusi, per essere poi occupati in un primo momento dai funzionari della corte imperiale e successivamente da quelli della corte papale.

Concludo allegando uno splendido (non ci sono altre parole :rolleyes:) aureo di Vitellio, raffigurante la dea Vesta seduta, che sempre regge in mano patera e scettro.

Spero di non avervi annoiato troppo, ma se è successo, non s'è fatto apposta :D

petronius B)

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Staff

Stupendo lavoro petronius, hai detto praticamente tutto!

Vesta e le Vestali sono figure molto affascianti, ed intorno a loro ruotano un gran numero di leggende ed eventi storici davvero significativi.

famosa per questo, fra tutte, secondo la leggenda, Rea Silvia, madre di Romolo e Remo.

petronius B)

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Come giustamente riportato da caius nella sezione manuali, alcuni riconoscono in questa bellissima figura femminile, che compare al dritto di un denario della gens Aemilia, proprio Rea Silvia:

Cr. 291/1

Link sezione Manuali

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