rcamil Inviato 1 Novembre, 2008 #1 Inviato 1 Novembre, 2008 Ciao a tutti, allego le foto di una moneta che se non affascina per il suo aspetto (e la foto non aiuta, dal vivo è un pò più "leggibile") nasconde interessanti particolarità. Si tratta di un picciolo in mistura (Ø 14 mm, 0,43 grammi) per la zecca di Fano. La particolarità che lo rende rarissimo, e mancante sia nel Muntoni che nel CNI, è la legenda del diritto, dove al centro compare l'albero di rovere sradicato dello stemma Della Rovere, ed attorno la legenda ° CIVITAS ° FANI (rosetta) °, in alto le chiavi decussate. Al rovescio compare la figura di S. Paterniano, patrono della città, con pastorale nella mano sinistra e la destra benedicente. La legenda è ancora una volta, da destra CIVITA / S ° FANI. Solitamente i piccioli (già molto rari) dei papi Della Rovere Sisto IV (1471-1484) e Giulio II (1503-1513) riportano al diritto il nome del pontefice, pertanto questa moneta, non essendoci netta differenza stilistica tra le due emissioni distanti una ventina d'anni, non è attribuibile ad uno specifico pontificato. A mio parere, per l'analogia della divisione della legenda del rovescio CIVITA / S con i normali piccioli di Sisto IV, anche la moneta senza nome del pontefice si può attribuire a questo papa. I piccioli di papa Giulio II riportano infatti la legenda CIVIT / AS. L'unico riferimento attuale è il libro di W.Ciavaglia "La zecca di Fano" dove questa moneta è classificata al n°6-b (Sisto IV), e ne viene citato un esemplare presente nel listino Eugubium n° 10 (2000), dove era presentato come R2 alla cifra di 550 mila lire. La foto riportata nel libro è quella del listino. Ciao, RCAMIL. Cita
fra crasellame Inviato 1 Novembre, 2008 #2 Inviato 1 Novembre, 2008 A mio parere, per l'analogia della divisione della legenda del rovescio CIVITA / S con i normali piccioli di Sisto IV, anche la moneta senza nome del pontefice si può attribuire a questo papa.I piccioli di papa Giulio II riportano infatti la legenda CIVIT / AS. Potresti postare esemplari per evidenziare la diversa legenda ? Cita Awards
rcamil Inviato 1 Novembre, 2008 Autore #3 Inviato 1 Novembre, 2008 Potresti postare esemplari per evidenziare la diversa legenda ? Basta dimostrare un pò di interesse e da me si ottiene tutto... ;) Speriamo che l'autore del libro non se la prenda perchè gli ho "rubato" le foto :P Ciao, RCAMIL. Cita
fra crasellame Inviato 2 Novembre, 2008 #4 Inviato 2 Novembre, 2008 Ma all'epoca nella zona quali monete circolavano ? Queste mi sembrano di una mistura (forse l'argento lo hanno visto in cartolina :D) un po scadente. Quantomeno devono aver circolato parecchio. Ci sai dire di più sulla circolazione monetaria in quel periodo e luogo ? Grazie Cita Awards
avgvstvs Inviato 2 Novembre, 2008 #5 Inviato 2 Novembre, 2008 Sull'esemplare di Giulio II se non sbaglio l'iscrizione e' del tipo CIVIT / AS ° FAN, la "I" finale non c'e' per evidenti motivi di spazio. Cita
rcamil Inviato 2 Novembre, 2008 Autore #6 Inviato 2 Novembre, 2008 Ma all'epoca nella zona quali monete circolavano ? Nella zona circolavano le emissioni delle grandi città limitrofe, Ravenna, Ancona, Perugia, e del Ducato di Urbino. Principalmente denari (piccioli) e grossi (bolognini). Per quel che riguarda la zecca di Fano nello specifico, il picciolo era l'unico nominale battuto fino a quel momento e solo con Paolo III nel 1536, alla ripresa delle coniazioni interrotte dopo il 1510, si conia il primo quattrino, in seguito con Pio V (1571) si introduce il giulio in argento, che commemora la vittoria nella battaglia di Lepanto, in cui Fano fu impegnata con oltre 60 uomini, diversi capitani e con il fanese Card. Rusticucci tra gli organizzatori della spedizione pontificia, nonchè parente del concessionario di zecca :rolleyes: . Il massimo nominale mai coniato a Fano, il testone in argento, è introdotto nel 1574 da papa Gregorio XIII e continuerà ad essere battuto dai successori fino a papa Clemente VIII, il fanese Ippolito Aldobrandini, che fu tra l'altro costretto a chiudere la zecca della sua città natale nel novembre 1594, a seguito della truffa che vide gli zecchieri abbassare fraudolentemente il titolo dell'argento dei testoni, per trarne profitto personale. Per vedere altre monete fanesi, le ultime, si dovranno attendere il sampietrino e la madonnina di Pio VI, del 1797. Queste mi sembrano di una mistura (forse l'argento lo hanno visto in cartolina :D) un po scadente. Questi piccioli sono in mistura, ma il titolo dell'argento (ufficiale) era scarso, solo il 38,26/1000 comunque più alto del titolo dei corrispondenti denari di Roma (12,76/1000). Mentre però il denaro capitolino era tagliato a 576 pezzi per libbra (pari ad un peso teorico di 0,589 grammi), il taglio stabilito per i piccioli fanesi era di 720 pezzi per libbra (peso teorico 0,471 grammi). Sull'esemplare di Giulio II se non sbaglio l'iscrizione e' del tipo CIVIT / AS ° FAN, la "I" finale non c'e' per evidenti motivi di spazio. Sì, in effetti la "N" è un pò fuori scala.... Ciao, RCAMIL. Cita
orlando10 Inviato 2 Novembre, 2008 #7 Inviato 2 Novembre, 2008 Interessante discussione, a mio avviso da mettere in rilevo! il fanese Ippolito Aldobrandini, che fu tra l'altro costretto a chiudere la zecca della sua città natale nel novembre 1594, a seguito della truffa che vide gli zecchieri abbassare fraudolentemente il titolo dell'argento dei testoni, per trarne profitto personale. Si sa che fine fecero gli zecchieri fraudolenti? Un grazie anticipato! :D Cita
fra crasellame Inviato 2 Novembre, 2008 #8 Inviato 2 Novembre, 2008 Ricordo male o alla fine del XV secolo la disponibilità dell'argento era in calo ? Salvo poi riaumentare con la (ri)scoperta dell'America ? Il fatto che si coniassero solo piccoli nominali potrebbe essere indice di pochi commerci e quindi servivano solo monete piccole per i bisogni quotidiani ? Cita Awards
rcamil Inviato 2 Novembre, 2008 Autore #9 Inviato 2 Novembre, 2008 Si sa che fine fecero gli zecchieri fraudolenti? I due zecchieri, Galeotto Tomassini ed il figlio Giambattista, avevano già gestito la zecca di Fano nel biennio 1588-1589, periodo in cui la coniazione delle monete in mistura portava loro, già membri di una famiglia ricca e potente, lauti guadagni. Al momento della truffa dei testoni, nel 1594, questo era l'unico nominale coniato, e dato il minor guadagno che si aveva nella coniazione dell'argento rispetto alla mistura, i due pensarono di arrotondare abbassandone il titolo. Presto scoperti, furono processati e condotti in prigionia a Roma, dove rimasero per alcuni mesi, per poi finire "graziati" dopo che la potente famiglia ebbe appianato il danno arrecato alle casse pontificie dai congiunti fraudolenti :rolleyes: Ricordo male o alla fine del XV secolo la disponibilità dell'argento era in calo ? Salvo poi riaumentare con la (ri)scoperta dell'America ? E' vero che l'argento in quel periodo necessitava di qualche "iniezione" estera, e una riprova del cambiamento netto che si ha con gli arrivi dall'America, è l'improvviso fiorire di nominali in argento massicci, basti pensare solo alla piastra papale, tra la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII. Il fatto che si coniassero solo piccoli nominali potrebbe essere indice di pochi commerci e quindi servivano solo monete piccole per i bisogni quotidiani ? Indubbiamente le autorità locali erano più che convinte che le coniazioni di piccolo nominali, almeno come tipologia, fossero sufficienti a coprire il fabbisogno quotidiano. Per rimanere a Fano, ad inizio '500 si proibì l'uso di moneta "forestiera", con la precisazione che le coniazioni di piccioli sarebbero state incrementate qualora fosse necessario per i commerci locali. Credo comunque che per i commerci più "ad ampio raggio", non fosse possibile fornire pagamenti in tonnellate di piccioli, evidentemente si optava per monete auree universalmente accettate, come ad esempio le veneziane. Ciao, RCAMIL. Cita
ZuoloNomisma Inviato 4 Novembre, 2008 #10 Inviato 4 Novembre, 2008 (modificato) Zecca interessante quella di Fano. Vi posto alcune foto (trovate nel noto "archivio") di alcune monete coniate in questa città. Andiamo in ordine cronologico: Paolo III (1534-1549): quattrino, Muntoni 130 Modificato 4 Novembre, 2008 da ZuoloNomisma Cita
ZuoloNomisma Inviato 4 Novembre, 2008 #11 Inviato 4 Novembre, 2008 Gregorio XIII (1572-1585): giulio, Muntoni 380: giulio, altro tipo, Muntoni 383: quattrino, Muntoni 414: Cita
ZuoloNomisma Inviato 4 Novembre, 2008 #12 Inviato 4 Novembre, 2008 E infine, Sisto V (1585-1590): baiocco, Muntoni 112: quattrino, Muntoni 113 Cita
ZuoloNomisma Inviato 4 Novembre, 2008 #13 Inviato 4 Novembre, 2008 Il massimo nominale mai coniato a Fano, il testone in argento, è introdotto nel 1574 da papa Gregorio XIII e continuerà ad essere battuto dai successori fino a papa Clemente VIII, il fanese Ippolito Aldobrandini E qua arrivano i dolori!!! Ho cercato parecchio su internet e listini, ma dei famosi testoni per Fano nemmeno l'ombra. Per troverne traccia sono dovuto addirittura risalire alle celeberrime asta Montenapoleone 1 e 4, dove sono presenti, seppur in pessima conservazione diversi esemplari di Gregorio XIII e Clemente VIII. Avete voi notizie più recenti su queste monete? Grazie M. Cita
rcamil Inviato 4 Novembre, 2008 Autore #14 Inviato 4 Novembre, 2008 Ho cercato parecchio su internet e listini, ma dei famosi testoni per Fano nemmeno l'ombra. Per troverne traccia sono dovuto addirittura risalire alle celeberrime asta Montenapoleone 1 e 4, dove sono presenti, seppur in pessima conservazione diversi esemplari di Gregorio XIII e Clemente VIII.Avete voi notizie più recenti su queste monete? Qualche esemplare di Gregorio XIII l'ho visto in giro, e uno di Clemente VIII l'ho anche comprato ad un convegno veronese di qualche anno fa... Guardando al volo qualche catalogo d'asta che ho a portata di mano ho trovato: - Varesi "Alma Roma", 2000 - LOTTO 1183 Testone Clemente VIII (Stemma-Immacolata), Muntoni 154, BB/MB stima e realizzo 600 mila lire. - NAC 16, 1999 - LOTTO 207 Testone Gregorio XIII (Busto-Stemma), Muntoni 71 var., BB stima 400 CHF, realizzo ??? Ciao, RCAMIL. Cita
ZuoloNomisma Inviato 4 Novembre, 2008 #15 Inviato 4 Novembre, 2008 Ciao Roberto, grazie per le info. Il catalogo "Alma Roma" ce l'ho pure io, ma evidentemente l'esemplare mi è scappato!!! uno di Clemente VIII l'ho anche comprato ad un convegno veronese di qualche anno fa... A questo punto manca solo la foto :D . Saluti M. Cita
rcamil Inviato 4 Novembre, 2008 Autore #16 Inviato 4 Novembre, 2008 A questo punto manca solo la foto :D . Eccola... :) Non è una conservazione da museo, però è particolare per la divisione della legenda del rovescio, FORMO - SA, invece del classico (M.153) FORM - OSA. Ciao, RCAMIL. Cita
ZuoloNomisma Inviato 6 Novembre, 2008 #17 Inviato 6 Novembre, 2008 Beh, considerato che anche gli esemplari presenti nelle già citate Montenapoleone 1 e 4, sono più o meno in questa conservazione, direi che la tua è nella media. In più a me personalmente affascinano molto questi esemplari pontifici cosi vissuti :rolleyes: Ciao M. Cita
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