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piakos

SI OBOLI CHE PASSIONE!

Risposte migliori

piakos

Salve amici, confesso di aver lasciato da tempo il mondo delle classiche, con la sola eccezione delle frazioni greche. Da 0,12 fino all'emidracma, ancora mi affascinano. Chi ha la stessa passione si faccia vivo, per discuterne e condividerla anche in MP.

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Reficul
Staff

Facci vedere qualcosina :D

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piakos

Molto bella e la attribuzione della rarità in R2 è corretta. Per le monete classiche occorre tenere presente che la rarità è spesso inficiata da ritrovamenti che in un dato periodo consentono la dispersione di esemplari che per anni non si erano visti se non in pochissimi esemplari. La monetina di Markov apparve con una relativa frequenza - per quanto riscontrabile dalle aste e dalla letteratura specifica - negli anni 50 e sino alla metà degli anni 60, ed era comunque già presente nelle maggiori collezioni del 1900. Concordo che negli ultimi anni è diventata nuovamente infrequente, così da far pensare ad un grado di rarità più alto di R2. Sullo stesso tema basti pensare a quante litre ed emilitre di Abaceno, alcune ritenute rarissime, sono comparse negli ultimi sei, sette anni, compresi i frontali di Apollo, che non si vedevano quasi mai. Oggi sembra che i siti che le hanno restituite siano esauriti, ma l'abbondanza del materiale intanto uscito li rende ancora frequenti nelle aste.

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mirkoct

..........sapresti trovarmi altri passaggi in asta? Oltre quello che ho già postato non ne trovo.Mi sembra che non la riporti nemmeno il Rizzo....

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piakos

Ciao, sono stato in giro per qualche giorno ed ho letto ora la tua domanda. Non ho conservato i vecchi cataloghi di cui parlavo in quanto i relativi lotti erano ovviamente ormai fuori periodo anche come prezzo di aggiudicazione. Se trovo un pò di tempo ti cerco qualche riferimento. Il Rizzo non è più attuale proprio in ragione della messe di frazioni uscite negli ultimi venti anni grazie all'evolversi della tecnologia di rilevamento ed agli scassi e scavi per le opere sia edilizie che infrastrutturali succedutesi al sud della penisola (cioè quelle che hanno rovinato definitivamente meravigliosi paesaggi, specialmente in prossimità delle coste). Al riguardo una contenuta ma esemplificatrice nota pubblicazione del Cammarata e le classificazioni del Campana sulle zecche minori della Sicilia, fecero nuova luce sulle frazioni in argento.

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piakos

Per MIRKOCT, :rolleyes: smile.gifbiggrin.gif

ciaoo, subito dopo aver spedito la precedente risposta sono andato a pescare un catalogo che vale un testo monografico sulle frazioni della Sicilia: Frank Stemberg AG auktion XXXI del 27-28/10/1996. Non l'ho mai cercato su internet avendo il cartaceo. Per venire al dunque: il lotto che ti interessa è il n. 544, valutato 325 fr.sv. classificato BB e rimasto invenduto. Ne possiamo dedurre che la rarità R2 è congrua in quanto compensa il medio stato di conservazione relativamente al valore di stima. Il fatto che sia rimasto invenduto conferma altresì la non eccessiva rarità.

Il lotto in questione è di stile diverso da quello da te indicato, almeno rispetto alla testa del sileno che, peraltro, sembra recare la coroncina di foglie. Del resto la quantità di materiale in quell'asta era tale che alcuni lotti, pur interessanti, rimasero invenduti in quanto all'epoca monete di "nicchia", allora più di oggi. Negli anni 90' infatti c'erano alcuni appassionati che collezionavano le "piccolette" in modo sistematico e anche con buone possibilità economiche. ma in generale non piacevano gran che! La frase più ricorrente era: "come si fa a spendere per monetine che si vedono solo con l'ausilio di una buona lente"?. Oggi la situazione sembrerebbe essere mutata a detta degli "astisti" - (da non confondere con gli "artisti" che sono un' altra categoria). Pare infatti che gli appassionati siano numerosi, per converso sarebbero diminuiti i sistematici disposti a spendere per la grande conservazione e la grande rarità. Ciò è in linea con gli attuali risultati d'asta che confermano la facilità con cui le frazioni vengono disperse, ma a prezzi ragionevoli.

Auspico di esserti stato di buon ausilio e in tal caso accetto di buon grado un tuo voto.

Saluti ed auguri a tutti.

P.S.

L'impatto esclusivamente visivo ed in foto della moneta di Markov non è che mi entusiasmi. unsure.gif Ma è probabile che, in quanto in foto, l'impressione possa essere erronea.

Modificato da piakos

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piakos

- Vincenzo Cammarata (1) Da Dioniso a Timoleonte, Problemi di numismatica della Sicilia antica., Modica

1984.

Studio sulle emissioni monetali, sopratutto bronzee, del periodo; raramente usato come riferimento bibliografico.

- Alberto Campana (2), Corpus Nummorum Antiquae Italiae, Vol. I ,II, III, Edizioni Numismatica Grigoli, Suzzara, in fascicoli in corso di pubblicazione su Panorama Numismatico.

Recente opera monografica non ancora completata su tutte le emissioni delle zecche minori dell’antica Italia, Magna Grecia e Sicilia, di notevole utilità e che comincia ad essere usata come riferimento bibliografico dalle maggiori case d’asta soprattutto europee ed in letteratura. Testo fondamentale.

Vedi in questo forum:

Bibliografia della monetazione greca in Sicilia

Elenco a cura di S.E. Caiuspliniussecundus (forse le due esse sono di troppo?) del 2.11.2006.

Che, nell’occasione, ringrazio per l’ottimo contributo sempre fornito al forum, per quanto posso constatare “girando” per il sito.

(1) trattasi di un discusso ma eminente personaggio del mondo numismatico, grande conoscitore, anche sotto il profilo tecnico, della coniazione e/o della produzione dei nummi, in ogni metallo, sia vecchi cioè antichi, che nuovi. Da ultimo assente dal palcoscenico numismatico per alcune vicissitudini che lo hanno visto impegnato, peraltro con un certo successo, su altri fronti. Sarebbe a dir poco interessante, in una fantastica ipotesi di lavoro afferente questo (stupendo) forum, leggere i suoi pareri nel corso delle stimolanti discussioni che si ingenerano, specialmente tra l'ottimo Fid e il tecnicissimo Numizmo, relativamente all'autenticità degli antichi (?) tondelli.

(2) Figlio d'arte, in quanto rampollo di un grande numismatico collezionista italiano purtroppo deceduto, che a suo tempo ho avuto il piacere e la fortunata opportunità di frequentare, il Dott. Alberto Campana è uno studioso di rara dedizione e competenza che ha gettato molta e nuova luce, con la sua pubblicazione, sul mondo delle frazioni minori: in qualche modo la sua opera sta in rapporto all'appassionato di tali monete come il Tom Tom all'autista.

Saluti e di nuovo auguri. :)

Modificato da piakos
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piakos

L'avete mai vista?

Per stuzzicare la curiosità degli amici interessati a condividere questa discussione posto le immagini di questo "oboletto", avendo acquisito un minimo di confidenza con gli strumenti del forum riesco finalmente a postare.

Che ne pensate, sarà autentica? E' della Sicilia?

post-11590-1231207861_thumb.jpg

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numa numa
... Oggi la situazione sembrerebbe essere mutata a detta degli "astisti" - (da non confondere con gli "artisti" che sono un' altra categoria). Pare infatti che gli appassionati siano numerosi, per converso sarebbero diminuiti i sistematici disposti a spendere per la grande conservazione e la grande rarità. Ciò è in linea con gli attuali risultati d'asta che confermano la facilità con cui le frazioni vengono disperse, ma a prezzi ragionevoli.

Magari.. Purtroppo anche queste monetine, soprattutto quando si toccano zecche assai sensibili (quali Katane, Naxos, Akragas, etc.) e sono belle di stile e conservazione sono state oggetto di prodigiose rivalutazioni. Recentemente ho assistito alla vendita di una litra di Katane (testa di Sileno laureata) di buono stile a 10.000 franchi svizzeri (!) quando tale pezzo veniva scambiato a poco piu' di un decimo del valore solo poco tempo fa.

Per Akragas si e' arrivati al limite. Una bellissima litra con le due aquile, perfettamente centrata e in alta conservazione , in vendita presso LEU (ora LHS) e stimata gia' cara 6.000 franchi e' stata combattuta da un mercante di arte antica molto importante fino all'incredibile cifra di 30.000 franchi (roba da far impallidire Monsieur Baron).

Qunado c'e' la qualita' e lo stile e anche la zecca sembra che certi pezzi, oggi , possano domandare il prezzo che vogliono :blink:

numa numa

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piakos

Salve a tutti.

Confermo che Fornoni è commercialmente attivo.

E' l'unico mercante italiano di rilievo che apprezza e studia le frazioni greche e che sa commercializzarle al meglio senza avere bisogno di ricorrere alle aste (per quanto conosco direttamente, altrimenti indicatemi gli altri che ne sarò lieto).

Ha avuto qualche problema tra il 2007 e il 2008, probabilmente legato alla salute.

Resta nel ricordo un suo listino di qualche anno fa dove in copertina recava la foto della litra di Akis (? attribuzione corrente ma non certa) di solito classificata R5.

Sul listino rimase invenduta (chiedeva molto!). Successivamente fu venduta nell'ambito collezionistico italiano per il prezzo richiesto nel listino.

Sono stato contento di averlo visto, a Verona, in buona forma.

Piakos.

Modificato da piakos

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skubydu

grazie per l'informazione.

in merito a questa discussione, credo che il fatto per cui queste piccole emissione a volte dei capolavori siano oggi ricercate e pagate sia proporzionale ai nominali superiori (Sfogliando vecchi cataloghi un tetra di Cimone, eumenes o eucleida erano degli eventi oggi vengono presentati piu facilmente). Ultimamente di tetradracmi dei maestri incisori se ne vedono parecchi. Purtroppo però i costi sono proibitivi. Personalmente, non potendomi permettere un tetradracma di Eucleida, facendo un bello sforzo economico in funzione delle mie possibilità ho acquistato l'anno scorso una bellissima litra non firmata, ma sicuramente del maestro. Successivamente all'acquisto, ho iniziato ad apprezzare questi piccoli capolavori di arte incisoria, preferendoli ad altro. E' vero un grosso modulo attrae tantissimo, ma è proprio su queste piccole emissione che si vede l'abilità e bravura dei maestri incisori alla corte di Dionisio I.

sku

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piakos

Ciao Sku...

...e sopra tutto ci si fa l'occhio.

Non c'è un'altra monetazione che allena l'occhio a cogliere l'oggetto, anche se potrebbe sembrare paradossale per le limitate dimensoni.

Mi è appena pervenuto dagli USA un gr. 0,21 di Ekatomnos, satrapo di Caria, padre o parente maggiore di Mausolo...non rammento bene adesso. Ritratto frontale al D. anche di bellissimo stile, R. protome di leone pure di immenso stile. Uno spettacolo!

Dite,.... chi in un altro angolo del forum posta le foto dei medaglioni...mi prende per "eccentrico" ? (eufemismo).

Non l'ho ancora immortalato. Scusate.

Piakos.

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piakos

post-11590-1231722544_thumb.jpg

post-11590-1231722476_thumb.jpg

Salve amici,

vi posto due immagini di una emililitra coniata nella Sicilia del V sec. a.c.

La seconda immagine equivale a quella inserita da Eugenio Fornoni in un proprio listino al n. 203, con foto unica sulla copertina: gr.0,41, al D. testa frontale di probabile divinità fluviale, etnico con scritta AKIS retrograda; al R. aplustre tra sei globetti alternate ai quali lettere N I K A. Al riguardo, il collegamento tra la scritta e l'aplustre (che era l'ornamento della poppa delle antiche navi) potrebbe rimandare ad una vittoria anvale, come potrebbe essere quella conseguita dalle navi siracusane contro la flotta ateniese, nel porto grande di Siracusa.

Classificata come Akis?, che dovrebbe corrispondere all''odierna Acireale?, cittadina della costa orientale della Sicilia, non lontano da Catania .

Il nome della città deriva dalla mitologia greca, in cui si conosceva una divinità chiamata Aci. Questi era un pastore di cui si innamorò Galatea e di cui a sua volta era innamorato il ciclope Polifemo che schiacciò il rivale sotto un masso. Infine dal sangue del pastore nacque un fiume chiamato Akis dai greci, oggi finito sotto la superficie, ma che riaffiora come sorgente nei pressi di Santa Maria la Scala in una sorgente chiamata " u sangu di Jaci" ( il sangue di Aci). Successivamente il nome della città ha subito una lcontinua evoluzione, prima diventò Jachium sotto i bizantini, poi Al Yag con gli arabi e quindi Aci d'Aquila (o Aquilia) con gli spagnoli. Nel XIV secolo la città si stabilì nel territorio attuale (prima sorgeva nei pressi del castello di Aci, oggi Acicastello) con il nome di Aquilia Vetere, e successivamente di Aquilia Nuova. Il nome Acireale fu attribuito alla città, secondo la tradizione, da Filippo IV di Spagna a far data nel 1642.

La moneta in argomento era valutata circa €. 1.700,00 credo, nel 2005.

La prima è un'immagine tratta da Coinsarchive, che cita un' ipotesi del Manganaro su coniazione di Camarina.

Chi avrà ragione?

La monetina viene normalmente classificata come R5 ed è molto difficile da reperire...anche nelle migliori e prestigiose aste. La letteratura cita solo quattro esemplari noti, conosciuti per gli studi di Manganaro, Boehringer, Salzman, Maugeri. Vedi anche A. Campana in Panorama Numismatico V/97 pp. 129 - 131.

Piakos

Modificato da piakos

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fra crasellame
Ciao Sku...

...e sopra tutto ci si fa l'occhio.

Non c'è un'altra monetazione che allena l'occhio a cogliere l'oggetto, anche se potrebbe sembrare paradossale per le limitate dimensoni.

Mi è appena pervenuto dagli USA un gr. 0,21 di Ekatomnos, satrapo di Caria, padre o parente maggiore di Mausolo...non rammento bene adesso. Ritratto frontale al D. anche di bellissimo stile, R. protome di leone pure di immenso stile. Uno spettacolo!

Dite,.... chi in un altro angolo del forum posta le foto dei medaglioni...mi prende per "eccentrico" ? (eufemismo).

Non l'ho ancora immortalato. Scusate.

Piakos.

E' un po OT visto il forum riguardante le monete greche siciliane, ma si parla di satrapi... :D

ecco il festival delle piccoline versione aggiornata rispetto a quanto postai tempo addietro.

3190401367_0a71695dd2.jpg

3190401249_45d626f99e.jpg

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fra crasellame

Credo che la palma della più piccola tocchi all'emiobolo di Alessandro Magno per un niente, 7,7 mm contro 8 mm.

Mentre per il peso non c'è storia.

post-1677-1231768086_thumb.jpg

Alessandro Magno, emiobolo, argento, 0,309 gr, 7,7 mm, 90°, Babilonia, c. 331 - 325 a.C.;

diritto testa di Herakles a destra con copricapo della pelle del leone Nemeo;

rovescio ALEXANDR, mazza in alto, faretra e arco in basso, F - M nel campo superiore; raro; Price 3591

Il "creseidino" è un dodicesimo di siglos, 8 mm, 0,77 gr.

post-1677-1231768098_thumb.jpg

Re di Lydia. Periodo di Dario I. Circa 520/15-500/490 aC. AR 1/12 Siglos

(8 mm, 0,77 gr). Tipo creseide.

Diritto.: Teste di leone e toro una contro l'altra.

Rovescio: punzone incuso.

SNG Kayhan 1020; SNG von Aulock 2880.

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numa numa

Interessante il "creseidino".

Sapevi che le frazioni arcaiche di elettro possono arrivare fino a 1/96 esimo di statere ?

Mentre le frazioni piu' piccole in argento arrivano solitamente fino ad 1/4 di obolo, denominato tetartemorion. A volte pero' si ha anche la meta' di questo nominale : l'hemitetartemorion

che pesa all'incirca 0.15-0.16 gr.

I frazionali piu' piccoli egli stateri di elettro arrivano a pesare anche meno di 1/10 di grammo (a dipendenza del sistema metrologico cui appartengono) e misurare pochi millimetri di diametro.

Vorrei davvero sapere che "borsellini" usavano a quei tempi :D

numa numa

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fra crasellame

Per quanto riguarda l'ottavo di shekel di Sidone: "da un piccolo ripostiglio, trovato in Giordania nei resti di una borsa di cuoio. Sembra sia stata persa ai tempi della conquista della Fenicia (332 a.C.) da parte di Alessandro Magno."

http://www.lamoneta.it/index.php?showtopic=17051&hl=

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okt
Sì sapevo, e per quanto riguarda i borsellini dell'epoca... pare le tenessero in bocca...

http://www.lamoneta.it/index.php?s=&sh...st&p=156154

Ipotesi del Manganaro che non mi sembra essere stata ripresa da molte altre parti..

In bocca le monete si mettono solo ... da morti (obolo di Caronte :D )

numa numa

Non so del Manganaro, ma ho sempre ritenuto vera questa diceria, che ci giunge da Aristofane:

uccelli.jpg

Felton, C.C. - 1864 - The Birds of Aristophanes Cambridge pp. 38-39

EUELPIDES

Ma per Dioniso, sicuro, anch'io vedendo un falco rotolai (a terra) e quando mi rialzai avevo inghiottito un obolo e tornai a casa con la borsa vuota.

(mia modesta traduzione)

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piakos

Salve a tutti,

per proseguire nella discussione sulle frazioni in argento della Sicilia e, specificamente sulle litre di maggiore rarità, posto la foto della litra di Kimissa, centro greco-siculo situato probabilmente nell'interno dell'isola, anche se l'ubicazione del sito è ancora oggetto di dibattito tra gli archeologi e gli studiosi, numismatici compresi. Trovo queste monete di immenso fascino anche in virtù del mistero legato ai siti dei centri che hanno coniato questi interessanti esemplari. Ciò anche a ulteriore riprova di quanto poco conosciamo della storia antica.

La litra di Kimissa è, come le precedenti da me postate, classificata R5 e raramente è reperibile nelle aste.

Una delle ultime, da me tracciate, è comparsa alla NAC qualche anno fa' (n.21 del 17.05.2001 lot. n. 84) ed era stimata 1.800 fr.sv., rimasta invenduta - a riprova che non sono più molti gli appassionati disposti a spendere per queste tipologie di grande rarità - è poi stata esitata in una successiva New York Sale ad un valore addirittura maggiore, rispetto alla precedente stima non realizzata. E questo a riprova della particolarità e della esclusività della cerchia numismatica presente nella grande mela, in occasione del relativo convegno e delle pedisseque aste.

post-11590-1231896477_thumb.jpg

Piakos

Modificato da piakos

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piakos

Per proseguire sul tema di questa discussione posto l'immagine reperita sul sito di una nota casa d'asta, ove potete ammirare una stupenda litra di Gela (gr. 0,73 c.a.), che poco ha da invidiare alle monete di maggior peso della stessa zecca, a parte le dimensioni. La litra che osservate nell'immagine risale al 470/450 a.c. Risulta ben battuta da un conio ottimamente inciso. I particolari sono dettagliati e lo stile è più che buono. La conservazione della monetina è eccezionale con un metallo non poroso o "cotto" dalla lunga esposizione agli agenti ossidanti.

Si evidenzia, per quanto sopra, la godibilità ed il fascino delle frazioni, capaci - alla pari con le monete di dimensioni maggiori - di rappresentare in pieno l'arte e la storia del loro periodo.

post-11590-1232325954_thumb.jpg

Il cavallo con le briglie fermate, visibile nalla prima immagine voleva rappresentare l'importanza e la bravura dei cavalieri geloi, decisivi per le armi di quella città. Gela era inoltre famosa in quel periodo per le proprie distese di cereali, coltivati nei c.d. campi Geloi, posti alle spalle della città: dalla costa alle colline ed oltre. In qualche modo il toro con fattezze umane raffigurava la potenza e l'opulenza di Gela.

La città era di fondazione rodia (prima metà del sec. VII a.c.) ed aveva probabilmente occupato il sito ove, in passato, era stato attivo un fondaco prima minoico e poi miceneo.

La potenza di questa antica città contribuì in modo determinate alla vittoria delle armi greche nella famosa battaglia combattuta sotto le mura di Himera, nel 480 a.c.; dove i cartaginesi subirono una pesante sconfitta militare.

Ciò nello stesso "momento" (recita la tradizione) in cui, nella battaglia navale di Salamina (non lontano da Atene), la flotta persiana venne distrutta dalla navi greche.

Quindi nello stesso anno furono fermate ad Himera le mire espansionistiche di cartagine ed a Salamina quelle persiane (successivamente definitivamente ridimensionate nella battaglia di Platea l'anno successivo), l'occidente, quindi, era salvo!

Gli storici dell'epoca avanzarono la probabile ipotesi che Cartaginesi e Persiani avessero concordato i tempi delle reciproche avanzate, al fine di evitare che le poleis (città stato) siciliane potesesero inviare aiuti nella madre patria e viceversa.

L'ipotesi non è peregrina.

Successivamente , il prevalere dell'egemonia siracusana dal 450 circa A.c., nella Sicilia orientale, fece segnare il passo alla potenza geloa.

Dell'opulenza e della bellezza di quella Gela oggi nulla o quasi rimane (qualche traccia archeologica ed un ricco museo). Chi volesse visitarla potrà commuoversi, non per le tracce del passato, ma per quelle di un presente fatto di degrado urbanistico e storico che grida vendetta.

Potessero tornare i Cretesi, i Micenei e gli intraprendenti naviganti di Rodi, davanti alla spiaggia della città, si metterebbero a piangere.

Ciao a tutti.

Piakos

Modificato da piakos
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skubydu

eccone un'altra di Siracusa parecchio rara, ex nac su tavola Cammarata......

ciaooo

sku

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aemilianus253

Qualcuno ha chiesto le aggiudicazioni della Sternberg XXXI. Meglio tardi che mai: eccole! :)

Pagina 1

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