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approfondimento Corpus Nummorum Italicorum Casa Savoia

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piergi00

Vi posto per la mia e vostra curiosita' la recensione del Primo Volume del Corpus Nummorum Italicorum redatta dalla RIVISTA ITALIANA DI NUMISMATICA nel 1911

RIVISTA ITALIANA
DI
NUMISMATICA
E SCIENZE AFFINI
PUBBLICATA PER CURA DELLA
SOCIETÀ NUMISMATICA ITALIANA
E DIRETTA DA
FRANCESCO ed ERCOLE GNECCHI

ANNO XXIV - 1911 - VOL. XXIV
MILANO
Tip.-Editrice L. F. Cogliati
Corso P. Romana, N. 17

I9II.




Corpus Nummorum Italicorum. Primo tentativo di un Cata-
logo Generale delle Monete medievali e moderne co-
niate in Italia o da Italiani in altri paesi. — Volume I,
Casa Savoia. — Roma, Tipografia della R. Accademia
de' Lincei proprietà del cav. V. Salviucci, 1910, in-4°
pag. viii-532 e XLII tavole.

Nelle precedenti annate di questa Rivista è contenuta,
per così dire, la cronistoria dell'opera colossale ideata dal
nostro Augusto Presidente Onorario, del primo volume della
quale salutiamo ora la comparsa con gioia e compiacenza
vivissime. Dal primo annunzio del concetto di essa manife-
stato dall'allora Principe di Napoli, quando nel 1897 si recò
a Milano con gli Augusti suoi Genitori ad inaugurare la
nuova sede della nostra Società nel rinnovato Castello Sfor-
zesco (anno X, 1897, pag. 536, 542 e anno XI, 1898, pag. 327),
alle notizie successive dell'assunzione a suoi collaboratori
del prof Costantino Luppi (anno X, 1897, pag. 543 e a. XI,
1898, pag. 328), e, dopo la morte di questo, del generale
Giuseppe Ruggero (a. XII, 1899, pag. 456), fino al riassunto
della comunicazione del dott. Serafino Ricci alla riunione
della Società per il progresso delle Scienze in Napoli in-
torno a questo primo volume allora d'imminente pubblica-
zione (anno XXIII, 1910, pag. 531). Sono adunque tredici
anni di lavoro assiduo di preparazione consistente nella esatta
e diligente catalogazione delle monete della raccolta Reale
che ascendono al numero cospicuo di oltre sessantamila, e
nello spoglio delle pubblicazioni numismatiche per ricavarne
le varianti o i tipi mancanti ad essa. Non sono troppi, data
la mole del lavoro, ma parvero tali alle attese impazienti
dei più che non si rendono esatta ragione delle grandi dif-
ficoltà di certi lavori e del tempo enorme che viene assor-
bito dalle ricerche e dai raffronti diligenti e minuziosi.
D'altra parte le impazienze dell'attesa sono ben giustifi
cate dalla vera necessità in cui si trovano gli studiosi di una
guida sicura specialmente se si pensa ai problemi faticosi
che inceppano il regolare cammino degli studi di numisma-
tica italiana, alla soluzione dei quali non piccolo contributo
deve portare la nuova opera. Non vi è infatti persona che
si sia occupata, anche incidentalmente, di numismatica, la
quale non abbia dovuto constatare le deficienze veramente
enormi che si riscontrano ad ogni pie sospinto. Si possono
esse compendiare nella mancanza di un materiale abbondante
scientificamente e diligentemente descritto: scarsezza e, alle
volte, mancanza assoluta degli elementi illustrativi di tale
materiale e cioè degli studi sulla denominazione delle monete
e sui sistemi monetari: finalmente, conseguenza dell'una e
dell'altra di queste mancanze, nessuna sistemazione e distri-
buzione razionale del materiale monete.
Non è certo cosa agevole assumere 1' ufficio di esami-
nare in quale misura la nuova opera viene a colmare le la-
cune lamentate, perchè qualunque osservazione può parere
intempestiva di fronte alla mole vastissima del lavoro com-
piuto e, forse, anche irriverente, non tanto per la Persona
dell'Autore in sé che è al di sopra di qualsiasi critica, quanto
per la competenza indiscussa che Egli Ka acquistato nel
campo della numismatica italiana. Noi siamo i primi a rico-
noscere e proclamare questa competenza del nostro Augusto
Presidente Onorario e, senza ombra di adulazione, la rite-
niamo superiore a quella di qualsiasi altro degli studiosi
viventi : chi ci conosce poi sa bene come non possiamo es-
sere sospettati di avere la più lontana idea di mancare ai
riguardi e al rispetto dovuto; però crederemmo di venir
meno all'ufficio assunto non esprimendo interamente il nostro
pensiero perchè convinti che dal cortese dibattito delle opi-
nioni può derivare un vero vantaggio alla scienza che tutti
proseguiamo con eguale affetto e passione.

Il Corpus Nummorum Italicorum, come indica la parola,
presupponeva uno studio completo della materia in modo da
lasciare ben poco ancora alla soluzione dei problemi accen-
nati. Però, durante il lavoro di preparazione, alla mente del-
l'Autore dovettero affacciarsi in tutta la loro imponenza le
varie questioni, a risolvere le quali sarebbero necessari studi
lunghi e diligenti cui non possono certo bastare le forze e
la vita di un uomo. Forse per questo al titolo vasto e compren-
sivo vediamo aggiungersi il sotto titolo di : Primo tentativo
di Catalogo Generale delle Monete medievali e moderne
coniate in Italia o da Italiani in altri Paesi, pieno di mo-
destia, anche soverchia, dato il valore vero del libro, e che
disarma completamente la critica. Intanto si può subito af-
fermare fin da questo primo volume che la promessa conte-
nuta nel titolo viene oltrepassata, e l'opera, più che un ten-
tativo, risulta un vero e grande catalogo delle monete ita-
liane destinato a riempire interamente la prima delle defi-
cienze da noi accennate, quella cioè della mancanza del
materiale scientificamente e scrupolosamente descritto. Questo
volume contiene la descrizione delle monete emesse dai Prin-
cipi di Casa Savoia del ramo principale e dei rami di Acaia
e di Vaud. Sono 4354 le monete descritte accompagnate
dalla riproduzione in fotocalcografia di 713 pezzi compren-
denti i diversi tipi e le loro principali varianti : la nostra
affermazione non parrà dunque esagerata di fronte a questo
numero così rilevante. Le monete sono raggruppate sotto il
nome del Principe che le emise, a cominciare da Amedeo IV
{1232-1253) fino al regnante Vittorio Emanuele III, disposte
cronologicamente quelle che portano l'indicazione della data,
le altre a seconda della specie. Ad ogni moneta fu data la de-
nominazione che portava all'epoca in cui fu emessa in quanto
fu possibile allo stato attuale delle cognizioni. La descrizione
è minuziosa e precisa, accompagnata dalle indicazioni di dia-
metro e di peso, così che con l'aiuto delle numerose riprodu-
zioni, è agevole identificare qualsiasi pezzo con tutta rapidità
e precisione, ciò che è lo scopo e l'ufficio principale del libro.
Dopo questa esplicita dichiarazione, a quanto saremo per
dire non potrà darsi significato diverso da quello di apprez-
zamenti diretti a dimostrare quale sarebbe l'ideale da rag-
giungere, pur riconoscendo l'impossibilità materiale di con-
seguirlo allo stato presente degli studi.
L'ignoranza dei principali sistemi monetari è aggravata
dalla ignoranza dei nomi che avevano le monete all'epoca
delia emissione, perchè molte delle denominazioni con le
quali vengono generalmente indicate nei cataloghi di vendita
e anche in quelli scientifici, sono posteriori ; desunte talune
dall'aspetto e dalle figurazioni, altre addirittura cervellotiche:
così che anche in questa parte pare che tutto abbia congiu-
rato a farci perdere quel tenue filo conduttore che potrebbe
essere il nome vero della moneta per riannodarla al sistema
monetario del quale faceva parte. Di questa incertezza si
vede il riflesso nel volume che stiamo esaminando, dove
non poche volte alla denominazione segue un punto interro-
gativo o non risponde la qualità della moneta di cui non è
noto l'intrinseco. L'approfondire e risolvere anche solo taluna
di tali difficoltà avrebbe voluto dire perdere anni di tempo
in ricerche di esito non sempre sicuro, e ciò male avrebbe
risposto alle impazienze di chi attendeva e a quelle ben le-
gittime dell'Autore che da siffatte lunghe indagini vedeva
sempre più allontanato quel principio di esecuzione del suo
piano grandioso che era in cima ai suoi pensieri. Del resto
questa deficienza può considerarsi insita nel concetto stesso
dell'opera che si proponeva di raccogliere in un sol corpo
la descrizione delle monete italiane quali esse sono note al
presente senza sottoporle a nuovi studi, perchè in tal caso
il lavoro si sarebbe dovuto ideare ed eseguire diversamente.
Non insisteremo quindi su questo particolare per dire
invece qualcosa del sistema adoperato per la classificazione
del materiale. Esso risponde al sistema adottalo da S. M. il
Re per l'ordinamento della sua raccolta, che viene esposto
in poche parole nelle brevissime " Avvertenze Generali „
con le quali si apre il volume : " ordinamento regio-
nale ; e per ogni regione, le singole zecche, ovvero i luoghi
a nome dei quali vennero battute le monete, son disposti
in ordine alfabetico „. Non si contende che tale sistema
non sia facile e pratico, e sopra tutto utile in specie ai ne-
gozianti, ma a chi lo esamina, pur non avendo vaste cogni-
zioni in materia, si addimostra subito mancante di una so-
lida base scientifica e razionale. Senza fermarci a considerare
come esso perpetui le varie significazioni della parola zecca,
abusivamente introdotte nell'uso numismatico, la prova evi-
dente di questa nostra affermazione ci viene data dallo stesso
Augusto Autore che è stato costretto a cominciare l'opera
sua con una eccezione. Non già una di quelle piccole ecce-
zioni che confermano, come suol dirsi la regola, ma con una
eccezione che investe e infirma tutta l'essenza del sistema
adottato, perchè dimostra come nella razionale distribuzione
delle monete debba entrare un altro elemento che non sia
il semplice luogo dove o per il quale la moneta fu battuta,
ma l'autorità che la improntava ed emetteva. E questa una
antica e vessata questione e ci verrà perdonato se volemmo
farne cenno a proposito di un'opera che, ideata in fondo con
un concetto diverso da quello da noi vagheggiato, finisce
poi non solo a non pregiudicarla in senso contrario al no-
stro, ma viene in certo modo a darci ragione.
Ci permettiamo pertanto di esprimere il rammarico che
la eccezione non sia stata completa in modo da darci tutta
riunita in questo volume la serie intera delle monete Sabaude,
alcune delle quali invece dovranno cercarsi nei volumi suc-
cessivi. Nelle * Avvertenze speciali „ vengono enumerate le
monete che furono escluse dalla serie principale, e sebbene
tali esclusioni sembrino coerenti al sistema enunciato nelle
" Avvertenze Generali „, pure alcune non sono, a parer no-
stro, bastantemente giustificate, data sopra tutto l'inclusione
di altre. Troviamo per esempio a pag. i6 sotto il n. i de-
scritta la moneta di Aimone che porta per esteso il nome
dell'officina monetaria di Ponte d'Ain. mentre non vi tro-
viamo tutte le monete, che sono le prime e più antiche della
serie Sabauda, col nome di Susa; né vale il dire che la mo-
neta di Susa ha carattere a sé, perché Susa in tanto ebbe
moneta in quanto la emisero i Principi di Savoia che vi ave-
vano dominio, e non emise mai moneta propria senza il
nome del Principe.
Le cifre accennate di sopra della quantità delle monete
descritte costituiscono la prova migliore dell'enorme lavoro
compiuto e di quello anche più grande già preparato per i
volumi successivi. Siccome nelle " Avvertenze „ è detto che
il contributo portato dai Musei e dai Raccoglitori privati ai
quali vennero di mano in mano comunicate le bozze di
stampa, è stato all' incirca dell'uno e mezzo per cento di mo-
nete nuove e del venti per cento di varietà, così è certo
che l'ottanta per cento dell' intero lavoro è pronto fin da ora.
Di fronte a questo risultato i tredici anni di preparazione
non furono troppi davvero e noi non possiamo lesinare la
lode all'attività veramente prodigiosa data alla grande opera
dall'Autore e dal suo egregio e fido cooperatore il generale
Giuseppe Ruggero, bellissimo esempio di energia giovanile.
Quanto alla parte materiale, l'esecuzione tipografica è
perfetta sia per la eleganza e nitidezza della stampa che per
la eccellente qualità della carta impiegata. Forse sarebbe
stata desiderabile una maggiore varietà nei tipi usati per ri-
produrre le leggende delle monete; il bisogno di tale varietà
è specialmente sentito nei periodi di transizione da una ad
altra forma di scrittura, quando le leggende sono composte
di lettere appartenenti a forme diverse non solo, ma alle
volte è diversa perfino la forma di una stessa lettera nella
medesima leggenda. Si hanno per tal modo delle varianti
di cui non è possibile rendersi ragione con la uniformità del
carattere adottata. Le tavole sono abbastanza nitide ; osser-
viamo però che in generale le monete, anche se di buona
conservazione, vi appariscono meno belle di quello che sono
effettivamente. Non sappiamo se ciò debba attribuirsi al si-
stema di riproduzione, come ha osservato G. F. Hill ; siamo
in ogni modo persuasi che, come in alcune tavole tale deca-
dimento è meno sensibile, così possa sparire del tutto nei
volumi successivi.
Di questi daremo conto brevemente ai nostri lettori
di mano in mano che vedranno la luce senza più tornare
sulle questioni di massima accennate in questa recensione
del primo volume. E le abbiamo accennate non già per
vana mania di critica, ma per far rilevare agli studiosi
che l'apparizione di questo atteso e desiderato lavoro non
deve attenuare ma attivare le loro energie per dare alla
numismatica italiana quel definitivo assetto scientifico che è
nei desideri di tutti. Assetto che servirà non soltanto agli
studi storici ma eziandio e più a quelli economici, che sono
di pratica ed efficace applicazione.
Quando l'opera sarà compiuta, e ci auguriamo di vederne
il compimento, gli studiosi non avranno più da lamentare la
più grande delle deficienze della numismatica italiana e quella
più difficile a colmarsi, e ben pochi saranno i pezzi che po-
tranno ancora aggiungersi al Catalogo delle monete italiane
raccolte nel Corpus Nummorum Italicornm, monumento ira-
perituro della dottrina, dell'attività e della munificenza del
nostro Augusto Sovrano e Presidente Onorario.

N. P.

 

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La Tavola n.38 del Primo Volume Casa Savoia (una delle due dedicate alla monetazione di Vittorio Emanuele III)

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Le grandi pubblicazioni numismatiche italiane. —

L'Editore Hoepli lancia contemporaneamente i programmi

di tre pubblicazioni di capitale importanza segnando così,

per dirla con frase moderna, il rècord editoriale delle pro-

duzioni numismatiche.

Mettiamo in primo luogo il Corpus nummorum italicorum,

il lavoro numismatico più grandioso che mai sia stato ten-

tato; segue il Catalogo delle Monete e delle Bolle Ponti-

ficie del Serafini, di cui abbiamo tenuto parola nell'ultimo

fascicolo della Rivista e infine i Medaglioni Romani di Fran-

cesco Gnecchi di cui non possiamo ancora dire, trovandosi

in corso di stampa.

Le tre pubblicazioni che vedono la luce quasi contem-

poraneamente fra lo scorcio del 1910 e il 191 1 sembrano

destinate a portare il contributo numismatico alle feste cin-

quantennarie che Roma si appresta a celebrare, e al signifi-

cato di tale solenne manifestazione sembra che per felice

destino contribuisca la combinazione sulle personalità che le

hanno prodotte o ispirate.

S. M. il Re ispirò la descrizione storico-numismatica di

quella meravigliosa evoluzione per cui dai numerosi piccoli

stati in cui l'Italia era divisa, si formò l'unità d'Italia, evo-

luzione simboleggiata dalle monete delle moltissime zecche

sparse nella penisola e nelle adiacenze ed ora finalmente

riunite nell'unica zecca di Roma.

L'opera grandiosa si inizia colle monete di Casa Savoia,

di questa casa che vanta una serie continua di ben otto se-

coli, quale nessun'altra essa principesca al n-.cnco piò vsn

tare, e che, dopo tanto len".po, perdtia a capo della Naziore.

S. S. il Papa ordina la descrizione della singolarissima

serie pontificia dal suo principio alla sua fine, cerne di s'eiie

chiusa che ha terminato il suo periodo vitale e che si fonde

nel resto della vita italiana.

Era infine necessario che il popolo fosse rappresentato,

e il privato cittadino offre il suo contributo alla felice ricor-

renza evocando la numismatica romana, compendiata nella

parte più bella, più classica, più aristocratica, nella serie dei

Medaglioni.

Ed ora ecco i tre programmi.

CORPUS NUMMORUM ITALICORUM fatto compilare da S. M.

Vittorio Emanuele III Re d' Italia. Primo tentativo di un Catalogo

Generale delle Monete medioevali e moderne coniate in Italia o da

Italiani in altri Paesi; Volume I, Casa Savoia (Grosso voi. in-40 di

pag. viii-532, stampato su carta a mano intonsa, cui seguono 42 ta-

vole in fotocollografia, nelle quali ogni singola moneta nitidamente

risalta su fondo color paglierino. Prezzo netto L. 60).

Al Lettore benevolo :

Nell'universale evoluzione e caduta delle umane cose, in cui ven-

nero e vengono travolte istituzioni, riti, formidabili imperi, armate, leggi

e storie scritte delle genti che popolarono la terra, alcuni monumenti

sembra che abbiano il privilegio di potersi salvare dalla comune ro-

vina, e con maggiore facilità essere a noi tramandati per motivi spe-

ciali, quali la forma, l'uso a cui son destinati, e la materia di cui son

composti.

Primi fra questi monumenti privilegiati sono da porsi le Monete e

le Medaglie. Ho detto monumenti, e tali, infatti, esse sono, in quantochè

per ordine di epoche ci narrano le vicende dei popoli, ci parlano di

glorie di grandi re e nazioni, di gesta eroiche, in linguaggio semplice

e solenne. Una effigie ed una data ci ricordano una conquista od un

dominio di re, od una riscossa ed una vittoria di popolo: una allegoria

ci rammenta una grande impresa di guerra o di pace benefica, od una

aspirazione: l'arte profusavi, un nome, una sigla, evocano alla nostra

mente e compendiano il sentimento, il gusto di un'epoca, di una razza.

Qui sta l'origine del fascino che la scienza così delta Numismatica

esercita sull'uomo : nella narrazione tacita ma altiloquente della di lui

storia, della cui conoscenza egli fu avido in ogni tempo, ed è avidissimo

ai tempi nostri.

Di qui nacque il desiderio di raccogliere Monete ed il pensiero di

ordinarle, onde avere una serie non interrotta di ricordi, e la susse-

guente ricerca di documenti per suffragare quelli. Molto a tutt'oggi si

è fatto in questa scienza, a dire il vero, tutta recente, poiché non ri-

monta oltre all'epoca del grande storico Ludovico Antonio Muratori.

Ma tutto questo complesso di studi raramente assunse forme organiche,

compendiandosi, al più, in Italia, nella storia di una o poche zecche.

Non è da nascondere che il riunire in un sol corpo tutta la storia nu-

mismatica di uno stato fu sogno di molti egregi studiosi ; ma molte

cause, e non ultima quella dei mezzi materiali mancanti, intervenivano

ad opporsi.

Toccava, invece, a S. M. Vittorioio Emanuele III, Presidente Ono-

rario della Società Numismatica Italiana, la grata ventura di dare forma

concreta a questo sogno, valendosi della propria collezione che conta

non meno di 65,000 pezzi, delle profonde sue cognizioni in questa

scienza, e dell'opera illuminata di S. E. il Generale Ruggero.

Benché l'opera sia poderosa, S. M. volle che il titolo fosse modesto

nella espressione di Primo tentativo. Invece, senza tema di errare,

quest'opera si può chiamare completa.

Il 1° volume che è tutto dedicato alle Monete di Casa Savoia, ci è

di caparra sicura della bontà di quelli che seguiranno.

Attorno alla Casa di Savoia si aggira la storia del nostro Risorgi-

mento: storia di lotte comuni, di martini, di speranze, di voti compiuti;

e l'opera si inizia appunto in quest'anno in cui l' Italia celebra le sue

conquiste di libertà e di pace operate sotto il vessillo dei discendenti

di Biancamano. Assume, quindi, carattere e significato tale, che non

poteva non richiamare il mio più vivo interesse.

Pertanto, esclusa ogni idea di lucro da parte mia, ma solamente

mosso dall'amore dei buoni studii e dal pensiero di assimilarmi ai con-

cetto dei patri festeggiamenti ed a quello di beneficienza a prò' di due

Istituti — caritatevole l'uno, scientifico l'altro — che spuntò quale fiore

gentile dal cuore generoso del nostro Sovrano, ho voluto assumerne la

vendita, pronto anche a fare ogni necessario sacrifìcio per compiere

la nobile impresa.

L'opera non mancherà di aver esito pei meriti intrinsechi dell'Augu-

sto Autore : e spero che il pubblico vorrà pure tener conto dei miei

intendimenti nel divulgarla.

Milano, Febbraio 1911

Ulrico Hoepli.

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