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Arka

Veneto Denari di Verona

Risposte migliori

Arka

Avendo intrappreso da un po' di tempo lo studio delle zecche dell'area veneta, ogni tanto vengo preso da dubbi e domande a cui non so rispondere. L'ultimo riguarda la zecca di Verona. Mi chiedo se c'è una spiegazione al fatto che i denari coniati in epoca imperiale, da Lotario fino a Enrico V circa, nella zecca di Verona sono così poco accurati. Anche la zecca di Venezia subisce una degenerazione e pure le sue leggende diventano illeggibili, ma lo stile e la composizione restano ad un livello accettabile. I denari di Verona invece sono non solo illeggibili, ma anche di bruttissimo stile.

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otto

Effettivamente le monete comunali veronesi fanno stilisticamente schifo...

Non penso sia facile dare una motivazione a tale pratica.

Va detto che le primissime emissioni di Verona sono abbastanza leggibili anche se, confrontate con i pezzi coniati dalle altre zecce italiane, sono le più grossolane.

Il salto di qualità (in peggio) si ha durante il periodo ottoniano quando le legende iniziano a degenerare tanto in significato che in stile e su molti esemplari sono presenti vistose schiacciature. Per quanto riguarda la storpiatura delle parole nel X-XI secolo si può trovare una qualche analogia con la zecca di Venezia mentre le pesanti schiacciature che spesso impediscono la lettura delle monete sono una caratteristica comune tanto alle zecche italiane di Lucca e Pavia quanto a quelle tedesche.

Con Berengario II la zecca di Verona inizò a produrre grossi quantitativi di moneta (per pagare gli ungari e Ottone) e proprio con questo re il denaro veronese acquista l'aspetto che poi mantrerrà per un paio di secoli e cioè con una croce al centro del dritto e del rovescio.

Per questo penso sia plausibile dire che in un periodo in cui l'impero era ancora forte ed in una fase in cui lo stile delle monete non era una caratteristica di primaria importanza (lo era invece l'approvvigionamento di argento nelle casse statali per pagare le continue campagne militari) il fatto di vedere la croce al dritto ed al rovescio fosse una caratteristica sufficiente per capire che tali monete potevano provenire solo dalla zecca di Verona.

Ad ulteriore riprova di quanto detto fin'ora se escludiamo il ripostiglio di Feltre (BL) composto da 135 denari di Ottone per Verona, non conosco rinvenimenti anche singoli di moneta veronese nel nord Italia, mentre a nord delle alpi tali ritrovamenti, anche se non numerosi, sono ben documentati.

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rob

Faccio una considerazione sommaria: una zecca ha reale interesse a produrre moneta ben coniata e leggibile quando desidera che la gente riconosca la sua provenienza, soprattutto quando deve costruire o difendere una reputazione di buon peso e fino. Credo che quando manchi questa motivazione importante possano subentrare altri fattori: se la moneta è comunque riconosciuta ed è almeno parzialmente a circolazione fiduciaria, può essere che prevalga un atteggiamento del "tanto la prendono lo stesso", quindi non c'è cura per l'assunzione di incisori e mastri di adeguata esperienza ed istruzione, o si pone l'accento sulla grande produzione. Quest'ultimo non so se sia il caso per i denari repubblicani di Verona, che non sono rarissimi, ma neppure così comuni - francamente ne ho visti gran pochi in giro rispetto ai denaretti crociati successivi.

Queste sono considerazioni a ruota libera che ovviamente sottopongo al dibattito! :)

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Arka

Ecco, i piccoli crociati citati da Rob si presentano già in modo differente. Lo stile è curato le lettere, dove sono leggibili accurate e là dove sono illeggibili comunque si inseriscono bene nello stile della moneta. Eppure erano emissioni molto abbondanti. I denari precedenti, pur meno comuni oggi, invece sono ''orribili''. Forse è proprio per questo che erano distinguibili? Ma chi vuol essere ricordato per la sua bruttezza???

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