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numa numa

patina azzurra

Risposte migliori

numa numa
Supporter

chi mi sa dire a quali sostanze sono dovute le inclusioni azzurre (bellissime a mio avviso) nella patina di questo fuso ?

numa numa

post-4253-1237878865_thumb.jpg

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numizmo
chi mi sa dire a quali sostanze sono dovute le inclusioni azzurre (bellissime a mio avviso) nella patina di questo fuso ?

numa numa

azzurrite?

di solito si trova nelle monete ritrovate in terreni vulcanici di recente formazione : Vesuvio,Stromboli e Etna.

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numizmo
ci devessere stato proprio a contatto ?

http://www.minerali.it/minerali2/a/azzurrite.html

certo che l'effetto è spettacolare.

lele

No,è una delle tante forme in cui si presentano i composti di rame(c'è scritto anche nel link che hai allegato) ed è più frequente trovare queste patine in quelle zone vulcaniche. Evidentemente c'è un legame....

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numa numa
Supporter

Grazie a tutti per i contributi.

Interessante legare l'esemplare in oggetto ad un vulcano, o forse piu' proabilmente qualche cratere estinto le cui rocce e composti sono venuti a contatto con la moneta in questione. Lago di Bracciano o zone limitrofe ? Ho notato tracce azzurrine in diversi esemplari della stipe di Vicarello.

numa numa

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gianoprora
Ho notato tracce azzurrine .........

numa numa

Ciao Numa Numa,

un bell'effetto. La sensazione è quella di un segno tracciato con la matita copiativa di una volta.

Vi sono alcuni esemplari comparsi in alcune aste NAC, con analoghi effetti: a memoria ricordo un asse Minerva/Toro, un sestante con testa di serpente, un rarissimo asse con testa di grifone.

Si tratta di carbonato ed idrossido rameico, ma anche il solfato rameico ha i cristalli di un bel colore blu azzurro intenso.

Per sapere se si tratta di solfato ...... basta riscaldare e diventa bianco polverulento ....

Anche il lapislazzulo (silicato doppio), ha lo stesso colore, ma forse risulta di tonalità lievemente più chiara.

Inutile però tentare la localizzazione territoriale sulla base di queste inclusioni: basta una presenza minima di sali a contatto con la moneta in quel punto del terreno e duemila anni fanno il lavoro!

Infatti molto probabilmente il dritto (tartaruga), ha una patina 'normale', a conferma che il terreno avvolgente la moneta non conteneva i sali in questione in modo abbondante e diffuso.

In ogni caso, la monetazione fusa con tracce blu è, se possibile, ancora più interessante ed è un bel punto a favore dell'autenticità.

Non ho presente monete coniate con analoghe sfumature di colore.

Ciao da Gianoprora

(che legge in ritardo ma prima o poi arriva)

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danielealberti

Grazie numizmo, era proprio quale legame che cercavo di capire ci fosse.

lele

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numizmo
Ho notato tracce azzurrine .........

numa numa

Ciao Numa Numa,

un bell'effetto. La sensazione è quella di un segno tracciato con la matita copiativa di una volta.

Vi sono alcuni esemplari comparsi in alcune aste NAC, con analoghi effetti: a memoria ricordo un asse Minerva/Toro, un sestante con testa di serpente, un rarissimo asse con testa di grifone.

Si tratta di carbonato ed idrossido rameico, ma anche il solfato rameico ha i cristalli di un bel colore blu azzurro intenso.

Per sapere se si tratta di solfato ...... basta riscaldare e diventa bianco polverulento ....

Anche il lapislazzulo (silicato doppio), ha lo stesso colore, ma forse risulta di tonalità lievemente più chiara.

Inutile però tentare la localizzazione territoriale sulla base di queste inclusioni: basta una presenza minima di sali a contatto con la moneta in quel punto del terreno e duemila anni fanno il lavoro!

Infatti molto probabilmente il dritto (tartaruga), ha una patina 'normale', a conferma che il terreno avvolgente la moneta non conteneva i sali in questione in modo abbondante e diffuso.

In ogni caso, la monetazione fusa con tracce blu è, se possibile, ancora più interessante ed è un bel punto a favore dell'autenticità.

Non ho presente monete coniate con analoghe sfumature di colore.

Ciao da Gianoprora

(che legge in ritardo ma prima o poi arriva)

Ci sono diversi esemplari anche di monete coniate con la stessa caratteristica, e anche di queste,così come dei fusi "azzurri",la provenienza riferita o rintracciabile ,era prevalentemente da zone limitrofe a vulcani attivi.

Probabilmente ,lievi e localizzate macchie non sono obbligatoriamente un "certificato d'origine",basta,appunto,un contatto con i sali giusti per ottenere tracce azzurre, ma le monete con questa giacitura vulcanica presentano,per l'appunto,spesso le cristallizzazioni azzurre,per cui deve essere la composizione del suolo intorno al vulcano a determinarne la frequente formazione.

I nostri forumisti geologi potranno chiarire meglio il perché.

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numa numa
Supporter

Di nuovo grazie per il supplemento di risposte.

Ho incontrato alcuni (rari) bronzi coniati la cui patina tende all'azzurro,

o meglio al turchese . La patina appare smaltata, molto piu' uniforme

rispetto alle "tracce di azzurro" piu' intense pero' - quasi da pastello a cera

che si riscontrano nelle monete fuse.

Ricordo anch'io in un'asta NAC di diversi anni fa uno splendido asse ) fuso con testa di grifone che presentava tracce anche estese di patina azzurra. Un esemplare magnifico.

Scusate la bassissima risoluzione della foto.

numa numa

post-4253-1237994001_thumb.jpg

Modificato da numa numa

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etrusco

Ciao a tutti,

per avere maggiori informazioni sulle patine e sulla loro formazione consiglio questo testo:

LE PATINE , GENESI SIGNIFICATO CONSERVAZIONE a cura di Matteini, edito da Nardini Editore (20 euro)

E' un contributo scientifico di notevole interesse, e fa chiarezza sulla questione "patine" e relativi minerali costitutivi.

Saluti,

etrusco

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