bavastro Inviato 2 Luglio, 2005 #1 Inviato 2 Luglio, 2005 ciao a tutti. Come avevo preannunciato, vi mando in visione il cavallotto da 4 soldi della Repubblica Genovese del 1814. La curiosità numismatica è questa: pare che gli inglesi abbiano copiato l'effigie di san Giorgio di questa moneta, per realizzare il rovescio delle sterline. Ho detto "pare". Se qualcuno del forum ha da aggiungere qualcosa... I dati della moneta: mistura - mm. 21 - grammi 4,47 titolo 125 millesimi per un peso in argento di grammi 0,55 D/ stemma corinato tra cornucopie, ai lati il valore (S 4) in basso la data; attorno la scritta RESPUBLICA GENUENSIS segue allegato Cita Awards
bavastro Inviato 2 Luglio, 2005 Autore #2 Inviato 2 Luglio, 2005 il rovescio del cavallotto presenta san Giorgio a cavallo, rivolto a dx, che uccide il drago. Attorno la scritta: EX PROBITATE ROBUR Cita Awards
picchio Inviato 3 Luglio, 2005 #3 Inviato 3 Luglio, 2005 La monetazione inglese la conosco pco, quindi spero di non scrivere castronerie. Il conio della Sovrana con San Giorgio è del 1817 e della Corona 1818. I conii sono opera di Benedetto Pistrucci (1783-1855) scultore, incisore in pietre dure e medaglista. L'incisore romano, inizia la sua attività come incisore di pietre dure (iter comune ad altri grandi incisori quali il Rega a Napoli e Manfredini a Milano), dapprima a Roma e successivamente a Firenze alla corte di Elisa Baciocchi, infine si trasferi' a Londra nel 1815 dove rimase fino alla morte lavorando presso la Royal Mint. A Londra in pieno neoclassicismo realizza le nuove monete di Giorgio III e Giorgio IV con l'immagine, al rovescio, di S.Giorgio e il draqo. Pistrucci compì il suo capolavoro con l'incisione dei conii con la grande medaglia, commissionatagli per celebrare la vittoria di Waterloo del 1815, portati a termine dopo 30 anni di intenso lavoro. Di questa magnifica medaglia esistono svariate prove su lamina e galvaniche. Quindi i tempi per l'ispirazione del Pistrucci ci sono 1814 Zena e 1817 a Londra. Potrebbe anche darsi che in realtà l'ispirazione sia derivata dallo scudo di San Giorgio del 1666, emisso dall’Istituto del Banco Genovese di San Giorgio. Questa moneta e le sue frazioni si discostano dalla tipologia tipica delle emissioni della zecca della Repubblica Genovese. Al R/ la figura del Santo cui era dedicato l’istituto ed al diritto lo stemma cittadino del Banco. Il Banco di San Giorgio era preposto all’amministrazione delle finanze della Repubblica, e batteva occasionalmente moneta in proprio. Il Valore di 8 reali e delle sue frazioni nell'emissione non sono casuali, avendo il Banco e la Repubblica intensificato i traffici con la Spagna, questa moneta doveva in qualche modo controbilanciare gli 8 reales Spagnoli che entravano a Genova. Il peso monetale corrisponde allo scudo da 4 lire trovando così la sua valenza anche per i commerci della Repubblica. Questa moneta coniata a spese del Banco presenta sempre una certa porosità nel tondello. Cita
Paleologo Inviato 4 Luglio, 2005 #4 Inviato 4 Luglio, 2005 Eccezionale picchio come sempre. In che senso si intende "controbilanciare gli 8 reales spagnoli"? Quale sarebbe stato l'effetto del mancato controbilanciamento? Grazie per il chiarimento Cita
picchio Inviato 5 Luglio, 2005 #5 Inviato 5 Luglio, 2005 Nel senso che per uno Stato sovrano si perdeva l'agio di coniazione (differenza tra intrinseco e nominale) per i commerci con Spagna. Coniando l' 8 reales con valenza per i mercati d'influenza spagnola si continuava ad avere un utile di coniazione. Dato che l'asse del commercio si era spostato ad occidente (nuovo mondo) e non più oriente era diventato per le nostre Repubbliche di fondamentale importanza offrire una moneta che venisse accetta. Non solo, Genova si stava riempiendo di argento monetato non da essa coniata, era quidi d'obbligo "controbilanciare" questa massa di denaro. Cita
bavastro Inviato 5 Luglio, 2005 Autore #6 Inviato 5 Luglio, 2005 Complimenti per le delucidazioni, picchio. Quindi tornando al cavallotto, c'è stata una evidente copiatura. Ci sono ancora alcuni aspetti che gradirei chiarire. Sul Montenegro questa moneta risulta coniata in 3.100.000 esemplari, dato che presumo abbia ricavato da C.N.I. Ora moltiplicando i pezzi per 4 (soldi) otteniamo 12.400.000 soldi , quindi 620.000 lire. Sul catalogo Pesce-Felloni, che si occupa solo di monete di Genova, si legge che per tale moneta è stato emesso decreto nel 31 ottobre 1814 e le monete sono state coniate, con la data 1814, nel 1815 e 1816, quando la Liguria faceva già parte del regno di Sardegna. Riassumendo ci sono questi interrogativi: 1 - non sono troppi 3.100.000 pezzi coniati in due anni per una singola moneta? 2 - come è possibile che Vittorio emanuele I nel 1816 abbia concesso alla zecca di Genova di battere moneta con la scritta "Respublica Genuensis"? Ringrazio per l'attenzione Cita Awards
picchio Inviato 5 Luglio, 2005 #7 Inviato 5 Luglio, 2005 Non so da dove Montenegro ricavi i suoi dati per la coniazione, Non ho il CNI sotto mano ma generalmente non sono espressi i pezzi di coniazione. Controllo sul Lusuardi ma non credo che neppure li ci sia menzione. Le fonti andrebbero sempre citate. La monetazione di Vittorio Emanuele I è priva di moneta spicciola, solo monete in argento e d'oro di stile ancora settecentescdo per gli anni citati. Quindi manca la moneta per il vivere quotidiano. La mia è solo una supposizione. potrebbe aver permesso la coniazione a Genova di queste monete per sopperire alla richiesta quotidiana. Probabilmente senza dare un eccessivo peso all'impronta dato che oramai la Liguria era stata annessa al Regno e non sarebbe certo stata l'emissione di questa moneta a sovvertire le cose. Inoltre approntare i conii richiede tempo e denaro, questi erano pronti, forse abbastanza anonimi con la bella rappresentazione di San Giorgio ed il drago. Non c'è effige di un deposto monarca, quindi utilizzabili. 3.100.000 pezzi sono una bella produzione, anche perchè non è una moneta comune, specie poi bello stato di conservazione. Significa in due anni circa una coniazione di 5.120 pezzi al giorno lavorativo (606 giorni escluso domeniche e feste comandate). Non so con quali macchinari la zecca di genova produceva al tempo. Cita
Paleologo Inviato 5 Luglio, 2005 #8 Inviato 5 Luglio, 2005 Grazie ancora a picchio per la competenza e la disponibilità Cita
picchio Inviato 6 Luglio, 2005 #9 Inviato 6 Luglio, 2005 Il Lunardi non aggiunge nulla di più a quanto già detto e non da riferimento per i pezzi coniati. Cita
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