denario69 Inviato 5 Maggio, 2009 #1 Inviato 5 Maggio, 2009 (modificato) http://www.persee.fr/web/revues/home/presc...6_num_6_18_1746 Peccato è solo in francese, comunque, mi sembra, traducendo (male :D ), che l'immagine della fenice sui rovesci monetari nella metà del terzo secolo, sia, per l'autore, un chiaro riferimento alla decadenza dell'impero..... Modificato 5 Maggio, 2009 da denario69 Cita
minerva Inviato 5 Maggio, 2009 #2 Inviato 5 Maggio, 2009 Grazie Denario69 per aver proposto questo interessante articolo :) La lettura di questo lavoro è avvincente e ricca di dotte citazioni, ma temo che gli autori siano giunti ad "une salade de fruits" :D L'analisi che ha condotto a tale scritto è fatta con categorie storiche a posteriori e guidate da chi conosce già le vicende in una prospettiva completa. Proprio perchè minato sui versanti geografici, etnici e culturali, il potere temporale non poteva cedere alla debolezza di quelle profezie che si autodeterminano minando, con la propaganda stessa, l'adesione al regime del potere imperiale. Personalmente non condivido l'analisi proposta; il simbolo della fenice, infatti, in nessuna cultura è mai stato associato a significati di decadenza, di debolezza o di ripiegamento riflessivo sulle proprie sciagure. La lettura che considero consona è quella del rinnovamento generazionale limitato al potere temporale e a quello dell'immortalità relativamente alla concezione che i romani avevano dell'anima; d'altro canto Roma era considerata una divinità e come tale era immortale. Enrico Cita
denario69 Inviato 5 Maggio, 2009 Autore #3 Inviato 5 Maggio, 2009 (modificato) Grazie Denario69 per aver proposto questo interessante articolo :)La lettura di questo lavoro è avvincente e ricca di dotte citazioni, ma temo che gli autori siano giunti ad "une salade de fruits" :D L'analisi che ha condotto a tale scritto è fatta con categorie storiche a posteriori e guidate da chi conosce già le vicende in una prospettiva completa. Proprio perchè minato sui versanti geografici, etnici e culturali, il potere temporale non poteva cedere alla debolezza di quelle profezie che si autodeterminano minando, con la propaganda stessa, l'adesione al regime del potere imperiale. Personalmente non condivido l'analisi proposta; il simbolo della fenice, infatti, in nessuna cultura è mai stato associato a significati di decadenza, di debolezza o di ripiegamento riflessivo sulle proprie sciagure. La lettura che considero consona è quella del rinnovamento generazionale limitato al potere temporale e a quello dell'immortalità relativamente alla concezione che i romani avevano dell'anima; d'altro canto Roma era considerata una divinità e come tale era immortale. Enrico Di nulla Enrico, condivido appieno le tue osservazioni . . . . l’impressione di “une salade de fruits” è evidente ed il punto di vista mertoniano che sembra sposare l’autore, non è ipotizzabile :D Ne approfitto per postare un altro link, sempre sulla fenice, ma questa volta con riferimento all’imperatore Adriano (lo devo ancora leggere, però ) http://books.google.it/books?id=jbS5KHJ4uq...num=8#PPA214,M1 pag 214 ciao Modificato 5 Maggio, 2009 da denario69 Cita
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