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Guest utente3487

approfondimento I GRANDI FALSI

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sesino974

Navigando nel sito di Casa Savoia ho trovato questo interessante articolo redatto dal Dott. Simone Rocco di Torrepadula

Responsabile Numismatica Inasta s.a. (R.S.M.)

Faccio copia incolla dal sito ufficiale (non credo possano esserci problemi) :lol:

La moneta da 5 lire del 1901 è la prima moneta che reca l’effige di Vittorio Emanuele III, il “Re Numismatico”.

Nella monetazione del Regno d’Italia rappresenta senza dubbio (assieme alle 50 Lire in oro di Vittorio Emanuele II) il pezzo più emblematico ed affascinante.

La sua particolarità sta nel fatto che, a tutt’oggi, non si è ancora giunti alla conclusione se si tratta di una moneta (tesi sostenuta dai più) oppure di una prova, in quanto non emessa ufficialmente. Infatti, in base agli accordi della Convenzione Monetaria Latina, la coniazione delle monete da 5 lire, con questo modulo e peso, era stata sospesa fin dal 1878 a causa della diminuzione del valore del metallo, che comportava come conseguenza l’alterazione del sistema delle parità fisse con il corso delle monete auree.

Nonostante questa imposizione, il Re decise ugualmente di farla coniare, anche se non risulta esserci alcun decreto che ne autorizzasse né la coniazione né tanto meno la messa in circolazione.

Tuttavia, in una lettera inviata dal Re al suo tutore, il Tenente Colonnello Egidio Osio, si capisce che il Sovrano era ben conscio che la moneta a breve sarebbe diventata estremamente rara, aggiungendo poi che il conio del 5 lire era stato approntato come prova per ricavarne i coni dei moduli monetari minori. La missiva si concludeva con la previsione lungimirante che i pochi

scudi coniati sarebbero stati successivamente venduti ai collezionisti con intenti speculativi.

Troviamo poi una dichiarazione del Carboneri (Segretario della Regia Commissione Monetale) che dichiara che sono 114, anche se non risulta da alcun documento ufficiale, i pezzi ufficialmente rimasti dopo il ritiro degli altri esemplari coniati; il ritiro venne effettuato in seguito alle pressioni fatte dalla Francia, per conto dell’Unione Monetaria Latina, che si rese conto che la moneta era stata coniata unicamente a fini speculativi, in quanto era già stato stabilito da tempo che non poteva essere emessa. Con queste premesse il 5 Lire del 1901 è così diventata una moneta estremamente ambita e ricercata dai collezionisti, con quotazioni che nel corso degli anni sono andate ad aumentare fino a giungere agli attuali € 50.000 o più necessari per il suo acquisto

Dott. Simone Rocco di Torrepadula

Responsabile Numismatica Inasta s.a. (R.S.M.)

Perito Numismatico n. 927

Magari INASTA ha una copia delle missive di cui si parla :P

Sperando di aver fatto cosa gradita

Sergio

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bizerba62

"....Nonostante questa imposizione, il Re decise ugualmente di farla coniare, anche se non risulta esserci alcun decreto che ne autorizzasse né la coniazione né tanto meno la messa in circolazione."

Ma dai, su.........che ci tocca leggere................ :(

M.

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sesino974

:lol: Speravo in un tuo intervento :lol: :lol:

Sergio

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Guest utente3487

Va detto, ad onor del vero, che si è SEMPRE scritto così...da decenni....non spariamo adesso sugli ultimi arrivati....molto tempo prima altri hanno a loro volta scritto sfondoni.....

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sesino974

Non era ASSOLUTAMENTE mia intenzione sparare su nessuno, facendo una ricerca ho trovato l'articolo, ed ho pensato di copiarlo all'inizio della discussione Falsi riguradante la moneta in questione.

Sergio

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Guest utente3487

Non era ASSOLUTAMENTE mia intenzione sparare su nessuno, facendo una ricerca ho trovato l'articolo, ed ho pensato di copiarlo all'inizio della discussione Falsi riguradante la moneta in questione.

Sergio

Si lo avevo capito... :) Io direi che dovremmo sparare sul sistema di comunicazione, usato forse con troppa disinvoltura dai numismatici storici. Ovviamente sparare in senso metaforico eh :P

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