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Guest utente3487

Lire 100 e lire 20 Fascio

Risposte migliori

Guest utente3487

Si dice che per le monete imperiali VEIII si arrabbiò moltissimo, perchè lo stemma Savoia era relegato al ruolo di comprimario rispetto ai Fasci. Era il 1936. Secondo me anche questa è una leggenda metropolitana riportata poi bovinamente da tutti gli studiosi numismatici.

Infatti nel 1923, un anno dopo la marcia su Roma, già venivano emesse monete commemorative del regime con il fascio a tutto campo. Nel 1923 il regime non era così forte come nel 1936 (troppo poco un anno per consolidare una dittatura), eppure le monete sono eloquenti.

Che ne pensate?

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RobertoRomano

Sono d'accordo con te...credo che si tratti,ragionevolmente, di una leggenda metropolitana.Fasci grandi come nel 1923,infatti,non se ne videro piu'.Ma,sai,a ripetere piu' volte una cosa non vera...questa lo diventa.

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Guest utente3487

Sono d'accordo con te...credo che si tratti,ragionevolmente, di una leggenda metropolitana.Fasci grandi come nel 1923,infatti,non se ne videro piu'.Ma,sai,a ripetere piu' volte una cosa non vera...questa lo diventa.

Infatti, nel 1923 VEIII poteva benissimo opporsi a queste due emissioni....

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Ramossen

Poteva benissimo opporsi alla marcia su Roma, l'esercito aspettava solo un ordine che non arrivò mai.

Il resto è demagogia

Modificato da Ramossen

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rongom

Non bisogna però dimenticare che la serie di monete per celebrare l'impero venne direttamente commissionata da Mussolini al Romagnoli che (se non ricordo male) in sole 36 ore (o giù di li) ne presentò al duce (come mai prima era successo dato che il Re si era sempre riservato il compito di visionare e giudicare) le bozze.

La situazione in Italia all'inizio del ventennio era molto difficile, sicuramente il Re avrebbe potuto bloccare la marcia su Roma, ma quali sarebbero state le conseguenze..?

E tornando al fascio sulle monete imperiali...è vero che il fascio era un simbolo presente sulle monete emesse dal 22 in poi ma mai in contrapposizione allo stemma sabaudo..

Il significato di tale operazione porta a diverse congetture e mi sento di appoggiare la teoria che il fascismo stesse sminuendo il potere del Re e volesse sostituirsi a lui.......

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Guest utente3487

Il significato di tale operazione porta a diverse congetture e mi sento di appoggiare la teoria che il fascismo stesse sminuendo il potere del Re e volesse sostituirsi a lui.......

E il Re nel 1923 accettava supinamente di veder battere una moneta come quelle in esame?

Sarebbe interessante scoprire cosa ha scritto in proposito su queste monete. La Travaini di questo non parla....perchè non aveva elementi o volutamente?

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rongom

Il Re accettò supinamente l'introduzione del fascio come emblema di stato, riuscendo solo nell'intento di non farlo mettere sulla bandiera nazionale accanto allo stemma sabaudo, come scritto dalla Travaini (pag.212), inoltre ricordo di una lettera di VEIII nella quale esprimesa il timore di veder apparire il fascio in varie forme sulle monete.

Cosa successe, nel '23 ci furono le due monete commemorative e il BUONO da 2 lire con un bel fascio al rovescio.

Interessanti poi i commenti del Re (pag 224) riguardo la preponderanza del fascio allo stemma sabaudo...

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niko

Dal punto di vista storico ci sarebbe molto da scrivere sul rapporto tra Vittorio Emanuele III e Mussolini, un rapporto cordiale ma mai amichevole: pur essendo cugini il Re continuava a trattare Mussolini in modo deferente e con profondo rispetto e fiducia.

Il Re sapeva benissimo chi era quel personaggio, già prima del '22. Leggeva i suoi articoli ed era ammaliato dalla sua figura carismatica.

Nel 1922 non intervenì forse perchè reputava Mussolini il suo uomo, colui che avrebbe riorganizzato l'assetto politico italiano. Inoltre vi era l'incubo di una minaccia rossa.

(v. discorso con Facta "Qui occorre che uno di noi due si sacrifichi")

I rapporti si fecero più tesi con gli anni, Mussolini voleva sbarazzarsi del Re e lo diceva apertamente: invidiava Francisco Franco e Hitler, che non avevano tra i piedi una Monarchia (anche se ormai era una Monarchia fantasma, sorda e muta).

Il Re nel '36 si arrabbiò perchè per la prima volta (come dice bene Rongom) non era lui ad autorizzare quell'emissione, ed anzi, fu Mussolini stesso a commissionarla senza il parere del Sovrano, che teneva più a sottigliezze del genere che non a questioni di maggior peso e più importanti.

_

Saluti,

N.

Modificato da niko

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Guest utente3487

Il Re nel '36 si arrabbiò perchè per la prima volta (come dice bene Rongom) non era lui ad autorizzare quell'emissione, ed anzi, fu Mussolini stesso a commissionarla senza il parere del Sovrano, che teneva più a sottigliezze del genere che non a questioni di maggior peso e più importanti.

Mica volete farmi credere che le 100 e 20 lire fascio sono state idea di VEIII? Se questo fosse vero, dal punto di vista storico sarebbe un atto gravissimo di deferenza verso il regime..

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rongom

Mi guardo bene dal dire che furono un'idea del Re, solo che ne accettò bene o male l'emissione.

Basta tener di conto che la precedente emissione di monete commemorative celebrava il cinquantenario dell'unità d'Italia, le seguenti i 25 anni di regno di VEIII e successivamente una per il decennale della vittoria della grande guerra.

Queste due monete celebravano appena un'anno di governo fascista, che come importanza era notevolmente inferione nella storia d'Italia rispetto alle altre emissioni.

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Guest utente3487

Mi guardo bene dal dire che furono un'idea del Re, solo che ne accettò bene o male l'emissione.

Basta tener di conto che la precedente emissione di monete commemorative celebrava il cinquantenario dell'unità d'Italia, le seguenti i 25 anni di regno di VEIII e successivamente una per il decennale della vittoria della grande guerra.

Queste due monete celebravano appena un'anno di governo fascista, che come importanza era notevolmente inferione nella storia d'Italia rispetto alle altre emissioni.

Infatti non me lo spiego proprio....

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RobertoRomano

A Re Vittorio non sembrava vero che fosse arrivata una persona in grado di mettere le cose a posto,dopo la tragedia della guerra e lo stato prerivoluzionario degli anni 1919-1922.SIcuramente e' da interpretare come un segno di cortesia verso il nuovo movimento politico,che aveva preso il sopravvento su tutti gli altri.Vorrei anche evidenziare il fatto che,su molte monete prefasciste,lo stemma di Casa Savoia non compaia affatto!

Modificato da RobertoRomano

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niko

A S.M. il Re interessava la tranquillità, e Mussolini gliela diede.

(Altri motivi:)

  • La Regina Margherita aderì entusiasta al Fascismo e così altri membri di Casa Savoia.
  • La paura di esser sostituito era forte.

Mica volete farmi credere che le 100 e 20 lire fascio sono state idea di VEIII? Se questo fosse vero, dal punto di vista storico sarebbe un atto gravissimo di deferenza verso il regime..

v. anche RIN 2008 pp. 333-352.

Vado a leggere un po' :)

N.

Modificato da niko

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bizerba62

"A S.M. il Re interessava la tranquillità, e Mussolini gliela diede."

Mah, chiamala tranquillità.................io penso che la monarchia sabauda venne letteralmente travolta dal movimento fascista che, inutile nasconderselo, godeva di ampia adesione in vari settori della società.

In una situazione caotica quale quella dei primi anni '20, se il Re avesse bloccato la marcia su Roma avremmo forse assistito ad un vero e proprio "colpo di Stato" da parte del Duce; intendiamoci, il "golpe" c'è stato lo stesso ma almeno si sono salvate le apparenze......

Il Re è sempre stato uno zimbello nelle mani del fascismo..........una fra tante: che mi dite della promulgazione delle leggi razziali?

Almeno in quel caso il Re, se avesse avuto davvero gli attributi, avrebbe potuto evitare una simile, vergognosa, corresponsabilità storica con il regime.

Per carità, quel genere di monarchia è anche peggio della pur scassata forma repubblicana.

M.

Modificato da bizerba62

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RobertoRomano

Dopo OTTANTA anni sarebbe il caso di studiare serenamente la storia e non prefabbricarsene una...I rapporti tra Re e Duce,furono sempre improntati al massimo rispetto istituzionale...Dal 1922 al 1938,almeno,Vittorio Emanuele e Mussolini vissero una "luna di miele" quasi mai scossa da eventi politicamente significativi,godendo del consenso popolare quasi unanime.Il Re aveva per il Duce un enorme rispetto e deferenza,dovuti anche al fatto che era cosciente della superiore levatura di quest'ultimo,forte dell'enorme prestigio che riscuoteva in Italia ed all'estero,incomparabile rispetto al suo.

Forse il primo litigio ci fu quando il Parlamento decise di assegnare ai due lo stesso grado militare di Maresciallo dell'Impero,cosa che irrito' tantissimo il Savoia.Ma il Re ha goduto,fino all'ultimo di tutte le sue prerogative regali,assegnategli dallo Statuto.E non era uno zimbello,visto che fu lui a fare fuori Mussolini e non viceversa...quando decise di farlo...Formalmente revoco' il suo Primo Ministro.Quello che non era assolutamente giustificato e che fu un gesto illegale, fu l'arresto in casa sua...

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bizerba62

"Dopo OTTANTA anni sarebbe il caso di studiare serenamente la storia e non prefabbricarsene una..."

Concordo.

"Il Re aveva per il Duce un enorme rispetto e deferenza,dovuti anche al fatto che era cosciente della superiore levatura di quest'ultimo.."

Mah, sulla "superiore levatura" di quel personaggio, la storia ha già fornito i suoi responsi; è vero che a distanza di anni ed in un altro clima, si può riflettere con molto più distacco su quel periodo storico. Magari sono meno distaccati coloro che hanno perduto in guerra figli, mariti e familiari e che oggi, nonostante il tempo passato, non sono ancora propensi a dimenticare.

Il duce perse di fatto il suo incarico di capo del governo con il voto contrario del Gran Consiglio espresso nella seduta del 25.7.1943 e solo dopo venne fatto arrestare dal re.

Mi chiedo ancora oggi cosa sarebbe accaduto se il G.C. avesse sostenuto il duce..................

Dopodichè, con grande senso dello Stato, all'indomani dellarmistizio dell'8.9.1943, il Re, il Capo del Governo (Generale Badoglio), alcuni esponenti della Real Casa, del Governo e dei vertici militari,, scapparono a Brindisi, lasciando il Paese in un clima di assoluta incertezza.

"La fretta con la quale la fuga fu realizzata comportò l'assenza di ogni ordine e disposizione alle truppe e agli apparati dello Stato utile a fronteggiare le conseguenze dell'Armistizio, pregiudicando gravemente l'esistenza stessa di questi nei convulsi eventi bellici delle 72 ore successive."

Questi sono i sentimenti di dignità e la fierezza che la nostra monarchia ha saputo trasmettere al popolo italiano?

P.S. A proposito; si dice che Mussolini, liberato dai tedeschi dalla sua prigione sul Gran Sasso, definì il re (che lo aveva fatto arrestare) come "il più grande traditore della storia d'Italia".

Chissà se questa notizia è vera?

M.

Modificato da bizerba62

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gufetto

Scusate, ma avete idea di chi votò il governo Mussolini? di chi lo sostenne ? Andate a rileggere gli atti parlamentari e poi ne riparliamo...gli stessi che poi troviamo all'indomani del referendum istituzionale...altro obbrobrio della scienza giuridica, referendum vinto a tavolino dalla Repubblica. Riflettiamo...

Saluti,

Giuseppe.

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Guest utente3487

Tutti discorsi corretti, ma direi che sarebbe meglio attenersi all'argomento di questa discussione e riformulo il quesito: possibile che VEIII, molto attento alla monetazione, abbia accettato supinamente l'emissione di queste due monete commemorative? Ci vorrebbero le carte dell'epoca per capire cosa è realmente accaduto. Perchè VEIII sicuramente avrà commentato l'inserimento in collezione di questi due pezzi, tra l'altro accompagnati da alcune prove.

Secondo me non vennero accettate di buon grado, così come i buoni metallici, ma purtroppo c'è il buio per quello che concerne i suoi commenti sulla vicenda....

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niko

Appunto, studiamo serenamente la storia... Mai letto a proposito del carattere di veIII? un re con problemi fin dalla nascita, cresciuto all'interno di una famiglia sulla carta, cresciuto tra libri e scrittoi, un bimbo introverso ed infelice...

prima di parlare meglio documentarsi.

ed ora passate pure a parlare dei fasci...

N.

Modificato da niko

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Guest utente3487

un bimbo introverso ed infelice...

Pensa però a quanti suoi coetanei sono morti in tenera età per mancanza di cure, per denutrizione e altro ancora...senza un giocattolo o una carezza....introverso e infelice VEIII? Può anche darsi, ma non posso compatirlo più di tanto...

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rongom

Se è per questo (Dalle sue lettere a Osio), non voleva neanche la reggenza.......

Però sarebbe meglio come suggerisce Elledi non discostarsi troppo dall'argomento...

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Guest utente3487

Ripensando ai buoni da 1 e 2 lire, curioso come quello da 1 lira abbia solo lo scudetto della monarchia, ma nessun riferimento a VEIII, mentre quello da 2 lire oltre ad un grandissimo fascio riporta l'effige di VEIII. Anche queste frutto di un compromesso? Pare di sì, visto che come impronte queste due monete sono completamente diverse.

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rialex

interessante discussione. a mio avviso la personalità di vittorio emanuele è sempre stata di un personaggio debole... che non ha mai saputo prendersi le proprio responsabilità; un voltagabbana che a seconda delle esigenze cambiava continuamente le sue idee( la più vergognosa 8 settembre '43)... mussolini a mio avviso esercitava una forte pressione sul pensiero di vittorio emanuele che si vedeva davanti un personaggio che era riuscito a prendere con sè diversi"incavolati" della vittoria mutilata e l'avvento di nuovi giovani affascinati dal carisma del duce. la scelta delle monete penso sia frutto di un compresso fra il re e la pressione che il duce faceva su di esso per invitarlo a mettere fasci littori ovunque... simboli di forte identità e sicurezza per un paese che aveva nonostante l'unità d'italia.. tante discrepanze come quelle dialettali e culturali.. questa è la mia idea...

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enzuccio_gdl

secondo me bisognerebbe anche tenere presente una cosa... I due fasci del 1923 sono monete commemorative e destinate già in partenza ai collezionisti, quelle della serie impero sono invece destinate alla circolazione... le due cose sono ben diverse..

aggiungo solo una postilla sui rapporti monarchia/fascismo: parlare di reciproco rispetto e corretezza istituzionale mi pare francamente eccessivo.. Mussolini fin dai primi tempi dovette venire a patti col sovrano soltanto perchè obbligatovi dalle circostanze. Gli urti fra i due non si contano, alcuni anche molto violenti. E' stato giustamente ricordato l'episodio della nomina di Maresciallo dell' Impero conferita sia al duce che al sovrano, ma altre e più importanti ingerenze erano state operate da Mussolini nei riguardi dell'istituto monarchico e dello stesso statuto albertino. Giusto per citare un caso significativo la riforma del gran consiglio del fascismo del 1928 che attribuiva a questo organo la facoltà di esprimere opinioni vincolanti in materia di successione al trono e di altre prerogative regie.

Tra i due chi fu "rispettoso" fu soltanto Vittorio Emanuele III, che tollerò Mussolini per un'inveterata abitudine di casa Savoia di servirsi di chiunque fosse in grado di garantirla al potere( i rapporti di Vittorio Emanuele II con Cavour e in generale con la classe dirigente liberale sono a tal proposito eloquenti...)

Mussolini, da parte sua, finse rispetto solo laddove capiva che non poteva spingersi oltre, ma non è assolutamente un mistero che negli ultimi anni stesse ormai pensando seriamente alla liquidazione della monarchia, progetto poi abbandonato a causa degli impellenti impegni bellici della seconda guerra mondiale..

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rialex

Mussolini, da parte sua, finse rispetto solo laddove capiva che non poteva spingersi oltre, ma non è assolutamente un mistero che negli ultimi anni stesse ormai pensando seriamente alla liquidazione della monarchia, progetto poi abbandonato a causa degli impellenti impegni bellici della seconda guerra mondiale..

così nelle monete al posto di VEIII avremmo visto Mussolini con l'elmetto =) ...cmq interessante... non avevo mai sentito questa cosa

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