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latino

MODENA FRANCESCO I D'ESTE R 3 ?

Risposte migliori

latino

buonasera chiedo agli esperti se è giusta la catalogazione di questa moneta come R 3

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rick2

secondo me si

pero come monete di modena non e` una delle monete piu rare.

se usi una classificazione universale R3 ci sta senza problemi

secondo me scenderebbe a R2 se la confronti solo con monete di Modena

per esempio il filippo di milano di carlo II sarebbe un R2 in classificazione universale , ma e` solo C nelle monete di Milano , perche` e una delle monete piu` comuni di Milano

spero di avere espresso il concetto

ciao

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latino

ciao,posso aver capito quello che dici, ma non capisco come una moneta rara,possa diventare comune,a parte dopo un improvviso ritrovamento come a volte capita per alcune monete romane, voglio dire se acquisti una moneta in America e la stessa moneta in Italia penso che il grado di rarità resta invariato,o mi sbaglio? saluti

Latino ;)

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rick2

ciao,posso aver capito quello che dici, ma non capisco come una moneta rara,possa diventare comune,a parte dopo un improvviso ritrovamento come a volte capita per alcune monete romane, voglio dire se acquisti una moneta in America e la stessa moneta in Italia penso che il grado di rarità resta invariato,o mi sbaglio? saluti

Latino ;)

Non e` quello che dicevo

per farti un altro esempio ti mando sui cataloghi di questo sito. in particolare quello di mantova curato da Paolino

sul catalogo ci sono monete che lui classifica come comuni , perche sono monete che saltano fuori con regolarita` , il problema che una comune di mantova (come definita da Paolino) e un R2 classico , perche le monete di mantova sono rare in se e quelle che saltano fuori sono poche.

questa e` lo stesso , R3 ci sta tuttto secondo me , comunque tra le monete di modena ce ne sono di piu rare , questa e` una che ogni tanto salta fuori.

tutto qui

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rick2

dipende dalla scala che usi.

la rarita e` anche molto soggettiva

ciao

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latino

ok!! questione chiarita!!!!!!!! saluti

Latino :D

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Paolino67

La rarità di una moneta non è legata solo agli esemplari presenti sul mercato, ma alla richiesta che questi esemplari hanno. Per questo sarebbe più corretto parlare di reperibilità. E' ovvio che qualsiasi moneta di Modena o di altre zecche minori è presente sul mercato in numero notevolmente più basso rispetto a monete come ad esempio quelle del regno, ma quelle del regno hanno una richiesta notevolmente più alta che va ad influire sugli indici di reperibilità.

Detto questo, l'Alfa è un pessimo catalogo, che spesso oltre che le quotazioni si inventa pure le rarità delle monete. Il MIR, tendenzialmente più realistico, cataloga questa tipogia (con legenda del R/ QVEM GENVIT ADORAVIT) come R, mentre R3 è catalogata la tipologia similare ma con legenda AVERTISTI IRAM INDIGNATIONS. Non conosco il mercato di questa monete quindi non so dire chi dei due abbia ragione, ma io mi fiderei più del MIR che dell'Alfa, che quando ha pubblicato la zecca di Mantova non ha beccata una rarità che fosse una (per non parlare delle quotazioni).

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rick2

concordo con Paolino

un altro modo di intendere la rarita` e quello di basarsi sul numero di pezzi esistenti

con R5 da 1 a 10 pezzi conosciuti

R4 da 10 a 100

R3 da 100 a 1000

R2 da 1000 a 10000

R da 10000 a 100000

NC da 100000 a 1000000

C oltre 1 milione

in questo caso credo la tua sia R3 senza problemi.

come lo sono molte molte altre del 600 di tutta europa , comprese tante che paolino mette come comuni :)

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rick2

poi pero attenzione perche il numero di pezzi esistenti non lo sa` nessuno , lo poui solo dedurre dall esperienza e dai passaggi

ciao

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Paolino67

un altro modo di intendere la rarita` e quello di basarsi sul numero di pezzi esistenti

Ma assolutamente no, questo è un modo spannometrico di catalogare le rarità che può andar bene per il regno ma di certo non per le zecche minori. Ripeto, secondo te un R2 del regno è uguale ad un R2 di Mantova o Modena? No di sicuro, perchè diversi sono i numeri. I numeri che hai postato possono andar bene per le decimali dal regno d'Italia in poi, per le zecche italiane gli indici sono completamente diversi.

Bisogna mettersi in testa che gli indici di rarità che vengono riportati sui cataloghi (compreso il nostro catalogo online) sono indici puramente commerciali, che nulla hanno a che vedere con la reale rarità numismatica. Ti faccio un esempio: se di una singola tipologia esistono 500 pezzi catalogati, ma sono tutti richiusi e fermi in musei in giro per il mondo, che rarità affibbi a questa moneta? Numismaticamente non è affatto rara, ma commercialmente è un R5 anzi R6, perchè non c'è alcun pezzo disponibile sul mercato. Inoltre per le monete rare la rarità muta nel tempo, e non solo a causa di ritrovamenti. Il mercato di certe monete è talmente ristretto che basta che che 20 pezzi (di una tipologia R4 o R5) fermi da anni in collezioni private vengano riversati contemporaneamente sul mercato per creare un collasso della rarità (commerciale) di questa moneta.

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rick2

un altro modo di intendere la rarita` e quello di basarsi sul numero di pezzi esistenti

Ma assolutamente no, questo è un modo spannometrico di catalogare le rarità che può andar bene per il regno ma di certo non per le zecche minori. Ripeto, secondo te un R2 del regno è uguale ad un R2 di Mantova o Modena? No di sicuro, perchè diversi sono i numeri. I numeri che hai postato possono andar bene per le decimali dal regno d'Italia in poi, per le zecche italiane gli indici sono completamente diversi.

Bisogna mettersi in testa che gli indici di rarità che vengono riportati sui cataloghi (compreso il nostro catalogo online) sono indici puramente commerciali, che nulla hanno a che vedere con la reale rarità numismatica. Ti faccio un esempio: se di una singola tipologia esistono 500 pezzi catalogati, ma sono tutti richiusi e fermi in musei in giro per il mondo, che rarità affibbi a questa moneta? Numismaticamente non è affatto rara, ma commercialmente è un R5 anzi R6, perchè non c'è alcun pezzo disponibile sul mercato. Inoltre per le monete rare la rarità muta nel tempo, e non solo a causa di ritrovamenti. Il mercato di certe monete è talmente ristretto che basta che che 20 pezzi (di una tipologia R4 o R5) fermi da anni in collezioni private vengano riversati contemporaneamente sul mercato per creare un collasso della rarità (commerciale) di questa moneta.

Appunto la rarita` e soggettiva !

pero puo servire un indice generale.

se arrivano 20 pezzi il prezzo cala temporaneamente , poi in 2 3 anni ritorna quasi al prezzo di prima

ciao

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rick2

comunque Paolino il problema e` che come dici tu` si crea il problema opposto

cioe che una moneta R2 del regno viene ad essere piu comune di una Comune degli stati preunitari che non e vero.

dovrebbero esserci 2 scale di rarita` come dicevo all inizio.

una assoluta

ed una relativa alla zecca e/o al periodo.

ciao

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Paolino67

dovrebbero esserci 2 scale di rarita` come dicevo all inizio.

una assoluta

ed una relativa alla zecca e/o al periodo.

No: se due scale devono essere, una dovrà essere puramente numismatica (che quindi non tiene conto in alcun modo del mercato ma diventa unicamente un censimento dei pezzi esistenti. Peraltro una scala del genere è quasi impossibile da poter fare) e quella attuale legata agli andamenti di mercato.

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rick2

No: se due scale devono essere, una dovrà essere puramente numismatica (che quindi non tiene conto in alcun modo del mercato ma diventa unicamente un censimento dei pezzi esistenti. Peraltro una scala del genere è quasi impossibile da poter fare) e quella attuale legata agli andamenti di mercato.

appunto !

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latino

il catalogo alfa riporta un unica data 1657 ,ma ci sono anche altre date per la solita moneta ?

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rick2

penso ci sia anche il 1658

ci sono anche 1631 1634 e non datata di tipo diverso

ciao

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Paolino67

Non ho il MIR davanti, ma ricordo che ci sono due date, pare anche a me 1657 e 1658. La tipologia con legenda diversa (che è quella R3, e si differenzia pure perchè la vergine non è nimbata)) è invece senza data.

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