eg1979 Inviato 3 Marzo, 2010 #1 Inviato 3 Marzo, 2010 Domanda da sei milioni di dollari. Mi spiegate bene il funzionamento di una zecca romana imperiale del terzo secolo? Com'era organizzata? Quali erano i ruoli? Chi decideva le emissioni? Quale rapporto c'era tra le officine? Cosa dire degli scalptores? Inoltre: c'era mobilità di personale tra una zecca e un'altra? E spostamenti di zecche intere? Cita
Arka Inviato 4 Marzo, 2010 #2 Inviato 4 Marzo, 2010 Quando Costantino I sposta la sua capitale a Costantinopoli, si porta dietro l'intera zecca di Ticinum. Cita
Fufieno Inviato 4 Marzo, 2010 #3 Inviato 4 Marzo, 2010 Nel III secolo, quando si spostava l' imperatore (non era quasi mai a Roma, causa continue campagne) si spostava anche una buona parte di zecca per coniare monete destinate al pagamento dei soldati, e anche per la loro fedeltà. Saluti. Fuf. Cita
gpittini Inviato 4 Marzo, 2010 #4 Inviato 4 Marzo, 2010 DE GREGE EPICURI La storia delle zecche nel 3° secolo è complicatissima, non si può certo riassumerla qui. Ti cito solo alcuni aspetti: -il funzionamento di moltissime zecche coloniali per i Severi, Gordiano 3°, Filippo e Figlio, fino a Valeriano e Gallieno. -la coniazione di numerosi antoniniani in zecche balcaniche e orientali (Siscia, Cizico...) non sempre di facile identificazione. -tutta la vicenda della zecca di Milano per Claudio 2°, Quintillo e soprattutto Gallieno (compresi gli antonin. legionari). -la riforma di Aureliano e la rivolta della zecca di Roma, lunga e cruenta. -le zecche galliche durante il "regno delle Gallie". Il funzionamento interno non credo fosse molto differente rispetto alla fine del 2° secolo, riforma di Aureliano a parte: dovresti cercare qualcosa sul tema in generale. Cita
eg1979 Inviato 8 Marzo, 2010 Autore #5 Inviato 8 Marzo, 2010 DE GREGE EPICURI La storia delle zecche nel 3° secolo è complicatissima, non si può certo riassumerla qui. Ti cito solo alcuni aspetti: -il funzionamento di moltissime zecche coloniali per i Severi, Gordiano 3°, Filippo e Figlio, fino a Valeriano e Gallieno. -la coniazione di numerosi antoniniani in zecche balcaniche e orientali (Siscia, Cizico...) non sempre di facile identificazione. -tutta la vicenda della zecca di Milano per Claudio 2°, Quintillo e soprattutto Gallieno (compresi gli antonin. legionari). -la riforma di Aureliano e la rivolta della zecca di Roma, lunga e cruenta. -le zecche galliche durante il "regno delle Gallie". Il funzionamento interno non credo fosse molto differente rispetto alla fine del 2° secolo, riforma di Aureliano a parte: dovresti cercare qualcosa sul tema in generale. Fondamentalmente vorrei partire dalla riforma di Aureliano, comunque Cita
eg1979 Inviato 10 Marzo, 2010 Autore #6 Inviato 10 Marzo, 2010 Nell'interessantissimo testo di Gonzalbes-Ripolles leggiamo: "2. La fabricación de cuños en serie se relacionaría, en principio, con producciones masivas que mantuvieron un estilo muy homogéneo. En este caso hay que tratar dos cuestiones sobre su fabricación: la posible distribución de modelos o patrones que sirviesen como pauta a los grabadores y las técnicas que pudieron contribuir a conseguir más cuños con menos trabajo. Por lo que respecta a la difusión de modelos, Göbl señaló que los tipos de las monedas sasánidas serían distribuidos entre las diferentes cecas en forma de monedas de muestra o de dibujos[ 89]. La similitud entre los retratos romanos imperiales de diferentes cecas, muy semejantes a pesar de la distancia que las separaba, es el mejor argumento para defender que utilizaron 17 un modelo común. En Lugdunum se detecta que los grabadores recibieron un nuevo retrato en el 11 a.C., al igual que sucede en otras cecas en momentos del reinado de Tiberio, Claudio y Nerón[ 90]. Un episodio de la Historia Augusta narra como de ciertas monedas emitidas a nombre de Victoria, que no han llegado hasta nosotros, existía una forma (¿cuño, molde, imagen?) que se conservaba entre los treviros[91]. En el bajo imperio existía un protocolo de transmisión de la imagen imperial, conservado en un texto donde se indica como las imagines se enviaban a Constantinopla[92];en el 467, Antemio envió a Leo el Grande su imago laureata, y una vez aceptada se distribuyeron las de ambos por todo el imperio." (M. Gozalbes – P.P. Ripollès, "La fabricación de moneda durante la Antigüedad", in Actas del XI Congreso Nacional de Numismática, Zaragoza, 2003) Abbiamo prove su come i rovesci, o i ritratti, o comunque le rappresentazioni di come una moneta dovesse apparire venivano diffusi alle varie zecche? La Estiot in un suo testo, a prova del fatto che Tacito sia passato in Gallia (cosa non confermata dalle fonti storiche!) , dice che il ritratto delle sue monete per Lugdunum è così ben fatto e i dettagli sono così precisi che deve essere stato, diciamo, preso dal vivo... live Ma questo raggionamento mi convince poco. Cosa potete dirmi in proposito? Grazie Emanuele Cita
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