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eracle62

Ferdinando IV 120 Grane del 1816

Risposte migliori

eracle62

Spero di fare cosa gradita postanto questo simpatico esemplare.........

Dimenticavo data molto importante.................

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2006augustod

Ho seguito una precedente discussione su una moneta analoga però non riesco ancora a distinguere il numero delle "brattee" (scusate ma che sono le brattee?); abbiate pazienza della lacuna - spero di colmarla grazie al Vs. apporto.

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favaldar

Stupenda!"

:rolleyes::wub:

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JunoMoneta

Ho seguito una precedente discussione su una moneta analoga però non riesco ancora a distinguere il numero delle "brattee" (scusate ma che sono le brattee?); abbiate pazienza della lacuna - spero di colmarla grazie al Vs. apporto.

Vedo che le piastre del '16 ultimamente sono di moda!!! :D

Augusto, non posso che venirti incontro! Anch'io molti anni fa lessi per la prima volta questo termine su un articolo di CN che presentava una rarissima piastra di questo tipo in bassa conservazione, rinvenuta fortunosamente dall'estensore del pezzo su una bancarella...anch'io saltai sulla sedia...cos'è una "brattea"????

Si tratta di un lambiccato termine botanico che indica quelle foglioline tenere che si manifestano in prossimità di un fiore in procinto di sbocciare o di una spiga. Nel caso della celebre piastra, sono quelle più piccole. (dal lat. bractea, sfoglia o anche lamina di metallo).

Resto ancora dubbioso su come vada correttamente formato il plurale di questo sostantivo. Perchè l'accento al singolare va sulla prima A: bràttea e NON brattèa. Dire quindi al plurale bràttee non avrebbe senso perché la seconda E sarebbe praticamente non udibile. La mia opinione è che il plurale sia semplicemente bràtte. Chiedo soccorso ai linguisti del sito.

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JunoMoneta

Molto bella la piastra di Eracle, ma mi sembra il tipo "regolare", con poche bratte e scudo ovale. L'unica variante di rilevo che sono riuscito ad individuare è il punto dopo il millesimo.

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JunoMoneta

Approfitto per postare un secondo esemplare simile, ma con interessanti variazioni di legenda:

IMG_0001-17.jpgIMG_0002-12.jpg

Di questo millesimo (escluse ribattute) il Pagani cataloga ben 6 varianti minori, di cui una piuttosto rara con giglio tra stellette sul contorno.

Quella da me linkata in foto risponde al Pagani 69 d, con il punto dopo REX e senza punto dopo la data. Interessante rilevare come la punteggiatura di questa tipologia consista in realtà in piccole ed eleganti losanghe.

La piastra di Eracle è invece catalogata al Pagani 69 e, con punto dopo la data...anche se dovrebbe esserci un punto anche dopo REX che tra i riflessi della plastica non riesco a vedere.

Interessanti in questo tipo sono lo scudo finalmente ovale come da decreto (lo era stato precedentemente solo sulle piastre del 1766-67), ma ancora incompleto a partizioni e la curiosa grafia "ibrida" per cui al diritto le U sono tutte scritte alla "latina" V, mentre al rovescio c'è una perfetta U.

L'effigie al diritto è un capolavoro di Filippo Rega, massimo incisore di pietre dure in epoca neoclassica, allora a capo del gabinetto di incisione. Ho sempre creduto che la celebre variante con i "capelli mossi" del 1815 sia stata frutto di un tentativo di adattamento alla nuova piastra della vecchia effigie "all'eroica" del 1805: la capigliatura è quasi identica e anche l'espressione del sovrano e più simile a quella del 1805 che all'effigie successiva. Evidentemente il tipo "all'eroica" non si adattava altrettanto bene ad un tondello "spianato", senza "ruote di carro". Si scelse quindi l'effigie più solenne, pettinata e composta che compare sulla maggior parte delle piastre e mezze piastre del 1815-16. Del resto, l'effigie più austera e meno sbarazzina si adattava meglio ad un sovrano da poco divenuto "primo" della serie (quella delle Due Sicilie) e rimasto recentemente vedovo. Un sovrano che aveva abbondantemente superato gli "anta" e che, invece di andare in ritiro a San Leucio, ultimamente prediligeva scappatelle molto più sobrie e "monogame", anzi addirittura "morganatiche".

Una caratteristica che mi è capitato di riscontrare di frequente su queste piastre è lo sgocciolamento di escrescenze di metallo, come al diritto dell'esemplare da me postato (su HIER). Personalmente è un difetto che alle volte riesce a piacermi, un "dripping" alla Jackson Pollock che ad esemplari ben conservati conferisce una particolare "freschezza", come se fossero appena stati "sfornati". Peccato invece per quel bordo deturpato al rovescio ore 11...

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francesco77

Ecco, a voi i commenti.

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magicoin

Approfitto per postare un secondo esemplare simile, ma con interessanti variazioni di legenda:

IMG_0001-17.jpgIMG_0002-12.jpg

Di questo millesimo (escluse ribattute) il Pagani cataloga ben 6 varianti minori, di cui una piuttosto rara con giglio tra stellette sul contorno.

Quella da me linkata in foto risponde al Pagani 69 d, con il punto dopo REX e senza punto dopo la data. Interessante rilevare come la punteggiatura di questa tipologia consista in realtà in piccole ed eleganti losanghe.

La piastra di Eracle è invece catalogata al Pagani 69 e, con punto dopo la data...anche se dovrebbe esserci un punto anche dopo REX che tra i riflessi della plastica non riesco a vedere.

Interessanti in questo tipo sono lo scudo finalmente ovale come da decreto (lo era stato precedentemente solo sulle piastre del 1766-67), ma ancora incompleto a partizioni e la curiosa grafia "ibrida" per cui al diritto le U sono tutte scritte alla "latina" V, mentre al rovescio c'è una perfetta U.

L'effigie al diritto è un capolavoro di Filippo Rega, massimo incisore di pietre dure in epoca neoclassica, allora a capo del gabinetto di incisione. Ho sempre creduto che la celebre variante con i "capelli mossi" del 1815 sia stata frutto di un tentativo di adattamento alla nuova piastra della vecchia effigie "all'eroica" del 1805: la capigliatura è quasi identica e anche l'espressione del sovrano e più simile a quella del 1805 che all'effigie successiva. Evidentemente il tipo "all'eroica" non si adattava altrettanto bene ad un tondello "spianato", senza "ruote di carro". Si scelse quindi l'effigie più solenne, pettinata e composta che compare sulla maggior parte delle piastre e mezze piastre del 1815-16. Del resto, l'effigie più austera e meno sbarazzina si adattava meglio ad un sovrano da poco divenuto "primo" della serie (quella delle Due Sicilie) e rimasto recentemente vedovo. Un sovrano che aveva abbondantemente superato gli "anta" e che, invece di andare in ritiro a San Leucio, ultimamente prediligeva scappatelle molto più sobrie e "monogame", anzi addirittura "morganatiche".

Una caratteristica che mi è capitato di riscontrare di frequente su queste piastre è lo sgocciolamento di escrescenze di metallo, come al diritto dell'esemplare da me postato (su HIER). Personalmente è un difetto che alle volte riesce a piacermi, un "dripping" alla Jackson Pollock che ad esemplari ben conservati conferisce una particolare "freschezza", come se fossero appena stati "sfornati". Peccato invece per quel bordo deturpato al rovescio ore 11...

Ammetto la mia ignoranza sull'argomento..farò tesoro di quanto letto. Complimenti per l'ottimo esemplare.

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JunoMoneta

Ecco, a voi i commenti.

Le chiarissime foto di Francesco sono meglio di qualsiasi parola. Peraltro è molto difficile reperire due esemplari così nitidi e ben conservati e suggerisco di conservare questo "specchietto" fotografico come pietra di paragone.

Diciamo che, per distinguere i due tipi, non è tanto necessario mettersi a contare le singole foglioline, ma guardare l'insieme. Il rovescio "regolare" presenta 4 grandi foglie intervallate regolarmente, con minuscole bratte negli interstizi. La rarissima variante invece presenta una massa di foglie più compatta e uniforme, con le foglie sistematicamente degradanti verso il margine inferiore, per cui quelle in basso sono via via più piccole. Lo scudetto inoltre è più tondeggiante benché (forse) non perfettamente circolare. Altro discorso per le mezze piastre. Lì la variante la si individua immediatamente perché al posto delle bratte praticamente ci sono due felci preistoriche!

Aggiungo a commento finale una suggestiva canzonetta che il genio del popolo partenopeo partorì in occasione del ritorno del sovrano a Napoli dopo il Congresso di Vienna, mutatis mutandis:

Fosti quarto, fosti terzo,

or t'intitoli primiero.

Se continui nello scherzo,

finirai per esser zero.

Mi chiedo soltanto come mai il nuovo numerale (dovuto alla fusione delle due corone a seguito del Congresso di Vienna) compaia in numismatica solo a partire dal 1817...credo anche di aver letto qualcosa in proposito, ma devo averlo dimenticato. Qualcuno vuole rinfrescarmi la memoria?

Modificato da JunoMoneta

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francesco77

Aggiungo a commento finale una suggestiva canzonetta che il genio del popolo partenopeo partorì in occasione del ritorno del sovrano a Napoli dopo il Congresso di Vienna, mutatis mutandis:

Fosti quarto, fosti terzo,

or t'intitoli primiero.

Se continui nello scherzo,

finirai per esser zero.

Complimenti a Juniormoneta per la sua preparazione numismatica, interventi molto interessanti, io ho un carissimo amico della Sicilia Orientale che non sento da più di un anno e che in genere usa le stesse parole colorite e scherzose quando parla dei nostri grandi sovrani napoletani, sei sicuro di chiamarti Giuseppe?

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mper

Aggiungo a commento finale una suggestiva canzonetta che il genio del popolo partenopeo partorì in occasione del ritorno del sovrano a Napoli dopo il Congresso di Vienna, mutatis mutandis:

Fosti quarto, fosti terzo,

or t'intitoli primiero.

Se continui nello scherzo,

finirai per esser zero.

Complimenti a Juniormoneta per la sua preparazione numismatica, interventi molto interessanti, io ho un carissimo amico della Sicilia Orientale che non sento da più di un anno e che in genere usa le stesse parole colorite e scherzose quando parla dei nostri grandi sovrani napoletani, sei sicuro di chiamarti Giuseppe?

qui si avanza che i versetti siano di "... un anonimo poeta partenopeo poco favorevole al Re, (ma forse si trattava di Michele D'Urso) ..."

---

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JunoMoneta

Complimenti a Juniormoneta per la sua preparazione numismatica, interventi molto interessanti, io ho un carissimo amico della Sicilia Orientale che non sento da più di un anno e che in genere usa le stesse parole colorite e scherzose quando parla dei nostri grandi sovrani napoletani, sei sicuro di chiamarti Giuseppe?

Sicuro. Oltretutto sono regnicolo Citra Pharum, molto citra, quasi Marca d'Ancona. Però non chiamarmi JUNIORmoneta...te pregoo... :D Giuseppe sarebbe fantastico. Certo l'amore per il re Nasone dei regnicoli Ultra non è propriamente leggendario...e non hanno tutti i torti.

Grazie per il link con l'attribuzione a Michele d'Urso. Io credo di aver letto la filastrocca su qualche libro...forse su "Ferdinando IV e il suo ultimo amore" di Salvatore Di Giacomo, un libro di estremo interesse per il periodo della Restaurazione, a dispetto del titolo ingannevole da feuilleton.

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2006augustod

grazie juno per le risposte a dir poco esaustive, scritte in una prosa chiara ed appropriata, complimenti.

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eracle62

Interessante evoluzione argomentale su questo tondello, mi ha sempre affascinato questa piastra, forse per il nuovo look di Ferdinando alla Re Sole, al rovescio così articolato ricco di elementi.........

Ed anche per la scarsa reperibilità sul mercato, la data e molto importante come accennato, oltre che sancire il rientro di Ferdinando dopo i noti fatti Napoleonici, e di conseguenza restaurare il potere Borbonico (qui ci sarebbe da scrivere molto su questo periodo), questa magnifica piastra sarà l'ultima del Regno di Napoli, avendo lo stesso anno unito i due Regni.

Mi volevo associare a Francesco nel fare i complimenti a Giuseppe, vedo che la sua preparazione abbraccia anche l'Arte, fra l'altro uno dei miei pittori preferiti del 900, tempo fa gli dedicai anche un ritratto............ :rolleyes:

La cosa diventa veramente interessante, colgo la palla al balzo, per esprimere anch'io Giuseppe la stessa sensazione di Francesco, avendo un amico che per caratteristiche rispecchia in pieno la tua personalità.................... :)

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JunoMoneta

Grazie a te Eracle, perché ci metti sempre a parte delle tue scoperte, con una particolare disponibilità e generosità di spirito non sempre comune nel mondo del collezionismo, ma molto diffusa su questo eletto forum.

Credo tuttavia di non aver colto il riferimento al pittore di cui parli nella tua bella risposta...forse si riferisce a qualcuno che ho menzionato altrove? Ad ogni modo mi hai messo addosso una gran curiosità di vedere il tuo ritratto, e credo che molti lamonetiani condividano questo desiderio ;)

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eracle62

30wldtj.jpg

Paul Jackson Pollock (Cody, 28 gennaio 1912 – Long Island, 11 agosto 1956) è stato un pittore statunitense, considerato uno dei maggiori rappresentanti dell'Espressionismo astratto o Action Painting.

Purtroppo il quadro l'ho vendetti circa venticinque anni or sono, non trovo le immagini aimè, ma sono in possesso del bozzetto finale in originale che posto.

Modificato da eracle62

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eracle62

Per farmi perdonare vi posto un ritratto che dedicai ad un'altro grande artista del Novecento...........

Renzo Vespignani (Roma, 19 febbraio 1924 – Roma, 26 aprile 2001) è stato un pittore, illustratore, scenografo e incisore italiano.efm1d3.jpg

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JunoMoneta

Accipicchia...tutti e due splendidi, ma quello di Vespignani è stupendo. Hai colto proprio il tratto "sporco" e nodoso delle sue incisioni. Complimenti!!!

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JunoMoneta

Intanto ho colmato la mia ultima lacuna. Mi sono andato a rileggere un pò di storia e ho ritrovato la ragione per cui sulle monete del 1815-16 il re Nasone compare ancora con il numerale "quarto" di re di Napoli. Il nuovo titolo di re delle Due Sicilie con il conseguente azzeramento della numerazione infatti non è disposto direttamente negli accordi intercorsi durante il Trattato di Vienna, ma risale ad una legge dello stato borbonico successiva, la n. 565 dell'8 dicembre 1816 (legge fondamentale del regno delle Due Sicile), con cui si unificavano le due corone e si istituiva una Cancelleria generale allo scopo di sancire ulteriormente l'indivisibilità del territorio contro le crescenti mire che l'Inghilterra nutriva nei confronti della Sicilia.

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