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simone

AG Alba Fucens

Risposte migliori

simone
L'attacco degli hacker (infami... :angry: ) nel mese di agosto ha fatto andare perse delle informazioni che avevo postato su Alba Fucens. Ora le ripropongo, sperando possano essere utili a qualcuno.
Inoltre, allego le immagini di due monete (stupende!) coniate in questo insediamento.

ALBA FUCENS

Colonia latina creata dai romani alla fine del IV secolo a.C. dopo la sconfitta degli equi, Alba Fucens conserva una poderosa cinta murata tra le più complete che si conoscano. Tra la via Valeria, che attraversa la città, e la parallela via dei Pilastri si dispongono il foro, la basilica, il mercato, le terme e, più lontano, il teatro. Mentre le mura risalgono al III-II secolo a.C., l’impianto urbanistico della città che si può osservare oggi è databile alla metà del I secolo.

Gli scavi iniziarono nel 1949, per iniziativa di una missione belga, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Chieti.
Alba Fucens ripete nel suo nome un antichissimo vocabolo significante "altura": in realtà, sorta su una propaggine del monte Velino si innalza a più di 300 metri dalla sottostante pianura. Il colle dove è situata ha tre cime: San Pietro metri 993 (a sud), San Nicola metri 1022 (a nord, dove sono le rovine del castello) e Pettorino metri 990 (a est), e di esse forse la prima portava l’acropoli degli Equi, che Roma prese nel corso della seconda guerra punica. Nel 303 a.C. una colonia composta di 6000 capifamiglia fu dedotta ad Alba, che al vecchio nome aggiunse l’attributo Fucens per distinguerla dalla omonima città laziale. La popolazione di allora, computando i componenti dei nuclei familiari, può calcolarsi sulle 30.000 persone. Alla colonia risale la poderosa cinta in opera poligonale, sviluppata su 3 chilometri circa. Nel 211 a.C., mentre Annibale minacciava da presso Roma, Alba inviò 200 uomini a tutelare la capitale; ma due anni dopo, a un nuovo appello romano per ottenere aiuti, rifiutò l’invio di contingenti. Alla fine del III secolo a.C. ad Alba è confinato Siface, re di Numidia, e nel secolo successivo Perseo di Macedonia, il vinto di Pidna (168 a.C.), e Bituito, re degli Arverni (121 a.C.). Durante le guerre sociali gli alleati assediarono la vecchia colonia e forse la occuparono. In epoca sillana, è da ritenere che, in conseguenza delle rovine operate negli anni precedenti, Alba sia stata completamente rinnovata secondo un nuovo assetto urbanisitico. All’epoca della contesa tra Cesare e Pompeo essa era presidiata da 20 coorti pompeiane; durante la guerra tra Marcantonio e Ottaviano vi erano acquartierate due legioni del primo, le quali dopo Azio, tentarono una sollevazione in favore di Ottaviano, nipote di Cesare.
Nei primi secoli dell’impero, la storia della città è documentata solo dai reperti: albense si è rivelato Quinto Nevio Macrone, celebre prefetto del pretorio all’epoca di Tiberio, che succedette a Seiano di cui aveva determinato la fine. Ad Alba, alla metà del III secolo d.C., appaiono interessati membri della famiglia dell’imperatore Treboniano Gallo e cento anni dopo l’imperatore Magnenzio cura il restauro della Via Valeria che attraversa la città. Nel 537 d.C., infine Alba Fucens appare, nella narrazione di Procopio, come quartiere invernale delle truppe imperiali mosse contro gli Ostrogoti. La sua distruzione avvenne, pare, ad opera dei Saraceni nei secoli IX e X.
La cinta murata di Alba, dal punto di vista militare tra le più complete che si conoscano, è costruita in opera poligonale della quale è uno dei più notevoli esempi, ed è costituita da una cortina continua, non intervallata cioè da torri, dello spessore che va da 2,40 a 3 metri. In essa si aprono quattro porte: di San Massimo, a ovest, Fellonica, a nord-ovest e di Massa a est, tuttora in uso; la quarta, a sud-est è stata accertata dagli scavi. Nel tratto nord-ovest la cinta è doppia, e dinanzi alla più esterna appare una grandiosa terrazza rettangolare: ivi è il tratto meglio conservato della cinta.
Le porte, chiuse da saracinesche di cui restano le guide, sono “scee”, presentano cioè sopravvanzato il fianco che si trova sulla destra di chi entra, sicché dall’alto di esso i difensori potevano colpire gli attaccanti dal lato non riparato dagli scudi. La costruzione delle mura è riferibile al III-II secolo a.C.; il terrazzo è forse dell’epoca delle guerre sociali.

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cid1jazz
Ciao Simone
Perche questo articolo non lo metti in lamonetapedia?

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