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odjob

RIVISTE Cronaca Numismatica luglio/agosto 2010

Risposte migliori

odjob

Salute,

come ogni anno di questi tempi, Cronaca Numismatica viene pubblicato con la doppia mensilità di luglio ed agosto e la pubblicazione di quest'anno presenta i seguenti articoli:

"Diritto e Rovescio"Roberto Ganganelli accoglie l'invito di CoinsWeekly per la raccolta fondi ,utili per il restauro di importanti documenti numismatici che sono stati danneggiati con il crollo dell'archivio di stato di Colonia avvenuto nel marzo 2009 e,pubblicando le informazioni per devolvere denaro per questa causa,egli,ci informa sulla tiplogia di documenti numismatici andati danneggiati e dei costi per il restauro.

"Posta"fra le tante lettere pubblicate vi è la risposta di Gionata Barbieri,nostra conoscenza del forum,alla lettera pubblicata precedentemente su CN a Francesco Punzi sull'inedido Cavallo napoletano di Ferrandino.

"Lo Scaffale"in cui vi sono le recensioni sulle recenti pubblicazioni di interesse Numismatico che in questo numero vengono effettuate sul libro di Savio e Cavagna"Atti della giornata di studio .100 anni del Corpus Nummorum Italicorum"pubblicato dalla SNI;su quello di Lucia Travaini"Valori e disvalori simbolici delle monete.I trenta denari di Giuda"eletto libro del mese;su quello di Napoleone Stelluti "Monete della Zecca di Larinum,Frentrum,e Pallanum";su quello della collana editoriale Monete Italiane Regionali delle edizioni Varesi riguardante la monetazione napoletana,curato dal nostro Davide Fabrizi;su quello di Bianchimani"Le Zecche italiane nella storia degli studi";sui cataloghi "Unificato;monete e cartamoneta 2010/2011"e di Gaudenzi ed Attardi"Prove-Varianti-Errori-Falsi-Nelle monete dei Savoia.Vittorio Emanuele III Volume Secondo"ed anche sulle altre riviste del settore ,italiane ed estere.

"Monete nella rete"di Ganganelli,che ci illustra il sito web del Munzkabinett del museo di Berlino.

"I nostri soldi"di Giulio Gianelli che parla sull'istituzione di un sistema centralizzato europeo che controlli i conti pubblici;della necessità di integrare le strategie di bilancio dei vari paesi,della forza dei sindacati nei sistemi democratici e dell'economia di mercato italiana .

"Una moneta al mese"di Enrico Piras,a pag.28,in cui ci parla di una moneta sarda inedita e precisamente di un Asse coniato in Sardegna risalente alla Repubblica Romana.

"Una banconota al mese"di Cesare Brignole che ci parla delle vicissitudini della Prima Guerra Mondiale e ci illustra un 50 Bani rumeno .

"Una medaglia al mese"a cura di Giancarlo Altieri che ci parla del terremoto del 1832 che sconvolse l'Umbria e della ricostruzione e restaurazione del Duomo di Orvieto,prendendo spunto da una medaglia dell'incisore Giacometti(incisore pontificio)che celebra il restauro dello storico Duomo.

"Circoli ed Associazioni"vi sono notizie riguardanti i circoli di Assisi,Aosta,Vicenza e sulle associazioni SNI e AIAM.

"I Sesterzi di Giovanni Cavino"il titolo di quest'articolo è messo in evidenza anche in copertina ed è scritto da Roberto Salati.L'autore ci parla dell'opera dell'illustre medaglista ed orafo padovano vissuto nel XVI secolo il quale produsse delle perfette imitazioni di antiche monete romane che sono molto ricercate dai collezionisti.

"Trifollari siciliani:una nuova contromarca inedita"a pag.44 di Danilo Mauceri.Continua lo studio di Danilo Mauceri sulle contromarche dei Trifollari siciliani ed in questo articolo ci parla di un Trifollaro con contromarche arabe.

"L'introduzione dello Scudo nella Milano rinascimentale"di Antongiulio Fusi Rossetti che cerca di chiarire se fu Francesco I D'Angouleme o Luigi XII ad importare in Lombardia il nominale che già era in uso in Francia dal XIV secolo.

"Le monete napoletane di Carlo II e un inedito Tarì del 1683"del nostro Francesco Di Rauso,in cui ,in questa prima parte del suo articolo,ci parla di un inedito Tarì di Carlo II con al R/globo con fascio e cornucopia datato 1683,dell'evoluzione tecnologica della Zecca di Napoli e dell'incisore Giovanni Hamerani,che come è noto,lavotò per i Pontefici del suo tempo ma ,pare,anche per Napoli.

"Euro:quanti sono gli stranieri in Italia?"a pag.58 ricerca effettuata da Gianni Graziosi per sapere,aiutato anche dalla statistica,quante monete da 1 Euro straniere riusciva a ricevere tramite la normale veicolazione della moneta nel suo portafogli ed ha analizzato ben 1114 monete che ha ricevuto con i normali acquisti quotidiani nella città di Modena da gennaio a marzo 2010.

"Tra Verona e la Divisionale Giulietta è amore a prima vista"di Umberto Reano che intervistando i vari commercianti del settore ha cercato di fare il punto sul convegno di Verona

Seguono le recensioni sulle aste di Inasta n°34,WAG n°52,Cayon del 26 e 27 feb.2010.

"Primo Piano "Aste on line:alla faccia della semplificazione.Fabio Gigante esprime un suo pensiero sulle Aste on line che sono destinate ad affermarsi sempre più nel mercato numismaticoma vi sono normative contraddittorie che ne frenano lo sviluppo.

Vi sono inoltre le news in cui si parla della corsa all'acquisto di monete auree,di un convegno storico-numismatico svoltosi a Sant'Agata De' Goti(BN)su Sisto V in cui vi erano esposte diverse monete del Pontefice in oggetto.

"Risplende d'argento il secolo di Confindustria"di Umberto Reano che ci parla dell'emissione per collezionisti del 5 Euro che commemora i 100 anni di Confindustria e della storia della Confederazione industriali.

Si conclude la rivista con le nuove emissioni monetali estere , le quotazioni delle monete da investimento,gli appuntamenti prossimi di Numismatica e con l'articolo di Mario Traina per"Arte e Moneta"sul 10 Milliem della Repubblica Araba d'Egitto del 1976.

--Buona lettura

-odjob

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francesco77

Copertina in arrivo.

post-8333-1279567766,54_thumb.jpg

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abiumar

Molto bello e, direi, "suggestivo" l'articolo di Francesco Di Rauso.

Peccato che bisognerà aspettare due mesi per leggere la seconda parte...

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francesco77

Molto bello e, direi, "suggestivo" l'articolo di Francesco Di Rauso.

Peccato che bisognerà aspettare due mesi per leggere la seconda parte...

Nella seconda parte dell'articolo ci sarà anche la catalogazione delle monete napoletane di Carlo II fatta in collaborazione con Alberto de Falco.

Prima di tutto, volevo ringraziare l'amico Numitoria (Raffaele) perchè la moneta inedita di Carlo II presentata nell'articolo è stata scoperta anche grazie a lui. Da una semplice moneta apparentemente comunissima, si è arrivato a scoprire, una dietro l'altra, una serie di informazioni numismatiche preziosissime e che creano le basi per futuri studi sul rapporto tra monetazione papale e napoletana.

Le sorprese non sono tutte quelle menzionate nell'articolo, io e alcuni amici "papalisti" di questo forum ci siamo riservati una serie di immagini di monete papali che confermerebbero l'attinenza con quelle riportate nell'articolo e alla produzione di alcuni conii e monete napoletane a Roma, verso la seconda metà di settembre verrà aperta una discussione per parlare ed illustrare queste novità e saranno invitati a partecipare tutti i lamonetiani, esperti e non esperti, papalisti e non papalisti, è bene coinvolgere tutti in questa scoperta.

Si sa che gli Hamerani riconiarono arbitrariamente tante medaglie (la loro bottega fu una miniera di conii) e non si esclude che anche per le monete erano incaricati a fare lavori per altre zecche. Ecco un documento del 1743 del numismatico Ridolfino Venuti, guardate alla fine cosa c'è scritto a proposito degli Hamerani e della collaborazione con Napoli:

Giovanni, figlio di Alberto ………….. La molteplicità, maestria e la bellezza deì suoi lavori non può abastanza ammirarsi: ebbe la sorte d’eternare con le sue medaglie oltre li suddetti papi a’quali servì, anche molti cardinali e furono Nerli, Costaguti, Porto Carrero; molti prencipi secolari e furono don Livio Odescalchi, il marescial di Turena, il duca di Parma e finalmente la reggina Cristiana di Svezia, che molto si compiacque de’suoi lavori avendolo largamente regalato, oltre li pagamenti che gli fece fare: il re di Francia tentò più volte d’averlo al suo servizio e ne fece istanza ad Innocenzo XI, ma non l’ottenne. Fece ed intagliò monete oltre le papali in gran numero, anche per molte zecche forastiere, cioè per li prencipi di Massa Carrara, come di sopra si è detto, per li marchesi di Fosdinovo, per li granduchi di Toscana, per li viceré di Napoli in tempo del marchese del Carpio, e nel 1684 anche per il principe di Ofrisia Orientale. ……………………

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odjob

Salute

nell'articolo di Francesco di Rauso è citata la Zecca di Torre Annunziata e segnalo la pubblicazione di un articolo di Paolo GABRIELE su questa Officina Monetale sul libro che riguarda il primo concorso della NIP,in cui vi sono articoli e lavori di altri utenti che sono anche presenti nel nostro forum.

L'articolo su Torre Annunziata di Paolo GABRIELE ,sul libro della NIP, non è altro che la raccolta di tutto ciò che è stato scritto su questa Officina Monetale in base a fonti accertate e concrete.

Chissà se anche nell'Antica Capua vengono acquistati questi libri!! :D :P

--Salutoni

-odjob

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francesco77

Nell'antica Capua non ci sono queste pubblicazioni purtroppo, dobbiamo affidarci alle segnalazioni degli autori, sperando che non nascondano i loro preziosi studi nel dimenticatoio. Personalmente, sono dell'opinione che gli articoli, specie se portano delle scoperte interessanti, vanno pubblicati on line affinchè tutti possano approfondire e/o segnalare correzioni e osservazioni di vario genere.

Potresti segnalarci qualche link, sarebbe certamente utile all'approfondimento. C'è una famosa commedia di Eduardo De Filippo "Gli esami non finiscono mai" ......... e considerando che la numismatica riserva sempre delle sorprese ........ trovo che sia un titolo che si addice perfettamente al nostro caso, sei d'accordo?

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piergi00

Il volumetto del primo concorso N.I.A non N.I.P. (altra parrocchia ) :D e' facilmente reperibile richiedendolo all' editore Montenegro

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Liutprand

Salute

nell'articolo di Francesco di Rauso è citata la Zecca di Torre Annunziata e segnalo la pubblicazione di un articolo di Paolo GABRIELE su questa Officina Monetale sul libro che riguarda il primo concorso della NIP,in cui vi sono articoli e lavori di altri utenti che sono anche presenti nel nostro forum.

L'articolo su Torre Annunziata di Paolo GABRIELE ,sul libro della NIP, non è altro che la raccolta di tutto ciò che è stato scritto su questa Officina Monetale in base a fonti accertate e concrete.

Chissà se anche nell'Antica Capua vengono acquistati questi libri!! :D :P

--Salutoni

-odjob

Su questa zecca campana, la cui esistenza è molto dibattuta, segnalo un recente articolo di Mario Traina, sempre su CN.

Traina, M., Torre Annunziata si, Torre del Greco no, in «Cronaca Numismatica», 210. 2008, pp. 3-6

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francesco77

Salute

nell'articolo di Francesco di Rauso è citata la Zecca di Torre Annunziata e segnalo la pubblicazione di un articolo di Paolo GABRIELE su questa Officina Monetale sul libro che riguarda il primo concorso della NIP,in cui vi sono articoli e lavori di altri utenti che sono anche presenti nel nostro forum.

L'articolo su Torre Annunziata di Paolo GABRIELE ,sul libro della NIP, non è altro che la raccolta di tutto ciò che è stato scritto su questa Officina Monetale in base a fonti accertate e concrete.

Chissà se anche nell'Antica Capua vengono acquistati questi libri!! biggrin.giftongue.gif

--Salutoni

-odjob

Su questa zecca campana, la cui esistenza è molto dibattuta, segnalo un recente articolo di Mario Traina, sempre su CN.

Traina, M., Torre Annunziata si, Torre del Greco no, in «Cronaca Numismatica», 210. 2008, pp. 3-6

Ciao Bernardino, l'avevo letto questo studio di Traina, è molto interessante, si tratta di una risposta ad un lettore. Se non erro, Traina prese come spunto lo studio di Prota, quest'ultimo, infaticabile studioso della numismatica riguardante l'Italia meridionale.

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odjob

Sempre

nell'articolo di Francesco,nella descrizione delle due bellissime e rarissime monete pubblicate a pag.51 ,c'è da dire che per il Tarì di Filippo III la coniazione non è quella di Torre Annunziata(anche Francesco vi ha inserito accanto all'Officina Monetaria un punto interrogativo)poichè l'attività di Zecca iniziò dal dicembre 1621 e terminò nei primi mesi del 1622 ,e dal momento che la moneta è datata 1620 non può essere stata coniata a Torre Annunziata ove l'attività si svolse solo per le monete in rame

Mi sento di confermare che ,la seconda moneta pubblicata sempre alla stessa pagina di CN,sia stata coniata al bilanciere,ma sono dubbioso sulla coniazione al bilanciere del Tarì 1620 e,mi pare di capire che anche Francesco lo sia poichè nella descrizione mette "coniato al bilanciere" fra parentesi.Il bellissimo Tarì 1620 pubblicato ed andato venduto in asta NAC- SPINK asta 52 presenta irregolarità nel tondello e ciò farebbe escludere una coniazione al bilanciere,poichè da tale macchinario,uscivano tondelli regolari(utili per evitare,appunto,la tosatura) ,ma c'è da dire che dal 1619 vennero usati i bilancieri del Galoti(incisore di origini tedesche)e sulla moneta vi sono le iniziali del Maestro di Zecca Francesco Citarella e dell'Incisore Nicolò Galoti che coniavano al bilanciere.Essendo questa emissione fra le prime al bilanciere,è possibile che ancora non si emettessero tondelli con circonferenza regolare.

Poichè nella Zecca principale di Napoli,posta nell'ex convento di S.Agostino,si "battevano"monete in rame ed in argento,mentre in quella presso la fonderia del Regio Arsenale,anch'essa attiva in quel periodo,si producevano monete in rame e stesso dicasi per quella di Torre Annunziata,per esclusione,il Tarì 1620 di Filippo III è stato coniato dalla Zecca principale che coniava anche monete argentee.

--Salutoni

-odjob

Modificato da odjob

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francesco77

Sempre

nell'articolo di Francesco,nella descrizione delle due bellissime e rarissime monete pubblicate a pag.51 ,c'è da dire che per il Tarì di Filippo III la coniazione non è quella di Torre Annunziata(anche Francesco vi ha inserito accanto all'Officina Monetaria un punto interrogativo)poichè l'attività di Zecca iniziò dal dicembre 1621 e terminò nei primi mesi del 1622 ,e dal momento che la moneta è datata 1620 non può essere stata coniata a Torre Annunziata ove l'attività si svolse solo per le monete in rame

Mi sento di confermare che ,la seconda moneta pubblicata sempre alla stessa pagina di CN,sia stata coniata al bilanciere,ma sono dubbioso sulla coniazione al bilanciere del Tarì 1620 e,mi pare di capire che anche Francesco lo sia poichè nella descrizione mette "coniato al bilanciere" fra parentesi.Il bellissimo Tarì 1620 pubblicato ed andato venduto in asta NAC- SPINK asta 52 presenta irregolarità nel tondello e ciò farebbe escludere una coniazione al bilanciere,poichè da tale macchinario,uscivano tondelli regolari(utili per evitare,appunto,la tosatura) ,ma c'è da dire che dal 1619 vennero usati i bilancieri del Galoti(incisore di origini tedesche)e sulla moneta vi sono le iniziali del Maestro di Zecca Francesco Citarella e dell'Incisore Nicolò Galoti che coniavano al bilanciere.Essendo questa emissione fra le prime al bilanciere,è possibile che ancora non si emettessero tondelli con circonferenza regolare.

Poichè nella Zecca principale di Napoli,posta nell'ex convento di S.Agostino,si "battevano"monete in rame ed in argento,mentre in quella presso la fonderia del Regio Arsenale,anch'essa attiva in quel periodo,si producevano monete in rame e stesso dicasi per quella di Torre Annunziata,per esclusione,il Tarì 1620 di Filippo III è stato coniato dalla Zecca principale che coniava anche monete argentee.

--Salutoni

-odjob

Caro Odjob, le irregolarità sul taglio e sul bordo sono riscontrabili anche sulle monete coniate al bilanciere, quando tale operazione avveniva senza l'utilizzo della virola (o ghiera) il metallo laterale al tondello fuoriusciva sotto il colpo del bilanciere, inoltre, non mancavano decentrature di conio. Il Tarì del 1620 ha tutte le caratteristiche della moneta coniata al bilanciere, a dire il vero ne ho viste più di una dal vivo e ho avuto l'opportunità di studiarla molto bene (all'asta Civitas Neapolis, dove ricordo di essere stato presente ce n'era uno un po' mal ridotto), l'impronta è piatta e il tondello non presenta avvallamenti. A tal proposito, ti allego un'immagine della collezione Bovi dove si nota una debolezza di conio tipicamente improntata da un errata calibratura del bilanciere.

post-8333-1280136232,86_thumb.jpg

post-8333-1280136247,81_thumb.jpg

Modificato da francesco77

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odjob

Bene

Francesco allora è assodato che il Tarì 1620 è stato coniato al bilanciere,poichè io sapevo che erano stati coniati con i nuovi macchinari del Galoti i Mezzi Scudi di Filippo III con"QVOD VIS",i Terzi di Scudo con"IN HOC"e i 15 Crana co "SVFFICIT OMNIA"

C'è da dire che nell'asta "Civitas Neapolis"di Varesi il Tarì del 1620 vi era ma non vi era la foto,ed,a descrizione del curatore del catalogo,era tosato(lotto 256)

--Salutoni

-odjob

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francesco77

Bene

Francesco allora è assodato che il Tarì 1620 è stato coniato al bilanciere,poichè io sapevo che erano stati coniati con i nuovi macchinari del Galoti i Mezzi Scudi di Filippo III con"QVOD VIS",i Terzi di Scudo con"IN HOC"e i 15 Crana co "SVFFICIT OMNIA"

C'è da dire che nell'asta "Civitas Neapolis"di Varesi il Tarì del 1620 vi era ma non vi era la foto,ed,a descrizione del curatore del catalogo,era tosato(lotto 256)

--Salutoni

-odjob

Non ho ben capito, ma dove hai letto che sotto Filippo III i mezzi scudi Quod Vis 1617 eccetera vennero coniati al bilanciere?

Ho letto alcuni documenti e ricordo che si parla di una coniazione (mai effettuata) di monete d'argento di grosso modulo di Filippo IV. I macchinari caddero in disuso perchè il credenziere maggiore li ritenne troppo dispendiosi e complicati, alla fine propose il sistema della trafila per il taglio dei tondelli.

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odjob

Ciao

Francesco nell'inserto "il Tarì"di G.Ruotolo in Monete Antiche n°14 marzo/aprile 2004 ,in cui si parla della tosatura del Regno di Napoli, vi è scritto che il banchiere Giovanni Francesco Citarella cercò di migliorare il corso della moneta d'argento migliorandola coniazione delle monete e,in ciò,si avvalse dell'incisore Nicolò Galoti che fu l'incisore dei conii per il Ducato e mezzo Ducato con il motto QVOD VIS emesso nel 1617,del terzo di Ducato con il motto IN HOC emesso nel 1617 e 1618 e del 15 Grana con il motto SVFFICIT OMNIA emesso nel 1618 e 1619.Qui devo riconoscere di aver interpretato male le notizie riportate dal Ruotolo poichè ritenevo che con il Galoti fossero state emesse solo monete al bilanciere ,invece,le monete che ho citato sopra furono battute.

Il Ruotolo riporta anche che nel 1619 si iniziarono ad usare gli "ingegni del Galoti"con i quali si emisero i Tarì con il sole raggiante (moneta pubblicata su CN nell'articolo di Francesco)

Presumo che Ruotolo abbia preso queste informazioni o direttamente dalle prammatiche del XVII secolo o tramite il Prota

--Salutoni

-odjob

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niko

[edit]

Grazie a Odjob e gli altri per le interessanti battute circa la circolazione monetaria nel mezzogiorno ed i metodi di coniazione utilizzati.

Saluti,

N.

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odjob

Ringrazio

niko l'utente oro

Per quanto riguarda la recensione,fatta da Roberto Ganganelli, sul libro del Dott.Napoleone Stelluti"Monete della Zecca di LARINVM,FRENTRVM e PALLANVM" ,devo aggiungere che se il libro in questione ha "censiti ed organizzati"(come dice Ganganelli)molti esemplari di monete riguardanti le Zecche del titolo ,ciò lo si deve all'erronea idea di fondo con cui l'autore del libro è partito ,e cioè quella di raccogliere in un volume tutte le monete esistenti delle zecche di cui sopra.

Essendo molisano anch'io,come il Dott.Stelluti, ed essendo appassionato di Numismatica,lo conosco solo di vista,ma chi lo conosce mi ha detto che egli era partito con l'idea di censire tutte le monete esistenti di Larino,quelle Frentane in generale e quelle di Pallano,da ciò è scaturito un volume con bellissime immagini delle monete in questione ed una buona catalogazione,ma,nel libro, non vi sono presenti tutte le monete esistenti delle Zecche di cui sopra,anche perchè ciò sarebbe un lavoro impossibile,dal momento che vi sono un sacco di monete in possesso di collezionisti privati e di cui non se ne conosce l'ubicazione e l'esistenza.

Le monete in oggetto sono molto rare tant'è che ogni anno ,e questo gli appassionati lo sanno,se si osservano le aste nazionali ed internazionali di Numismatica si potranno contare,al massimo,una decina di monete che vengono proposte in vendita per ciò che concerne le emissioni monetali di Larino ed ancor meno quelle Frentane restanti e quelle di Pallanum.

Nel volume del Dott.Stelluti sono censite monete presenti in musei internazionali ed anche quelli presenti in collezioni private di cui l'autore ne è venuto a conoscenza.

--Salutoni

-odjob

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odjob

Per

quel che concerne l'articolo di Gianni Graziosi che ha effettuato una ricerca statistica sulle monete da 1 Euro che ha ricevuto nel suo portamonete nell'arco di tre mesi nella città di Modena,ritengo che sia una statistica a sè poichè ,ad esempio,nei mesi estivi ,vi è più affluenza in Italia di visitatori stranieri,con circolazione maggiore di moneta estera;vi è poi da considerare le varie parti d'Italia che sono maggiormente visitate da stranieri;il sud avrà maggiori monete provenienti dalla Grecia(forse :( ) .

--Salutoni

-odjob

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francesco77

Per

quel che concerne l'articolo di Gianni Graziosi che ha effettuato una ricerca statistica sulle monete da 1 Euro che ha ricevuto nel suo portamonete nell'arco di tre mesi nella città di Modena,ritengo che sia una statistica a sè poichè ,ad esempio,nei mesi estivi ,vi è più affluenza in Italia di visitatori stranieri,con circolazione maggiore di moneta estera;vi è poi da considerare le varie parti d'Italia che sono maggiormente visitate da stranieri;il sud avrà maggiori monete provenienti dalla Grecia(forse sad.gif ) .

--Salutoni

-odjob

A Ischia è piena di Euromonete tedesche. biggrin.gif

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piergi00

C.N. anche se in leggero ritardo e' arrivato nelle edicole torinesi

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Ghera

C.N. anche se in leggero ritardo e' arrivato nelle edicole torinesi

Strano....non e` che sia quello di settembre? :unsure:

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piergi00

Si mi riferisco al numero di settembre

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