tacrolimus2000 Inviato 19 Ottobre, 2010 #1 Inviato 19 Ottobre, 2010 Nel classificare questo bolognino emessa dalla zecca di Pesaro a nome di Costanzo Sforza, mi sono imbattuto in una impresa che non conoscevo, l'impresa del morso di cavallo. A cosa allude questa rappresentazione? La legenda di dritto, * CONSTANTIVS * SF è seguita da un'altra lettera o simbolo (in pratica quello a ore 12) Di cosa si tratta? La classificazione Cavicchi PS 36, CNI 54-58, ricavata da un listino d'aste, è corretta? Il cartellino riporta CNI 24, 18 Grazie Luigi Cita
mariov60 Inviato 19 Ottobre, 2010 #2 Inviato 19 Ottobre, 2010 (modificato) L'impresa del morso di cavallo è anche utilizzata nei testoni di Ferrante II di Guastalla che li sfrutta in onore alla parentela con la famiglia Borromeo. Il morso di cavallo è presente anche nell'araldica delle famiglie Cavazzi della Somaglia e Visconti - Borromeo, tutte lombarde; non so da quale impresa originale generino; il legame con gli Sforza va probabilmente ricercato nei diversi collegamenti parentali che possono essersi generati nei secoli. Ciao Mario Modificato 19 Ottobre, 2010 da mariov60 Cita
teofrasto Inviato 19 Ottobre, 2010 #3 Inviato 19 Ottobre, 2010 Buonasera tacrolimus2000, per quanto riguarda il simbolo che si trova ad inizio legenda del dritto, si tratta, secondo quanto riporta 'Cavicchi PS', p. 16, di ali di nottola o di drago: una delle imprese degli Sforza di Pesaro. Per quanto concerne il cd. 'morso di cavallo', secondo Cavicchi, che riprende un saggio di Luciano Ceccarelli in Murano G. (a cura di), “NON MAI” Le “imprese” araldiche dei Duchi di Urbino, loro gesta e vicende familiari tratte dalla corrispondenza privata, Urbino 2002, si tratterebbe di "due spirali gemelle legate con un nastro..." (Cavicchi, p. 18). Tale impresa sarebbe stata precedentemente utilizzata da Federico di Montefeltro (Ibidem, nota n. 23, che cita Ceccarelli 2000 pp. 76-77). Purtroppo io non possiedo il testo di Ceccarelli e dunque non posso verificare la citazione, ma non credo ci sia motivo di dubitare quanto riportato da Andrea Cavicchi. Si deve notare come nella suddetta nota sia riportato "Ceccarelli 2000", ma evidentemente si deve trattare di un refuso. Il tuo esemplare corrisponde effettivamente a quello fotografato al n. 36 di 'Cavicchi PS', il quale però ne sbaglia la descrizione, che dunque non risulta corretta. La tua moneta corrisponde esattamente al tipo CNI XIII, p. 436, n. 57; mentre 'CNI 24, 18' significa "CNI XIII, tavola XXIV, n. 18". Spero di esserti stato d'aiuto. Cordiali saluti, Teofrasto Cita
tacrolimus2000 Inviato 19 Ottobre, 2010 Autore #4 Inviato 19 Ottobre, 2010 Grazie infinite per le informazioni che entrambi mi avete fornito. E’ incredibile la mole di simbologie annidate nelle monete medievali. Avevo già un problema nel capire il significato dell’impresa del “morso di cavallo” ed ora scopro che la moneta fa riferimento anche ad un’altra imprese, le ali di nottola! Tornando alla mia domanda, quindi l’apparato del dritto probabilmente non raffigura un freno equino, ma due spirali gemelle. Nasce spontaneo chiedere a questo punto: perché compaiono su questa moneta, ossia cosa volessero significare le due spirali per gli Sforza (e prima di loro per Federico di Montefeltro). Cercherò di documentarmi sperando di avere più fortuna rispetto alla ricerca di informazioni sull’impresa del morso di cavallo. Grazie, inoltre, per i chiarimenti ai riferimenti bibliografici. Luigi Cita
vv64 Inviato 20 Ottobre, 2010 Supporter #5 Inviato 20 Ottobre, 2010 Anche il significato delle due spirali gemelle è discusso a p. 18 del testo Andrea Cavicchi, Le monete della zecca di Pesaro dalla Signoria dei Malatesta a Francesco Maria II Della Rovere, Andrea Cavicchi Editore, 2009 ...Altri motivi che ricorrono nella monetazione sforzesca di questo Signore [Alessandro Sforza] sono costituiti .... dalle due spirali gemelle legate con nastro che venivano accompagnate dal motto BELLI FULGOR ET PACIS AUCTOR, fino ad oggi definite solo morso da cavallo... La spiegazione è completata dalla nota 23: Questa impresa, assunta anche da Federico di Montefeltro, rappresentava le doti del Duca di valente guerriero e di paciere, unite tra loro dalla stessa volontà agente, e aveva il significato per cui la pace federiciana scaturiva sempre necessariamente da una folgore di guerra (Ceccarelli 2000, pp. 76-77). Cita
numa numa Inviato 23 Ottobre, 2010 Supporter #7 Inviato 23 Ottobre, 2010 Pesaro Giovanni I Sforza (1489-1500 e 1503-1510) Prova di un doppio ducato non emesso ? Rovescio : Giogo spezzato tra rami di cotogno legenda : PATRIA RECEPTA moneta / prova ? di un doppio ducato non emesso ? emissione a seguito della riconquista del feudo, sottratto a Giovanni Sforza dal Valentino, ovvero Rodrigo Borgia, figlio del papa Alessandro, restituito al legittimo duca, Giovanni, figlio di Costanzo Sforza, dal papa Giulio II della Rovere, con bolla papale del 23 aprile 1504 Cita
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