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IGNORED

Pio X - Instaurare omnia in Christo


camerlengo

Risposte migliori

Segnalo la seguente medaglia, della quale non trovo diretto riscontro in nessun testo.

Conosciuta in modulo da 60 mm in bronzo, da 36 mm con o senza appiccagnolo in bronzo argentato, in argento con appiccagnolo da 25 mm.

L'esemplare in foto misura 36 mm di diametro, è in argento (nel 1951 l'argento è punzonato) e non presenta alcuna traccia di appiccagnolo.

E' un bel ritrovamento o è già in qualche modo conosciuta?

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Nei tanti anni di collezionismo di medaglie mi sono trovato più volte nella necessità di interpetrare l'inedito per tipo di metallo.

Sono arrivato a queste conclusioni:

a) molti autori (e anche il grande Modesti) hanno trascurato questo problema. In genere si limitano a indicare il metallo della loro collezione (o di qualche altra collezione) e non hanno svolto ricerche accurate su tutti i tipi di metallo usato. Ne ho discusso a Riccione due mesi or sono con Stefano Bertuzzi, che sta pubblicando il nuovo testo da Pio VII a Pio VIII e mi ha detto che aveva deciso (consigliato anche da Modesti, per evitare critiche di incompletezza) di non dare riferimenti sui metalli. Spero di aver contribuito a fargli cambiare idea, ma non ne sono sicuro.

Ciò premesso, la mancanza dei pezzi in collezioni illustri può essere indice di una maggiore rarità, ma poichè la ricerca non è stata accurata questo riferimento è più orientativo che assoluto.

B) Gli argenti di molte emissioni private di Leone XIII, Pio X, Benedetto XV, Pio XI e Pio XII sono opachi ed è un vero rompicapo il distinguerli dai bronzi argentati (nei pesi le emissioni private non hanno mai corrispondenza). Sarebbe interessante una ricerca per ritrovare da quando vi sia stato l'obbligo di marcare l'argento. Nelle emissioni papali ufficiali il marchio inizia con Giovanni XXIII, ma vi sono medaglie private marcate precedenti. Aggiungo che talvolta, se non fossero marcate, non le avrei catalogate in argento. In medaglie marcate più vecchie (da Leone XIII a Pio XI) mi assale talvolta il dubbio che siano coniazioni posteriori su commissione, che solo per tale motivo hanno soddisfatto all'obbligo del marchio.

E' una materia che meriterebbe di essere studiata.

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So, per corrispondenza intercorsa con un commerciante americano, che negli Stati Uniti esiste una legge che obbliga a punzonare l'argento solo dai primi anni '80.

In Inghilterra, il problema è sempre stato molto sentito (per la presenza massiccia sul mercato di quello che noi volgarmente chiamiamo Sheffield: in sostanza, il silver plated, a fronte dello sterling silver, vero e proprio argento) e regolamentato sin dal 1300. Esistono bellissime pubblicazioni sui vari marchi impressi sull'argenteria inglese e che aiutano quindi a distinguere, con assoluta esatezza, case ed epoche di produzione a partire dal marchio (che doveva essere obbligatoriamente registrato presso la competente autorità governativa). Ancora oggi chi produce in Gran Bretagna oggetti in argento il cui titolo non corrisponde esattamente al punzone utilizzato, rischia sanzioni molto gravi.

E in Italia? Questo il risultato di una veloce ricerca svolta sulla rete.

La prima legge dopo l'Unità d'Italia, in data 2 maggio 1872, liberalizza la lavorazione dell'argento, introducendo solo un sistema di punzonatura facoltativa per la verifica del titolo dell'argento. Questo ovviamente comportò che gli argentieri italiani molto raramente sottoponevano i propri pezzi alla verifica e punzonatura ufficiale. Quando ciò accadeva, l'argento aveva solo il punzone '800' (titolo dell'argento 800/1000) e, qualche volta, anche il punzone personale dell'argentiere. Essendo un punzone non ufficiale, non c'era alcuna uniformità nella forma del punzone '800'.

Successivamente, la legge 5 febbraio 1934 n.305 dispose l'uso di un contrassegno uniforme per l'identificazione dell'argentiere.

Il nuovo punzone identificativo consisteva in una losanga contenente:

- un numero:corrispondente al numero identificativo del produttore;

- il fascio littorio: simbolo del fascismo;

- due lettere: indicanti la sigla della provincia;

La losanga era accompagnata da un altro punzone ovale contenente il titolo dell'argento espresso in millesimi.

Il Decreto Legislativo Luogotenenziale 26 Ottobre 1944 n. 313 dispose l'eliminazione del fascio littorio dalla losanga.

Nell'impossibilità di disporre immeditamente dei nuovi marchi, per un certo periodo si sono utilizzati i vecchi punzoni, obliterando il fascio littorio. Nel periodo 1944/1946, sempre per l'indisponibilità del nuovi punzoni, sono stati anche usati in via provvisoria altri marchi non ufficiali.

La Legge 30 gennaio 1968 n. 46 e il successivo D.P.R. 30 dicembre 1970 n. 1496 hanno introdotto nuovi punzoni per la bollatura dei metalli preziosi. Il punzone dell'argento è stato modificato introducendone uno di forma poligonale, mantenendo il numero del fabbricante e la sigla della provincia, ed aggiungendo sulla sinistra la stella della Repubblica Italiana..

I titoli previsti dalle nuove norme sono 925, 835 e 800 per mille, inscrivendo la cifra in un contorno ovale.

Questo è il sistema tuttora in vigore.

Ho trovato assai interessante questo sito, del quale provvedo ad inserire il link:

http://www.argentoan...ll-unita-a-oggi

Credo possa essere utile...

Per esempio, nella medaglia postata, da un lato vi è il marchio 800, dall'altro il marchio dell'argentiere (almeno, credo): una R rovesciata, un 8 ed una M. Dovrebbe corrispondere agli Stabilimenti Pagani. O no?

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Modificato da camerlengo
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Marcatura dell'argento nelle medaglie papali.

La ricerca della successione di leggi effettuata da Camerlengo è interessante, ma non dà certezze. Tanti anni fa mi ero provato a ricostruire la normativa, ma allora come ora trovo un distacco tra disposizioni e comportamenti. Quanto meno devono esserci state norme speciali che esoneravano dall'obbligo del marchio la Zecca Italiana. Nelle medaglie papali emesse dalla Zecca il marchio comincia dall'epoca di Giovanni XXIII (forse dalle ultime emissioni di Pio XII).

Diverso è il comportamento delle Ditte private (Johnson, Pagani, Lorioli). Direi che già nelle medaglie di Pio XII si trova continuativamente la marcatura dell'argento; sporadicamente ciò avviene per i papati precedenti.

A questo punto andrebbe anche controllato se il sistema seguito per la marcatura corrisponde alla prescrizione del legislatore e che cosa significhi un marchio apposto con criteri difformi.

La questione non è di interesse teorico e perciò marginale per il numismatico. La identificazione di una medaglia in argento da una in bronzo argentato negli argenti opachi novecenteschi non è per niente facile e l'ho sempre vista affidata a soluzioni empiriche espesso contestata.

Spero che qualcuno del nostro forum abbia conoscenze puntuali anche dei regolamenti della Zecca.

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