frisax Inviato 5 Dicembre, 2010 #1 Inviato 5 Dicembre, 2010 Magari per voi sarà una domanda banale ma vorrei sapere in base a quali criteri è stato stabilito il grado di rarità delle monete medievali. So che per le romane è stato preso come riferimento la presenza nei vari musei, per le medievali è la stessa cosa? Cita
Arka Inviato 6 Dicembre, 2010 #2 Inviato 6 Dicembre, 2010 La presenza o meno nei musei è solo uno dei criteri che si possono adottare per classificare la rarità di una moneta antica o medievale (non ci sono differenze). Tuttavia questo criterio preso da solo porta a incungruenze talvolta veramente notevoli. Infatti i collezionisti di monete imperiali sanno che è piuttosto facile trovare nelle collezioni degli R4 o R5 del RIC, soprattutto nel caso di bronzetti del tardo impero. Al contrario ci sono emissioni considerate comuni, ma che sul mercato numismatico non compaiono. Ogni compilatore di cataloghi ha una sua idea di rarità a seconda della sua esperienza. L'ideale sarebbe basarsi su un insieme di elementi (presenza nei musei, passaggi in asta, esemplari presenti in altre collezioni, esemplari visti dal compilatore...). Cita
bavastro Inviato 6 Dicembre, 2010 #3 Inviato 6 Dicembre, 2010 Dipende anche dalla realtà locale. In genere l'ufficio della Zecca registrava le emissioni, gli appalti e il ritiro delle vecchie monete. Quindi per certe officine (esempio Siena) che hanno conservato la documentazione, è stata attribuità la rarità con una certa attendibilità matematica. Il problema nasce quando i documenti ufficiali sono andati persi e allora entrano in gioco altri fattori, come quelli indicati da Arka. Cita Awards
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