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aemilianus253

Andamento del mercato

Risposte migliori

aemilianus253

Mi piacerebbe commentare insieme a voi l'andamento del mercato numismatico, anche alla luce delle recenti aste tenute a New York. Riservandomi di intervenire nuovamente, alla luce dei risultati, provo a mettere insieme intanto una serie di punti da sviluppare insieme a voi, anche facendo dei confronti con ciò che avviene nel "nostro orticello".

A New York mi sembra si siano in linea di massima confermatr queste tendenze:

- l'alta/altissima qualità continua imperterrita la sua corsa, tanto che mi chiedo fin dove si arriverà... Mi chiedo e vi chiedo se i picchi raggiunti ad esempio dai bronzi romani, magari bellissimi, ma estremamente comuni siano alla lunga sostenibili. A New York, pensando ai bronzi romani, non si avevano di fronte "delle bombe", come quelle di NG e NAC, eppure molti realizzi hanno sorpreso...

- le greche, che sembrava fossero se non in difficoltà, ma comunque non così popolari, hanno dimostrato più o meno in tutte le vendite una vitalità sorprendente, almento pari a quella delle romane. E' pur vero che in queste vendite, pensando alle greche, di bombe ce n'erano e come, ma anche tipologie a prima vista meno appariscenti, se di qualità buona hanno lsciato il segno. Mi chiedo: dobbiamo ritenere superata la problematica dei falsi che sembrava aver "tarpato le ali" a questa tipologia? Oppure l'avvento di nuovi collezionisti/investitori (sento parlare di figli di emiri, piuttosto che di magnati vari...) ha dato nuova linfa alle greche???

- mi sembra di rilevare (finalmente) che oltre alla qualità in queste aste abbia pagato anche lo stile dei coni (mi riferisco alle greche, ovviamente, ma anche alle romane). Che ne pensate? Magari con queste mie considerazioni sto scoprendo l'acqua calda...

- da rimarcare, soprattutto da Triton, ma anche in diverse altre vendite, il boom dei denari imperiali di qualità. Sembrava che solo i repubblicani fossero "partiti", seguiti tutt'al più da quelli di Augusto, mentre ora rilevo che mentre le emissioni argenteee della repubblica tengono più o meno le posizioni, quelle imperiali si siano messe a correre di brutto. Sarà un fuoco di paglia oppure anche qui nuovi collezionisti/investitori sono intervenuti? A New York mi dicono, fra gli altri, di alcuni signori di probabile origine cinese che compravano indifferentemente monete greche, denari e bronzi dell'impero romano. Io stesso ho conosciuto tempo addietro in un'asta interazionale un ragazzo australiano di origini cinesi interessato ai sesterzi imperiali. ;)

Oppure dobbiamo piuttosto pensare che la sempre più marcata difficoltà a reperire l'altissima qualità fra i bronzi abbia dirottato fra i denari dei collezionisti danarosi?

- le monete italiane infine: a New York c'era una vasta scelta, non mancava certamente l'alta qualità. Fra le più belle, i picchi non sono mancati (mi vengono in mente ora il genovino e il saluto d'oro in vendita Heritage, ma tanti altri sarebbero gli esempi). In generale, pur comprendendo che generalizzare è sempre difficile, mi sembra che le italiane si potevano comprare a buon prezzo e tutto sommato chi abbia acquistato non debba, salvo eccezioni, pentirsi. Qualcuno ad esempio, ha speso 14000 dollari + i diritti per portare a casa uno scudo d'oro di Sisto V° per Ancona. Una bella cifra, indubbiamente, ma ammesso di trovarla, quanto farebbe una moneta simile da noi? Per me molto molto di più!

A New York il mercato ha dimostrato che crisi o non crisi le monete vanno, soprattutto quelle di qualità elevata. Le altre, interessanti ma meno belle, si vendono lo stesso, ma i prezzi devono essere (giustamente) adeguati, altrimenti rimangono al palo (vedi New York Sale, ad esempio).

Avrò certamente dimenticato alcuni aspetti e magari ci tornerò sopra successivamente. Mi piacerebbe leggere altri pareri. :)

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sixtus78

il mercato internazionale continua fortemente a privilegiare le alte conservazioni ( di qualsiasi epoca, periodo o tipo ). l'arrivo di nuovi e molto spesso ricchi collezionisti ( o raccoglitori ) dai mercati economicamente detti emergenti ( in particolare russi, arabi e cinesi ) porta maggior interesse ( almeno credo io che sia cosi' ) sulle monetazioni che a livello mondiale sono piu' conosciute ed apprezzate, le classiche-antiche, le europee medievali e moderne ( mi vengono in mente certi conii papali o rinascimentali italiani o talleri vari di area tedesca ). con sempre piu' persone che s'interesseranno a tali monete i prezzi x l'alta qualita' saliranno ancora ( secondo me spesso in modo non giustificato.....) e le qualita' medie si rivaluteranno si ma a velocita' assai ridotta e con diverse incognite ( che penso siano sempre esiste nel mondo del mercato numismatico ).

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caiuspliniussecundus

Sono sostanzialmente d'accordo sulle acute osservazioni di Aemilianus. Il mercato Americano prosegue imperterrito nel trend verso un'impennata inusitata per i pezzi unici in alta conservazione. Non che in passato fosse diverso, le monete in alta conservazione hanno sempre spuntato grosse cifre. Adesso però è cambiato l'ordine di grandezza della cifra spesa, prima erano le decine di migliaia di dollari, adesso siamo alle centinaia di migliaia. Anche stavolta si sono trovate le monete "uniche" da rivalutare a cifre non raggiunte neanche dalle statue antiche. Andate a guardare le quotazioni di un buon marmo sul sito di royal athena galleries, per avere conferma. Pezzi ripetitivi prodotti con un sistema "industriale" pagati più di pezzi unici :o . Ma quante monete "uniche " esistono? Prima ci avevano detto che il sesterzio di Adriano pagato 2 ml di chf era assolutamente unico per stile rilievi conservazione ecc ecc , e ci abbiamo creduto, adesso accanto a questa moneta inizia ad affollarsi un bel gruppetto di monete, ma sono tutte uniche??? temo che fintanto che si trova la persona disposta a fare la follia, ci sarà sempre la moneta "unica" ad aspettarlo. Se si tratta di una bolla speculativa sulle alte conservazioni (come temo) lo vedremo tra qualche anno, quando torneranno sul mercato. Solo il tempo potrà dirlo.

Quanto al probelma solo accennato da Aemilianus (ma pesantissimo), cioè dell'elevata percentuale di falsi indistinguibili nelle monete greche d'argento, non mi risulta sia stato risolto. Però se alla moneta si accompagna un bel certificato di una casa d'asta di provata fama, il problema diventa marginale .... ;) :ph34r: Siamo sempre in attesa di qualche strumentazione che possa riconoscere con certezza le monete di conio recente da quelle antiche, per le monete greche come per gli aurei imperiali, che , francamente, sono diventati troppo comuni.

Mi fa piacere che l'argento degli imperatori si rivaluti, anche qui però vedo dei limiti all'ascesa dei prezzi nella grande quantità di materiale in alta conservazione disponibile alla vendita. Un ultima piccola osservazione: in questi ultimi anni abbiamo assistito ad una evoluzione enorme nella qualità della fotografia e nella "resa" in foto delle monete. Ormai i cataloghi sono dei capolavori, degni di essere collezionati di per sé, ma non so più quanto le monete assomigliono davvero alle loro foto. Un amico mi ha fatto vedere cosa si può fare di una foto scattata in raw (con il negativo fotografico) e sono rimasto basito: una qualsiasi buona foto delle vacanze diventava da national geografic! Applicando questo criterio alle moente, bisogna stare molto attenti. Un tempo bisognava andare a guardare le monete di persona perché le foto non c'erano o erano troppo brutte, adesso per il motivo opposto!!

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Arka

Sono perfettamente d'accordo con Caius (se posso permettermi di usare solo in primo nome :D ). Personalmente faccio fatica a comprare senza vedere di persona la moneta.

Tornando alle considerazioni generali, un mercato che vede i prezzi in aumento è un mercato che va bene. Il fatto che la salute del mercato non vada bene a noi collezionisti abituati a altre cifre è un altro discorso. Ci saranno dei riposizionamenti e ognuno dovrà fare i conti con le proprie possibilità. In un'altra discussione ricordavo come uno statere di Terina realizzò alla fine dell'ottocento oltre duemila lire oro, quando un Terina ''normale'' ne costava 50. L'altissima qualità ha sempre pagato.

Quello che mi stupisce un po', è che oggi assistiamo a fortissime accelerazioni di prezzo per alcune tipologie di monete piuttosto comuni, anche se in ottima conservazione. Quando torneranno sul mercato queste sì faranno piangere gli incauti aquirenti :unsure: .

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aemilianus253

Vedo che questa discussione langue. D'altra parte, abbiamo tante volte parlato dell'andamento del mercato e rischiamo, io per primo, di ripeterci. Dice bene l'amico Caius: quante monete uniche esistono??? In effetti, se dobbiamo riferirci alle aste del recente passato, di pezzi unici ne troviamo parecchi. Per unico, intendo, quella "forzatura commerciale" (uso probabilmente un concetto improprio) che spinge il prezzo di una data moneta, enfatizzandone la qualità, lo stile, la conservazione, la patina, la centratura, il rilievo e quant'altro ancora... Di certo questo è quanto il mercato attualmente richiede e i venditori non fanno altro che adeguarsi. Se hanno la moneta di eccellente qualità la propongono e la spingono nei confronti dei clienti allo stesso tempo facoltosi e ben disposti ad allargare i cordoni della borsa. E, se non hanno la moneta eccellente da proporre, spesso e volentieri si ingegnano... Non voglio dire che si comportino in maniera disonesta, sia chiaro, diciamo che semplicemente propongono ai clienti l'ottimo materiale di cui dispongono, descrivendone (e decantandone a volte) gli indubbi pregi e tralasciando qualche difettino. E' giusto, è sbagliato? Un buon commerciante deve saper vendere la propria mercanzia. Per metterla in battuta, un amico mercante mi ha detto una volta che un commerciante che non vende, nel tempo diventa come colui che non si fa la barba al mattino: un barbone! :P :P :P

Tornando finalmente seri, nel mio primo intervento avevo volutamente solo accennato alla problematica dei falsi. I falsi sono ormai diventati una piaga nel mercato numismatico. Non c'è quasi vendita, anche blasonata, nel cui catalogo, a torto o ragione, non si evidenzi qualche pezzo se non falso, quantomeno strano o anomalo. Non si vuole accusare nessuno in questa sede, ci mancherebbe. Il problema è che le tecniche dei falsari sono sempre più perfezionate e diventa ogni giorno più difficile giudicare e anche il più bravo può incorrere in errore. Verrà un momento, spero di sbagliarmi, che le riproduzioni saranno perfette e non ci sarà più distinzione fra originali e copie. Sull'oro e l'argento siamo, ahimé, vicini... Questo è il rischio più grosso che vedo in funzione di un futoro crollo del mercato numismatico. Al contrario, non vedo come imminente invece la fine della bolla (se di bolla si tratta) legata al rincorrersi delle quotazioni dei pezzi di elevata qualità e rarità. Posso ovviamente sbagliare, ma la numismatica sembrerebbe sempre più al centro dell'interesse di personaggi con grandi disponibilità di capitali, interessati ai pezzi top (spinti abilmente, si potrebbe aggiungere...), che si disputano l'un l'altro a suon di rilanci. L'obiezione è semplice: si potrà dire che simili personaggi come sono arrivati fanno presto and andarsene... Fatto sta che la tendenza che intravvedo è questa: mi sembra che siano più quelli che arrivano di quelli che se ne vanno. Il mercato delle monete antiche (sempre di alta qualità) in particolare è sempre più universale: prima sono arrivati i russi ed i magnati dell'est, ora arrivano gli emiri e stanno già arrivando i ricchissimi cinesi; tutti questi inizialmente acquistavano le loro monete (vedi i "botti" nelle aste di questi anni) ed ora si stanno interessando alle greche antiche e alle romane. Durerà, non durerà? Non so, ma tendo a pensare che non si tratti di fenomeno occasionale. E non fermiamoci al facile paragone: ricco = scemo, perchè di ricchi scemi ce ne sono pochi. Va tutto bene, allora, mi chiederete... No, perchè i grandi realizzi rappresentano solo la punta dell'iceberg, mentre il mercato propone molto materiale di qualità media o medio/bassa che viene invece assorbito con fatica. Questo per vari motivi, a mio modo di vedere, sia per la crisi economica e la conseguente brusca riduzione dei budget per ognuno di noi "mortali", sia per problemi di ricambio fra i collezionisti "medi" (ai convegni e alle aste siamo sempre gli stessi, difficile vedere nuove leve...), sia anche per l'effetto scoramento che a volte può prenderci... Se tizio paga 100.000 euro per la tal moneta SPL, che ci faccio con la stessa MB??? Quest'ultimo può senz'altro essere un fenomeno limitato (per fortuna!), ma più di una volta, parlando fra appassionati, si dice: "oggi valgono solo le monete belle!". Non è così? Nessuno di noi (o quasi) acquista le monete per specularci (lo si fa come ovvio per passione), ma ognuno invece mira almeno a riprendere ipoteticamente nel futuro i propri soldi o in subordine gran parte di essi...

Torno ora per un attimo al discorso sui falsi. La ricerca spasmodica di alta qualità, in un mercato come quello delle antiche che di alta qualità "vera" ne propone comprensibilmente ben poca, rischia di generare da una parte speculazioni e forzature, dall'altra la possibilità di incorrere nei falsi. Delle greche si è detto più volte. Un grande mercante, della cui amicizia mi pregio, ama ripetere: "le greche si dividono in tre categorie: un terzo sono certamente buone, un terzo certamente false ed un ultimo terzo buone o false a seconda di chi le propone". Capito???

Da tempo assistiamo nelle aste alla messe di aurei (e anche denari, in realtà...) di eccellente qualità offerti in vendita. Pur non avendo tecnicamente quasi mai niente da eccepire, mi chiedo, solo statisticamente, da dove vengano. Possibile che adesso ce ne siano così tanti così belli, mentre in passato le grandi collezioni di aurei (ho molti cataloghi d'asta con le più importanti vendite del passato) erano formate generalmente da pezzi di qualità mista? Non mancavano, vero, i pezzi SPL o FDC, ma erano in evidente minoranza rispetto a quelli BB o addirittura MB. Boh, sarà come dicono: "gli aurei belli da sempre sono stati tesaurizzati ed ora son saltati fuori visto che è il loro momento, commercialmente parlando". Saranno venuti fuori anche dei ripostigli, può darsi, ma rimango con qualche perplessità. Quando chiedo spiegazioni o approfondimenti, ad esempio, sui tanti aurei FDC di Antonino Pio, Marco Aurelio, Lucio Vero, etc, mi si risponde ineluttabilmente che saranno quasi certamente quelli del ritrovamento dell'Aventino (della seconda metà dell'ottocento). Di certo avranno ragione i miei occasionali interlocutori, peraltro in genere bene informati, ma allora mi chiedo: quanti erano 'sti benedetti aurei dell'Aventino???

Per finirla di nuovo in battuta, augurandomi di non essere blasfemo, spero che certi settori della numismatica non abbiano "beneficiato" o non "beneficino" nel prossimo futuro di miracoli come quello delle Nozze di Cana oppure della moltiplicazione dei pani e di pesci che apprendiamo dai vangeli. ;)

Modificato da aemilianus253

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Arka

Il problema dei falsi è sempre esistito e non solo nel nostro settore. Amo ripetere quel che mi disse un vecchio amico commerciante, ovvero che quando i falsi saranno perfetti (e nonostante tutto forse non lo saranno mai) l'unico effetto sarà quello della discesa del prezzo. Per assurdo se ci sarà un'invasione di aurei perfetti l'aureo varrà il prezzo del metallo contenuto. A quel punto smetteranno di farli.

Con l'argento il discorso è ancora più complesso e mi risulta difficile credere che due terzi delle greche siano false.

Per quanto riguarda i prezzi, ogni collezionista poi deve trovare la sua strada. E spesso ridimensionare le proprie aspirazioni (purtroppo). E' capitato a molti, me compreso...

Infine, per quanto riguarda le nuove leve, agli inizi del novecento Ambrosoli lamentava che non c'erano giovani appassionati di numismatica... ;)

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