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rcamil

Immacolata a Gubbio

Risposte migliori

rcamil

Recentemente ho avuto modo di acquistare un quattrino per Gubbio di papa Alessandro VII (1655-1667), con al rovescio l'Immacolata (Muntoni 110), secondo me è uno tra i rovesci più curati dell'intera produzione in rame eugubina, tra l'altro l'unico con questo particolare tema:

post-35-0-42321700-1298712250_thumb.jpg

Interessante anche la "firma" G-G al diritto, lo stesso Muntoni non attribuisce le iniziali ad alcuno zecchiere, avendo per certo unicamente che una delle "G" è riferita alla famiglia Galeotti, che aveva in gestione la zecca umbra già dai tempi del Ducato di Urbino, e con le iniziali F-G (Filippo Galeotti) aveva già firmato emissioni in argento del duca Francesco Maria II Della Rovere (1574-1631) e del primo papa a coniare a Gubbio, Innocenzo X (1644-1655).

Non ho trovato notizie in pubblicazioni più specializzate relative ad eventuali membri di questa famiglia con iniziali "G-G", se non un Conte Galeotto Galeotti che ha proseguito l'attività di famiglia attorno alla metà del secolo XVIII.

Chi avesse informazioni in merito all'attribuzione di questo conio è il benvenuto :)

Ciao, RCAMIL.

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scacchi

bella davvero

hai per caso riferimenti a riguardo della posizione dell'officina di zecca nella città di Gubbio?

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rcamil

hai per caso riferimenti a riguardo della posizione dell'officina di zecca nella città di Gubbio?

Ciao, le notizie più interessanti sulle coniazioni eugubine le ho trovate nello Zanetti (Delle monete di Gubbio dè secoli bassi e delle altre coniate nelle zecche dè Duchi di Urbino), che rivisita ed amplia l'analoga opera del Reposati.

In esso si apprende che la zecca fu riaperta nel 1626 per volontà di Francesco Maria II Della Rovere.

Purtroppo della sede della coniazione non ci sono notizie precise, sono citati solo i nuovi capitoli di zecca stipulati con la famiglia Galeotti (Filippo prima e Paolo Emilio poi) con il pontefice Innocenzo X (rinnovati in seguito dai pontefici successivi) che stabiliscono che la coniazione debba effettuarsi in città:

II - che detto rame non lo si cugni che dentro la città di Gubbio.

mentre era presso le miniere di rame di Costacciajo ("sei miglja incirca lontano da Gubbio", oggi Costacciaro), cedute dal Duca di Urbino alla famiglia Galeotti, che esso veniva estratto e lavorato. Proprio grazie alla vicinanza di queste importanti miniere ed alla facilità di lavorare e coniare il rame a Gubbio, si era data a questa zecca l'esclusiva delle coniazioni pontificie di rame per un lunghissimo periodo.

La zecca eugubina riapre nel settembre 1646 con i primi quattrini a nome di papa Innocenzo XI, firmati "F-G" che viene interpretato come "fecit Galeottus" e non più come le iniziali dello zecchiere Filippo Galeotti presenti sulle monete ducali.

Allo stesso modo per la moneta di cui sopra viene data una particolare, ma a mio parere non proprio convincente, interpretazione per le lettere "G-G", ossia l'iniziale del cognome Galeotti e della città di Gubbio, in italiano, quando solitamente in tutte le monete in cui presente la zecca è indicata in latino (EVGVBIVM).

L'immagine del disegno della moneta, presente in appendice sullo Zanetti:

post-35-0-27829600-1298718258_thumb.jpg

Ciao, RCAMIL.

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fra crasellame

Bellissimo quattrino, mi intrigano le righe orizzontali al rovescio. Immagino sia frutto della lavorazione del tondello, ma mi viene il dubbio che sia voluto, per creare una specie di fondo... sbaglio ?

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rcamil

Bellissimo quattrino, mi intrigano le righe orizzontali al rovescio. Immagino sia frutto della lavorazione del tondello, ma mi viene il dubbio che sia voluto, per creare una specie di fondo... sbaglio ?

Sono le linee dovute alla preparazione del fondo sul conio, che si ritrovano sui campi del tondello. La riga orizzontale centrale, l'unica marcata, è quella che serve sia da riferimento per la composizione del singolo conio, sia per l'allineamento dei diversi coni sul rullo.

Queste monete erano infatti coniate a rullo, su delle lastre, ed in seguito fustellate per la separazione. Come si nota manca una "fettina" di tondello su questo esemplare, e la cosa è dovuta proprio alla fustellatura del tondello vicino, dato che i due contigui erano praticamente a contatto.

La cosa si vede bene su questo mezzo baiocco (Innocenzo X), l'operaio di zecca fu particolarmente maldestro nella fustellatura, anche a causa di una sfasatura tra i rulli di diritto e rovescio, ma la cosa ci è comunque utile a capire le tecniche dell'epoca. Anche in questo caso è ben visiile la linea di riferimento orizzontale ;):

post-35-0-86137600-1298798958_thumb.jpg

Ciao, RCAMIL.

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lollone

Bellissima moneta e splendida conservazione!!!

Da notare i punti nel campo dello stemma, il volto della Madonna e i raggi che la circondano!! bellissima!

quelle righe nel campo del rovescio, poi mi danno l' idea di appena coniato!

Questi quattrini per Gubbio sono veramenti interessanti e potrebbero cosituire una collezione a se stante!

complimenti per l' acquisto!

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latino

Ciao Rcamil, complimenti per la bella moneta!!!!!

Saluti

Latino ;)

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