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JunoMoneta

La serie argentea di Giovanni di Montmein

Risposte migliori

JunoMoneta

Sto cercando da tempo di chiudere la bella seppur comune serie aargentea lavorata dall'incisore Giovanni di Montmein per Carlo II d'Asburgo, cercando di rappresentarla in quell'unico millesimo che abbraccia tutti i nominali: il 1693.

100gra1693.jpg

50gra1693.jpg

20gra1693.jpg

Manca solo il carlino, ma paradossalmente sembra davvero difficile trovare carlini di questo tipo in ottimo stato, con pochi difetti e ad un prezzo ragionevole...volevo condividere con questo eletto forum il frutto di una piccola ma spero decorosa raccolta.

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Layer1986

ciao Juno devo dire che questa tua raccolta è più che decorosa, è da parecchio tempo che sono alla ricerca dei nominali di carlo II e fortunatamente posso dire di essere a buon punto. Complimenti per il tarì che anche se comune è complicato da trovare in quelle condizioni.

Spero di farti cosa gradita postandoti il carlino mancante nella raccolta così almeno da completarla virtualmente :D

2e14qap.jpg

206g7rr.jpg

per concludere i nominali di Montmein però c'è da aggiungere anche l'8 grana, anche se non esiste del '93 è pur sempre un nominale ;)

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JunoMoneta

Che splendore! oo)

Lo conoscevo già dal catalogo, ma visto così in Panavision mi fa venire l'acquolina...e l'aspetto più apprezzabile è che, a parte il conio decentrato, non presenta nessuno dei soliti fastidiosi difetti di conio presenti in questa tipologia (graffi, fratture, debolezze, etc.), forse soltanto qualche graffio sulla corona. Inoltre ha bellissimi rilevi. Complimenti!

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JunoMoneta

per concludere i nominali di Montmein però c'è da aggiungere anche l'8 grana, anche se non esiste del '93 è pur sempre un nominale ;)

Vero... Ho tralasciato di dire: la serie con il Tosone. Altrimenti mi toccherebbe raccogliere tutte le monete in argento a nome di Carlo II :o

Solo ora noto tutte le piccole differenze che caratterizzano la serie. La testa leonina che chiude il manto nel 100 grana, diventa una testa grottesca nel 50. Nel tarì e nel carlino la testa leonina si sposta sulla spalla e al centro del manto è appuntata una pietra (quadrilobata nel tarì, rotonda nel carlino) da cui pende un piccolo tosone. Completamente diversa la capigliatura e la corona tra i due nominali superiori e i 2 inferiori, come pure il paludamento che perde il nodo e la frangia. La cartella che racchiude il tosone al rovescio si semplifica sempre di più, e perde l'anellino che la chiude in basso nei 2 tondelli di taglio più piccolo. Anche le iniziali del Maestro di Zecca e di Prova, dapprima disposte sotto l'indicazione del valore, si spostano alla sinistra del tosone. Numerazione araba per i 2 tondelli maggiori, romana per quelli più piccoli.

Modificato da JunoMoneta

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francesco77

Caro Giuseppe, bella discussione che hai iniziato, questa monetazione baroccheggiante seppur di impostazione moderna riserva spesso delle sorprese (non a caso la leggenda ISTIS VICI ET REGNI, venuta fuori come un fulmine a ciel sereno, fu al centro di una lunga ricerca) ma quel che sono di grande interesse artistico sono le impostazioni iconografiche dei tosoni e dei mascheroni leonini che come hai fatto notare, possono avere espressioni e posizioni differenti a seconda dei nominali.

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francesco77

A Pagina 391, 451 e 463 della nuova opera di D'Andrea, Andreani, Prefetto (Le monete napoletane da Filippo II a Carlo VI) troviamo notizie sull'incisore Giovanni Montmain che siglava i conii con IM in nesso, la cosa strana è che, in base alle ricerche d'archivio del Bovi, risulta che il maestro di conio a Napoli fu Domenico Rendina fino al 1718 (solo dal 1684 al 1690 il Montmain ricoprì ufficialmente tale carica) ma sulle monete di questo periodo troviamo sempre le sigle IM perchè l'incisore materiale dei conii era proprio il Montmain. Evidentemente il Rendina si accontentava di trarre i benefici economici da questa carica lasciando che Montmain immortalasse il suo nome nell'acciaio.

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