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SI IL TETRADRAMMA DI AITNA

Risposte migliori

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TETRADRAMMA DI AITNA

Qui vorrei proporre una esaustiva analisi di uno dei massimi capolavori dell’arte monetaria Sicilia, il celeberrimo tetradramma di Aitna, che si trova a Bruxelles nel medagliere della Bibliòtheque Royale de Belgique:

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Diritto: Testa barbuta di Sileno, che allude a Dioniso, con corona di edera e le orecchie appuntite e, sotto il collo, uno scarabeo. Nel bordo è l'etnico ΑΙΤΝΑ ΙΟΝ, con caratteri retro-gradi; circolo di puntini.

Rovescio: Zeus Aitnaios, protettore del vulcano Etna, volto verso destra, seduto su un trono riccamente decorato e coperto da una pelle di pantera. Il Dio è vestito con un ιματιον (himation), che passa sopra la spalla sinistra. Nella mano destra, che è sollevata sopra la testa, tiene un tralcio di vite, mentre la mano sinistra, con il braccio esteso avanti, tiene un fulmine alato. Davanti una aquila, con le ali chiuse, è appollaiata su un albero di abete.

Peso: 17,23 g; Diametro medio: 26 mm; Orientamento conii: ore 9.

Possibile cronologia: circa 465-460 a.C.

Pedigree

Le prime notizie dell’esistenza di questo tetradramma risalgono al 1867, grazie ad Antonio Salinas (Le monete delle antiche città di Sicilia, 1867, p. 49, n. 470, tav. XVIII, n. 17), allora senza particolare risonanza.

Esso fu rinvenuto nei pressi di Catania; non si conosce né l’esatta data né il preciso luogo del suo rinvenimento. Si sa solo che passò nella collezione di Giovanni Battista Verga Catalano, un proprietario terriero di antica nobiltà rurale, originario di Vizzini e che morì nel 1866, lasciandola in eredità ai suoi 6 figli, fra i quali il famoso scrittore Giovanni Verga.

Nel 1882, anche per poter pagare le gravose ipoteche sui terreni, la collezione Vega Catalano fu portata a Londra da Giovanni e dal suo fratello Mario per essere venduta.

Probabilmente fu in occasione di quella trasferta verso Londra o anche alcuni anni prima che il tetradramma fu ceduto ai fratelli Alessandro e Augusto Castellani, famosi gioiellieri e antiquari di Roma, i quali, nel mese di luglio del 1882 lo vedettero a Lucien de Hirsch per la bella somma di 8.000 franchi belgi (grosso modo equivalente agli attuali 60.000 euro).

Lucien de Hirsch era un giovane di soli 26 anni, figlio unico di uno degli uomini più ricchi di quel tempo, il banchiere tedesco Moritz de Hirsch (1831-1896), il quale deteneva il controllo della famosa linea ferroviaria Orient-Express ed era cofondatore della Banque de Paris et des Pays-Bas. Lucien era innamorato delle monete greche classiche e grazie alle sue immense fortune stava avviando una pregevole collezione numismatica.

Subito dopo il suo sostanzioso acquisto, nel 1883, Lucien de Hirsch pubblicò su Numismatic Chronicle un suo articolo intitolato “Rare and Inedited Sicilian Coins”, subito seguito, nello stesso volume, da Barclay B. Head, con “Remarks on two inique coins of Aetna and Zancle”. Da allora la moneta riscosse un crescente interesse presso gli studiosi, che era invece mancato al tempo di Salinas.

Ma Lucien non visse a lungo. Morì a soli 30 anni nell’aprile 1887, quindi appena cinque anni dopo l’acquisto di questo tetradramma.

La collezione di Lucien rimase nelle mani del padre e poi della madre, Clara Bischoffsheim, di vecchia famiglia belga, che morì nel 1899. Per disposizione testamentaria ella aveva disposto che la collezione del figlio non venisse dispersa, ma ceduta in blocco allo Stato del Belgio. Nello stesso anno la collezione pervenne alla Bibliòtheque Royale de Belgique di Bruxelles.

Nel 1969 il medagliere fu trasferito in una nuova sede e in quell’occasione fu allestita una speciale sala dedicata alla memoria di Lucien de Hirsch, soddisfacendo anche una precisa disposizione della madre.

Nel 1959 venne curato l’ottimo catalogo della collezione, a cura di Paul Naster (dove il tetradramma figura a pagina 71, n. 269).

(continua)

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acraf

Nel 1942 il più celebre medaglista belga, Arman Bonnetain (1883-1973), creò l’unica copia autorizzata in argento del tetradramma, lasciando al medagliere anche la coppia di conii in acciaio da lui utilizzata:

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(continua)

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Descrizione

Questo tetradramma è un autentico capolavoro di uno dei massimi incisori dell’antichità, altrimenti sconosciuto e convenzionalmente designato come “Maestro di Aitna” (oppure “Maestro di Sileno”), con inconfondibile stile.

Prima procediamo con la descrizione dei singoli elementi presenti nella moneta.

Al diritto

1) Sileno. Il ritratto raffigura Sileno, che secondo alcuni miti era il più vecchio dei satiri. Era una popolare creatura delle foreste e delle montagne, che combinava elementi umani e animaleschi. Era il maestro e precettore di Dioniso, il dio del vino. Considerando i ricchi vigneti intorno al Monte Etna, le cui pendici erano considerate molto fertili (Strabone), la figura di Sileno non appare sorprendente. Inoltre Sileno era descritto da Euripide (I Ciclopi) come il servo di Polifemo, il Ciclope che viveva in una caverna dell’Etna. Un’altra leggenda, riportata nel poema Aetna (36-40), generalmente attribuito a Virgilio, riporta che i Ciclopi erano quelli che forgiavano le armi e il fulmine di Zeus, spiegando anche un nesso tra il diritto e il rovescio della moneta.

2) Scarabeo. Gli scarabei (kantharos in greco) dell’Etna erano famosi nell’antichità in quanto considerati i più grossi del mondo allora conosciuto (Aristofane, Pace 73). Forse adesso questa definizione non è corretta e l’insetto è stato recentemente identificato come Thorectes (o i sinonimi Jekelius o Scarabeus) marginatus, una rara specie di grosse dimensioni, anche se non è la più grande fra i coleotteri noti:

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3) Etnico AITNA ION. La leggenda è retrograda e la prima lettera, A, è appena visibile davanti al mento e la grafia è compatibile con la prima metà del V secolo a.C., specie per la forma della lettera N e per l’uso dell’omicron al posto dell’omega. La leggenda significa “[moneta] degli Etnei”.

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Al rovescio

4) Zeus. Il personaggio seduto è Zeus Aitnaios, il padrone del monte Etna, come specificato da Pindaro (Pyth. 1.9-10 e 55-60 e 4.10). Secondo il poema Aitna, attribuito a Livio, Zeus seppellì Enkelados, il capo dei Giganti, sotto l’Etna e i cui movimenti provocavano le eruzioni vulcaniche. Il culto di Zeus Aitnaios non risulta attestato prima del V secolo a.C.

5) Pelle di pantera. Sopra il trono è posta la pelle di pantera e non, come spesso erroneamente scritto, di leone: infatti sulla pelle si notano puntini e piccole curve che appaiono più compatibili per il primo felino. D’altra parte la pantera era un animale associato a Dioniso e quindi ancora al vino e ai vigneti.

6) Ramo di vite. Un’altra chiara allusione ai vigneti posti sulle pendici del vulcano.

7) Fulmine. E’ il principale e più noto attributo di Zeus. Nel caso specifico è un fulmine alato tenuto verticalmente. E’ praticamente lo stesso fulmine che si ritrova su litre emesse a nome sia di Katana sia di Aitna stessa, anch’esse opera dello stesso incisore (e a Katana l’emissione delle litre fu ripresa più volte con simili tipologie fino al 413 a.C. circa).

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8) Aquila. L’uccello è il compagno di Zeus e costituisce un altro dei suoi frequenti attributi, anche se nel caso specifico è stranamente appollaiato con ali chiuse sulla sommità di un albero e non si mostra in posizione di attacco su una preda.

9) Albero di abete. Anticamente le pendici del vulcano erano ricoperte da ampie foreste (Diodoro 14.42.4 e Strabone 6.2.8), parti delle quali sopravvivono ancora oggi. L’albero raffigurato nel tetradramma sembra essere un Abies nebrodensis, che attualmente sopravvive in pochi esemplari presso Palermo e Cefalù.

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(continua)

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Contesto storico

Per capire questa moneta è necessario conoscere anche il relativo contesto storico.

Nel 491 a.C. era morto Ippocrate, tiranno di Gela e padrone di molte città siceliote. Alla sua morte il potere passò a Gelone, figlio di Deinomene (da cui il nome della dinastia dei Deinomenidi), che era il comandante della cavalleria di Ippocrate. Gelone conquistò Siracusa nel 485 a.C. e cinque anni dopo, nel 480 a.C., fu protagonista della prestigiosa vittoria sui Cartaginesi nella battaglia di Himera.

Nel 478/7 a.C. Gelone morì e con lui cessò anche un periodo che fu definito “età dell’oro”. Gli succedette il fratello Ierone (o Gerone), di temperamento dispotico e sospettoso. Sentendosi insicuro Siracusa, Ierone si trasferì a Katana, il cui nome fu modificato in Aitna, intorno al 476/5 a.C., probabilmente anche a seguito di una importante eruzione del vulcano omonimo (Tucidide 3.116). Egli deportò l’originaria popolazione di Katana (e di Naxos) a Leontinoi e riempì la nuova capitale di Aitna/Katana con abitanti provenienti in parte da Siracusa e in parte dal Peloponneso (Diodoro 11.49; Strabone 6.268; Pindaro Fr. 71 [ode a Ierone di Siracusa].

Subito dopo, nel 474 a.C., Ierone sconfisse la flotta etrusca a Cuma, vicino Napoli, e finalmente ci fu un breve periodo di pace, durante il quale il tiranno promosse l’attività di numerosi artisti, come Pindaro (che lo chiamò espressamente “Ierone di Aitna” in Pyth. I) ed Eschilo (che scrisse un’opera teatrale “Le donne di Aitna”, oggi andata perduta).

Il prestigio di Ierone fu notevole nel mondo greco, anche a seguito della vittoria di suo fratello Polizalo, tiranno di Gela, nella corsa di quadrighe ai Giochi Delfici del 474 a.C. (e a Delfi offrirà la famosa statua di “Auriga di Delfi”). Forse nello stesso anno Ierone offrì a Olimpia anche il famoso elmo corinzio con una dedica a Zeus.

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Nel 466 a.C., alla morte di Ierone, i suoi partigiani furono espulsi da Aitna/Katana e l’originaria popolazione che era stata deportata a Leontinoi fece ritorno a casa.

I partigiani di Ierone ebbero il permesso di stabilirsi a Inessa, un vecchio centro sicano (attuale Santa Maria di Licodi, a circa 15 km NW da Catania), che fu ribattezzata Aitna.

Poco dopo, intorno al 465/4 a.C., a Siracusa fu abbattuta la tirannia dell’ultimo dei Deinomenidi, di nome Trasibulo e nel 461 a.C. a Messana furono espulsi anche i locali tiranni, figli di Anassila.

Quindi in Sicilia ebbe luogo una temporanea sospensione di governi tirannici, con instaurazione di governi democratici (Diodoro 11.76).

(continua)

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acraf

Possibile datazione del tetradramma

Adesso si dovrebbe cercare di individuare un più preciso arco temporale in cui fu coniato il tetradramma, a partire dai circa 10 anni della tirannia di Ierone ad Aitna/Katana (476/5 al 466/5 a.C.).

Inizialmente fu proposta l’ovvia ipotesi che una moneta così superba potesse essere emessa in occasione della fondazione della nuova città di Aitna, quindi nel 476 a.C. o poco dopo.

Tuttavia a complicare il quadro, intorno alla metà del XX secolo fu rinvenuto a Montagna di marzo (l’antica Herbessos) un altro tetradramma, anch’esso unico, che poi confluì nella famosa collezione dell’industriale farmaceutico ticinese Athos Moretti (poi venduto in asta NAC 13/1998, 250, g. 17,37), a nome di Aitna, ma con “normali” tipi più arcaici e comunque opera di un diverso incisore. Successivamente apparve anche un dramma, con simile rovescio, nell’asta Auctiones 20/1990, 117 g. 4,18, poi recentemente apparso su Morton Eden 51/2011, 202 (realizzando ben 70.000 sterline). Poi esistono rari esemplari di litra, con gambero al diritto e ruota con AITN al rovescio, del peso intorno a 0,60 grammi.

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Probabilmente furono queste tre emissioni ad essere coniate in tempi vicini alla fondazione di Aitna/Katana, sotto Ierone.

Il tetradramma di Aitna di Bruxelles fu certamente coniato dopo, ma esattamente quando?

E’ da scartare l’idea che possa essere emesso negli ultimi anni del regno di Ierone (470-465 a.C.), mancando un reale motivo per creare un simile capolavoro.

Più verosimile e ormai accettata è l’ipotesi che questo tetradramma sia stato emesso dai sostenitori della famiglia Deinomenide che si erano nel frattempo trasferiti ad Inessa, più vicino al vulcano e, come già accennato sopra, ribattezzato Aitna. Quindi l’occasione per la sua emissione fu dettata dalla rifondazione ad Inessa e di conseguenza la coniazione deve essere stata effettuata subito dopo questa rifondazione, intorno al 465-460 a.C., per stare “larghi” (come già proposto da Callatay e Gitler in occasione di una mostra del tetradramma tenuto a Gerusalemme nel 2004).

Anche l’emissione delle litre a nome di Aitna, con simile testa di Sileno, deve essere stata effettuata ad Aitna/Inessa e probabilmente durò più a lungo, ma in ogni casi cessò nel 452 a.C., quando la città fu espugnata da Ducezio e incorporata nel suo breve regno.

(continua)

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acraf

Una simile datazione attribuita al tetradramma di Bruxelles trova una importante giustificazione per la presenza di un coevo tetradramma, sicuramente opera dello stesso “Maestro di Aitna”, emesso a Naxos intorno al 461 a.C., subito dopo il ritorno dei profughi nesseni che erano stati deportati da Ierone a Leontinoi:

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Osservando attentamente sia questo tetradramma che quello di Bruxelles è possibile riconoscere le comuni caratteristiche del “Maestro di Aitna”. Innanzi tutto una incredibile precisione degli elementi della testa o chioma e della barba. Inoltre caratteristico è il modellato dei muscoli del collo sopra la linea curva segnata tra il collo e il busto. Il naso è camuso e le labbra della bocca sono carnose, a sottolineare la sensualità di Sileno e anche di Dioniso stesso.

In un recente lavoro, la prof.ssa Caccamo Caltabiano partendo da una originale e complessa valutazione strettamente iconica, ha proposto una ipotesi circa le esatte motivazioni alla base della coniazione del tetradramma di Aitna di Bruxelles.

In quel periodo a Siracusa la tirannide dei Deinomenidi era appena crollata e ad Aitna c’era il figlio di Ierone, Deinomene (omonimo del fondatore della dinastia), che era ancora un ragazzino e quindi posto sotto la tutela di suo zio, Cromio, cognato di Ierone e valente generale che riuscì a fermare l’attacco di Anassila contro Locri, allora alleata di Siracusa (Giustino 21.3.2).

In tale clima assai critico, Deinomene e Cromio probabilmente vollero mandare un messaggio di forte impatto propagandistico. Deinomene era figlio di re e quindi visto come “figlio di dio”, nelle vesti di Zeus, mentre il vecchio tutore Cromio era visto come Sileno, che era appunto tutore di Dioniso, assai venerato in quelle contrade ricche di vigneti e a sua volta ripreso da Naxos, che da sempre gravitava verso la zona etnea.

Non si conosce bene la fine di Deinomene, che fu forse cacciato o ucciso da Ducezio.

Ovviamente le argomentazioni della Caccamo Caltabiano sono molto complesse e forse non tutte condivisibili, ma è preferibile rimandare al suo studio per una personale valutazione.

Bibliografia

C. BOEHRINGER, Hieron’s Aitna und das Hieroneion, JNG 18 (1968), p. 76-79.

M. CACCAMO CALTABIANO, Why is there the head of a Silenus on the Aitna tetradrachm?, in: Kermatia philias : timètikos tomos gia ton Iôannè Touratsoglou. A: Nomismatiki-epigrafiki. - Athens : Ministry of Culture, Numismatic Museum, 2009, p. 97-104, pls. 1-2. (scaricabile dal sito http://members.ziggo.nl/tverspag/NUMIS/)

F. DE CALLATAY, H. GITLER, The Coin of Coins, The Israel Museum Jerusalem, Cat. n. 491, 2004, 25. (scaricabile da http://www.imj.org.il/images/exhibitions/2004/grid_b20.pdf)

F. DE CALLATAY, The Brussels tetradrachm of Aitna : possibly the most precious ancient coin in the world, in: All that glitters … : the Belgian contribution to Greek numismatics : 29 September 2010-15 January 2011 / ed. Panagiotis P. Iossif. - Athens : Belgian School at Athens, 2010, p. 80-89. (scaricabile dal sito http://members.ziggo.nl/tverspag/NUMIS/)

Per una panoramica sulla zecca di Aitna, cfr. anche:

http://www.eliodoro.net/zecche-siciliane/zecca-di-catania/aitna

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aemilianus253

Davvero un articolo meraviglioso. Complimenti all'amico Alberto! :)

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acraf

Devo premettere che frequento on una certa regolarità il forum LaMoneta solo da un paio di anni e pertanto mi era sfuggito che il tetradramma di Aitna è stato oggetto di una serrata discussione di alcuni anni fa:

Interessante la polemica sulla possibile esistenza di altri esemplari di questo tetradramma (addirittura almeno 5, con tanto di possibili ubicazioni di ritrovamento).

L'autenticità dell'esemplare di Bruxelles è fuori di dubbio, grazie anche ad accurati esami metallografici e microscopici (non pubblicati) e poi lo stesso pedigree appare a vantaggio della sua autenticità. Degli altri pezzi segnalati non si hanno ancora notizie dirette ma solo leggende metropolitane.

Ovviamente, a parte l'unica copia autorizzata dal museo, di Bonnetain nel 1942, a causa della rarità e imposrtanza della moneta sono stati effettuati diversi tentativi di ricavare copie false. Un esemplare chiaramente falso è stato postato nella precedente discussione che ho segnalato. Poi in occasione di uno dei tanti sequestri da parte dei Carabinieri in Sicilia è stata trovata una coppia di conii falsi (già illustrati in quella discussione).

Aggiungo che una segnalazione era stata pervenuta al "Bulletin on Counterfeits", una benemerita rivista svizzera (del Comitato antofalsificazioni dell'IAPN osia dei commercianti numismatici professionisti internazionali) che purtroppo ha chiuso le pubblicazioni nel 1999, dove, al vol. 23 n. 1/2 del 1998, segnala che nel 1997 era stato presentato un esemplare falso al mercato antiquario di Londra, che è stato poi fotografato. Ecco la pagina scannerizzata:

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In nessun caso il falsario è riuscito a creare una moneta con la stessa sensibilità e plasticità, dell'originale anche a causa dell'impossibilità di poter ricavare fedeli calchi dal pezzo nel museo di Bruxelles. Lo stesso artista Bonnetain, che pure aveva accesso alla moneta originale, si è premunito di apportare piccole differenze in modo da evitare confusioni e gli stessi conii sono stati depositati nel museo, anche se per qualche tempo erano rimasti in mano della famiglia dell'artista belga (per cui non si può escludere in maniera assoluta, anche se improbabile, che qualche pezzo possa essere stato stampato di nascosto).

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numa numa

ottimo aver rivangato la discussione sul tetra di Aitna di quache anno fa ove si possono vedere alcuni elementi di particolare interesse come i falsi coni sequestrati vicino ad Enna dai Carabinieri che sgominarono un attrezzatissimo laboratorio di falsari.

Interessante anche vedere la pervicacia con la quale un utente, allora molto attivo sul Forum, cercava di avvalorare delle repliche della famosissima moneta.

Non solo su questi falsi, tutto sommato abbastanza banali , ma su diverse monete dovetti impegnarmi a fondo per impedire all'utente dalla dialettica non banale di far passare per buone produzioni "artistiche" contemporanee :P

Infine molto utile rileggere gli interventi di FId, esperto conoscitore delle cose numismatiche di Sicilia che purtroppo non è più intervenuto sul Forum..

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numismaticasicula

2) Scarabeo. Gli scarabei (kantharos in greco) dell’Etna erano famosi nell’antichità in quanto considerati i più grossi del mondo allora conosciuto (Aristofane, Pace 73). Forse adesso questa definizione non è corretta e l’insetto è stato recentemente identificato come Thorectes (o i sinonimi Jekelius o Scarabeus) marginatus, una rara specie di grosse dimensioni, anche se non è la più grande fra i coleotteri noti:

Sull'etna e dintorni vive ancora quell'insetto (scarabeo stercolario in dialetto viene oggi chiamato arotula m.rda) è molto comune e non è uno dei più grandi coleotteri della zona.

E' lo stesso insetto venerato dagli Egizi.

In merito al tetradramma in argomento, io ho i miei dubbi sull'autenticità, non voletemene, è solo una mia ipotesi, (nel 1800 e anche prima esistevano in Sicilia eccellenti incisori e falsari, diventati ricchi con i turisti stranieri dell'epoca). Solo poche città dell'epoca coniarono l'argento, e Aitna non era certamente una città che poteva permettersi "tali lussi".

Fino ad oggi, anche la sua ubicazione geografica è controversa, anche se in linea di massima e con una certa sicurezza può dirsi che si trovasse alle pendici dell'Etna lato sud occidentante a poca distanza dell'attuale Paternò, località oggi chiamata civita. E' da questa località proviene la maggior parte dei rinvenimenti in bronzo di monete di Aitna.

Come detto, sono solo e puramente mie supposizioni.

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numa numa

Si numismaticasicula in effetti diverse persone hanno sollevato questo dubbio e il fatto che l'unicum rimanga tale, ma non solo come moneta ma anche come produzione di tetra di tale livello per la piccola zecca (mentre ad esempio per Naxos e per Katane abbiamo una consistente produzione di piccoli e grandi nominali tutti di eccellente fattura) contribuisce agli interrogativi

Riporto più sotto le considerazioni che feci a suo tempo, nell'altra discussione.Mi sembra che ancora possano tenere come argomentazioni a sostegno della plausibilità di tale coniazione.

Soprattutto il punto due è importante in quanto abbiamo una buona produzione di piccole litrae che non solo testimoniano l'esistenza della piccola zecca ma riportano il medesimo tipo di diritto del tetra, che a questo punto o è il fratello maggiore dei piccoli nominali oppure si dovrebbe ipotizzare che abbiano ispirato il falsario, o preferirei chiamarlo l'artista, visto che il livello qualitativo del tetra, se si dovesse immaginare una produzione moderna ha comunque dell'incredibile, e sia il conio Bonnetain (lui si artista vero :D ) sia le repliche che finora sono affiorate della moneta sono molto ma molto distanti dall'eccezionale bellezza del pezzo di Bruxelles.

Il tetra di Aitna (non Katane) con il Sileno, e' attualmente conosciuto in un unico esemplare e custodito presso la Bibliotheque Royale di Bruxelles.

Il fatto che sia tuttora un pezzo unico ha sollevato l'interrogativo che la moneta possa non essere autentica. Tuttavia si possono fare alcune considerazioni che

devono essere tenute presenti nella valutazione di questo pezzo.

1. La moneta in questione risulta gia' presente in collezioni ottocentesche (Barone Lucien de Hirsch), non che questo sia prova di autenticita' pero' depone a favore di una certa storia e pedigree. Inoltre un falsario ottocentesco avrebbe avuto interesse a far "ritrovare" anche altri pezzi simili per avvalorare la genuinita' del pezzo invece di lasciarlo un unicum.

2. Se del tetra non sono stati rinvenuti altri esemplari, vi sono invece diversi esemplari di litra di Aitna, attribuibili allo stesso incisore, che riproducono il Sileno nello stesso stile del tetra.

Il motivo del Sileno non e' quindi confinato al tetra ma ripreso in nominali minori, del medesimo altissimo stile e sicuramente autentici. Nuovamente non e' prova di sicura autenticita' della moneta in questione ma contribuisce a creare un "quadro" di emissioni al cui interno un tetra si inserisce appropriatamente.

3. L'altissimo stile della moneta in questione.

Indubitabilmente ci troviamo di fronte ad un pezzo di stile del tutto eccezionale, raggiunto forse solo dagli esemplari coevi della zecca di Naxos (questi, originali al di la' di ogni dubbio, sono stati ritrovati in numerosi esemplari), che non a caso sono stati attribuiti da alcuni alla stessa mano. Se quindi il pezzo di Aitna fosse un falso ci troveremmo di fronte alla produzione unica di un falsario geniale che non avrebbe poi avuto interesse o occasione di produrre altri pezzi (che so, ad esempio, la dracma della stessa serie), il che sembra relativamente poco probabile.

5. La ricca simbologia del rovescio del tetra contiene una varieta' di elementi peculiari per cui riesce difficile pensare che un falsario sia potuto arrivare a concepire una composizione cosi' originale e ben strutturata (si pensi solo allo scarabeo riprodotto sul rovescio, che evoca gli scarabei giganti che popolavano le pendici dell'Etna), ricca di simbologie e rimandi che presupporrebbero una cultura e conoscenza classiche fuori dell'ordinario per un falsario che avrebbe trovato molto piu' conveniente mutuare una simbologia piu' comune quale quella rappresentata, ad esempio, dalla saetta (riprodotta sulle litre) oppure dal grappolo d'uva come nelle emissioni Nassie, oppure ancora la classica quadriga rappresentata sui nominali di Katane.

4. Della zecca di Aitna si conoscono pochissime emissioni e soprattutto pochissimi grandi nominali in argento. E' quindi una zecca rara e con alcune emissioni di estrema rarita' (tranne le litre relativamente piu' comuni), un tetra ritrovato in un unico esemplare non appare quindi eccessivamente incongruo in un simile contesto.

Infine, tornando ancora sul livello di eccellenza artistica della moneta, gli artisti che si sono cimentati nella sua imitazione, compreso un bravissimo incisore francese che venne autorizzato a riprodurla attorno al 1950, pur creando dei bellissimi pezzi, non sono riusciti neanche ad avvicinarsi alla finezza e al volume dell'incisione originale.

Quanto alle riproduzioni piu' recenti da parte degli 'artisti' siciliani contemporanei pur riconoscendo loro una singolare maestria [soprattutto per quanto riguarda le riproduzioni del bronzo] esse non sembrano rappresentare dei falsi troppo pericolosi visto l'ancora assai grande divario di qualita' con l'originale (non perche' tali copie non siano di buona fattura, quanto perche' e' l'originale ad avere un livello di eccellenza tale da costituire una seria barriera per la sua riproduzione).

Non e' assolutamente escluso infine che un ripostiglio o un rinvenimento futuro possano contribuire con il rinvenimento di altri esemplari di questa moneta, come ad esempio e' stato il caso per la rarissima emissione di Messana del tetra arcaico con il dio Pan.

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mirkoct

io nutro gli stessi dubbi di numismaticasicula........per me è stato coniato a Paternò o a Gela :lol: :lol: :lol: ....

X acraf

ho avuto modo di avere a che fare con alcuni professori dell'università di fisica di messina che lavorano in questo campo,

posso garantirti che gli unici esami al metallo che danno la certezza assoluta sull'autenticità sono la foratura o il taglio della moneta,

dubito fortemente che abbiano bucato o tagliato quella tetra

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acraf

In effetti la migliore analisi metallografica presuppone la distruzione della moneta in quanto riguarda la composizione nella sua totalità e quindi anche all'interno e in tutto il suo spessore.

Ovviamente questo tipo di analisi non è stato condotto sul tetradramma in questione e si sono limitati a analizzare la sua superficie, compreso un esame microscopico, non riscontrando comunque elementi per sospettare una possibile falsità.

In ogni caso siamo di fronte a un pezzo unico e e molto particolare e quindi resta difficile esperimere un giudizio definitivo.

E' vero che nell'800 ci sono stati abili falsari e per certi versi e in alcuni casi è più difficile riconoscere un vecchio falso da un falso delle ultime produzioni paternesi e centuripane....

Però, come giustamente espresso da Numa Numa, su piano logico e da un esame diretto appare molto difficile una creazione ottocentesca di una simile moneta.

Ricordo che una simile polemica ha riguardato il famoso unico aureo degli Italici, comparso nella prima metà dell'800 e ora nel medagliere di Parigi: esiste un lungo dibattito sull'effettiva sua originalità. La scritta in osco era perfetta e a quei tempi ancora non c'erano conoscenze per scrivere in maniera così corretta. Il Crawford ancora sostiene strenuamente la sua autenticità, ma ancora permangono dubbi....

Nel caso di Aitna in proporzione esistono meno dubbi fra quelli che l'hanno esaminato, ma resta comprensibile una legittima perplessità come per tutti i pezzi unici di non documentato rinvenimento in contesto archeologico o comunque con adeguata documentazione anche del luogo e circostanze di rinvenimento, come invece nel caso del famosissino medaglione d'oro di Teodorico, della collezione Gnecchi (di sicura autenticità).

Allo stato attuale prevale la considerazione che il tetradramma di Atina sia un pezzo autentico e bisogna ancora trovare elementi certi per una valutazione contraria....

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mirkoct

.........o elementi certi della sua autenticità ;) ............forse mi convincerei un pò solo se si vedessero nomilali più piccoli con un rovescio simile

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numismaticasicula

io nutro gli stessi dubbi di numismaticasicula........per me è stato coniato a Paternò o a Gela

Chi sia stato l'incisore del tetra in argomento rimarrà un mistero, come la sua autenticità. A Paternò, Gela, ecc. ci sono stati e ci saranno solo e sempre dei truffatori, più o meno abili a fare solo delle copie,e monete inedite e rare, in passato finite persino in rinomate case d'asta. A Catania ci fu in passato, mi sfugge il nome, un bravo incisore, incideva per fortuna solo monete correnti, (pare)del Regno. Per la bravura fu chiamato dalla zecca dove pare abbia contribuito ad approntare diversi coni apponendo su di essi il nome dell'incisore ufficiale. (notizia appresa negli anni '60 da commerciante numismatico di Catania, ora deceduto, quindi non certo attendibili, in mancanza di fondi autorevoli).

Considerazioni sul tetra di Aitna.

Al momento è l'unico esemplare conosciuto, ne è stato coniato solo un pezzo (cosa assai improbabile) e la rimanenza è rimasta sepolta da qualche parte, magari da una colata lavica di 2500 anni fa? Cosa improbabile anche questa, la lava non è cosa improvvisa e da il tempo di spostare monete e masserizie in zone più sicure. Le zone del presunto sito di Aitna sono state setacciate per decenni, possibile che non sia saltato fuori almeno un'altro pezzo, magari non il conservazione eccezionale?

Come accennavo precedentemente le mie sono e restano solo personali idee.,

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skubydu

ciao, a me la moneta stilisticamente piace, e nel guardarla mi sembra di riscontrare la particolare bravura dell'incisore nel creare particolari, che non si riscontrano in monete contemporanee (intendo 800/900).

è vero, un unicum puo insospettire, ma non è l'unico, ci sono anche frazionali minori di altre zecche che lo sono...e per questo non possiamo sempre ritenerli falsi. (per farlo serve apportare dati precisi e comparazioni con altre monete, come per alcune descritte in una discussione di questa sezione...)

Si potrebbe anche considerare che sia una prova di conio o che comunque ne siano stati coniati solo pochi esemplari ad esempio, per motivi commemorativi del tempo (e a noi ne è giunto un solo esemplare, magari altri sono in qualche collezione privata, lontani da sguardi indiscreti..). E a parte eventi storicamente tracciabili, come ad esempio per il Damareteion (di cui ci sono cmq pochi esemplari), senza informazioni approfondite, non potremo mai saperlo. Non è detto, viste le scoperte che cmq si susseguono, in futuro magari sapremo le origini di questa moneta.

ciao

sku

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diego_me

questa moneta è un capolavoro sicuramente una tra le più belle della monetazione siciliana grazie per l'ampia sintesi

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acraf

Capisco i sospetti di numismaticasicula, anche se avverto una nota di polemica sulla "impossibilità" che sia pervenuto finora un solo pezzo del tetradramma. Ma non si tratta di un evento raro nella numismatica greca. Basti pensare che anche l'altro tetradramma e il dramma a nome di Aitna, ma risalenti alla rifondazione ieroniana di Katana, seppure rinvenuti nel XX secolo, risultano essere finora esemplari unici.

Indubbiamente in origine furono battuti pochi esemplari, soprattutto per motivi di prestigio e propagandistici e non per avere un'ampia circolazione monetaria, e quindi aumentano le probabilità che sopravvivi fino ad oggi solo pochissimi pezzi o anche un pezzo unico. Le ragioni sono varie, sia storiche che geografiche.

Riguardo le litre, come già accennato, esse sono state coniate in maggiore numero e per un arco di tempo leggermente più lungo in quanto esse erano realmente utilizzate per essere spese in loco, come moneta minuta per il commercio.

Secondo me la prima emissione di litre, SICURAMENTE opera dello stesso incisore del tetradramma, è costituita dalla serie con testa di Sileno volta a sinistra e l'etnico AI TN al rovescio con fulmine alato. Essa è caratterizzata da modulo largo (sui 12 mm) e buon peso. Finora ho rintracciato 5 esemplari, tutti da una sola coppia di conii.

Ovviamente qui si inserisce anche il discorso su come "catalogare", prendendo spunto anche dal problema sollevato nella discussione "Oboli che passione".

Sto incollando le immagini di tutte le litre che ho rintracciato in formato Word, e sono una trentina di esemplari (considerando anche la testa di Sileno volta a destra, più comune e con vari conii), ma mi viene un documento pesante circa 5 Mb, che non so come inviarvi (il mio limite qui nel forum è 500 kb).

Provo intanto, per cominciare e verificare le modalità di sistemazione, a inviarvi le immagini, in formato 1:1, delle prime 5 litre (della prima serie, con testa a sinistra):

post-7204-0-23910900-1310829425_thumb.jp

Londra, BMC 16 g. 0,93

post-7204-0-35446400-1310829514_thumb.jp

Ex coll. Jameson 538 g. 0,80

post-7204-0-20687300-1310829568_thumb.jp

Munzhandlung Basel asta 8/1937, 100 g. 1,04

post-7204-0-08876400-1310829654_thumb.jp

Parigi, Bibliothéque Nationale FG 305K g. 0,79

(continua)

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acraf

post-7204-0-74311100-1310829767_thumb.jp

Klagenfurt, SNG Dreer 396 g. 0,75

Nessuna litra della prima serie è apparsa recentemente in asta e quindi tutte le immagini sono state ottenute per scannerizzazione (e bisogna anche vedere eventuali problemi di autorizzazione.....). Quindi la qualità è piuttosto modesta.

Interessante è osservare che più o meno nello stesso periodo lo stesso incisore (che è in fondo un "libero professionista" che lavora dietro adeguato compenso) ha lavorato anche a Katana, che nel frattempo aveva appena riacquistato il suo vecchio nome dopo la caduta dei Deinomenidi. E qui rispondo anche all'obiezione di numismaticasicula se questo incisore abbia lavorato anche altrove nei pressi (senza considerare l'altro suo capolavoro, il tetradramma di Naxos, già illustrato prima).

Ecco un esempio di una litra di Katana più o meno coeva della stessa mano (e credo che nessuno possa obiettare su questo aspetto):

post-7204-0-28836400-1310830156_thumb.jp

KATANA - Leu asta 81/2001, 60 g. 0,90

Per il momento mi fermo, in quanto la situazione delle litre di Aitna con testa a destra è più complessa, con diversi conii (e almeno un esemplare presenta uno stile molto modesto e un pò sospetto).....

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numa numa

Bella la serie di testine a sinistra nelle litre del Sileno di Aitna.

Posto un esemplare con testa a dx che parrebbe di stile più fine delle testine a sinistra citate da Acraf.

Lo stile della testa, i tralci di vite sul cranio, i tratti del volto animalesco ma non caricaturale, e soprattutto la finissima incisione della barba sono elementi che richiamano molto molto da vicino la mano dell'incisiore del famoso tetra.

Nell'opera magistrale, da un punto di vista di storia dell'arte più che numismatico, del Rizzo, proprio una litra assai simile a questa , con testa a dx. viene riportata nella tavola che illustra il tetra.

Paradossalmente la litra di Katane postata da Acraf sembra riprendere anch'esso avvicinarsi maggiormente allo stile del tetra che non le litre con testa a sin.

post-4253-0-39681000-1310845380_thumb.jp

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acraf

Ho da poco sistemato le varie litre che ho reperito, anche tenendo conto dei conii.

Naturalmente esiste il problema di permettere un adeguato confronto.

Per farlo ho preferito allineare sopra tutti i diritti e sotto tutti i rovesci.

Tornando alla prima serie delle litre, che corrisponde al catalogo di Campana n, 2:

2

D/: Testa di Sileno a sinistra, con corona di edera; c.p.

R/: Fulmine alato; a sinistra, AI e a destra TN.

post-7204-0-51392800-1310922475_thumb.jp

da cui si evince chiaramente che esiste una sola coppia di conii.

(continua)

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acraf

Le successive serie di itre hanno la testa di Sileno volta a destra e si conoscono diversi conii.

La prima variante ha la leggenda AI TN.

3a

D/: Testa di Sileno a destra, con corona di edera; c.p.

R/: Fulmine alato; a sinistra, AI e a destra TN.

post-7204-0-25791800-1310922754_thumb.jp

(continua)

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