JunoMoneta Inviato 12 Febbraio, 2012 #26 Inviato 12 Febbraio, 2012 Complimenti bel pezzo junoMoneta In esergo la T e isolata senza cerchietti / rosette credo piu' rara. Ciao. Grazie Achille! Trattandosi tutto sommato di una moneta non eccessivamente rara, penso che sarebbe interessante se altri membri di questo eletto forum volessero partecipare al thread aperto da Favaldar ormai molti mesi fa inserendo le immagini dei cavalli "colonnesi" in loro possesso o di loro conoscenza alla luce di quanto pubblicato dal Dott. Perfetto. A prescindere dal mio cavallo senza le rosette, ho la sensazione che le varianti possano rivelarsi più numerose di quelle censite dal D'Andrea-Andreani Puglia e riportate sul catalogo lamonetiano... Cita
Rex Neap Inviato 12 Febbraio, 2012 #27 Inviato 12 Febbraio, 2012 (modificato) Ciao Giuseppe, scusami, potresti dare un'occhiatina più accurata al tuo Cavalluccio, a me non sembra che sia privo di rosette.....quella di sinistra certamente manca (forse consumata) ma a destra io intravedo i resti di quella che sembra essere proprio una rosetta. Grazie e facci sapere. Modificato 12 Febbraio, 2012 da peter1 Cita
iachille Inviato 12 Febbraio, 2012 #28 Inviato 12 Febbraio, 2012 Complimenti bel pezzo junoMoneta In esergo la T e isolata senza cerchietti / rosette credo piu' rara. Ciao. Grazie Achille! Trattandosi tutto sommato di una moneta non eccessivamente rara, penso che sarebbe interessante se altri membri di questo eletto forum volessero partecipare al thread aperto da Favaldar ormai molti mesi fa inserendo le immagini dei cavalli "colonnesi" in loro possesso o di loro conoscenza alla luce di quanto pubblicato dal Dott. Perfetto. A prescindere dal mio cavallo senza le rosette, ho la sensazione che le varianti possano rivelarsi più numerose di quelle censite dal D'Andrea-Andreani Puglia e riportate sul catalogo lamonetiano... quanto pubblicato dal Dott. Perfetto L'autore parla dei Colonna e Tagliacozzo anche nel suo ultimo libro su Carlo V al cap.3. Cita
Rex Neap Inviato 12 Febbraio, 2012 #29 Inviato 12 Febbraio, 2012 Questo è quello presente anche nell'articolo de "Il Giornale della Numismatica" http://www.deamoneta.com/auctions/view/26/130 Cita
Rex Neap Inviato 12 Febbraio, 2012 #30 Inviato 12 Febbraio, 2012 E questo è quello della XXXIII Asta Artemide del 2 luglio 2011 Cita
JunoMoneta Inviato 12 Febbraio, 2012 #31 Inviato 12 Febbraio, 2012 (modificato) Accidenti che occhio, Pietro! No, sono andato a ricontrollare, e in quella zona dell'esergo effettivamente ci sono lievi irregolarità del campo che possono suggerire forme diverse, ma si tratta di irregolarità presenti in altre zone della moneta. Inoltre tutti i caratteri della legenda e l'altra rosetta sono ben rilevati e, per credere che in quel punto ci possa essere stata una rosetta si dovrebbe ipotizzare un'abrasione, di cui peraltro non sembra esserci traccia. Sono andato a controllare sul Corpus e, in alternativa alle due rosette, in esergo è pure rilevata la presenza di cerchietti, di due X o di coppie da 3 globetti disposti a piramide. Nessun esemplare censito con la T in campo liscio. L'aspetto più sorprendente consiste invece nel peso. A fronte del modulo generoso, questo infatti supera a mala pena un grammo tondo. Anche molti esemplari censiti sul Corpus mostrano un peso calante, ma mai quanto il mio. A tenerla in mano, per lo spessore da ostia, ricorda piuttosto un denarello di epoca sveva o angioina, e non un cavallo. Anche il colore bruno-grigiastro fa pensare ad un'apporto ridotto di rame. Eppure molti dettagli (la sagoma del cavallo, in particolare il collo e la criniera; alcuni punzoni caratteristici, come la Q distesa e la V a forma di Y) sono troppo fedeli agli altri esemplari pseudo-brindisini per far pensare ad un falso antico. La spiegazione che mi sono dato è che, in tempi di crisi politiche e di congiure, in un'officina periferica e improvvisata come Tagliacozzo, si siano potuti tranquillamente verificare degli illeciti...il modulo ampio con la perlinatura intatta sembra proprio voler produrre intenzionalmente questo equivoco. Un pò come avveniva nel XIV secolo con i gigliati slargati ma calanti di peso e di bontà. Del resto, quasi tutti gli altri esemplari che ho visto sono certamente molto più spessi, ma sempre di modulo ridottissimo, spesso privi per metà della legenda. Insomma, credo che si sia trattato di una frode un tantino più furba e creativa dellle altre in una sede legittima. Ma lascio agli esperti l'ultima parola... Modificato 12 Febbraio, 2012 da JunoMoneta Cita
mero mixtoque imperio Inviato 12 Febbraio, 2012 #32 Inviato 12 Febbraio, 2012 Accidenti che occhio, Pietro! No, sono andato a ricontrollare, e in quella zona dell'esergo effettivamente ci sono lievi irregolarità del campo che possono suggerire forme diverse, ma si tratta di irregolarità presenti in altre zone della moneta. Inoltre tutti i caratteri della legenda e l'altra rosetta sono ben rilevati e, per credere che in quel punto ci possa essere stata una rosetta si dovrebbe ipotizzare un'abrasione, di cui peraltro non sembra esserci traccia. Sono andato a controllare sul Corpus e, in alternativa alle due rosette, in esergo è pure rilevata la presenza di cerchietti, di due X o di coppie da 3 globetti disposti a piramide. Nessun esemplare censito con la T in campo liscio. L'aspetto più sorprendente consiste invece nel peso. A fronte del modulo generoso, questo infatti supera a mala pena un grammo tondo. Anche molti esemplari censiti sul Corpus mostrano un peso calante, ma mai quanto il mio. A tenerla in mano, per lo spessore da ostia, ricorda piuttosto un denarello di epoca sveva o angioina, e non un cavallo. Anche il colore bruno-grigiastro fa pensare ad un'apporto ridotto di rame. Eppure molti dettagli (la sagoma del cavallo, in particolare il collo e la criniera; alcuni punzoni caratteristici, come la Q distesa e la V a forma di Y) sono troppo fedeli agli altri esemplari pseudo-brindisini per far pensare ad un falso antico. La spiegazione che mi sono dato è che, in tempi di crisi politiche e di congiure, in un'officina periferica e improvvisata come Tagliacozzo, si siano potuti tranquillamente verificare degli illeciti...il modulo ampio con la perlinatura intatta sembra proprio voler produrre intenzionalmente questo equivoco. Un pò come avveniva nel XIV secolo con i gigliati slargati ma calanti di peso e di bontà. Del resto, quasi tutti gli altri esemplari che ho visto sono certamente molto più spessi, ma sempre di modulo ridottissimo, spesso privi per metà della legenda. Insomma, credo che si sia trattato di una frode un tantino più furba e creativa dellle altre in una sede legittima. Ma lascio agli esperti l'ultima parola... Al di là delle considerazioni prettamente numismatiche e assodato che gli illeciti avvenivano in tutte le zecche regnicole (una o poche monete non fanno di tutt’erba un fascio), se tra Brindisi e Tagliacozzo dobbiamo scegliere “la zecca improvvisata” possiamo puntare direttamente a Brindisi. Tagliacozzo fu un’officina operativa a fini di liquidità monetaria per 100 anni di seguito, a fasi alterne, ma ravvicinate, dunque ben rodata ed organizzata. Brindisi fu un’officina caratterizzata solo da premialità, a differenza dei tempi del medioevo, quando ebbe anch’essa le caratteristiche di un’officina per fini di liquidità monetaria. Dunque non esiste paragone tra un’officina alle prese con poche verghetelle di metallo, a fini pubblicistici, ed una che lavora a pieno regime per le esigenze del ricco Abruzzo Ultra. Cita
JunoMoneta Inviato 12 Febbraio, 2012 #33 Inviato 12 Febbraio, 2012 (modificato) Evidentemente c'è una grave lacuna nella mia conoscenza di questa zecca. Perché a me risulta essere stata attiva sono per un biennio all'inizio del '400 e poi nell'ultimo lustro del XV secolo. Tralasciando la possibilità che abbia coniato cavalli a nome di Ferrante, il che dilaterebbe l'ultimo periodo di attività a non più di quattro lustri. Intende forse dire che ci sono monete coniate in quell'officina per conto di altre zecche abruzzesi? La cosa mi interessa molto... Modificato 12 Febbraio, 2012 da JunoMoneta Cita
mero mixtoque imperio Inviato 12 Febbraio, 2012 #34 Inviato 12 Febbraio, 2012 Evidentemente c'è una grave lacuna nella mia conoscenza di questa zecca. Perché a me risulta essere stata attiva sono per un biennio all'inizio del '400 e poi nell'ultimo lustro del XV secolo. Tralasciando la possibilità che abbia coniato cavalli a nome di Ferrante, il che dilaterebbe l'ultimo periodo di attività a non più di quattro lustri. Intende forse dire che ci sono monete coniate in quell'officina per conto di altre zecche abruzzesi? La cosa mi interessa molto... A tempo debito non mancherò di pubblicare tutto e di comunicarlo, un saluto. SP Cita
JunoMoneta Inviato 12 Febbraio, 2012 #35 Inviato 12 Febbraio, 2012 Grazie per l'anteprima, allora, e buon lavoro! Cita
mero mixtoque imperio Inviato 12 Febbraio, 2012 #36 Inviato 12 Febbraio, 2012 Grazie per l'anteprima, allora, e buon lavoro! Grazie, altrettanto a lei. Cita
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