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acraf

SI
Una strana emissione di didrammi di Segesta

SEGESTA didramma (Hurter 172)

La compianta Silvia Hurter, nemmeno due anni prima della sua scomparsa, scrisse un Corpus sui didrammi di Segesta, con una buona appendice anche sui frazionali emessi da quella zecca. Purtroppo è scritto in tedesco, ma la classificazione è abbastanza agevole, grazie anche alle numerose tavole illustrative:

Silvia Mani Hurter. Die Didrachmenpraung von Segesta, Zurigo 2008

Al numero 172 di questo catalogo esiste una specifica combinazione di conii: V51-R94’, che è datata al periodo IV, ossia al 412/410 – 400 a.C. ed è caratterizzata dal particolare riutilizzo del conio R94 ove l’incisore ha praticato un particolare incavo più o meno rettangolare, forse allo scopo di obliterare il parte la leggenda del nome della città di Segesta, SAGESTAZIB, all’altezza delle lettere …TAZI. Su questo incavo l’incisore ha aggiunto le lettere SACES (colgo qui l'occasione per tirare le orecchie ai curatori del forum per non avere previsto almeno i caratteri "Symbol" per poter trascrivere con lettere in greco).

Non è ancora possibile stabilire gli esatti motivi di questa strana e parziale obliterazione, tanto più che le nuove lettere aggiunte fanno ancora parte del nome della città, con la sola particolarità dell’uso della lettera C al posto del gamma (retrogrado).

Questo conio riutilizzato è contrassegnato dalla Hurter con l’apostrofo per distinguerlo dal conio normale, R94, è stato combinato anche con un altro conio di diritto, V52, con il cane in posizione puntata (Hurter catalogo n. 174).

Riporto qui la scheda tratta dal volume della Hurter:

post-7204-0-53457800-1325202241_thumb.jp

continua

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La Hurter quindi elenca in tutto 7 esemplari (didrammi), ai quali si dovrebbe aggiungere un nuovo esemplare, proveniente dall’asta Nummus et Ars n. 78 del 2011, lotto n. 24, sul quale però nutro seri dubbi di autenticità, per i motivi che saranno poi riportati.

Intanto riporto di seguito le immagini dei vari esemplari che sono riuscito a reperire (manca solo l’esemplare (e) del medagliere del Museo Archeologico di Palermo):

Esemplare a):

Londra BMC 25 g. 8,52

post-7204-0-19865700-1325202529_thumb.jp

Esemplare b):

Lanz 125/2005, 101 g. 8,45

post-7204-0-75308100-1325202580_thumb.jp

Esemplare c):

Lanz 36/1986, 84

post-7204-0-36872500-1325202646_thumb.jp

Esemplare d):

CNG 67/2004, 326 g. 8,31

post-7204-0-03908600-1325202851_thumb.jp

Esemplare f):

Oxford, SNG Ashmolean 1877A

post-7204-0-30959300-1325202873_thumb.jp

Esemplare g):

Sotheby Zurich, aprile 1973, coll. Ward, 184

post-7204-0-58127400-1325202936_thumb.jp

continua

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Inviato (modificato)

E ora il nuovo esemplare:

Nummus et Ars 78/2011, 24 g. ?

post-7204-0-95037000-1325203139_thumb.jp

Dal semplice confronto fra i vari esemplari, con particolare attenzione verso quelli da collezioni più antiche, come il BM e l’Ashmolean, si nota come il contorno perlinato al diritto sia molto netto, con perline quasi perfettamente sferiche e la testina sopra il cane, pur di stile piuttosto modesto, abbia rilievi consoni e l’occhio sferico; inoltre il cane ha le fauci spalancate, con lingua penzolante. Al rovescio l’incavo operato dall’incisore è sempre evidente e con contorni netti. E’ da osservare che TUTTI gli esemplari noti, a un esame più attento, risultano essere riconiati, forse su vecchi didrammi.

Interessante è la presenza in almeno due esemplari (a e g) piuttosto scentrati delle tracce di un altro contorno perlinato.

Nel caso dell’esemplare Lanz 125, pur essendo censito normalmente dalla Hurter, si nota come il bordo perlinato sia molto più irregolare e le perline appaiono “svirgolate”, non giustificabili da uno scivolo di conio (non avvertito in altre parti della moneta). L’occhio della testina appare oblungo. Il cane non mostra la lingua penzolante. Al rovescio l’incavo è molto sfumato e i rilievi appaiono appiattiti e pastosi, non giustificabili da una normale usura del conio. Quindi questo esemplare dovrebbe essere giudicato PROBABILMENTE FALSO, fabbricato negli anni ’70.

L’esemplare di Nummus 78 si presenta quasi identico a Lanz, pur essendo chiaramente un diverso esemplare. I rilievi appaiono leggermente ancora più pastosi e la zampa anteriore sinistra del cane appare ispessita. L’impressione che se ne ricava è che si tratta di un clone ricavato da Lanz 125, il quale risulta poi venduto più recentemente da Varesi, nel 2007, e quindi reso disponibile in Italia probabilmente per ricavare un clone con diametro appena più ridotto (con perdita del bordo perlinato, forse perché troppo “sospetto”). Quindi anch’esso dovrebbe essere dichiarato FALSO.

Modificato da acraf
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Da questo breve excursus emerge intanto un fondamentale dettaglio: l'importanza di poter reperire buoni studi, quando esistono (come appunto il Corpus della Hurter), e di rintracciare tutti gli esemplari noti per una specifica emissione, anche se si tratta una impresa non sempre agevole nè sempre possibile.

Quando si ha a disposizione un adeguato numero di esemplari noti, possibilmente anche quelli provenienti da vecchie collezioni pubbliche, in parte reperibili su vecchi testi, diventa possibile acquisire interessanti dettagli che permettono anche di poter effettuare confronti con eventuali nuovi esemplari che appaiono su recenti aste.

Ovviamente il mio giudizio resta personale e non confortato da esami diretti dal vivo. Tuttavia alcuni dettagli anche da fotografie permettono quantomeno di poter esprimere una prima valutazione sulla possibile autenticità o meno.

E' un utile esercizio per poter acquisire un "occhio clinico" quando si possono confrontare più esemplari provenienti da una determinata coppia di conii.

L'interesse verso questa combinazione di conii è inoltre aumentato quando si riscontra la strana peculiarità del riutilizzo di un conio del rovescio già usato in precedenza, per apportarvi da parte dell'incisore delle modifiche che ancora sfuggono a una soddisfacente spiegazione. Che senso aveva di obliterare una parte del nome della città, per aggiungervi alcune lettere che comunque fanno parte dello stesso nome della città di Segesta (con la sola differenza della C al posto del gamma)?

Allego un esemplare che porta il conio R94 originale, non ancora modificato dall'incisore e che è abbinato al conio V49 (n. 167 del catalogo di Hurter).

Esemplare Londra BMC 26 g. 8,05

post-7204-0-84363600-1325204723_thumb.jp

Tanto per complicare le cose..... Il conio V49 è stato anch'esso modificato successivamente in V49', caratterizzato dalla totale rimozione della testina sopra il cane (n. 169 del catalogo Hurter).

Apparentemente intorno al 400 a.C. a Segesta alcuni conii del diritto e del rovescio sono stati sottoposti appunto ad alcune modifiche e riutilizzati, spesso riconiando sopra vecchi didrammi.

Ciò costituisce un piccolo enigma.

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Stupendo e suggestivo apporto Acraf!

Molto tecnico.

Molto istruttivo.

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E ora il nuovo esemplare:

Nummus et Ars 78/2011, 24 g. ?

post-7204-0-95037000-1325203139_thumb.jp

Dal semplice confronto fra i vari esemplari, con particolare attenzione verso quelli da collezioni più antiche, come il BM e l’Ashmolean, si nota come il contorno perlinato al diritto sia molto netto, con perline quasi perfettamente sferiche e la testina sopra il cane, pur di stile piuttosto modesto, abbia rilievi consoni e l’occhio sferico; inoltre il cane ha le fauci spalancate, con lingua penzolante. Al rovescio l’incavo operato dall’incisore è sempre evidente e con contorni netti. E’ da osservare che TUTTI gli esemplari noti, a un esame più attento, risultano essere riconiati, forse su vecchi didrammi.

Interessante è la presenza in almeno due esemplari (a e g) piuttosto scentrati delle tracce di un altro contorno perlinato.

Nel caso dell’esemplare Lanz 125, pur essendo censito normalmente dalla Hurter, si nota come il bordo perlinato sia molto più irregolare e le perline appaiono “svirgolate”, non giustificabili da uno scivolo di conio (non avvertito in altre parti della moneta). L’occhio della testina appare oblungo. Il cane non mostra la lingua penzolante. Al rovescio l’incavo è molto sfumato e i rilievi appaiono appiattiti e pastosi, non giustificabili da una normale usura del conio. Quindi questo esemplare dovrebbe essere giudicato PROBABILMENTE FALSO, fabbricato negli anni ’70.

L’esemplare di Nummus 78 si presenta quasi identico a Lanz, pur essendo chiaramente un diverso esemplare. I rilievi appaiono leggermente ancora più pastosi e la zampa anteriore sinistra del cane appare ispessita. L’impressione che se ne ricava è che si tratta di un clone ricavato da Lanz 125, il quale risulta poi venduto più recentemente da Varesi, nel 2007, e quindi reso disponibile in Italia probabilmente per ricavare un clone con diametro appena più ridotto (con perdita del bordo perlinato, forse perché troppo “sospetto”). Quindi anch’esso dovrebbe essere dichiarato FALSO.

caro Acraf,

complimenti per il lavoro svolto, concordo con quanto da te riportato.

Rilievi poco definiti e poca cura dei particolari (oltre ad una usura secondo me anomala) in questi esemplari cmq rari, fà parecchio pensare...

ciao e buon anno nuovo!!!

sku

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Un'analisi veramente istruttiva ed interessante che porta a non sempre facili conclusioni.

Complimenti e .... buone monete "vere" con l'anno nuovo

roth37

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