azzogsal Inviato 7 Febbraio, 2006 #1 Inviato 7 Febbraio, 2006 (modificato) A chi chiedeva il valore delle monete papali nel 1800 prima dell' introduzione della monetazione decimale in lire rispondo con questo sonetto del Belli che dovrebbe essere esplicativo! Girava un vignarolo oggi a mercato co un fico fresco in mano."Ohe j'ho detto, "dico:quanto ne vòi?".Dice:"Un papetto." Dico:"Un papetto solo?! E'arrigalato." Quattro lustrini un fico, si Bruciato! Du giuli un fico ladro maledetto! Eh quanno abbi lui voja d'un fichetto, je lo do auffa io, più a bommercato Eppuro ce s'é trovo Lì un zomaro che me sfrusciava:" Oh, nun è caro mica: uh, in sta staggione nun è gnente caro" Io lo capisco che ce vò fatica pe trova un fico fresco de gennaro ma con papetto ciài puro una fica 23 marzo 1834 papetto=2 paoli =2 giulii= 4 lustrini =4 grossi :lol: :P Modificato 7 Febbraio, 2006 da azzogsal Cita
Dimitrios Inviato 7 Febbraio, 2006 #3 Inviato 7 Febbraio, 2006 Molto bello! Grazie! Scommetto che rcamil lo imparerà a memoria e lo racconterà ai suoi futuri figli come nina nanna!!! :P :P :P Cita
azzogsal Inviato 9 Febbraio, 2006 Autore #4 Inviato 9 Febbraio, 2006 PIACIUTO IL SONETTO? Questa la dedichiamo a Rcamil TALIS MADRE,TALI FIJA Nun zerv'a dì: chi di gallina nasce 'gna che ruspi: è proverbio che nun falla. Da una vacca nun nasce una cavalla. Come se nasce fija mia se pasce. Tu madre ch'è mignotta dalle fasce e a te t'ha partorita a Santa Galla ne le tu' fregnarie mò te da spalla, e accussì casa tua s'empie de grasce Che te credevi? de trovà li gnocchi? Che speravi dich'io co quer paino? De falla a me su la croce dell'occhi? Eh vòi davero! a me damme er cerino? Tu cerchi d'attonnà queli bajocchi, e d'abbuscacce er resto del carlino 9 febbraio 1832 carlino= moneta di bajocchi 7 e mezzo :lol: :lol: Cita
rcamil Inviato 9 Febbraio, 2006 #5 Inviato 9 Febbraio, 2006 Grazie della dedica azzogsal, anche se mi mancano alcuni passaggi per comprendere appieno il senso di questo secondo sonetto (che comunque dal titolo intuisco... :P ). P.S.: Le equivalenze monetarie vanno bene ;) , interessante che nel 1832 si parli ancora di carlini, coniati fisicamente per l'ultima volta da papa Pio VI (vedi ALLEGATI), ma che evidentemente rimanevano ancora nel cuore della gente... :rolleyes: Ciao, RCAMIL. Cita
Giuseppe Inviato 9 Febbraio, 2006 #6 Inviato 9 Febbraio, 2006 In questa invece c'è una moneta non propriamente di Roma e per giunta "falso d'epoca"; vi lascio indovinare cos'era: La messa de San Lorenzo Un giorno, a Ssan Lorenzo, entrò un Ziggnore E aggnède in Zagristia co un colonnato, Acciò un prete sciavessi scelebbrato Una messa d'un scudo de valore. Er prete in ner momento fu ttrovato: La messa se cantò a l'artar-maggiore; E un'anima purgante ebbe l'onore De volà in paradiso a bbommercato. Ma appena er prete se cacciò la vesta, Accortose la piastra ch'era farza, Attaccò un Cristo, e ffesce una protesta. E ll'anima sarvata ebbe er martorio, Stante la messa che nnun j'era varza, De tornassene addietro in purgatorio. 26/4/1834 Cita
azzogsal Inviato 10 Febbraio, 2006 Autore #7 Inviato 10 Febbraio, 2006 Bravo Giuseppe, i sonetti del Belli con riferimenti a monete sono tanti, in quel periodo gli scudi che circolavano potevano essere più d'uno, io posto quelli che mi sembrano possibili. Cita
rcamil Inviato 10 Febbraio, 2006 #10 Inviato 10 Febbraio, 2006 In questa invece c'è una moneta non propriamente di Roma e per giunta "falso d'epoca"; vi lascio indovinare cos'era:La messa de San Lorenzo Un giorno, a Ssan Lorenzo, entrò un Ziggnore E aggnède in Zagristia co un colonnato, Acciò un prete sciavessi scelebbrato Una messa d'un scudo de valore. 96354[/snapback] Il colonnato "falso" accettato dal prete era la piastra da 8 reales di Spagna, denominata in questo modo per le colonne d'Ercole al rovescio ;) (vedi allegato). Trattandosi di una delle monete storicamente definite "universali" e per questo largamente falsificata, è verosimile che fosse ben accetta anche a Roma, ed il cambio alla pari con uno scudo, date le caratteristiche delle due monete, ci può stare :rolleyes: . Ciao, RCAMIL :bandit: Cita
azzogsal Inviato 13 Febbraio, 2006 Autore #12 Inviato 13 Febbraio, 2006 (modificato) Nella ricorrenza dell' incoronazione dei Papi era uso distribuire un mezzo Paolo di elemosina a chi si presentava nel cosiddetto cortilone del Belvedere in Vaticano ecco cosa srive il Belli per l'occasione. Er grosso dell'incoronazzione Dunque lo vòi sentì si percheè tosso? Perchè d'avanti all'arba inzin'a mone sò stato a Bervedè lì de piantone ignud' e crudo e co la guazza addosso. Eppoi quann'è stat'ora da dà er grosso ciannouperto un spirajo de portone pe infilace uno a uno ar cortilone come se fa al'agnelli er zegno rosso. Ladri futtuti! a me mezzo grossetto m'hanno dato allo sbocco der cortile a quache donna poi fino a un papetto E ar vortaà li cartocci in ner bacile se tienevano er fonno immano stretto rubbanno un quartirolo ogni barile. Roma 7 gennaio 1832 Alle donne veniva dato un elargizione maggiore non si sà se per favori fatti o da fare, I distributori, nel vuotare il rotolino nel bacile, tenevano stretto in mano il fondo in modo che vi rimanesse qualche moneta che s'intascavano mettendo via la carta Chissà perchè leggendo questo sonetto mi sono venute in mente le file che i collezzionisti fanno per avere le divisionali del Vaticano e anche in questo caso mi sa che qualche moneta rimane in mano attaccata ai distributori. Non è cambiato nulla. :( :P :lol: Modificato 13 Febbraio, 2006 da azzogsal Cita
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